Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 166 del 27/6/2002
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(Abuso delle intercettazioni telefoniche e ambientali - n. 2-00368)

PRESIDENTE. L'onorevole Tanzilli ha facoltà di illustrare l'interpellanza Volontè n. 2-00368 (vedi l'allegato A - Interpellanze urgenti sezione 6), di cui è cofirmatario.

FLAVIO TANZILLI. Signor Presidente, l'interpellanza ha per oggetto il fenomeno delle intercettazioni telefoniche ed ambientali.
Si chiede, in particolare, se risultino casi di abuso o di un uso troppo disinvolto dello strumento delle intercettazioni telefoniche o ambientali, quale sia l'esatta entità del numero delle intercettazioni svolte dalle procure italiane nell'anno 2001, a quanto ammonti il costo totale di tali intercettazioni e, soprattutto, il rapporto tra tale costo e l'utilità delle intercettazioni, con riferimento, ovviamente, ai risultati ottenuti nelle indagini e, infine, se tutto ciò sia giustificabile rispetto alla situazione del paese.

PRESIDENTE. Il sottosegretario di Stato per la giustizia, onorevole Santelli, ha facoltà di rispondere.

JOLE SANTELLI, Sottosegretario di Stato per la giustizia. Signor Presidente, rispondo all'interpellanza urgente Volonté n. 2-00368 premettendo che i dati che mi accingo a comunicarvi sono necessariamente incompleti in quanto, allo stato, non esistono disposizioni normative che prevedano rilevazioni periodiche sui singoli capitoli di spesa.
I dati in nostro possesso, per quanto incompleti relativamente a varie voci, sono già di per sé allarmanti. Essi si riferiscono alle spese straordinarie di giustizia sostenute nel primo semestre del 2001 da 14 distretti di corte d'appello su un totale di 26.
Va subito detto che, da una prima analisi dei costi sostenuti dagli uffici giudiziari, emerge con chiarezza l'uso eccessivo delle intercettazioni. Si pensi, ad esempio, che, come riferito dallo stesso procuratore generale della Corte di cassazione nel discorso di inaugurazione dell'anno giudiziario in corso, nell'ultimo semestre del 2001, la sola procura di Trieste ha richiesto ed ottenuto 18.000 decreti autorizzativi di intercettazioni telefoniche ed ambientali.
L'utilizzo di tale strumento di ricerca della prova ha avuto, negli anni scorsi, una crescita esponenziale. Si è passati, infatti, dai 15.000 decreti emessi nel 1992, per un costo pari a 18 miliardi di lire, ai 48.000 decreti autorizzati nel 1996, per un ammontare di spesa superiore ai 73 miliardi. Nel quinquennio 1992-1996, si è registrata l'emissione di ben 115.000 decreti autorizzativi di intercettazioni telefoniche ed ambientali, per un costo pari a 181 miliardi di lire. Si badi che questi dati si


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riferiscono ad un monitoraggio degli uffici giudiziari di maggiori dimensioni promosso nel 1997 dal ministro della giustizia del tempo, Giovanni Maria Flick (parliamo, quindi, degli uffici delle città di Milano, Roma, Napoli e Palermo).
Nell'interpellanza Volontè, testé illustrata dall'onorevole Tanzilli, si chiede di sapere a quanto ammonti il costo totale delle intercettazioni disposte dalle procure italiane nell'anno 2001. Come ho già detto, i dati in nostro possesso si riferiscono esclusivamente al primo semestre del 2001. In questo lasso temporale, abbiamo rilevato che i 14 distretti di corte d'appello analizzati hanno speso, per intercettazioni telefoniche ed ambientali e per altre spese straordinarie di giustizia, una somma pari a 72 miliardi di lire, ossia lo stesso importo delle spese sostenute nell'intero anno 1996.
A questa cifra, che è solo indicativa, bisognerà aggiungere, tuttavia, in un secondo momento, quelle risultanti dai prospetti delle spese per attività di intercettazione affrontate da uffici giudiziari di grandi dimensioni, quali i distretti di corte d'appello di Roma, Milano e Napoli. A tale proposito, bisogna considerare che, nell'esercizio 2000, i distretti di corte d'appello di Milano (per 80 miliardi) e di Napoli (per 20 miliardi e 800 milioni) hanno sostenuto spese straordinarie di giustizia per un importo di lire 100.541.170.847, ovverosia quasi il doppio della spesa complessiva sostenuta dai 14 distretti di corte d'appello in relazione ai quali disponiamo dei dati che vi sto riferendo.
Bisogna considerare, altresì, che ai costi sostenuti dal Ministero della giustizia per eseguire le operazioni di intercettazione vanno aggiunti quelli di acquisto e di manutenzione delle necessarie apparecchiature, che gravano sul bilancio del Ministero dell'interno. Attualmente, sul territorio nazionale, risultano in manutenzione, quindi in uso presso gli uffici di polizia giudiziaria di tutta Italia, 2.445 apparecchiature di intercettazione telefonica e decodificatori di fax. I costi di tali apparecchi vanno dai 9 milioni di un recente modello per le intercettazioni telefoniche analogiche ai 18 milioni dei più recenti apparecchi digitali. Il costo complessivo medio delle apparecchiature, escludendo la spesa relativa alla manutenzione, si aggira intorno ai 72 miliardi.
A quanto appena detto, va aggiunta un'ulteriore annotazione non meno importante: le spese per le intercettazioni telefoniche ed ambientali quali spese straordinarie di giustizia gravano sul capitolo di bilancio n. 1589 del Ministero di giustizia. La procedura di liquidazione delle stesse è curata dall'autorità giudiziaria che le ha disposte e autorizzate. Il pagamento avviene tramite annotazione nel modello 12, registro delle tariffe penali, con la contestuale predisposizione dell'apposito ordine di trasmissione al locale ufficio del registro. L'ufficio predetto provvede all'anticipazione delle spese sostenute per le operazioni di intercettazioni telefoniche. Tali spese dovrebbero essere recuperate in un secondo momento. È però noto che le procedure di recupero delle spese di giustizia, quand'anche indicate in sentenza, sono assolutamente ritenute inidonee: conseguentemente le anticipazioni di spesa fatte dall'ufficio del registro successivamente non recuperate vanno direttamente a gravare sul debito pubblico.
Oltre a questo voglio sottolineare un punto: quello che chiamiamo il modello 12, cioè le spese straordinarie di giustizia, rappresenta una voce assolutamente generica in cui devono essere ricomprese le intercettazioni telefoniche, le consulenze e altri tipi di spese eventuali. Quindi, noi non abbiamo uno strumento oggi per quantificare direttamente, se non in maniera assolutamente indicativa, le spese reali per le intercettazioni.
Per quel che riguarda il rapporto tra costi dell'intercettazione e risultati ottenuti dalle indagini, è evidente che l'esecutivo non può sindacare l'adozione di questi mezzi di indagine da parte delle procure nazionali. È opportuno però ricordare che questi strumenti sono estremamente lesivi della sfera dei diritti di libertà della persona. Pertanto (e ciò dovrebbe essere indicato tramite il codice) non possono costituire


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strumento generale di un'indagine generica, ma direttamente un prezioso ed utilissimo strumento di approfondimento e di eventuale riscontro delle prove raccolte. Un utilizzo di questo genere dello strumento delle intercettazioni telefoniche, ovviamente, comporterebbe, necessariamente, una limitazione di queste all'effettiva extrema ratio, così come viene delineato dal codice di rito.
Io allegherò a questa risposta il prospetto delle indicazioni di spesa, dati che sono già in possesso del ministero nei 14 distretti, di cui prima davo indicazione. In ogni caso il ministero ha deciso, in seguito all'interpellanza, di disporre un monitoraggio in cui verrà richiesto agli uffici giudiziari il numero dei decreti emessi per intercettazioni telefoniche, il numero delle utenze registrate, anche al fine di verificare quante utenze, più o meno in termini medi, vengono indicate in ciascun decreto ed, infine, i costi di spesa relativi per ciascuna corte d'appello. È anche intenzione di questo Governo modificare la disciplina del modello 12, una disciplina molto antiquata, e quindi far sì che le indicazioni di spesa relative al modello 12 siano specificate nelle varie voci.
In ultima analisi, per dare una risposta definitiva, anche politica, alla domanda dell'interpellanza, occorre dire che questo sicuramente è uno dei temi più scottanti; c'è la consapevolezza che le intercettazioni telefoniche ambientali sono uno strumento importante di conoscenza e di approfondimento di indagine; sarebbe comunque opportuna una valutazione anche del Parlamento (il Governo si dichiara assolutamente disponibile) per una eventuale modifica della materia e per individuare degli strumenti che ci consentano di limitarne l'uso, salvaguardandone però la necessità di utilizzo.

PRESIDENTE. La Presidenza autorizza la pubblicazione in calce al resoconto della seduta odierna del prospetto da lei indicato.
L'onorevole Tanzilli, cofirmatario dell'interpellanza, ha facoltà di replicare.

FLAVIO TANZILLI. Signor Presidente, mi ritengo certamente soddisfatto della risposta del Governo perché è una risposta finalmente chiara, precisa ed esaustiva. Sono evidentemente molto meno soddisfatto della reale situazione esistente nel nostro paese relativamente alle intercettazioni telefoniche e ambientali. Sto parlando di uno strumento certamente di grossa utilità in quanto è uno strumento di raccolta delle prove, sicuramente utile, ma ci sono alcuni dati fortemente preoccupanti, come ad esempio il dato della procura di Trieste dove c'è una richiesta, nel primo semestre di quest'anno, pari a 18 mila decreti di intercettazione telefonica. Signor Presidente, anche lei è avvocato, per cui....

PRESIDENTE. Ammetto l'addebito.

FLAVIO TANZILLI. Credo che questo non sia il solo dato a preoccupare. C'è anche un dato di carattere economico, che è stato esposto dal Governo, da cui si rileva che vengono spese somme enormi per le intercettazioni telefoniche ed ambientali. Vi è poi un dato di carattere politico, come diceva prima l'onorevole Santelli, perché si sono avuti casi di intercettazioni telefoniche che hanno avuto per oggetto giornalisti del quotidiano la Repubblica, che hanno denunciato l'abuso di intercettazione telefonica, e vi sono stati casi, ultimamente (mi riferisco alla procura di Potenza), di intercettazioni telefoniche, seppure indirette, riguardanti parlamentari. Dunque, c'è una situazione certamente preoccupante.
Di fronte a tutto ciò, oltre a ringraziare il Governo non solo per la risposta che ha fornito, ma anche per l'impegno sul monitoraggio che effettuerà, credo, in tempi abbastanza brevi (poi ci fornirà i dati finali), ci impegniamo a modificare la disciplina relativa alle intercettazioni telefoniche ed ambientali. Prendiamo atto dell'impegno riferito dall'onorevole Santelli ed anche noi ci impegniamo a modificare la disciplina della materia per migliorarla, perché, così com'è, ci sembra che le cose non possano essere viste in maniera positiva.


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Dunque, noi ci impegniamo in questo senso e restiamo in attesa dei dati finali che il Governo ci fornirà, speriamo in tempi molto brevi.

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