Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 160 del 18/6/2002
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...
Si riprende la discussione.

PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, mi sono appena recato nella sala attigua all'emiciclo; il Comitato dei nove è riunito e avrebbe ancora bisogno di alcuni minuti per completare il suo lavoro. Per questo motivo sospendo per trenta minuti la seduta, che riprenderà alle 16,45 con il seguito della discussione sul provvedimento all'ordine del giorno.

La seduta, sospesa alle 16,20, è ripresa alle 16,50.

PRESIDENTE. Ricordo che a seguito delle votazioni svolte questa mattina, restano da esaminare soltanto gli articoli 12, 13 e 16.

(Ripresa esame articolo 12 - A.C. 47)

PRESIDENTE. Riprendiamo dunque l'esame dell'articolo 12 e delle ulteriori proposte emendative presentate (vedi l'allegato A - A.C. 47 sezione 6).
Chiedo al relatore per la maggioranza di comunicare l'esito della riunione del Comitato dei nove.

DORINA BIANCHI, Relatore per la maggioranza. Signor Presidente, in seguito alla riformulazione dell'emendamento 12.100 della Commissione, i pareri già espressi stamattina restano tali tranne che per il subemendamento Cima 0.12.100.13 sul quale la Commissione aveva espresso parere favorevole che, ora, però diviene contrario. Comunque, sulle ulteriori proposte emendative presentate il parere è contrario.

LAURA CIMA. Ma questi subemendamenti erano riferiti al vecchio testo! O non è riferibile...

DORINA BIANCHI, Relatore per la maggioranza. Infatti, non è riferibile al nuovo testo.

PRESIDENTE. Io non ho capito niente. Scusate un secondo, forse la colpa è mia.
Mi sembra che dovremmo passare alla votazione, per parti separate, del testo alternativo del relatore di minoranza, onorevole Valpiana. È così?

GIUSEPPE FIORONI. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

GIUSEPPE FIORONI. Signor Presidente, il problema è che l'emendamento 12.100 della Commissione è stato completamente riformulato con un emendamento interamente sostitutivo della Commissione, al quale sono anche stati presentati subemendamenti. È evidente che il testo alternativo dell'onorevole Valpiana, essendo sostitutivo, è ancora valido, mentre gli altri subemendamenti, evidentemente, devono essere rivisti per valutare la loro riferibilità al nuovo testo.

PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, le idee le ho chiare. Adesso dobbiamo votare il testo alternativo del relatore di minoranza, onorevole Valpiana.

ANTONIO BOCCIA. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ANTONIO BOCCIA. Signor Presidente, sull'ordine dei lavori e per un richiamo al regolamento.
Vorrei dire tre cose. La prima è che noi vogliamo capire se ci siano dei nuovi testi e se ci sia un minimo di tempo per i colleghi dell'Assemblea per presentare eventuali subemendamenti a questi nuovi testi. La materia, signor Presidente, non è di quelle che possono essere evase...


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PRESIDENTE. Onorevole Boccia, è stata presentata una nuova formulazione dell'emendamento 12.100 della Commissione e il termine per la presentazione di eventuali subemendamenti è stato fissato alle ore 16, sono tutti al corrente nel tavolo dei...

ANTONIO BOCCIA. Signor Presidente, la riformulazione è successiva alle ore 16, quindi non si può fissare un termine...

PRESIDENTE. La riformulazione è precedente, tant'è che sono stati presentati subemendamenti.

ANTONIO BOCCIA. Signor Presidente, a parte il fatto che non ho motivo di dubitare di quello che lei dice, ma, anche se tutto ciò fosse, come è, vero, lei mi consentirà che presentare nuovi testi alle 15,30, mentre tutti noi eravamo da tutt'altra parte e fissare un termine per i subemendamenti ....

PRESIDENTE. È stato mandato anche il fax ai gruppi. Alle 13 si è riunito il Comitato dei nove e credo che i componenti del Comitato...

ANTONIO BOCCIA. Ma Presidente, questa non è materia da Comitato dei nove! Questa è materia che suscita problemi di coscienza da parte di tutti i colleghi deputati (Applausi dei deputati dei gruppi della Margherita, DL-l'Ulivo e Misto-Comunisti italiani). Non dico di rinviare chissà a che ora, ma almeno un'ora o due deve concederle! Tanti colleghi ne vengono a conoscenza solo ora. Parliamo della manipolazione dell'embrione!

PRESIDENTE. Va bene. Questo è il problema che lei pone.

ANTONIO BOCCIA. Questo era il primo. Signor Presidente, vorrei poi sottoporle una seconda questione riguardante i tempi della discussione, anche se già so che, qualora lei mi rispondesse negativamente, non potrei fiatare. Sull'articolo 12, e ancor di più sull'articolo 13, che tratta una materia direttamente attinente alla vita, vorrei chiederle, per piacere (anche se so di essere dalla parte del torto), se possa concedere ad almeno un deputato per gruppo la possibilità di esprimere...

PRESIDENTE. Onorevole Boccia, tale possibilità c'è sempre stata...

ANTONIO BOCCIA. Presidente, lei questa mattina ha concesso un minuto, ed in un solo minuto non si può esprimere un pensiero!

PRESIDENTE. Onorevole Boccia, non si preoccupi, perché ho buonsenso a sufficienza per rispondere in modo adeguato a tale esigenza in corso d'opera. Stia tranquillo.

RENZO INNOCENTI. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. A che titolo?

RENZO INNOCENTI. Per associarmi alla richiesta dell'onorevole Boccia.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

RENZO INNOCENTI. Signor Presidente, ci troviamo di fronte alla presentazione di una riformulazione dell'emendamento della Commissione, riformulazione che ha seguito la normale procedura. Credo però che tale riformulazione debba necessariamente essere visionata anche da parte di chi non sia componente del Comitato dei nove, perché lo strumento attraverso il quale si dà comunicazione di tali fatti, cioè l'invio dei fax ai gruppi, non può essere sostitutivo. Pertanto, anche se ritengo che sia necessario non fare una deroga rispetto a tale prassi (perché poi ci potremmo trovare di fronte ad un precedente che potrebbe creare problemi, anche seri per il normale svolgimento dei lavori), penso sia diritto di ogni parlamentare avere comunicazione diretta in Assemblea della presentazione di emendamenti o delle riformulazioni degli stessi. A me non risulta - ma può


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darsi che sia stato disattento, e se fosse così me ne scuso con lei e con i colleghi - che sia stato dato annuncio all'Assemblea della presentazione di una riformulazione dell'emendamento della Commissione, se non pochi minuti fa. Le chiedo pertanto, se così fosse, di dare la possibilità a qualsiasi collega che non fa parte del Comitato dei nove (lei, infatti, ha detto che chi ne fa parte o è stato avvertito dai suoi componenti ha avuto la possibilità di presentare subemendamenti) di presentare, se intende farlo, proprie proposte emendative concedendo, in questo caso, un tempo congruo affinché ciò possa avvenire.

PRESIDENTE. Onorevole Innocenti, lei sa che non vi è stato alcuno strappo alla regola, che è stata infatti osservata. I fax sono partiti alle ore 14,28 e 14,47, come sempre si è fatto e seguendo le medesime procedure. Peraltro, il testo è frutto di un dibattito che si è svolto in Assemblea e, successivamente, anche in seno al Comitato dei nove. Comunque, poiché il tema è delicato, vi invito tutti a seguire il dibattito con attenzione e ponderazione. Onorevole Innocenti, non si preoccupi perché saprò rispondere con buonsenso alle esigenze che sottostanno sia alle osservazioni avanzate dall'onorevole Boccia sia alle sue.

ANTONIO BOCCIA. Signor Presidente, ci deve dare almeno un'ora!

PRESIDENTE. Onorevole Boccia, non è che il singolo deputato possa presentare i subemendamenti! Sono i gruppi a farlo, e come le ho detto ad essi è stato inviato, alle 14,47, il fax.

ANTONIO BOCCIA. Almeno mezz'ora, Presidente!

PRESIDENTE. Si fa sempre così per tutti i provvedimenti! Scusate, credo che il fatto questa volta sia che si vogliono stravolgere le regole, non che io le stia stravolgendo! Le regole sono così sempre, e sono state rispettate (Applausi dei deputati dei gruppi di Forza Italia e di Alleanza nazionale)! Vi prego pertanto di corrispondere alla disponibilità del Presidente che sta cercando di dare spazio a tutti, ed anche questa interruzione è il frutto di una disponibilità che si è ricercata all'interno dell'Assemblea. Non corrispondete a tale disponibilità con una serie di motivazioni che, francamente, mi sembrano del tutto irrituali rispetto al modo in cui di solito procedono i nostri lavori.

GIUSEPPE PALUMBO, Presidente della XII Commissione. Signor Presidente, chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

GIUSEPPE PALUMBO, Presidente della XII Commissione. Signor Presidente, volevo confermare quanto lei ha detto, perché proprio io ho chiesto la sospensione della seduta alle 12,40 per la discussione di questo argomento. Onorevoli colleghi, i fatti, pertanto, si sono svolti esattamente come ha detto il Presidente Casini.

PRESIDENTE. Il Governo conferma il parere precedentemente espresso sulle ulteriori proposte emendative presentate?

BEPPE PISANU, Ministro per l'attuazione del programma di Governo. Sì, Presidente, il Governo si rimette sempre all'Assemblea.

PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, passiamo ora all'esame del testo alternativo del relatore di minoranza, onorevole Valpiana. Ricordo che ne è stata chiesta la votazione per parti separate ed a scrutinio segreto, per cui porrò innanzitutto in votazione l'intero testo alternativo salvo il comma 2, che sarà posto in votazione successivamente.
Indìco pertanto la votazione segreta, mediante procedimento elettronico, sul testo alternativo del relatore di minoranza, onorevole Valpiana, tranne il comma 2, non accettato dalla Commissione e sul quale il Governo si rimette all'Assemblea.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.


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Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 419
Votanti 414
Astenuti 5
Maggioranza 208
Hanno votato
172
Hanno votato
no 242).

Indìco la votazione segreta, mediante procedimento elettronico, sul comma 2 del testo alternativo del relatore di minoranza, onorevole Valpiana, non accettato dalla Commissione e sul quale il Governo si rimette all'Assemblea.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 421
Votanti 419
Astenuti 2
Maggioranza 210
Hanno votato
75
Hanno votato
no 344).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici subemendamenti Moroni 0.12.100.15, Bolognesi 0.12.100.20 e Giordano 0.12.100.22, non accettati dalla Commissione e sui quali il Governo si rimette all'Assemblea.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 421
Votanti 416
Astenuti 5
Maggioranza 209
Hanno votato
160
Hanno votato
no 256).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sul subemendamento Cima 0.12.100.11, non accettato dalla Commissione e sul quale il Governo si rimette all'Assemblea.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 426
Votanti 414
Astenuti 12
Maggioranza 208
Hanno votato
24
Hanno votato
no 390).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sul subemendamento Ercole 0.12.100.51, non accettato dalla Commissione e sul quale il Governo si rimette all'Assemblea.
(Segue la votazione).

ALESSANDRO CÈ. Presidente...!

PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 425
Votanti 424
Astenuti 1
Maggioranza 213
Hanno votato
10
Hanno votato
no 414).

Onorevole Cè, le chiedo scusa, ma avevo già indetto la votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici subemendamenti Moroni 0.12.100.16 e Giordano 0.12.100.23, non accettati dalla Commissione e sui quali il Governo si rimette all'Assemblea.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.


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Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 433
Votanti 425
Astenuti 8
Maggioranza 213
Hanno votato
157
Hanno votato
no 268).

Prendo atto che l'onorevole Mussolini insiste per la votazione del suo subemendamento 0.12.100.4, nei confronti del quale la Commissione aveva formulato un invito al ritiro.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sul subemendamento Mussolini 0.12.100.4, non accettato dalla Commissione e sul quale il Governo si rimette all'Assemblea.
(Segue la votazione).

MAURA COSSUTTA. Presidente...!

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 429
Votanti 419
Astenuti 10
Maggioranza 210
Hanno votato
64
Hanno votato
no 355).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sul subemendamento Ercole 0.12.100.52, non accettato dalla Commissione e sul quale il Governo si rimette all'Assemblea.
(Segue la votazione).

ALESSANDRO CÈ. Presidente...!

PRESIDENTE. Mi scusi, onorevole Cè, ma ormai ho indetto la votazione! Le chiedo scusa: l'ho fatto in precedenza anche con l'onorevole Maura Cossutta.

ALESSANDRO CÈ. Ma è la seconda volta!

PRESIDENTE. Le chiedo nuovamente scusa.

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 428
Votanti 426
Astenuti 2
Maggioranza 214
Hanno votato
19
Hanno votato
no 407).

Onorevole Cè, le chiedo scusa; dato che avevo appena negato la parola all'onorevole Maura Cossutta, per la stessa ragione l'ho negata anche a lei.

ALESSANDRO CÈ. Chiedo di parlare sull'ordine lavori.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ALESSANDRO CÈ. Signor Presidente, mi chiedo se questo sia il modo giusto di gestire l'Assemblea. È la seconda volta che, come presidente di gruppo, alzo la mano per intervenire su due subemendamenti che riteniamo importanti...

PRESIDENTE. Le ho chiesto scusa!

ALESSANDRO CÈ. Lei può chiedere scusa finché vuole, però la sostanza è che noi abbiamo votato due subemendamenti... (Commenti)

PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, fate parlare l'onorevole Cè!

ALESSANDRO CÈ.... che ritenevamo assolutamente importanti su questo tema e lei non ci ha concesso la parola, procedendo nei lavori. Altre volte, quando si è accorto che qualcuno in quest'aula aveva chiesto la parola, ha revocato la votazione. Credo che ciò sia estremamente offensivo nei confronti del nostro gruppo, visto che io, fino a prova contraria, in questa Camera


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rappresento il gruppo Lega nord Padania. Allora, se lei ha altre intenzioni, lo dica esplicitamente (Commenti)...

PRESIDENTE. Onorevole Cè, chiedo scusa a lei ed al suo gruppo, che rispetto. Io ho visto il suo ultimo cenno, ma ho pensato che desse indicazioni di voto e non che chiedesse la parola! Più che chiederle scusa perché ho sbagliato, non so cosa fare (Applausi dei deputati del gruppo di Forza Italia)!

ALESSANDRO CÈ. Abbia pazienza, signor Presidente. Capisco che vi sono quasi delle ovazioni da parte di chi non vuole neanche discutere in merito a ciò, anche all'interno della Casa delle libertà, però questo è un modo di procedere estremamente scorretto. Signor Presidente, su queste questioni noi addirittura (Commenti)...

PRESIDENTE. Onorevole Cè, parli pure. Chiedo ai colleghi di fare silenzio!

ALESSANDRO CÈ. Colleghi, basta! Poi vi alzerete e parlerete voi, ma adesso fate silenzio, perché parlo io. Personalmente, sono rimasto in Commissione fino ad oltre le ore 15,30 (quasi venti minuti alle quattro), rinunciando anche a vedere ciò che voi tutti avete visto, proprio per curare questa materia che ritengo fondamentale (Commenti)...

PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, fate parlare l'onorevole Cè con un po' di rispetto e di silenzio!

ALESSANDRO CÈ. Si tratta di una materia che ritengo fondamentale e va trattata in maniera ligia rispetto a quanto compete a noi parlamentari. Infatti, la partita la si può vedere oppure no (Commenti)! Noi abbiamo un compito importante in quest'aula: quello di legiferare e di approfondire gli argomenti. Proprio per questo abbiamo perso ulteriore tempo per fare (Commenti del deputato Bindi)... Ma stai zitta!

PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, vi prego. Onorevole Bindi, la richiamo.

ALESSANDRO CÈ. ...per presentare dei subemendamenti. Se lei mi permette, nel momento in cui vede un subemendamento riferito ad un emendamento presentato un'ora fa firmato, oltre che dall'onorevole Ercole, da un presidente di gruppo, credo che la sua svista non sia perdonabile, Presidente. Stiamo svilendo il ruolo di questo Parlamento ed anche quello che la Lega nord Padania, in maniera molto trasparente, sta svolgendo all'interno di questo Parlamento (Commenti dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-l'Ulivo e Misto-Comunisti italiani).

PRESIDENTE. L'onorevole Cè sta, se qualcuno non lo ha capito, attaccando il Presidente e, probabilmente, ha ragione perché ho avuto una svista. Però, merita di parlare come tutti gli altri. Vi prego di rispettare i capigruppo e tutti i colleghi parlamentari.

GIUSEPPE GIANNI. Sta esagerando però, Presidente!

PRESIDENTE. Onorevole Cè, comunque le ho già chiesto scusa. La prossima volta, prima di aprire la votazione, starò attento a lei. Le ho detto che ho sbagliato, non so cosa altro posso fare.

ALESSANDRO CÈ. Ho capito, ma le sue scuse potevano tramutarsi, almeno al secondo voto, in un annullamento della votazione, visto che avevo la mano alzata da due minuti (Commenti dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo - Applausi dei deputati del gruppo della Lega nord Padania). Se, invece, l'obiettivo è quello di intercettare le nostre argomentazioni, allora lei non sta svolgendo bene il suo ruolo istituzionale.

PRESIDENTE. Va bene, è un suo parere e che, peraltro, ha già espresso in tante circostanze. Me ne dispiace, starò più attento.
Passiamo ai voti.


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Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sul subemendamento Mussolini 0.12.100.6, accettato dalla Commissione e sul quale il Governo si rimette all'Assemblea.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 438
Votanti 435
Astenuti 3
Maggioranza 218
Hanno votato
425
Hanno votato
no 10).

Avverto che il subemendamento La Russa 0.12.100.19 è precluso.
Chiedo ai presentatori del subemendamento Giordano 0.12.100.24 se accolgano l'invito al ritiro formulato dal relatore.

TIZIANA VALPIANA. No, signor Presidente.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sul subemendamento Giordano 0.12.100.24, non accettato dalla Commissione e sul quale il Governo si rimette all'Assemblea.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 430
Votanti 416
Astenuti 14
Maggioranza 209
Hanno votato
44
Hanno votato
no 372).

Avverto che il subemendamento Cima 0.12.100.13 non è riferibile al testo dell'emendamento 12.100 della Commissione nella nuova formulazione.
Passiamo alla votazione del subemendamento Finocchiaro 0.12.100.55.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Finocchiaro. Ne ha facoltà.

ANNA FINOCCHIARO. Signor Presidente, vorrei chiarire il senso di questo mio subemendamento. A seguito dell'inutile lavoro che si è svolto in Comitato dei nove, si è deciso di finalizzare la tutela contenuta nella sanzione prevista alle ipotesi nelle quali si faccia commercio, quindi vi sia uno scambio a titolo oneroso, di gameti piuttosto che di embrioni. Ciò proprio perché il Comitato dei nove si è trovato a maggioranza d'accordo sulla necessità di sanzionare questo comportamento, quello, appunto, della commercializzazione di gameti o di embrioni.
Come i colleghi sanno, nella stessa parte dell'articolo è compresa anche un'altra condotta: la surrogazione di maternità. Tuttavia, se il bene è protetto per evitare che si faccia commercio della procreazione - lasciatemi usare questo termine per intenderci - mi pare naturale, per conservare la legittimità della norma, che la stessa surrogazione di maternità, poi andremo a capire che cosa è, venga punita nel caso in cui avvenga a titolo oneroso. Mi riferisco, cioè, al caso in cui la donna che ospita l'embrione o il gamete appartenente ad un soggetto o ad una coppia altra nella quale la donna non può portare a termine la gravidanza lo faccia dietro corresponsione di danaro o, comunque, di altra utilità. In questo modo individuiamo ciò che vogliamo sanzionare: che si faccia commercio della procreazione.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sul subemendamento Finocchiaro 0.12.100.55, non accettato dalla Commissione e sul quale il Governo si rimette all'Assemblea.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.


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Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 437
Votanti 399
Astenuti 38
Maggioranza 200
Hanno votato
171
Hanno votato
no 228).

Passiamo alla votazione del subemendamento Giordano 0.12.100.63...

ALESSANDRO CÈ. Colleghi, c'è libertà di coscienza, ma (Il deputato Cè si dirige verso i banchi dei deputati Rodeghiero e Bianchi Clerici - Commenti)...

PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, cosa succede (Vivi commenti dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-l'Ulivo, della Margherita, DL-l'Ulivo, di Rifondazione comunista, Misto-Comunisti italiani, Misto-Socialisti democratici italiani, Misto-Verdi-l'Ulivo e di deputati del gruppo di Forza Italia)? Onorevoli colleghi! Onorevoli colleghi! Onorevoli colleghi! Onorevoli colleghi, cosa sono tutte queste urla?

MAURA COSSUTTA. Ma lo vede, signor Presidente, cosa sta succedendo?

SERGIO SABATTINI. Presidente, è un'intimidazione, non si può fare!

PRESIDENTE. Allora, onorevoli colleghi, dobbiamo sospendere la seduta o no (Commenti dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-l'Ulivo, della Margherita, DL-l'Ulivo, di Rifondazione comunista, Misto-Comunisti italiani, Misto-Socialisti democratici italiani, Misto-Verdi-l'Ulivo e di deputati del gruppo di Forza Italia)? Onorevoli colleghi, c'è una situazione di confusione; cerchiamo di stare...

LUCIANO VIOLANTE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

LUCIANO VIOLANTE. Signor Presidente, prescindiamo dal caso specifico, però abbiamo visto tutti un'intimidazione nei confronti di un deputato che ha votato liberamente. Questo è inaccettabile in Parlamento! Non è mai accaduto (Applausi dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-l'Ulivo, della Margherita, DL-l'Ulivo, di Rifondazione comunista, Misto-Comunisti italiani, Misto-Socialisti democratici italiani, Misto-Verdi-l'Ulivo e di deputati dei gruppi di Forza Italia e di Alleanza nazionale)!

PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, sta parlando l'onorevole Violante. Lasciatelo finire con tranquillità. Sedetevi, colleghi! Cosa è tutta questa confusione?

LUCIANO VIOLANTE. Presidente, prescindo da questo caso. Poiché il Presidente della Camera deve tutelare, oltre che l'ordinato andamento dei lavori, la libertà di ciascuno di noi, la prego, signor Presidente, di valutare lei in che modo e in che termini stigmatizzare il fatto che un qualsiasi capogruppo, chiunque esso sia - a partire dal sottoscritto -, possa reagire al voto libero espresso da un deputato (Vivi applausi dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-l'Ulivo, di Alleanza nazionale, della Margherita, DL-l'Ulivo, dell'UDC (CCD-CDU), di Rifondazione comunista, Misto-Comunisti italiani, Misto-Socialisti democratici italiani, Misto-Verdi-l'Ulivo e di deputati del gruppo di Forza Italia - I deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo scandiscono: «Ver-go-gna!»).

MARCO BOATO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
Onorevoli colleghi, lasciate parlare l'onorevole Boato, per favore. Proprio perché il presidente Violante ha evocato dei principi e lo ha fatto - credo di potermi permettere di dirlo - non solo come presidente di un gruppo, ma anche come uomo che si è seduto al banco della Presidenza della Camera, vi prego di non


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sminuire il richiamo che egli ha fatto per comportamenti che non ne sono all'altezza.
Prego, onorevole Boato.

MARCO BOATO. Presidente, non vorrei che chiedere la parola, in questo caso sull'ordine dei lavori, diventasse un'impresa. Non vorrei evocare il fatto di essere capogruppo o di non esserlo, perché lo sarei anch'io, ma sono cinque minuti che mi sto sgolando per chiedere la parola. Credo che si debba dare la possibilità, quando qualcuno chiede la parola, di precisare almeno perché la chiede.
Ad ogni modo, ciò che voglio porre in evidenza è complementare a quanto è stato detto. Mi riferisco all'articolo 67 della Costituzione, perché ciò a cui abbiamo assistito è di una rilevanza che credo interessi tutti i gruppi, da Alleanza nazionale fino a Rifondazione comunista; credo interessi quindi ogni singolo deputato, qualunque appartenenza politica egli abbia. Però, mi rivolgo al Presidente della Camera. Vi è un articolo della Costituzione, l'articolo 67, che recita (e dice solo questo): «Ogni membro del Parlamento rappresenta la nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato». Ecco, le chiedo, signor Presidente, di garantire il rispetto dell'articolo 67 della Costituzione all'interno di quest'aula.

MAURA COSSUTTA. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MAURA COSSUTTA. Signor Presidente, siccome il fatto appena accaduto è veramente inaudito e gravissimo, mette in discussione la libertà di coscienza, ma ancora di più la libertà di espressione dei parlamentari, le chiedo formalmente che, da questo momento, su tutti gli emendamenti possa effettuarsi la votazione segreta.

DARIO GALLI. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

DARIO GALLI. Signor Presidente, ringrazio i capigruppo della minoranza nonché qualcuno della maggioranza, visto che ultimamente siamo comunque sempre al centro dell'attenzione. Vi ringrazio per l'attenzione e l'affetto che ci dimostrate con questi interventi, tuttavia devo invitarvi a pensare ai vostri problemi (Proteste dei deputati dei gruppi dei Democratici di Sinistra-l'Ulivo, della Margherita, DL-l'Ulivo, di Rifondazione comunista e Misto-Comunisti italiani). Se questa è la tolleranza, ne prendo atto.

MAURA COSSUTTA. Presidente, deve rispondere alla mia richiesta!

DARIO GALLI. Anche se sono un leghista penso di poter parlare, a meno che in questo Parlamento i leghisti non abbiano più diritto di parola.

PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, l'onorevole Dario Galli ha diritto di parlare come gli altri che lo hanno preceduto. Prego, onorevole Galli.

DARIO GALLI. Signor Presidente, la ringrazio di avermi accomunato agli altri.
Volevo semplicemente precisare che ciò che state stigmatizzando o sottolineando non capisco veramente cosa sia. Ogni partito, ogni movimento ha le sue regole (Commenti dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-l'Ulivo, della Margherita, DL-l'Ulivo, di Rifondazione comunista, Misto-Comunisti italiani e di deputati del gruppo di Alleanza nazionale).

PRESIDENTE. Onorevole Dario Galli, la prego di concludere il suo intervento.

DARIO GALLI. Signor Presidente, se mi consentono di continuare, concludo al più presto.
Dunque, vorrei ribadire che si tratta semplicemente di questioni interne al nostro partito, che non hanno nulla a che vedere con il voto; infatti, anche all'interno della Lega ognuno vota come crede, anche se logica, buon senso, un minimo di intelligenza e, se permettete, un minimo di


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responsabilità dovrebbero portare a votare anche secondo le indicazioni e il programma del partito cui si appartiene e che ci ha presentato alle elezioni (Commenti dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-l'Ulivo, di Alleanza nazionale, della Margherita, DL-l'Ulivo, dell'UDC (CCD-CDU), di Rifondazione comunista, Misto-Comunisti italiani, Misto-Socialisti democratici italiani e Misto-Verdi-l'Ulivo). È troppo comodo votare ogni volta nel modo che si ritiene più opportuno in quel momento.

MAURA COSSUTTA. Allora dov'è la libertà di coscienza?

DARIO GALLI. Tuttavia, a parte ciò, il richiamo del capogruppo, che - ripeto - rappresenta un problema interno al nostro gruppo, era inerente ad una questione che non c'entrava nulla con la votazione che si è svolta (Commenti dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-l'Ulivo, di Alleanza nazionale, della Margherita, DL-l'Ulivo, dell'UDC (CCD-CDU), di Rifondazione comunista, Misto-Comunisti italiani, Misto-Socialisti democratici italiani e Misto-Verdi-l'Ulivo).

MAURA COSSUTTA. L'onorevole Cè deve chiedere scusa!

MARIDA BOLOGNESI. È una donna, le donne si aggrediscono!

DARIO GALLI. Tant'è che il parlamentare in questione - a tale proposito si possono controllare i tabulati - più volte ha votato in dissenso dal gruppo e nessuno le ha detto nulla. Quindi, questo non era un caso diverso dagli altri; il problema riguardava un'altra questione.
Comunque, non comprendo perché noi queste cose non possiamo farle e solo perché un capogruppo ha un problema con un parlamentare, che non è inerente alla votazione appena effettuata, tutti si sentono in dovere di difendere quel parlamentare e di intervenire contro il nostro gruppo. Dico ciò per la minoranza - e lo capisco anche - ma anche per alcuni esponenti della maggioranza.
Per cui, ringrazio ancora i capigruppo della minoranza, ai quali non chiedo di farsi gli affari propri, ma almeno di lasciare a noi l'organizzazione interna del nostro gruppo (Commenti dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-l'Ulivo, della Margherita, DL-l'Ulivo, di Rifondazione comunista e Misto-Comunisti italiani). Voi fate ciò che vi riguarda all'interno del vostro gruppo!

PRESIDENTE. Vi è una richiesta dell'onorevole Maura Cossutta che la Presidenza esaminerà nei limiti delle fattispecie che consentono di applicare il voto segreto, in quanto non è possibile utilizzare sempre tale tipo di votazione...

MAURA COSSUTTA. Su questo articolo, Presidente!

PRESIDENTE. Colleghi, non voglio interferire nella vita dei gruppi, che ha una sua fisiologia democratica, le sue discussioni, le sue dinamiche. Tuttavia, è chiaro che, all'interno dell'aula, la libertà dei deputati di esprimere il proprio convincimento non fa capo ai gruppi, ma al Presidente della Camera (Applausi dei deputati dei gruppi di Forza Italia, dei Democratici di sinistra-l'Ulivo, di Alleanza nazionale, della Margherita, DL-l'Ulivo, dell'UDC (CCD-CDU), di Rifondazione comunista, Misto-Comunisti italiani, Misto-Socialisti democratici italiani e Misto-Verdi-l'Ulivo e di deputati della Lega nord Padania). E questa è una cosa che intendo garantire a tutti.
Dunque, esaminerò in altra sede questo episodio che, peraltro, nella sua dinamica non mi è chiaro.

MAURA COSSUTTA. Glielo spieghiamo, Presidente!

ALESSANDRO CÈ. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.


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ALESSANDRO CÈ. Mi scusi, signor Presidente, vorrei capire la fattispecie della quale vengo accusato.

MARIDA BOLOGNESI. Stava minacciando la collega, Presidente!

ALESSANDRO CÈ. Si stanno traendo delle conclusioni su ipotesi che, in quest'aula, nessuno mi ha esplicato.
Quale sarebbe la fattispecie di cui vengo accusato come presidente di gruppo? Il mondo delle ipotesi è infinito, infinito! Io, prima di tutto, ho parlato con il deputato Rodeghiero e non ho parlato con il deputato Bianchi Clerici. Ho visto che c'è stata una reazione dell'onorevole Bianchi Clerici. Eventualmente, nei suoi confronti mi posso scusare. Non è stata mai mia intenzione interferire con le libertà di voto dei miei deputati su questioni di coscienza. Ci sono altre questioni interne al mio gruppo che - se permettete - io posso e devo risolvere. E su questo il vostro parere non mi interessa (Applausi di deputati del gruppo della Lega nord Padania).
Però, signor Presidente, nel momento in cui fosse valutata l'ipotesi alla quale lei fa riferimento, le chiedo di esplicitarla anche al sottoscritto, perché non voglio essere oggetto di un processo...

PRESIDENTE. Non c'è dubbio!

ALESSANDRO CÈ. ...kafkiano nel quale non si conosce nemmeno il capo di imputazione.

PRESIDENTE. Non c'è dubbio, onorevole Cè, anche perché...

ALESSANDRO CÈ. Ognuno faccia un ragionamento più oculato su questi interventi, conoscendo, chiarendo ed esplicitando la sua ipotesi; altrimenti è chiaro che questo discorso non è sostenibile.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.

SERGIO SABATTINI. Presidente, chiedo di parlare sull'ordine dei lavori!

PRESIDENTE. Indìco...

SERGIO SABATTINI. Signor Presidente, chiedo di parlare sull'ordine dei lavori!

PRESIDENTE. Ha già parlato un deputato per ciascun gruppo, onorevole Sabattini! Sull'ordine dei lavori! Abbiamo già fatto un ampio dibattito. Mi appello alla sua cortesia ed anche alla sua educazione. Mi sembra che peraltro...

SERGIO SABATTINI. Presidente, le ho chiesto di parlare sull'ordine dei lavori!

PRESIDENTE. Adesso dobbiamo procedere alla votazione del subemendamento Giordano 0.12.100.26.
Onorevole Sabattini, le darò la parola subito dopo, sull'ordine dei lavori.
Indìco la votazione segreta, mediante procedimento elettronico, sul subemendamento Giordano 0.12.100.26, non accettato dalla Commissione e sul quale il Governo si rimette all'Assemblea.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 445
Votanti 434
Astenuti 11
Maggioranza 218
Hanno votato
58
Hanno votato
no 376).

Do ora la parola all'onorevole Sabattini sull'ordine dei lavori.

SERGIO SABATTINI. Signor Presidente, intervengo per dirle soltanto una cosa molto semplice. Io ho ascoltato tutto in silenzio. Parlo come singolo parlamentare: se un parlamentare chiede di intervenire sull'ordine dei lavori, ancorché la situazione sia pressante, gli va concessa la parola.
Quanto alla seconda questione, io ho sentito un presidente di gruppo dire: «i


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miei deputati». Vorrei ricordare a lei, all'Assemblea e a quel presidente di gruppo che l'uso dell'aggettivo «mio» - aggettivo proprietario - rispetto ad una persona è desueto dall'abrogazione della schiavitù (Commenti di deputati del gruppo di Alleanza nazionale). Faccia lei. È per capire qual è la concezione che ha del gruppo quel presidente.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione del subemendamento Giordano 0.12.100.63.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Deiana. Ne ha facoltà.

ELETTRA DEIANA. Signor Presidente, questo subemendamento va nella stessa direzione di quello presentato prima dall'onorevole Finocchiaro, di cui condivido le argomentazioni relativamente al fatto di rendere omogeneo il comma, visto che esso prevede sanzioni nei confronti della commercializzazione di vari aspetti delle tecniche. Il nostro subemendamento propone di inserire, dopo le parole: «surrogazione di maternità» le seguenti: «a scopo di lucro», in modo da rendere il comma un insieme omogeneo.
Però, vorrei aggiungere altre considerazioni a quelle svolte prima dall'onorevole Finocchiaro, relativamente alla surrogazione di maternità che riteniamo debba essere prevista, quando non sia a scopo di lucro: crediamo che essa attenga alla responsabilità femminile, relativamente alle proprie scelte, al proprio corpo, alla propria sovranità di soggetto. La vostra proposta di legge tende a ridurre la donna ad un utero, ad un ambiente di vita per l'accoglimento dell'embrione.
Quando invece l'utero, come nel caso della pratica della maternità di dono - come la chiamiamo noi e come la chiamo io - diventa lo strumento di uno scambio tra donne e, quindi, evidenzia il massimo della capacità generativa della donna, voi, ovviamente, condannate e, anzi, criminalizzate una pratica di questo genere.
Pertanto, credo che con l'inserimento di una frase in cui si evidenzia il carattere negativo quando si tratta di uno scambio a scopo di lucro, si salvi, invece, una pratica che attiene ad un altro livello, che è quello che di cui ho parlato.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Ricordo che, per quanto riguarda tutte le proposte emendative per cui vi sarà la votazione segreta, ho concesso tale tipo di votazione anche perché mi è stata formalmente richiesta dall'onorevole Maura Cossutta, la cui richiesta è stata appoggiata dall'onorevole Boato.
Indìco la votazione segreta, mediante procedimento elettronico, sul subemendamento Giordano 0.12.100.63, non accettato dalla Commissione e sul quale il Governo si rimette all'Assemblea.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 442
Votanti 441
Astenuti 1
Maggioranza 221
Hanno votato
160
Hanno votato
no 281).

Passiamo alla votazione del subemendamento Cé 0.12.100.50.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Cè. Ne ha facoltà.

ALESSANDRO CÈ. Signor Presidente, con questo subemendamento noi vorremmo riportare il testo della proposta di legge, che è stato modificato nell'ultima stesura dalla Commissione, alla sua formulazione originale. Nell'attuale formulazione viene punita soltanto la commercializzazione di embrioni, mentre noi vorremmo che fossero punite anche la loro importazione ed esportazione, fatta salva, logicamente, la non punibilità dell'uomo e della donna da cui sono scaturiti questi embrioni.
Vogliamo ripristinare il testo originario perché noi non crediamo che sia possibile non sanzionare chi, ad esempio, prende un embrione che non è suo e lo vuole portare


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in uno Stato estero: può essere una fattispecie abbastanza rara, ma può avvenire. Come facciamo noi a sanzionare il comportamento di questa persona, se poi non siamo in grado di andare a verificare che questa ha percepito delle somme per compiere questa esportazione? Capite bene che questo passaggio è difficilmente verificabile. Pertanto, in questo caso, siccome si tratta anche di un reato grave, cioè di esportare all'estero un essere umano - lo vogliamo ribadire per l'ultima volta -, credo che la norma debba prevedere anche una sanzione di tipo penale, altrimenti resterebbe una autostrada aperta a comportamenti assolutamente leciti.
La commercializzazione, che ribadisce un concetto di sfruttamento a titolo oneroso, in questi casi sarebbe difficilmente dimostrabile. Ma io chiedo anche agli esperti in materie giuridiche presenti in quest'aula se sia pensabile che una persona, che non ha partecipato attraverso la propria donazione di gameti alla formazione di un embrione, una volta fermata alla frontiera con un embrione che non è suo, possa in qualche modo non essere indiziata di reato penale. Credo che questa sia proprio la negazione del concetto stesso di legame fra un delitto e una pena che, per forza di cose, bisogna introdurre.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Bolognesi, alla quale ricordo che ha un minuto a disposizione. Ne ha facoltà.

MARIDA BOLOGNESI. Signor Presidente, su questo delicato subemendamento dell'onorevole Cé vorrei motivare la mia contrarietà. Infatti, ci sono casi che a volte sfuggono alla nostra discussione. Faccio l'esempio di persone - uomo o donna all'interno di una coppia - che, per un problema oncologico, vanno all'estero per curarsi, oppure per un intervento chirurgico. Si può trattare di un uomo o di una donna che hanno un tumore, che vanno a Parigi e a cui, dopo l'intervento, viene detto che devono fare un ciclo di chemioterapia. Nei centri oncologici più avanzati - a Parigi questo si fa - si richiede, soprattutto se la coppia o una delle persone sono giovani, se si vogliono conservare i gameti, perché, eventualmente sconfitto il tumore - e fortunatamente oggi lo si può fare -, ma indotta con la terapia una sterilità, si possono avere i propri gameti e a quel punto avere una gravidanza propria e un figlio proprio all'interno della coppia.
È evidente che noi costringiamo quella donna o quell'uomo al rientro nel nostro paese e magari, superata la triste esperienza oncologica, all'impossibilità di portare i propri gameti in Italia per poter avere una gravidanza. Credo si debba sanzionare la commercializzazione cercando di non infierire su una donna o su un uomo che vogliano conservare i propri gameti per poter avere una gravidanza dopo una triste esperienza di sanità, relativa ad un risolto problema oncologico. Si impedirebbe a quella coppia di avere i propri gameti, di portarli in Italia per avere una gravidanza. Signor Presidente, vorrei che questo problema - forse particolare, ma molto diffuso - fosse attentamente valutato dall'Assemblea.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Ercole. Ne ha facoltà.

CESARE ERCOLE. Signor Presidente, intervengo per rispondere all'onorevole Bolognesi, poiché il caso che ella ha descritto...

TIZIANA VALPIANA. Non c'è scritto qui!

CESARE ERCOLE. Una donna sottoposta alla chemioterapia che decida di fare il prelievo degli ovociti in un paese estero, può tranquillamente ritornare in Italia a riportarli. Noi vogliamo cercare di punire la commercializzazione, l'importazione dei corrieri, delle persone che fanno per mestiere questo lavoro, che importano illegalmente ovuli ed embrioni.


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PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione segreta, mediante procedimento elettronico, sul subemendamento Ce' 0.12.100.50, non accettato dalla Commissione e sul quale il Governo si rimette all'Assemblea.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 447
Votanti 441
Astenuti 6
Maggioranza 221
Hanno votato
119
Hanno votato
no 322).

Prendo atto che i presentatori del subemendamento Giordano 0.12.100.27 insistono per la votazione.
Indico la votazione segreta, mediante procedimento elettronico, sul subemendamento Giordano 0.12.100.27, non accettato dalla Commissione e sul quale il Governo si rimette all'Assemblea.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 446
Votanti 439
Astenuti 7
Maggioranza 220
Hanno votato
47
Hanno votato
no 392).

Indìco la votazione segreta, mediante procedimento elettronico, sul subemendamento Giordano 0.12.100.28, non accettato dalla Commissione e sul quale il Governo si rimette all'Assemblea.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 447
Votanti 444
Astenuti 3
Maggioranza 223
Hanno votato
48
Hanno votato
no 396).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sul subemendamento Giordano 0.12.100.29, non accettato dalla Commissione e sul quale il Governo si rimette all'Assemblea.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 440
Votanti 432
Astenuti 8
Maggioranza 217
Hanno votato
27
Hanno votato
no 405).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sul subemendamento Giordano 0.12.100.64, non accettato dalla Commissione e sul quale il Governo si rimette all'Assemblea.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 450
Votanti 441
Astenuti 9
Maggioranza 221
Hanno votato
147
Hanno votato
no 294).

Onorevole Zanotti, accede all'invito al ritiro del suo subemendamento 0.12.100.21 rivoltole dal Governo?

KATIA ZANOTTI. No, signor Presidente.


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PRESIDENTE. Sta bene.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sul subemendamento Zanotti 0.12.100.21, non accettato dalla Commissione e sul quale il Governo si rimette all'Assemblea.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 447
Votanti 438
Astenuti 9
Maggioranza 220
Hanno votato
150
Hanno votato
no 288).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sul subemendamento Cima 0.12.100.14, non accettato dalla Commissione e sul quale il Governo si rimette all'Assemblea.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 452
Votanti 431
Astenuti 21
Maggioranza 216
Hanno votato
125
Hanno votato
no 306).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sul subemendamento Giordano 0.12.100.30, non accettato dalla Commissione e sul quale il Governo si rimette all'Assemblea.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 451
Votanti 442
Astenuti 9
Maggioranza 222
Hanno votato
48
Hanno votato
no 394).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sul subemendamento Giordano 0.12.100.31 non accettato dalla Commissione e sul quale il Governo si rimette all'Assemblea.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 447
Votanti 439
Astenuti 8
Maggioranza 220
Hanno votato
140
Hanno votato
no 299).

Prendo atto che il dispositivo di voto dell'onorevole Perrotta non ha funzionato.
Passiamo alla votazione dell'emendamento 12.100 (Nuova formulazione) della Commissione su cui darò la parola ad un deputato per ciascun gruppo.

PIERO RUZZANTE. Signor Presidente, chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

PIERO RUZZANTE. Signor Presidente, chiedo la votazione per parti separate dell'emendamento 12.100 (Nuova formulazione) della Commissione nel senso di procedere alla votazione di ciascun comma per volta, sono nove, poiché si tratta di una questione molto delicata.

PRESIDENTE. Sta bene. Facciamo, però, in modo che le dichiarazioni di voto siano concentrate.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Fioroni che ha a disposizione due minuti di tempo. Ne ha facoltà.

GIUSEPPE FIORONI. Signor Presidente, interverrò solamente per un minuto, perché l'altro lo cederò all'onorevole


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Fanfani che entrerà nel merito della questione. Vorrei solamente fare una precisazione; nel concitato dibattito, prima della sospensione della seduta, vi è stato l'intervento di un collega che ha ipotizzato che queste sanzioni fossero rivolte alle famiglie o, nella fattispecie, all'uomo e alla donna, quando nel vecchio testo era chiaramente affermato che non erano punibili né l'uomo né la donna che ricorrevano alle tecniche di fecondazione artificiale. Dico ciò perché su un tema così delicato alcune speculazioni possono indurre in errore o far pensare che in aula, specialmente nei nostri banchi, vi sia qualcuno che confonde la vittima con il carnefice; noi stiamo sempre molto attenti a far sì che un tale comportamento non accada. Spesso, in altre parti, queste cose capitano, specialmente, per due motivi; o qualcuno non legge la legge o lo fa con dolo.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Fanfani che ha disposizione il minuto di tempo che non è stato utilizzato dall'onorevole Fioroni. Ne ha facoltà.

GIUSEPPE FANFANI. Signor Presidente, non avendo potuto ottenere la fissazione di un termine per la presentazione di alcuni subemendamenti, il mio intervento è teso a chiedere alla Commissione e al Governo di valutare la possibilità di rivedere questo testo, in relazione a quanto è stato affermato in sede di Comitato dei nove, al quale sono stato invitato a partecipare, ed in relazione alla necessità di estendere la responsabilità civile a tutta la struttura medica sanitaria. Vi prego, colleghi, di riflettere perché il fatto non è né secondario né trascurabile.
Il sistema sanzionatorio prevede l'applicabilità di una sanzione amministrativa e pecuniaria per una serie di illeciti, mentre prevede quella della sanzione penale per illeciti più gravi. Dovete rendervi conto del fatto che - è un aspetto notorio del quale abbiamo discusso anche in sede di Comitato dei nove e che credo sia sfuggito - in realtà non possiamo disgiungere l'applicabilità della sanzione, la responsabilità civile nei confronti del medico che utilizza pratiche illecite ritenute anche gravissime, da quella della struttura che gli dà accoglienza e appoggio. Se operassimo in tal senso, commetteremmo un grande errore.
Nel nostro ordinamento, in realtà, sia per quanto riguarda le sanzioni amministrative sia per quanto riguarda le sanzioni penali, esiste un sistema di coobbligazione in riferimento ad alcuni responsabili civili che è disciplinato dagli articoli 196 e 197 del codice penale. Si tratta, tuttavia, di una sanzione sussidiaria rispetto a quella principale, applicabile in quanto l'obbligato principale condannato non disponga di denari per pagare, e soggettivamente determinata.
Pertanto, signor Presidente, per un fatto di civiltà, poiché in sede di Comitato dei nove eravamo tutti d'accordo - deve essere sfuggito - ad estendere la coobbligazione a tutta la struttura sanitaria (mi riferisco al direttore sanitario, alla società che ospita la struttura e al presidente della società, come anche previsto in parte nella legge di depenalizzazione del 1969), pregherei il Comitato dei nove stesso di dedicare altri cinque minuti alla riformulazione del testo perché sarebbe un fatto di grande civiltà nei confronti di tutto lo Stato italiano.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Finocchiaro. Ne ha facoltà.

ANNA FINOCCHIARO. Signor Presidente, colleghi, l'articolo del quale stiamo discutendo è centrale, non solo perché raccoglie le scelte che sono già state adottate con le votazioni precedenti, ma anche perché sanziona alcuni comportamenti umani, in una materia che - come abbiamo affermato - attiene assai al desiderio di maternità e paternità; è, quindi, in sé inidonea ad essere regolata con una sanzione.
Il primo comma sanziona la fecondazione eterologa: nel testo, abbiamo sostenuto ovviamente, come i colleghi sanno, che la fecondazione eterologa fosse con


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sentita, così come è adesso, e dobbiamo rilevare positivamente che la scelta del Comitato dei nove è stata una scelta che ha abbandonato la risposta sanzionatoria penale, orientandosi nei confronti di una risposta sul piano della sanzione amministrativa pecuniaria. Questo è un tratto comune all'intero emendamento. Tuttavia, resistono taluni punti sui quali credo che potremmo ancora trovare un punto di convergenza, se solo ragionassimo e applicassimo principi di mera razionalità, piuttosto che lasciarsi trasportare da pregiudizi reciproci; se invece verificheremo non essere possibile percorrere la strada dell'esame razionale e laico, saremmo costretti quindi ad esprimere voto contrario.
Il secondo comma contiene, per esempio, un'espressione il cui significato non comprendo: l'erogazione di una sanzione nel caso di applicazione di tecniche di procreazione medicalmente assistita a coppie i cui componenti non siano entrambi viventi. Non comprendo cosa si intenda dire con questa formulazione. Credo che pochi possano in quest'aula capirlo, tranne probabilmente chi l'ha scritto, il quale intendeva attribuire un significato compiuto a questa espressione.
Il comma 3, onorevoli colleghi, ci porta ad una delle questioni che venne sollevata in sede di espressione del parere della Commissione giustizia: si tratta di una norma di difficile interpretazione. Cosa significa l'espressione: «chiunque applica tecniche di procreazione assistita senza aver raccolto il consenso secondo le modalità di cui all'articolo 6»? Cosa si sanziona? Un comportamento formale, ovvero non aver rispettato le procedure per raccogliere consenso? Oppure si intende punire chi ha praticato una fecondazione senza che i coniugi o la coppia fossero consenzienti? È un'ipotesi assai più grave: occorre comprendere cosa si sta sanzionando, anche per adeguare proporzionalmente la pena, ovvero, in questo caso, la sanzione amministrativa.
L'articolo 5 pone una questione che abbiamo già affrontato; abbiamo teso ad individuare, anche con il lavoro svolto oggi in sede di Comitato dei nove, quale sia il bene giuridico protetto: la commercializzazione della procreazione o anche la surrogazione di maternità fuori da una specificazione, non soltanto di cosa sia la surrogazione alla maternità.
Vi prego, onorevoli colleghi, di comprenderci sul punto: già la giurisprudenza parla di surrogazione e sostituzione di maternità, alludendo a situazioni assolutamente diverse.

PRESIDENTE. Onorevole Finocchiaro...

ANNA FINOCCHIARO. Mi avvio alla conclusione, signor Presidente. Cosa intendiamo sanzionare? Il cittadino deve sapere cosa è proibito e cosa non lo è: il medico ha la necessità di saperlo. Perché non specificare di cosa si tratta?
Vorrei infine ricordare al presidente della Commissione e alla relatrice che in sede di Comitato dei nove si era inteso aggiungere al comma 7 anche la previsione di non punibilità per i soggetti, l'uomo e la donna ai quali siano applicate le tecniche, anche nelle ipotesi di cui al comma 5. Perché è venuto meno questo riferimento?
Come vedete, il mio intervento è teso ad un ulteriore miglioramento del testo - e cogliamo la differenza con il testo precedente -, ma è anche pieno di seri interrogativi che poniamo alla Assemblea perché, se risolti positivamente, potremmo approvare questo testo; in caso contrario, le nostre perplessità rimarranno.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Cima. Ne ha facoltà.

LAURA CIMA. Signor Presidente, intervengo per ribadire che il gruppo Misto-Verdi-l'Ulivo è d'accordo sia rispetto ai contenuti dell'intervento precedente che richiamava la necessità di prevedere anche una penalizzazione pecuniaria per la struttura e non soltanto per i medici, sia con l'intervento svolto dall'onorevole Finocchiaro, che ha peraltro spiegato bene, in sede di Comitato dei nove, i punti non chiari che permangono in questa definizione.


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Non so quindi se possiamo soffermarci sull'esame di questo articolo, perché credo che ciò sarebbe utile, considerato che l'articolo che prevede il corredo sanzionatorio è quello che poi in pratica dà «il peso» alla legge; vale pertanto la pena che esso sia formulato in modo molto chiaro e non interpretabile in 300 modi diversi, in modo che qualsiasi cittadino che lo legge deve aver chiaro cosa si intenda prevedere.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Valpiana. Ne ha facoltà.

TIZIANA VALPIANA. La ringrazio, signor Presidente. Noi siamo pienamente d'accordo con la richiesta del gruppo dei Democratici di sinistra di votare l'emendamento 12.100 (Nuova formulazione) della Commissione per parti separate, anche perché, in questo modo, ci sarà possibile esprimere voto favorevole su alcuni di questi commi, cosa che, invece, non sarebbe stata possibile se fosse stato posto in votazione il testo originale dell'articolo 12, in cui c'era una confusione di fattispecie ed una eccessiva pesantezza di sanzioni, e neanche se fosse stata posta in votazione la formulazione originaria dell'emendamento 12.100 della Commissione. Però lo possiamo fare ora e di questo credo dobbiamo dare il merito al dibattito che ha avuto luogo stamattina sul testo alternativo presentato dal gruppo di Rifondazione comunista, perché ha riportato le cose nel loro alveo. Abbiamo capito quanto sia importante distinguere le fattispecie tra quelle più o meno gravi e quanto sia importante eliminare le sanzioni per i soggetti che subiscono queste tecniche, alla donna e a chi con lei...

GIUSEPPE FIORONI. Erano già state tolte!

TIZIANA VALPIANA. ...e quanto, invece, sia importante comminare sanzioni appropriate ai medici, agli operatori e, soprattutto, ai centri che infrangono questi divieti, alcuni dei quali sono molto seri. Si tratta di sanzioni adeguate, non la reclusione - che non ha senso -, ma l'interdizione dalla professione medica e, per quello che riguarderebbe noi, la revoca dell'autorizzazione ai centri. Ciò significa che un centro, successivamente, potrà ripresentare la domanda, ma noi crediamo che, per atti gravi come la clonazione o come altre fattispecie qui riprodotte, sia troppo poco prevedere direttamente la sospensione per un anno.
Fin dall'inizio di questo dibattito abbiamo chiesto una grande attenzione verso i centri e una grande libertà per le persone. Così non è stato, ma su alcuni commi dell'emendamento 12.100 (Nuova formulazione) della Commissione potremo esprimere voto favorevole.

GIUSEPPE FANFANI. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Onorevole Fanfani, lei è già intervenuto, non posso dare due volte la parola alla stessa persona!

GIUSEPPE FANFANI. Vorrei proporre una riformulazione dell'emendamento sulla quale c'è accordo.

PRESIDENTE. Guardate, il relatore può comunicare benissimo con l'Assemblea.

LUCIANO VIOLANTE. Chiedo di parlare per un richiamo al regolamento.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

LUCIANO VIOLANTE. Signor Presidente, so che l'orientamento della Presidenza sia quello di non concedere il voto segreto sul primo comma dell'emendamento 12.100 (Nuova formulazione) della Commissione. Capisco la ragione di tale orientamento: esso non atterrebbe alla libertà personale. Ma qui c'è una questione, e vorrei rivolgermi anche ai colleghi giuristi: la sanzione prevista è da trecentomila a seicentomila euro, cioè da 600 milioni ad un miliardo e 200 milioni di lire. La Corte costituzionale, intervenendo in materia di sanzioni di carattere


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pecuniario, ha più volte sostenuto che, quando l'entità della sanzione è superiore ad un certo livello, l'entità stessa attinge alla libertà personale, perché la massa di denaro che bisogna pagare è tale da vincolare la libertà personale. Invece, noi accetteremmo un voto segreto sul comma 5, che prevede la reclusione da tre mesi a due anni, che, con la doppia circostanza, porterebbero ad un mese con la sospensione della condizionale, cioè senza alcuna sanzione reale, mentre la somma da pagare, in questo caso, si dovrebbe pagare effettivamente.
Sottopongo la questione alla sua attenzione, dato che non ci siamo mai trovati di fronte ad un caso di questo genere. Si valuti se l'entità della sanzione da comminare - ripeto: da 600 milioni ad un miliardo e 200 milioni di lire - non sia tale da limitare anche la libertà personale e, quindi, da comportare il voto segreto.

PRESIDENTE. Onorevole Violante, per tale questione ho fatto riferimento anche agli orientamenti espressi dalla Giunta per il regolamento. Si tratta chiaramente di una questione che, se vuole, potremo riproporre all'attenzione della Giunta; però, in questo momento, per quanto riguarda questo emendamento, ritengo opportuno indire la votazione segreta sui commi 5 e 6.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sul comma 1 dell'emendamento 12.100 (Nuova formulazione) della Commissione, sul quale il Governo si rimette all'Assemblea.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 430
Votanti 427
Astenuti 3
Maggioranza 214
Hanno votato
268
Hanno votato
no 159).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sul comma 2 dell'emendamento 12.100 (Nuova formulazione) della Commissione, sul quale il Governo si rimette all'Assemblea.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 433
Votanti 308
Astenuti 125
Maggioranza 155
Hanno votato
266
Hanno votato
no 42).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sul comma 3 dell'emendamento 12.100 (Nuova formulazione) della Commissione, sul quale il Governo si rimette all'Assemblea.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 431
Votanti 419
Astenuti 12
Maggioranza 210
Hanno votato
268
Hanno votato
no 151).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sul comma 4 dell'emendamento 12.100 (Nuova formulazione) della Commissione, sul quale il Governo si rimette all'Assemblea.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 424
Votanti 417
Astenuti 7
Maggioranza 209
Hanno votato
412
Hanno votato
no 5).


Pag. 57


Indìco la votazione segreta, mediante procedimento elettronico, sul comma 5 dell'emendamento 12.100 (Nuova formulazione) della Commissione, sul quale il Governo si rimette all'Assemblea.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 432
Votanti 335
Astenuti 97
Maggioranza 168
Hanno votato
253
Hanno votato
no 82).

Indìco la votazione segreta, mediante procedimento elettronico, sul comma 6 dell'emendamento 12.100 (Nuova formulazione) della Commissione, sul quale il Governo si rimette all'Assemblea.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 433
Votanti 428
Astenuti 5
Maggioranza 215
Hanno votato
403
Hanno votato
no 25).

PIERGIORGIO MASSIDDA. Signor Presidente, le estensioni stanno comparendo!

GIUSEPPE PALUMBO. Non sono le estensioni, sono gli errori.

LUCIANO VIOLANTE. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

LUCIANO VIOLANTE. Signor Presidente, vorrei rivolgere una domanda alla relatrice e al presidente della Commissione. Il comma 7 recita: «Non sono punibili l'uomo o la donna ai quali sono applicate le tecniche nei casi di cui ai commi 1, 2, 3 e 4». Vorrei capire come abbiate risolto la questione relativa al comma 5. Sarebbe punibile la persona? Può spiegarlo? Va aggiunto il comma 5? Se una donna usa un embrione commercializzato, è punita? Ma lei non c'entra!

PRESIDENTE. Il relatore mi fa segno che il subemendamento su questo argomento è stato respinto.

LUCIANO VIOLANTE. Mi spieghi cosa succede, non che è stata respinta la proposta. Mandiamo la donna in galera? Mi faccia capire. Mandiamo in carcere la donna: è l'unico caso!

PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, scusate, non apriamo un dibattito su ciò. La domanda posta è giusta, ma deve rispondere il relatore o il presidente della Commissione.

DORINA BIANCHI, Relatore per la maggioranza. Il comma 7 recita: «Non sono punibili l'uomo o la donna ai quali sono applicate le tecniche nei casi di cui ai commi 1, 2 e 3 e 4».

GIUSEPPE PALUMBO. Presidente XII Commissione. Negli altri casi, sono punibili. Se c'è la surrogazione, è punibile.

PRESIDENTE. Onorevole presidente, allora il comma 5 va aggiunto o no?

GIUSEPPE PALUMBO, Presidente della XII Commissione. Mi scusi, signor Presidente, nel comma 5 si parla di commercializzazione di gameti e di embrioni o di surrogazione di maternità che è un'altra cosa.

PRESIDENTE. È un'altra cosa.

MAURA COSSUTTA. Non è vero che è un'altra cosa.


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PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, non possiamo riaprire il dibattito. Onorevole Maura Cossutta, il problema è chiaro ed è chiara la risposta...

MAURA COSSUTTA. Non è chiara per niente!

PRESIDENTE. ...ed ha fatto bene l'onorevole Violante a sollecitarla. A questo punto, però il testo è questo.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sul comma 7 dell'emendamento 12.100 (Nuova formulazione) della Commissione, sul quale il Governo si rimette all'Assemblea.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 440
Votanti 418
Astenuti 22
Maggioranza 210
Hanno votato
240
Hanno votato
no 178).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sul comma 8 dell'emendamento 12.100 (Nuova formulazione) della Commissione, sul quale il Governo si rimette all'Assemblea.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 449
Votanti 447
Astenuti 2
Maggioranza 224
Hanno votato
442
Hanno votato
no 5).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sul comma 9 dell'emendamento 12.100 (Nuova formulazione) della Commissione, inclusa la modifica «Conseguentemente sostituire il titolo del capo V con il seguente: (Divieti e sanzioni)», sul quale il Governo si rimette all'Assemblea.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 451
Votanti 445
Astenuti 6
Maggioranza 223
Hanno votato
418
Hanno votato
no 27).

È così approvato l'emendamento 12.100 (Nuova formulazione) della Commissione, come subemendato, interamente sostitutivo dell'articolo 12.

GIUSEPPE FANFANI. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

GIUSEPPE FANFANI. Signor Presidente, vorrei fare una dichiarazione sul voto contrario che ho espresso sull'emendamento 12.100 (Nuova formulazione) della Commissione. Ho espresso voto contrario perché, pur essendo stata fatta la richiesta, la relatrice si è rifiutata di inserire, in questo comma, che delle sanzioni pecuniarie, amministrative e penali, previste dal presente articolo, erano solidalmente obbligati con l'autore dell'illecito il direttore sanitario, il legale rappresentante...

PRESIDENTE. Lo abbiamo sentito, l'ha già detto nel suo intervento.

GIUSEPPE FANFANI. No, vorrei dire che ho votato contro perché si è impedito di ritenere responsabili le cliniche. Se si vogliono favorire le cliniche private, lo si dica chiaramente!

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