Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 162 del 20/6/2002
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(Esame degli ordini del giorno - A.C. 973)

PRESIDENTE. Passiamo all'esame degli ordini del giorno presentati (vedi l'allegato A - A.C. 973 sezione 9).
L'onorevole Gamba ha facoltà di illustrare il suo ordine del giorno n. 9/973/3.

PIERFRANCESCO EMILIO ROMANO GAMBA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, come si è visto dall'esito celere della votazione degli articoli, rispetto a quanto era emerso ieri sera nel corso della discussione sulle linee generali, questa proposta di legge e la sua formulazione è stata riportata all'ambito specifico per il quale aveva visto...

PRESIDENTE. Mi scusi onorevole Gamba, invito tutti i colleghi a restare in aula, perché c'è il voto sugli emendamenti e il voto finale sul provvedimento.

PIERFRANCESCO EMILIO ROMANO GAMBA. Dicevo che questa proposta è stata riportata alla sua origine, proprio in considerazione della discussione sulle linee generali svoltasi ieri sera. In effetti, questo provvedimento arrivava all'esame dell'Assemblea


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in relazione all'accertamento di un fatto specifico - sul quale, per la verità, già si sa molto -, ossia il ritrovamento nel palazzo sede della procura generale militare di una serie di fascicoli riferiti a crimini di guerra. Tuttavia, il testo che era stato proposto prevedeva tutta una serie poteri per l'istituenda Commissione d'inchiesta che andavano ben al di là e in maniera del tutto ultronea rispetto al fatto specifico. In definitiva, come è emerso anche dall'intervento del primo firmatario della proposta di legge, onorevole Carli, con i poteri che venivano attribuiti alla Commissione d'inchiesta, si tendeva ad estendere il campo d'indagine ad un ambito molto più vasto, relativo a fatti tragici avvenuti anche oltre il periodo cui si riferiscono i fascicoli di cui costituiva oggetto il titolo stesso.
Proprio per le osservazioni suesposte, abbiamo ritenuto che, seppure sarebbe stato più opportuno chiedere informazioni attraverso altri strumenti (come una dettagliata interrogazione, una segnalazione o atti di sindacato ispettivo), si poteva accedere a questa inchiesta riportandola però, attraverso le riformulazioni che hanno costituito oggetto degli emendamenti concordati nell'ambito della Commissione, ad un ambito più limitato. Per questo motivo, abbiamo ritirato tutta una serie di emendamenti che, personalmente e con altri colleghi del gruppo di alleanza nazionale e di altri gruppi della maggioranza, avevamo invece presentato sulla scorta del fatto che se la Commissione d'inchiesta fosse stata istituita con quei poteri e con quelle funzioni che venivano previste dall'articolato, si sarebbe trattato di una Commissione d'inchiesta su fatti tragici compresi nell'ultima parte del secondo conflitto mondiale in Italia. Pertanto, questo avrebbe comportato non di limitarsi ai crimini nazifascisti o, comunque, a quelli indicati nel fascicolo, bensì avrebbe richiesto, per completezza e per ampiezza, che l'inchiesta si riferisse invece ai crimini da chiunque commessi nell'Italia settentrionale, comunque, nel territorio italiano, da formazioni militari e non, regolari e non, senza nulla escludere, ma, appunto, estendendo l'indagine come chiedevano i nostri emendamenti.
Viceversa, si è ritenuto che fosse opportuno che il Parlamento avviasse questa inchiesta, secondo alcune proposte di legge già presentate e altre che verranno, articolandola nel modo che noi assieme a molti deputati della maggioranza riteniamo opportuno, e che questa necessità sia sentita in ordine non soltanto ai fatti che venivano riferiti e ai fascicoli oggetto della proposta di legge in esame, ma anche a un ben più ampio ambito che, come dicevo, tenga conto di tutti i crimini, da chiunque commessi in occasione dell'ultima parte del secondo conflitto mondiale, in Italia e nei territori italiani, e anche nell'immediato dopoguerra sino a un ambito temporale più vasto.
Allora, abbiamo ritenuto di condensare questa necessità, che quindi si affianca a quella specifica riferita al provvedimento in esame, in un ordine del giorno che chiede al Governo che collabori fin da ora con la istituenda Commissione d'inchiesta per indagare ed accertare tutti i fatti tragici avvenuti nell'ultima parte del secondo conflitto mondiale e nell'immediato dopoguerra, quindi in un periodo che va dall'8 settembre 1943 al 31 dicembre 1948.
Infatti, anche fatti tragici, come quelli relativi alle foibe, alle stragi nel Veneto, alle sparizioni ed uccisioni di persone avvenute per presunti motivi di natura politica o comunque legati alla lotta politica, i noti (ma finora ignorati in larga parte) fatti del cosiddetto «triangolo della morte» dell'Emilia, possono e debbono costituire oggetto di inchiesta a tutto campo che il Parlamento, attraverso l'approvazione di una proposta di legge ad hoc, dovrà prevedere. Per questo si chiede, sin da ora, la collaborazione del Governo proprio affinché questo accertamento avvenga nell'interesse della nazione, della chiarezza e della veritiera ricostruzione di tutti i fatti che hanno insanguinato la nostra patria ed anche parte dei territori che di essa non fanno più parte (Applausi dei deputati del gruppo di Alleanza nazionale).


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PRESIDENTE. Qual è il parere del Governo sugli ordini del giorno presentati?

GIUSEPPE VALENTINO, Sottosegretario di Stato per la giustizia. Il Governo accetta tutti gli ordini del giorno presentati.

PRESIDENTE. Chiedo ai presentatori degli ordini del giorno se insistano per la loro votazione.

FABIO GARAGNANI. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

FABIO GARAGNANI. Signor Presidente, vorrei intanto preannunciare il ritiro del mio ordine del giorno n. 9/973/1, poiché ho anche sottoscritto l'ordine del giorno Gamba n. 9/973/3, in quanto risponde a tutta una serie di motivazioni che erano alla base del mio ordine del giorno: è più completo, più esaustivo e fa anche riferimento, in particolare, alla proposta di legge che stiamo per votare. Si tratta di una proposta di legge che, così com'è, presenta elementi meritevoli di condivisione anche se, a mio modo di vedere, deve essere accompagnata da un ordine del giorno che si faccia carico di esprimere l'esigenza di giustizia che è doverosa verso i martiri dell'antifascismo, ma è altrettanto doverosa verso i martiri di una concezione della politica e di una vicenda sociale caratterizzata dall'estrema sinistra nel dopoguerra, che ha sconvolto varie realtà del nostro paese fra cui, per quanto mi concerne, l'Emilia Romagna (Applausi dei deputati del gruppo di Alleanza nazionale). Si tratta di ricomporre, nel segno della giustizia, della verità storica e del rispetto delle vittime, in un giudizio equanime tutti coloro che, semplicemente per la riaffermazione degli ideali di libertà, sono stati uccisi, percossi, violentati nella loro persona e nelle loro legittime aspirazioni.
La proposta di legge va bene, però riteniamo che, accanto ad essa, debba essere istituita una Commissione d'inchiesta che si faccia carico di riscoprire la verità, di dare giustizia ai parenti delle vittime - non alle vittime che sono morte - e, soprattutto, di ricostruire senza passioni una pagina oscura, non scritta della storia del nostro paese che, purtroppo, non è ancora stata né scritta né letta. Ciò lo dobbiamo alle vittime di queste violenze, a quei nostri concittadini che oggi chiedono, non vendetta, ma semplicemente il rispetto dei fatti realmente accaduti, delle vittime, della loro storia, della loro identità.
Concludo il mio intervento dicendo che in questi anni, in molte realtà, si sono opportunamente ricordate le vittime del nazifascismo, ma si è taciuto, per esigenze politiche, sulle vittime della concezione comunista della storia che, purtroppo, sono state tante, misconosciute in molte parti del nostro paese, fino al termine del 1948. Non ci si riferisce a fatti accaduti durante la seconda guerra mondiale ma, purtroppo, a fatti che hanno sconvolto zone del nostro paese dal 1945 al 1948 - persino dopo le elezioni del 18 aprile 1948 - e che hanno caratterizzato una lotta politica in modo insano ed infame.
Credo che, a questo punto, occorra ricomporre tutto alla luce della verità, della solidarietà però, se vogliamo essere coerenti e conseguenti a quello che abbiamo ribadito - personalmente mi sono espresso a favore di questa legge -, dobbiamo essere altrettanto conseguenti nel definire una serie di inchieste verso altre vittime che non hanno mai avuto il beneficio di un ricordo né nelle aule dei tribunali né nell'ambito degli enti locali, né nei libri di storia (Applausi dei deputati dei gruppi di Forza Italia e di Alleanza nazionale).

PRESIDENTE. Chiedo ai presentatori degli ordini del giorno Molinari n. 9/973/2, Gamba n. 9/973/3 e Ruggeri n. 9/973/4 se insistano per la votazione dei loro ordini del giorno, accettati dal Governo.

GIUSEPPE MOLINARI. No, signor Presidente, non insisto per la votazione.


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PIERFRANCESCO EMILIO ROMANO GAMBA. No, signor Presidente, non insisto per la votazione.

RUGGERO RUGGERI. No, signor Presidente, non insisto per la votazione.

PRESIDENTE. È così esaurita la trattazione degli ordini del giorno presentati.

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