Allegato A
Seduta n. 166 del 27/6/2002


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(Sezione 6 - Abuso delle intercettazioni telefoniche e ambientali)

F)

Il sottoscritto chiede di interpellare il Ministro della giustizia, per sapere - premesso che:
secondo i dati della Commissione d'inchiesta sul fenomeno della mafia, risalenti al 1999, in Italia verrebbero effettuate circa 100 mila intercettazioni all'anno, pari ad una media di un italiano su 500, dato superiore di 700 volte a quello degli Stati Uniti, Paese in cui su 250 milioni di abitanti ne vengono ascoltati circa 175 mila;
nel corso dell'inaugurazione dell'anno giudiziario 2002, lo stesso procuratore generale della Cassazione ha denunciato questa pericolosa tendenza, che risulterebbe, peraltro, al rialzo;
tra le vittime di tale fenomeno risulterebbero, altresì, giornalisti delle testate Il Giornale e la Repubblica, che hanno denunciato l'abuso di intercettazioni telefoniche da parte di alcune procure;
nel corso di alcune indagini svolte dalla procura di Potenza sono state effettuate alcune intercettazioni telefoniche «indirette», che hanno riguardato alcuni parlamentari;
l'intercettazione telefonica è disciplinata dagli articoli 266 e seguenti del codice di procedura penale, in base al quale può essere ammessa se sussistono gravi indizi di reato, anche se gli autori non sono stati individuati. Dietro richiesta del pubblico ministero, titolare dell'indagine, l'autorizzazione può durare al massimo per venti giorni, se trattasi di reati mafia. Le persone sospette devono aver commesso delitti non colposi per i quali è prevista la pena dell'ergastolo o della reclusione superiore nel massimo a cinque anni;
nel caso di parlamentari, l'articolo 68 della Costituzione prevede che l'uso di intercettazioni, di qualsiasi forma, le conversazioni o comunicazioni debbono essere autorizzate dalla Camera di appartenenza -:
se risultino casi di abuso o di un uso troppo disinvolto dello strumento delle intercettazioni telefoniche o ambientali;
quale sia l'esatta entità del numero delle intercettazioni svolte dalle procure italiane riferite all'anno 2001;
a quanto ammonti il costo totale di queste intercettazioni e, soprattutto, il rapporto tra tale costo e l'utilità delle stesse in riferimento ai risultati ottenuti dalle indagini;
se ritenga giustificabile un così elevato numero di intercettazioni rispetto alla situazione del Paese.
(2-00368) «Volontè, Tanzilli».
(11 giugno 2002)