Allegato A
Seduta n. 162 del 20/6/2002


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(A.C. 973-A - Sezione 9)

ORDINI DEL GIORNO

La Camera,
premesso che:
dopo decenni di reticenze e di silenzi, con l'istituzione di una Commissione d'inchiesta il Parlamento intende indagare sulle cause dell'occultamento dei fascicoli contenenti denunzie di crimini nazifascisti commessi nel corso della II guerra mondiale;
con questo atto si tende a fare luce su un periodo oscuro della storia del nostro paese;
è necessario un impegno a far sì che, a fini di chiarezza e di completezza delle informazioni su quel periodo, siano valutati più in generale tutti i fatti tragici avvenuti nel periodo fra il '43 ed il '48 e, in particolare, i fatti, emersi da rivelazioni recenti e finora ignorati delle iniziative promosse e finanziate dai vari governi nazionali succedutisi negli anni e degli enti locali, che insanguinarono specialmente l'Emilia Romagna ed in genere il Nord d'Italia nel periodo dell'immediato dopoguerra, caratterizzati da un terrore di massa che, in nome della Resistenza, in realtà in un'ottica marxista, colpì vari innocenti fra cui cattolici, laici, colpevoli soltanto di credere ai valori della libertà e del solidarismo;
ciò nell'interesse dell'intera società a conoscere i fatti e la verità, come risulta dalla vicenda delle «foibe», affrontata in modo civile ed emblematica di un mutato clima sociale e politico del nostro paese,

impegna il Governo

a valutare l'opportunità di istituire una commissione di studio sui fatti verificatisi nel territorio dell'Emilia Romagna e delle altre regioni dell'Italia del Nord negli anni dal 1944-1948, con la finalità di chiarirne la portata - nel quadro di una complessiva riflessione sul periodo storico -, e di consentire che siano definite il numero e l'identità delle persone uccise o scomparse nel periodo 1944-1948, la cui uccisione o scomparsa possa in qualche modo essere collegata a moventi politici o ad azioni compiute con pretesti o sotto copertura di lotta politica, e che siano chiarite il più possibile tutte le circostanze in cui uccisioni e scomparse sono avvenute rintracciando ed identificando i resti, non ancora ritrovati. Più in generale perché sia reso possibile ricostruire, documentare ed illustrare, con intenti di verità storica, la situazione, la lotta politica e le tensioni sociali degli anni 1944-1948, e i rischi di involuzioni antidemocratiche verificatisi in tale periodo.
9/973/1. Garagnani.

La Camera,
premesso che:
la lotta all'occupazione nazifascista nel Mezzogiorno è sempre stata trascurata dalla storiografia ufficiale;
negli ultimi mesi si è aperto un interessante dibattito per riportare alla luce i numerosissimi episodi che dopo l'8 settembre hanno avuto le città meridionali


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come Matera, Barletta, Andria e altre, protagoniste di iniziative di cittadini contro il regime nazifascista,

impegna il Governo:

a verificare e a ricostruire le vicende relative ai moti di ribellione all'occupazione nazifascista nel Mezzogiorno che molto hanno contribuito alla riconquista della libertà e della democrazia nel nostro paese con particolare riferimento alla città di Matera e alla strage del 21 settembre 1943 per cui la città è stata insignita della medaglia d'argento al valor militare.
9/973/2.Molinari, Adduce.

La Camera,
considerato che con l'approvazione della proposta di legge in esame viene istituita una Commissione d'inchiesta sull'occultamento e l'archiviazione di fascicoli contenenti denunzie di crimini nazifascisti commessi nel corso della seconda guerra mondiale, ritrovati nel 1994 a palazzo Cesi, sede della procura generale militare;
ritenuta la necessità, anche a fini di chiarezza e completezza delle informazioni su quel periodo storico, di esaminare più in generale tutti i fatti tragici avvenuti nell'ultima parte del secondo conflitto mondiale e nell'immediato dopoguerra, ed in particolare di indagare sui crimini finora ignorati che, spesso commessi con mistificazione di presunti valori di libertà, insanguinarono l'Italia settentrionale nel periodo compreso tra l'8 settembre 1943 ed il 31 dicembre 1948,
considerato che è dovere morale delle istituzione ed interesse dell'intera nazione conoscere i fatti ed accertare la verità anche su vicende come quelle delle «Foibe», del cosiddetto «Triangolo della morte», delle stragi compiute in diverse zone del Veneto, dell'uccisione e della sparizione di persone attuate anche a guerra finita con pretesti di natura politica;
valutato che ad avviso dei firmatari del presente ordine del giorno, il Parlamento debba istituire, nel più breve tempo possibile, una Commissione parlamentare d'inchiesta per indagare sui crimini, da chiunque commessi in Italia e nei territori già appartenenti allo Stato italiano, nel periodo compreso tra l'8 settembre 1943 ed il 31 dicembre 1948, in qualsiasi modo legati a fatti di guerra, ad operazioni compiute da formazioni militari e paramilitari, regolari e non, o da singoli appartenenti alle stesse, a motivi politici o connessi alla lotta politica;
considerato che alcune proposte di legge a tal fine sono già state presentate che altre più specifiche saranno presentate;

impegna il Governo:

fin da ora, a fornire ogni più ampia collaborazione alla istituenda Commissione d'inchiesta per l'accertamento dei fatti indicati, ove istituita.
9/973/3«Gamba, Garagnani, Lussana, Lisi».

La Camera,
premesso che:
l'occupazione nazifascista nel mantovano è stata cruenta e piena di episodi di veri crimini e ostacoli alla giustizia di fare il suo corso con archiviazione di denunce;

impegna il Governo

a fornire ogni ampia collaborazione alla costituenda Commissione parlamentare d'inchiesta per l'accertamento di crimini nazifascisti commessi, nel corso della seconda guerra mondiale, nel territorio mantovano.
9/973/4.Ruggeri.