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state avviate procedure anche per insediamenti ad Orta Nova, Carapelle, Ordina, Foggia e Troia;
il «decreto Bersani» sulla liberalizzazione dell'energia elettrica ha consentito a soggetti privati di presentare progetti per la costruzione di centrali elettriche a turbogas e successivamente il decreto definito «sblocca centrali» ha accelerato i tempi di approvazione e costruzione delle centrali stesse;
la regione Puglia, ad oggi, non si è ancora dotata di un piano energetico regionale;
nella zona di Capitanata, in provincia di Foggia, secondo una ricognizione del ministero dell'ambiente e della tutela del territorio, si verrebbe ad attuare una grande concentrazione di centrali;
al momento, oltre alla centrale di Candela e a quella di San Severo, sono
se il piano scattasse, cioè se un numero così alto di centrali elettriche venisse installato in un'unica provincia, il danno sarebbe gravissimo sotto tutti i punti di vista in termini di impatto ambientale;
oltre tutto, la provincia di Foggia ha deliberato in consiglio provinciale la possibilità di indire un referendum consultivo, facendo esprimere i cittadini di Capitanata sulla installazione o meno di tali centrali, che, oltre a produrre un effetto negativo per l'impatto ambientale, creerebbe notevoli difficoltà all'agricoltura dauna, già in crisi per la grave mancanza di acqua;
ci si chiede come sia possibile avviare tali procedure di installazione in un territorio dove la carenza di acqua ha già determinato difficoltà e danni notevoli al settore agricolo provinciale, e ci è dato di sapere che nella città di San Severo, dove sono state avviate le procedure convocando una conferenza di servizi da parte del ministero delle attività produttive, non si è ritenuto di dover dare voce alle migliaia di persone che contestano l'insediamento di tale centrale;
oltre alle dichiarazioni apparse riguardo a tale centrale, vi sono gruppi di pressione che stanno condizionando la vita sociale e politica della suddetta cittadina -:
se corrisponda al vero quanto sopra esposto, in quali sedi istituzionali sia stato predisposto un simile piano, che rischia di danneggiare ulteriormente un territorio che necessita di ben altri interventi infrastrutturali per favorirne lo sviluppo, e se non ritenga utile intervenire per rivedere tali decisioni e stabilire in materia, con tutte le amministrazioni locali competenti, un piano territoriale di coordinamento per le politiche energetiche, che non stravolga il territorio ed uno sviluppo organico dello stesso, dando in una logica definita di «federalismo» la possibilità ai cittadini danneggiati di esprimersi liberamente e determinare le proprie prospettive di sviluppo. (3-01129)
(25 giugno 2002)