...
B)
il comparto del tessile-abbigliamento, settore trainante per il made in Italy, costituito da migliaia di imprese, piccole, medie e artigianali, nonché da esercizi commerciali, occupa quasi un milione di addetti, in particolare donne, e rappresenta per l'Italia un'irrinunciabile fonte di ricchezza e di reddito;
il settore sta attraversando una fase di crisi e di trasformazioni: la più difficile degli ultimi decenni, sospinta innanzitutto dagli effetti dei più recenti accordi dell'Organizzazione mondiale del commecio (Wto) e dalla globalizzazione e liberalizzazione dei mercati, che stanno cambiando in profondità gli scambi internazionali;
la decelerazione in atto in Italia nel tessile-abbigliamento, a partire dalla seconda metà del 2001, sta determinando difficoltà a tutto l'apparato produttivo, che si manifestano in modo diversificato per dimensioni di impresa, per tipo di prodotti, per canali di commercializzazione, oltre che per mercati esteri di sbocco. Nell'anno 2001, secondo dati recentemente diffusi da «Sistema Moda Italia» (S.M.I.), la crescita rispetto al 2000 si è fortemente ridotta: nel fatturato (dal 5,7 per cento all'1,5 per cento); nelle esportazioni (dal 14 per cento al 7 per cento). L'occupazione è calata dello 0,3 per cento e si è ulteriormente ridotta, nei consumi interni, la quota dei prodotti italiani (-3 per cento), mentre si è accresciuta fino a raggiungere il 43 per cento quella controllata dalle produzioni straniere e l'attivo del comparto nella bilancia dei pagamenti si è ridotto ad appena il 6,5 per cento; di conseguenza, anche per i settori dell'abbigliamento (confezioni, maglieria, calzetteria, eccetera) è in atto una contrazione, sia pure inferiore rispetto a ciò che accade nel tessile (serico, lana, eccetera), che incide negativamente sulla produzione, sull'occupazione e sulle esportazioni;
ciò è confermato da quanto è in atto nel distretto industriale del tessile-abbigliamento nell'area di Carpi (Modena) e Correggio (Reggio Emilia), nei cui territori sono insediate oltre 4000 imprese, in gran parte piccole e medie o artigiane, con oltre 11.500 addetti, in maggioranza lavoratrici, ove, secondo i dati recentemente diffusi dalle associazioni d'impresa, Cna e Lapam-Federimpresa (Confartigianato), il 2001 si è concluso con una conferma del fatturato, anche se fortemente insidiato dal calo degli ordini e dalla cessazione dell'attività da parte di numerose imprese (nel 2001 -4,5 per cento; l'occupazione è diminuita nella stessa misura); mentre continua l'allocazione all'estero (Romania innanzitutto) di parti crescenti della produzione e nella rete commerciale si allarga, ai danni della nostra produzione, la presenza di produttori stranieri, soprattutto cinesi;
secondo osservatori qualificati, sindacati e associazioni imprenditoriali, l'attuale stato del comparto industriale e commerciale del tessile-abbigliamento sta attraversando difficoltà «mai viste in passato di questa portata», che, se non fronteggiate con urgenza, possono comportare la chiusura di migliaia di imprese, soprattutto piccole, medie e artigiane, con gravi conseguenze per l'occupazione e perdite consistenti nelle quote detenute dalle nostre produzioni, sia nei consumi interni che sui mercati internazionali;
detto comparto industriale e commerciale, nella fase difficile che attraversa, risulta altresì fortemente insidiato dall'illegalità: secondo una denuncia dello stesso «Sistema Moda Italia» (S.M.I.), attraverso il porto di Napoli, ogni giorno, illegalmente sarebbero immessi sul mercato ben 80 container di prodotti del tessile-abbigliamento poi venduti al minuto, tramite punti commerciali, pare controllati innanzitutto da cittadini stranieri, a prezzi assai inferiori di quelli di mercato, in violazione, tra l'altro, delle leggi fiscali e con l'uso abusivo del marchio made in Italy;
particolarmente dannosa per imprese, attività commerciali regolari e per la stessa occupazione risulta essere la diffusa presenza di consistenti attività produttive clandestine a cui si dedicano - in zone del Paese come quella di Carpi (Modena), in cui insiste un distretto industriale del tessile-abbigliamento di rango internazionale - persone di etnia cinese, in violazione totale o parziale di norme sull'immigrazione, su fisco e tributi, del lavoro ed igienico-sanitarie -:
quali siano le informazioni del Governo in merito all'ingresso e alla commercializzazione illegale in Italia di importanti quantitativi di prodotti del settore tessile-abbigliamento, che pone a grave rischio la stessa possibilità di sopravvivenza di tante imprese piccole, medie e artigianali e di numerose attività commerciali, con la prospettiva di una perdita di decine di migliaia di posti di lavoro e con danni consistenti per le entrate fiscali e previdenziali;
quali misure siano state assunte o siano allo studio per fronteggiare, con urgenza ed efficacia, questi fenomeni di concorrenza sleale - a partire dal lavoro nero e dall'evasione fiscale - e la conseguente forte turbativa che essi creano, in particolare per le attività produttive e commerciali nel tessile-abbigliamento in Italia;
quali iniziative intenda adottare, di concerto con gli enti locali e le parti sociali, in particolare nel distretto del tessile-abbigliamento di Modena e Reggio Emilia, per contrastare l'illegalità con cui operano numerosissime imprese clandestine, condotte in gran parte da stranieri di etnia cinese;
se, in relazione alle pesanti difficoltà in cui versa il comparto del tessile-abbigliamento, originate da fattori internazionali oltre che interni, il Governo intenda assumere, con il prossimo documento di programmazione economica e finanziaria e con la legge finanziaria per il 2003, misure urgenti di politica industriale e fiscale per sostenere il settore (pausa nel prelievo fiscale, sostegni all'informatizzazione delle imprese, all'innovazione ed alla formazione, riconduzione delle spese per campionari a spese di ricerca a carico dello Stato, eccetera), come richiedono da tempo le rappresentanze associative delle imprese e del lavoro, oltre che le amministrazioni locali.
(2-00390) «Castagnetti».
(25 giugno 2002)