![]() |
![]() |
![]() |
PRESIDENTE. L'onorevole Gallo ha facoltà di GIUSEPPE GALLO. La ringrazio, signor Presidente. Signor ministro, a Gioia del Colle, in località Monte Sannace, sede del più importante insediamento peuceta, una grossa cava di calcare che per trent'anni ha deturpato il territorio sta per trasformarsi in una megadiscarica, in seguito allo sciagurato nulla osta della sovrintendenza archeologica di Taranto, concesso a privati su un'area in parte addirittura di proprietà demaniale e sottoposta a vincolo archeologico, a cavallo della cinta muraria esterna dell'insediamento precristiano.
PRESIDENTE. Il ministro dei beni e delle attività culturali, onorevole Urbani, ha facoltà di GIULIANO URBANI, Ministro dei beni e delle attività culturali. La ringrazio, signor Presidente. In merito a questa interrogazione abbiamo acquisito le informazioni necessarie sia da parte della sovrintendenza archeologica della Puglia sia da parte del Ministero dell'ambiente.
PRESIDENTE. L'onorevole Gallo, cofirmatario dell'interrogazione ha facoltà di GIUSEPPE GALLO. Signor Presidente, onorevole ministro, la ringrazio. Le conclusioni cui lei è giunto mi tranquillizzano circa l'azione da intraprendere. Nei prossimi giorni presenterò una ricca ed ampia documentazione.
Conseguiti in brevissimo tempo tutti i pareri, il progetto viene autorizzato con decreto del commissario delegato per l'emergenza rifiuti nell'agosto 2001, nonostante l'area fosse sotto sequestro per gli abusi commessi dal gestore della cava. Il decreto, però, ignora che nel frattempo (dicembre 2000) la regione, con l'adozione del PUT, recependo il vincolo archeologico, ha imposto sull'area l'inderogabile divieto di realizzare discariche di rifiuti e di materiale di ogni tipo.
Alla luce di quanto sopra, il sottoscritto interroga il Governo per sapere quali iniziative intenda adottare, anche in considerazione del progetto di valorizzazione del parco archeologico già finanziato con i POR e attualmente in fase di appalto.
Da queste informazioni risulta che l'area in questione, pur essendo stata sottoposta a vincolo archeologico fin dagli anni settanta - per la precisione dal 1972 - perché attinente, anche se in maniera marginale, al sito archeologico di Monte Sannace, è stata interessata da lavori abusivi di sbancamento a fini estrattivi.
La sovraintendenza, all'inizio degli anni novanta, aveva negato il nulla osta alle opere realizzate abusivamente. A causa di tale attività illecita, l'area ha successivamente perso - da molto tempo, quindi, - le caratteristiche geologiche ed archeologiche originarie. Siamo quindi in presenza di un'ennesima testimonianza di come l'abusivismo, se non tempestivamente contrastato, possa provocare danni irreparabili.
Si è oggi in presenza di una cava di notevole ampiezza e profondità che, con la sua presenza, reca danni significativi all'ambiente, rappresentando un segno negativo all'interno del paesaggio. Inoltre, la costruzione della strada statale Gioia del Colle-Putignano, avvenuta nel corso degli anni settanta, ha contribuito a separare l'area in questione dal nucleo principale della collina di Monte Sannace, cancellando l'originaria contiguità e unitarietà dei luoghi.
Preciso che l'area non è interessata dagli interventi previsti dal progetto esecutivo relativo al parco archeologico di Monte Sannace, finalizzato alla valorizzazione e alla fruizione della zona di proprietà demaniale, già in parte attrezzata a parco archeologico. Le due cose sono abbastanza divise e distanti.
Alla luce di tale realtà di fatto, la sovrintendenza ha ritenuto indispensabile acconsentire all'iniziativa di ripristino ambientale dei luoghi. Per tali ragioni, considerando le caratteristiche dell'intervento che prevedono la bonifica ed il recupero dell'assetto geomorfologico ambientale, ha ritenuto di esprimere avviso favorevole alla realizzazione del progetto di cui si parla con alcune rilevanti prescrizioni e limitazioni. In particolare, ha prescritto che sia mitigato l'impatto visivo e acustico con una cortina di verde che deve circondare la discarica, prevedendo la presenza di piante e cespugli appartenenti alla macchia mediterranea. Inoltre, ha previsto che debba essere assicurata la regolare manutenzione di tale vegetazione e, in caso di necessità, l'integrazione con ulteriori piantumazioni. Ma soprattutto devo rilevare che, con apposita nota, la sovrintendenza ha poi precisato formalmente che il parere favorevole già reso riguardava esclusivamente la colmatura della cava e non anche l'utilizzazione della stessa come discarica.
Devo peraltro prendere atto al momento che, in successiva data, l'intero progetto è stato approvato, nei termini di legge, dal presidente della regione Puglia tramite il commissario delegato per l'emergenza rifiuti della regione, con decreto del 10 agosto 2001.
Mi avvio a conclusione, signor presidente, dichiarando che la questione merita ulteriori verifiche inerenti l'accertamento delle rispettive competenze amministrative.
Vorrei tranquillizzare tutta la popolazione locale sul fatto che resteremo vigili ed attenti sugli sviluppi di questa vicenda. Purtroppo, il limite temporale non mi consente di rispondere alle argomentazioni - a mi avviso - errate del sovrintendente Andreassi: sono campate in aria. Mi riservo, nei tempi e nei modi opportuni, di approfondire la questione. Se lei avrà la compiacenza di ricevermi, le porterò un'ampia documentazione su tutte le inesattezze a lei riferite dal sovrintendente Andreassi.


