Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 165 del 26/6/2002
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(Concentrazione di centrali elettriche in provincia di Foggia - n. 3-01129)

PRESIDENTE. L'onorevole Di Gioia ha facoltà di illustrare la sua interrogazione n. 3-01129 (vedi l'allegato A - Interrogazioni a risposta immediata sezione 3).

LELLO DI GIOIA. Signor Presidente, ritengo che un minuto sia un tempo estremamente limitato per illustrare i problemi inerenti la costruzione di centrali a turbogas.
In Italia, vi sono circa 130 progetti di realizzazione di centrali a turbogas che dovrebbero produrre una quantità di energia pari a circa 98 mila megawatt.
Queste centrali sono concentrate soprattutto nella cinta torinese, nella bassa padana, nell'area attorno alle grandi valli veronesi, nel Polesine, nei dintorni di Roma e nella zona di Capitanata. Soltanto nella zona di Capitanata vi sono la bellezza di 12 richieste di centrali a turbogas: 3 centrali nel comune di Foggia (FIAT Energia 400 megawatt, Sitel Sondel 800 megawatt, Energia Progesta 400 megawatt); una centrale nel comune di Troia (Italcementi 400 megawatt); una centrale nel comune di Serra Capriola; una centrale nel comune di Rignano Garganico; una centrale nel comune di Manfredonia; una centrale nel comune di San Severo...

PRESIDENTE. Onorevole Di Gioia, so che un minuto è poco, ma lei ha già parlato per un minuto e trenta secondi.
Questi sono i termini previsti dal regolamento e non decisi dalla Presidenza, quindi la pregherei di concludere.

LELLO DI GIOIA. Signor Presidente, se mi consente, concludendo vorrei chiedere al ministro Giovanardi, che qui rappresenta il ministro delle attività produttive, come sia possibile che, in una realtà come quella di Capitanata, ci siano 12 centrali a turbogas.


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PRESIDENTE. Il ministro per i rapporti con il Parlamento, onorevole Giovanardi, ha facoltà di rispondere.

CARLO GIOVANARDI, Ministro per i rapporti con il Parlamento. Il territorio della provincia di Foggia risulta essere interessato da alcune nuove iniziative relative alla costruzione di centrali termoelettriche a ciclo combinato, sempre tenendo conto della necessità di interventi indispensabili per fronteggiare la costante crescita della domanda interna di energia.
In particolare, la situazione attuale si presenta come segue. Per le centrali localizzate nei comuni di Candela e San Severo - citate dall'onorevole interrogante - risulta conclusa con esito positivo la procedura di valutazione di impatto ambientale. Per la centrale di Candela si è quasi conclusa anche la procedura di autorizzazione ed è prossima l'emanazione del decreto. Per la centrale di San Severo, in ottemperanza a quanto previsto dalla legge, il procedimento di autorizzazione sta proseguendo in sede di conferenza dei servizi con l'acquisizione delle valutazioni anche relativamente alle opere connesse, definite opere di pubblica utilità. Sempre nell'ambito della conferenza sono state registrate posizioni favorevoli del comune e della regione interessata, mentre il dissenso è stato espresso dalla provincia.
Si sottolinea che, oltre alla provincia di Foggia, anche l'assessorato all'ambiente della Puglia ha comunicato che intende definire linee programmatiche e di sviluppo del territorio sotto il profilo energetico prima di esprimere una posizione sulle altre nuove iniziative in corso di valutazione di impatto ambientale da cui sarebbero, tuttavia, escluse sia Candela sia San Severo.
Inoltre, richieste di autorizzazione sono state presentate per i siti di Foggia, di Troia, unitamente da parte di Edison Foggia e Italgen, mentre non risultano iniziative di ulteriori siti.
Per quanto riguarda le preoccupazioni dell'onorevole interrogante sull'elevata concentrazione di centrali elettriche nel territorio foggiano, si ribadisce quanto sostenuto in precedenza, cioè l'assenza di una scelta pianificata che predetermini il sito delle nuove centrali, che sarebbe in contrasto con i principi della direttiva europea e della libera concorrenza.
Esiste, invece, la piena possibilità che gli enti territorialmente interessati esprimano le proprie valutazioni e le proprie scelte, nell'ambito della procedura autorizzativa, anche con riferimento ai documenti di programmazione e pianificazione territoriale in materia di sviluppo economico e di utilizzo delle risorse ambientali.
In via generale, proprio al fine di individuare priorità e criteri di valutazione comuni a tutte le amministrazioni coinvolte, è stato da tempo predisposto uno schema di accordo in materia di produzione di energia elettrica - trasmesso, in sede di Conferenza unificata per la sigla, da parte del Ministero delle attività produttive, a regioni, province e comuni - contenente i criteri di valutazione da utilizzare al fine di verificare il grado di rispondenza delle richieste di autorizzazione di centrali elettriche alle esigenze di sviluppo omogeneo e territorialmente compatibile del sistema elettrico nazionale. Il documento, oltre ad indicare i criteri generali di valutazione dei progetti, fa riferimento agli specifici criteri di adeguatezza della collocazione e della coerenza territoriale degli impianti, fatti salvi gli strumenti di valutazione già previsti dalla normativa vigente.
In conclusione, l'adozione di tale strumento permetterà di affrontare efficacemente i casi di concentrazione di impianti nella stessa area; tema sul quale il Governo si è impegnato, in sede parlamentare, ad adottare tutte le iniziative utili, al fine di ottimizzare l'utilizzo della rete di trasporto dell'energia elettrica.

PRESIDENTE. L'onorevole Di Gioia ha facoltà di replicare.
Onorevole Di Gioia, le ricordo che ha due minuti di tempo a sua disposizione.

LELLO DI GIOIA. Signor Presidente, ci riteniamo insoddisfatti per molteplici motivi. Uno di questi è determinato dalla


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grande discordanza con quanto ci ha detto poco fa il ministro: non esiste un piano energetico regionale e non è stata data alla provincia di Foggia la possibilità di fissare un piano di coordinamento provinciale per determinare in modo serio i criteri di installazione delle cosiddette centrali a turbogas nel territorio della provincia. Ma vi è un'ulteriore difficoltà, se si considera ciò che è accaduto nel caso di San Severo: la società che dovrebbe realizzare la centrale ha presentato una richiesta al Ministero delle attività produttive in data 20 maggio; il 30 maggio - semplicemente dieci giorni dopo - è stata concessa la cosiddetta autorizzazione per le questioni inerenti alla conferenza di servizi.
Ciò significa, in buona sostanza, che nel territorio foggiano, già fortemente penalizzato dai problemi dell'agricoltura e delle risorse idriche, la costruzione di centrali a turbogas determinerà, sicuramente, condizioni di grande impatto ambientale, con tutte le difficoltà conseguenti.
Oltretutto, vi è anche un'altra questione: non si dà la possibilità ai cittadini di San Severo e, tanto meno, ai cittadini della provincia di Foggia di esprimersi liberamente; infatti, sulla base degli statuti comunali e provinciali, si è richiesto un referendum che consenta di esprimersi chiaramente sugli impatti ambientali determinati da queste centrali. Ciò significa, di fatto, che gli enti centrali - in questo caso, il Ministero delle attività produttive - decidono autonomamente di realizzare centrali in quella realtà.
Credo sia un grande errore che sicuramente porrà problemi - e qui vorrei sottolinearlo - non soltanto per quanto riguarda l'ordine pubblico. Avendo esaminato con attenzione il caso di San Severo, io e tanti altri parlamentari chiederemo che la Commissione antimafia si rechi in quella realtà, per capire con certezza ciò che sta accadendo. Nella provincia di Foggia si sta determinando una questione molto grave: non si tratta certamente di sviluppo, perché la concentrazione di centrali a turbogas danneggerà l'ambiente e le prospettive di sviluppo di quella realtà.

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