Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 161 del 19/6/2002
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(Esame di un ordine del giorno - A.C. 2780)

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'unico ordine del giorno presentato (vedi l'allegato A - A.C. 2780 sezione 6).
Qual è il parere del Governo sull'unico ordine del giorno presentato?

MAURIZIO BALOCCHI, Sottosegretario di Stato per l'interno. Signor Presidente, il Governo accetta l'ordine del giorno Rivolta n. 9/2780/1 qualora il presentatore sia d'accordo nel cancellare dal penultimo comma le seguenti parole «e agli incontri o "ricongiungimenti", anche temporanei, con amici o parenti»; altrimenti l'ordine del giorno è accolto come raccomandazione.

PRESIDENTE. Onorevole Rivolta, è d'accordo con la riformulazione proposta dal Governo?

DARIO RIVOLTA. Signor Presidente, vorrei che i colleghi - al cui voto sottoporrò il mio ordine del giorno - si rendano conto di ciò che il Governo sta chiedendo in questo momento, in modo che possano valutare la questione in modo corretto. Sappiamo che il fatto di aver ricevuto in Italia i tre palestinesi è stato un atto politicamente valido e condivisibile, ma sappiamo anche che l'opinione pubblica italiana non ha apprezzato tale gesto e che solo in parte lo ha capito. Sappiamo, cioè, che si è trattato di un fatto difficile da fare accettare alla popolazione.
I tre palestinesi, appena arrivati in Italia, hanno immediatamente rilasciato, malauguratamente, alcune dichiarazioni


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alla stampa sotto forma di interviste. In una di queste uno dei tre ha detto di aver ricevuto dal Governo, in maniera non ufficiale, l'assicurazione che in un certo momento sarebbe stato possibile un ricongiungimento familiare. Non vorrei che si dimenticasse che la presenza di questi tre palestinesi, politicamente valida, condivisibile e, quindi, giustificabile, non è per essi una vacanza, né che il loro soggiorno qui in Italia possa essere considerato come un qualunque altro soggiorno (Applausi del deputato Polledri). Durante la loro permanenza noi abbiamo l'obbligo doveroso di tutelarne la sicurezza, ma abbiamo anche l'obbligo doveroso di impedire che la loro permanenza in Italia diventi un'amplificazione di tesi di una delle due parti contrapposte, il cui accordo, oltre all'intervento di terzi, ha consentito la loro presenza in Italia.
Se noi consentissimo a tre persone, che sono state politicamente attive (come tutti sappiamo in maniera particolare), di mantenere rapporti personali con terze persone provenienti dal loro stesso territorio e, magari, dalla loro stessa formazione politica, di fatto permetteremmo loro di continuare a svolgere attività politica. Attraverso terze persone essi potrebbero anche comunicare con la stampa.
Ritengo, quindi, indispensabile che il Governo si assuma la responsabilità di dire che queste persone, durante la loro permanenza in Italia, non avranno la possibilità di incontrare amici o parenti. Se il Governo non vuole assumersi questa responsabilità, giudichi il Parlamento (Applausi dei deputati del gruppo della Lega nord Padania, di deputati del gruppo di Alleanza nazionale e del deputato Vernetti)!

PRESIDENTE. La questione è chiara: il Governo ha dichiarato di accettare l'ordine del giorno Rivolta n. 9/2780/1 a condizione che venisse riformulato rinunciando al penultimo capoverso; altrimenti, ha dichiarato di accoglierlo come raccomandazione.
Prendo atto che l'onorevole Rivolta non ha accettato questa condizione e insiste per la votazione del suo ordine del giorno n. 9/2780/1 nella sua versione attuale.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno Rivolta n. 9/2780/1, accolto come raccomandazione dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Applausi dei deputati dei gruppi di Alleanza nazionale, della Lega nord Padania e di deputati del gruppo di Forza Italia) (Vedi votazioni).
(Presenti 422
Votanti 408
Astenuti 14
Maggioranza 205
Hanno votato
231
Hanno votato
no 177).

Prendo atto che l'onorevole Bressa avrebbe voluto esprimere un voto contrario.
È così esaurita la trattazione dell'unico ordine del giorno presentato.

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