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PRESIDENTE. L'onorevole Castagnetti ha facoltà di illustrare la sua interpellanza n. 2-00390 (vedi l'allegato A - Interpellanze urgenti sezione 2).
PIERLUIGI CASTAGNETTI. Signor Presidente, signor rappresentante del Governo, la crisi che sta investendo il settore del tessile-abbigliamento è una crisi molto grave, che colpisce in particolare le piccole e medie imprese, quindi le imprese artigianali, come il sottosegretario sa molto bene; solo nel mio collegio elettorale (Carpi-Correggio) vi sono più di 4 mila aziende, con quasi 12 mila addetti, dove questa crisi comincia ad assumere davvero un rilievo pesante. Essa si è accentuata negli ultimi decenni, negli ultimi anni, in particolare in quello trascorso, soprattutto dopo che sono cominciati a registrarsi gli effetti delle più recenti decisioni degli accordi del WTO; comunque è il processo di globalizzazione che mette a dura prova un settore, che è trainante per l'economia del nostro paese.
I dati sulla decelerazione in atto in Italia, soprattutto a partire dal secondo semestre dello scorso anno, sono noti e pertanto non è il caso che io li riprenda.
Vorrei semplicemente avere delle informazioni sulle intenzioni, sulle iniziative e sulle strategie che il Governo intende adottare per fronteggiare tale crisi.
Abbiamo notizia che il viceministro Urso, recentemente, si è recato in Romania, dove ha perorato processi di clonazione dei distretti industriali di questo settore. Ci rendiamo conto di essere in Europa e che si tratta di paesi le cui economie devono pur essere sostenute, tuttavia, non si può non rilevare che le nostre imprese hanno il diritto di conoscere quali iniziative il Governo intenda assumere nei loro confronti.
Come il sottosegretario sa, il tutto è aggravato dal fatto che, secondo le informazioni fornite da Sistema moda Italia, solo nel porto di Napoli vengono sbarcati quotidianamente 80 container di prodotti del tessile-abbigliamento poi venduti al minuto tramite punti commerciali, per lo più controllati da cittadini stranieri, a prezzi assai inferiori a quelli di mercato. Dunque, ci interessa sapere cosa il Governo intenda fare in applicazione degli accordi WTO per pretendere che il dumping - soprattutto quello della produzione cinese - non continui come, invece, si sta verificando. Ciò soprattutto perché sappiamo che si tratta di un dumping che nasce dall'abbattimento dei costi produttivi e che, tra l'altro, sconta il mancato rispetto dei diritti umani. Infatti, nelle industrie cinesi - anche in quelle ubicate in Italia - si lavora per 12-14 ore al giorno senza il rispetto di nessun codice e di nessun ordinamento lavoristico.
Ormai, anche dalle nostre parti - e non solo nell'area di Carpi e Correggio dove, secondo Il Sole 24 Ore di qualche giorno fa, sono insediate 500 imprese cinesi regolarmente iscritte nei registri delle camere di commercio di Modena e di Reggio Emilia - vi è una diffusissima illegalità, che crea una concorrenza, come minimo, sleale e che deve inquietare anche per gli aspetti cui ho appena fatto riferimento.
Non a caso, da diversi anni, la Federtessile sta sollecitando il Governo su questo argomento. Ho qui alcune prese di posizione che risalgono al 1998 e al 1999. Quindi, siamo interessati a sapere quali siano le misure assunte o allo studio del Governo per fronteggiare, con urgenza e con efficacia, questi fenomeni di illegalità e di concorrenza sleale, a partire dal lavoro nero, dall'evasione fiscale e dalla conseguente forte turbativa che si crea, in particolare, per le attività produttive nei nostri distretti nazionali. Il problema non è solo di Carpi e di Correggio, ma di tutto il comparto a livello nazionale.
Inoltre, siamo alla vigilia - e per questo motivo ho scelto lo strumento dell'interpellanza urgente - del DPEF e della predisposizione della prossima legge finanziaria. Quindi, chiediamo di conoscere quali siano le intenzioni del Governo per sostenere e incentivare le industrie e le aziende in difficoltà.
Nella mia interpellanza, solo a titolo esemplificativo, ho accennato ad alcuni dei provvedimenti che sono ipotizzati ed attesi dal settore: la possibilità di pause nel prelievo fiscale; sostegni all'informatizzazione delle imprese, in particolare all'e-commerce e a queste piccole aziende che, se debitamente aiutate, possono costituirsi in rete; sostegni all'innovazione, alla formazione, alla trasformazione delle imprese, alla riconduzione delle spese, ad esempio, dei campionari a spese di ricerca a carico dello Stato.
Insomma, vogliamo sapere cosa il Governo intenda fare, in quanto il silenzio dell'esecutivo in questo settore sta creando molta inquietudine e la crisi sta avanzando, giorno dopo giorno, in termini molto preoccupanti.
PRESIDENTE. Il sottosegretario di Stato per le attività produttive, onorevole Valducci, ha facoltà di MARIO VALDUCCI, Sottosegretario di Stato per le attività produttive. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la rilevanza del settore, sia in termini di incidenza sul PIL sia per la collocazione di rilievo che ha nel sistema economico-produttivo nazionale, ha sempre determinato e continua a determinare particolare attenzione da parte del Governo.
tra distretti industriali nel nord e nel sud, anche mediante la contrattazione programmata.
avviene solo dopo aver comunicato i dati contenuti nella richiesta degli operatori dei servizi della Commissione di Bruxelles. Inoltre, per verificare ancor meglio l'attendibilità dei dati contenuti nelle domande d'importazione e prevenire frodi e comportamenti illeciti, anche su pressione dell'Italia, a partire dal 2001 è stato introdotto il «triplice controllo», in base al quale vi è uno scambio di informazioni relative alle licenze di esportazione fra autorità nazionali, i servizi della Commissione e un gran numero di paesi terzi. Il mancato rispetto delle procedure previste dalla normativa comunitaria determina l'impossibilità di introdurre merci nel territorio dell'Unione Europea e le autorità doganali vigilano contro le importazioni illecite, disponendo il sequestro dei prodotti dei settori tessile e dell'abbigliamento giunti nella Comunità senza la documentazione necessaria.
PRESIDENTE. L'onorevole Castagnetti ha facoltà di PIERLUIGI CASTAGNETTI. Signor Presidente, vorrei poter esprimere un giudizio diverso, ma l'onorevole sottosegretario mi consentirà di dire che non sono soddisfatto, nel senso che, mentre lei leggeva la sua risposta, ho appuntato i verbi e ho visto che c'è un abbondante ricorso al condizionale: «dovrebbe», «occorrerebbe», «potrebbe». Signor sottosegretario, ci sono degli operatori che attendono risposte concrete. Ancora: il Ministero per le attività produttive ha fatto delle proposte per il DPEF e sono in atto contatti con le amministrazioni finanziarie.
del settore. Mi chiedo, allora, se non sia il caso di valutare questa idea di riflessione seria e di progettazione di una strategia. Lei sa che l'ex ministro Bersani nella precedente legislatura aveva istituito il tavolo della moda; perché non lo si attiva? A questo riguardo, qualche mese fa - mi pare nel febbraio scorso - vi è stata a Firenze una timida iniziativa, ma il tavolo della moda non è stato più riconvocato e gli industriali del settore non sanno a chi rivolgersi. Bisogna che il Governo si renda conto che deve interloquire, in particolare con gli operatori che si trovano nel mezzo di questa crisi.
Il settore tessile soffre, come altri comparti produttivi, di una fase di congiuntura riflessiva che investe più o meno tutti i segmenti di cui è composto. Su questo fronte il Governo è impegnato a ridare tono a tutto il sistema produttivo, con le azioni che sta sviluppando in chiave macroeconomica.
Nello specifico, per il sistema moda, particolarmente colpito dai fatti dell'11 settembre che hanno contribuito a dare un'ulteriore spallata, rispetto a quanto già sottolineato dall'onorevole Castagnetti, il Ministero delle attività produttive sta sviluppando le seguenti linee di politica industriale.
Quick-Response è un progetto consistente in un insieme di metodologie operative, procedure gestionali e tecnologiche - quindi, anche legate all'e-commerce di cui si parlava poc'anzi -, in particolare dell'informazione, destinate a migliorare la competitività delle imprese di piccole e medie dimensioni che operano all'interno della filiera, incidendo sui tempi e sull'accuratezza del servizio clienti. Il 31 marzo si è chiuso il primo bando attuativo del progetto stesso; stiamo predisponendo, con i necessari correttivi, un nuovo bando che utilizzi le risorse residue ammontanti a circa 25 milioni di euro.
Il partenariato nord-sud prevede la realizzazione di progetti pilota aventi lo scopo di favorire un equilibrio economico e un riposizionamento competitivo delle piccole e medie imprese operanti nel Mezzogiorno, attraverso una forma di partenariato
Nel disegno di legge collegato (atto Senato n. 1149), già approvato dalla X Commissione del Senato, sono stati inseriti gli articoli 10 e 11, il primo a favore delle innovazioni di contenuto stilistico e l'altro a favore dei campionari.
È, altresì, in corso di preparazione il bando attuativo dell'articolo 59 della legge finanziaria per il 2002, riguardante la formazione degli stilisti, che dovrebbe stanziare circa 2,5 milioni di euro.
Nel corso di questo esercizio potrebbe, inoltre, essere emanato uno specifico bando tematico a valere sulle risorse della legge n. 46 del 1982 che, come ricordava l'onorevole Castagnetti, è relativa all'innovazione tecnologica e, quindi, al tema della ricerca nei campionari; in particolare, si prevede la concessione di agevolazioni sotto forma di finanziamento agevolato pari al 60 per cento dei costi sostenuti dalle imprese cui viene aggiunto un contributo a fondo perduto pari a circa il dieci per cento dei costi sostenuti per lo svolgimento di programmi di ricerca e di sviluppo volti ad introdurre nuovi prodotti e nuovi processi ovvero a migliorare quelli già esistenti.
Nel DPEF il Ministero delle attività produttive ha proposto una menzione specifica per il settore tessile e, più precisamente, per le problematiche concernenti i campionari. Inoltre si pensa di istituire un fondo comune Stato-regioni per cofinanziare le attività regionali in materia. Il Ministero delle attività produttive è intervenuto e intende intervenire nell'ambito della riforma fiscale per cercare di accelerare il più possibile se non l'eliminazione dell'IRAP quanto meno l'eliminazione del costo del lavoro all'interno del conteggio dell'IRAP che incide notevolmente in questo settore.
Quanto, invece, ai fatti degenerativi specifici che derivano dalle distorsioni commerciali ed in particolare dalle frodi del settore in violazione anche della normativa comunitaria vigente, si è provveduto al recepimento della direttiva sull'etichettatura dei prodotti tessili. Sempre nel collegato alla finanziaria approvato in Commissione, all'articolo 46 viene data la possibilità alle autorità amministrative locali di distruggere tutti i prodotti non confiscati, bensì sequestrati durante la lotta al commercio abusivo e, quindi, anche alla contraffazione.
Occorrerebbe, inoltre, sviluppare azioni concertate con altre amministrazioni, perché si possa arrivare ad un monitoraggio più puntuale e preciso del fenomeno. In tal senso, ricordando quanto l'onorevole Castagnetti sottolineava in relazione al fenomeno dell'importazione illegale di prodotti cinesi a Napoli, sono già in corso contatti e pressioni del Ministero delle attività produttive sul dipartimento delle finanze, finalizzate ad organizzare più efficaci controlli doganali sull'introduzione illecita di prodotti tessili dai mercati orientali. Non si mancherà di incrementare le pressioni anche a livello comunitario perché la Commissione possa contribuire anch'essa alla compressione di pratiche distorsive.
Sul piano più generale, i provvedimenti sull'emersione del lavoro nero e gli altri pacchetti proposti dal Governo dovrebbero poter contribuire all'attenuazione delle problematiche esistenti. Per fronteggiare la concorrenza sleale, comunque, la competente direzione generale per la politica commerciale del ministero, dopo aver ricevuto nei mesi scorsi da Sistema Moda Italia la segnalazione di sospette frodi di classificazione riguardanti alcuni capi di abbigliamento, ne ha prontamente informato l'Agenzia delle dogane, affinché venissero esperiti i controlli necessari a prevenire comportamenti fraudolenti ed illeciti.
Si sottolinea che le importazioni nell'Unione Europea dei prodotti del settore tessile e dell'abbigliamento sono disciplinate dalla normativa comunitaria, la quale impone il rispetto da parte degli operatori commerciali di una serie di adempimenti e procedure per l'immissione in libera pratica di merci provenienti da paesi terzi. Per i prodotti soggetti a quota o a duplice controllo, il rilascio delle licenze d'importazione
Sul piano della politica settoriale, come già specificato in precedenza, il Ministero delle attività produttive si renderà parte attiva perché i documenti generali di programmazione economica e finanziaria non solo prevedano ma riconoscano esigenze di risorse per una serie di strumenti che, a livello di programmazione, sono stati già individuati, come le incentivazioni per la informatizzazione delle imprese, destinate a favorire i contatti tra gli operatori di filiera, che sono già stati posti in essere. Il tema poi della formazione in generale è stato affrontato con l'elaborazione di uno studio di ampia ricognizione su quanto si sta sviluppando nell'ambito delle regioni per arrivare a delle conclusioni propositive. Altro elemento di innovazione di cui si è fatto carico il Governo è di introdurre il concetto di sostegno all'ideazione di nuovi modelli nell'ambito delle imprese. A fronte di un processo di delocalizzazione, per certi versi inarrestabile, è sembrato opportuno spostare l'attenzione e stimolare quindi con maggiore impegno l'aspetto della creatività, che caratterizza fortemente la leadership italiana nel mondo.
Insomma, se mi consente, ho l'impressione che non ci sia da parte del Governo la percezione della gravità di questa crisi. Rispetto alla stessa valutazione iniziale della sua risposta, in cui si diceva che siamo di fronte a una fase congiunturale regressiva, io credo che siamo di fronte a una fase strutturale regressiva. Se non si ha la percezione esatta della gravità e della profondità della crisi che sta investendo questo settore, è molto difficile che si possa provvedere: non è il caso, signor sottosegretario, onorevole Valducci, di investire in questo settore?
Noi sappiamo che stiamo vivendo un momento particolare, difficile della nostra economia. Io mi sto ancora chiedendo su quali settori il Governo intende puntare affinché questi ultimi rappresentino un traino nei confronti delle altre attività economiche. Noi tutti sappiamo che vi è la crisi del settore auto e dei settori della moda e dell'abbigliamento, i due settori trainanti della nostra economia, in particolare dell'export. Non intendo parlare del settore dell'auto poiché non è oggetto della mia interpellanza, ma nei confronti del settore abbigliamento non ho registrato - mi dispiace doverlo rilevare - impegni concreti. Il senatore Guerzoni, che ha presentato un'analoga interpellanza al Senato, in questi giorni ha avanzato la proposta di una conferenza nazionale tra Governo, regioni, enti locali, amministrazioni periferiche e, soprattutto, operatori
Non ho sentito impegni sul piano della promozione, soprattutto nei riguardi dell'export; da parte del Governo non vi è nessun progetto di promozione del made in Italy, di sostegno ai distretti, i quali sono ben disposti a lavorare in questa direzione.
Sempre l'ex ministro Bersani, durante la passata legislatura, aveva proposto ed aveva cominciato a realizzare sette marchi, tra i quali il marchio made in Italy, full in Italy e il marchio sociale proposto, ad esempio, dalla Federtessile. Perché si è abbandonato questo progetto, questa filiera di iniziative? Se è vero che stiamo trattando di un settore per il quale è necessaria una ristrutturazione, non vedo un progetto obiettivo del Governo, un sostegno, incentivi finalizzati.
Riguardo il tema della concorrenza sleale, dei laboratori cinesi, vorrei semplicemente dire che si tratta di una situazione molto inquietante; abbiamo appena approvato una legge per combattere la clandestinità nell'immigrazione, non ci si può limitare ad affermare che si è interessata l'amministrazione finanziaria rispetto alla criminalità rappresentata dall'importazione illegale, dall'importazione di marchi contraffatti, dall'importazione di prodotti che entrano immediatamente nel nostro mercato e che sono il frutto di lavoro minorile, di sfruttamento. Anche dalle nostre parti, a Carpi, a Correggio, secondo Il Sole 24 Ore vi sono 500 aziende, vi sono 3 mila clandestini, vi sono lavoratori selvaggi, orari di lavoro disumani, lavoro minorile diffuso, illegalità ambientale, fiscale, contributiva. È necessaria un'iniziativa concertata delle varie amministrazioni; lei me lo consentirà, dopotutto è un rappresentante del Governo, è necessario che voi realizziate un concerto e che interveniate drasticamente. Non è possibile che vi siano dei laboratori che nascono dalla sera alla mattina e che, appena arrivano i carabinieri, chiudono per poi essere riaperti ad un chilometro di distanza. Occorre un'azione coordinata: è possibile che i carabinieri, che pure hanno operato diversi interventi, non siano mai stati affiancati, ad esempio, da iniziative della Guardia di finanza? Di questa materia ho interessato già da qualche mese - ed anche di recente - il ministro dell'interno, poiché è davvero urgente un intervento, un'iniziativa concertata e, mi creda onorevole Valducci, concreta perché gli operatori si attendono dal Governo delle risposte concrete, non dei verbi coniugati al condizionale.


