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PRESIDENTE. L'onorevole Magnolfi ha facoltà di BEATRICE MARIA MAGNOLFI. Signor ministro, oggi intendiamo sollevare in quest'aula un problema che riguarda moltissime famiglie italiane, circa 250 mila; queste famiglie hanno deciso di comprarsi la casa, magari investendo i risparmi di una vita, ma, a causa del fallimento dell'impresa costruttrice, sono rimaste senza risparmi e senza casa. Tutto ciò avviene a causa di una grave lacuna nel nostro diritto fallimentare che deve essere riformato al più presto.
PRESIDENTE. Il ministro per i rapporti con il Parlamento, onorevole Giovanardi, ha facoltà di CARLO GIOVANARDI, Ministro per i rapporti con il Parlamento. Il quesito è stato già sollevato in una precedente occasione e, poiché l'onorevole Magnolfi chiede nuovamente al Governo se stia predisponendo un decreto-legge al fine di sospendere le aste in corso, in attesa di una soluzione legislativa volta a modificare il diritto fallimentare e a indennizzare gli acquirenti del danno subito, l'approfondimento del Governo è stato particolarmente doveroso, anche per l'importanza delle questioni poste e per il loro rilievo sociale.
PRESIDENTE. L'onorevole Nigra ha facoltà di ALBERTO NIGRA. Signor ministro, le manifesto l'insoddisfazione del gruppo dei Democratici di sinistra per la risposta da lei fornita, perché, in relazione al problema che abbiamo sollevato, emergono tre questioni tra loro strettamente correlate; la prima - come abbiamo già ricordato - è riferita alle situazioni accadute nel passato. Queste sono le persone più colpite da tale dramma per la perdita dei risparmi di una vita, della casa di proprietà, tanto faticosamente ottenuta. Occorre, quindi, con urgenza attivare un fondo di solidarietà che aiuti queste persone.
Vi sono, al riguardo, molte proposte, anche da parte del gruppo dei Democratici di sinistra, che la Commissione giustizia ha già cominciato a discutere. Per tale motivo, chiediamo al Governo di valutare la possibilità di una sospensione temporanea, anche 60 giorni, delle procedure fallimentari con un apposito decreto-legge, per consentire al Parlamento di varare una riforma equa che tuteli gli acquirenti.
Per tutti quei casi in cui le aste degli immobili sono già avvenute, chiediamo la costituzione di un fondo di solidarietà per alleviare la situazione drammatica di queste famiglie; signor ministro, si tratta di famiglie giovani che si trovano ingiustamente private del diritto alla casa e che stanno cercando di far sentire la loro voce in molti modi, ivi compreso lo sciopero della fame.
Che cosa risponde il Governo?
Si deve, ancora una volta, sottolineare che il problema sollevato, con riferimento alla tutela degli acquirenti degli immobili, ha, in realtà, numerosissime varianti che, sotto il profilo tecnico-giuridico, presentano aspetti diversi e richiedono, dunque, soluzioni conformi alle diversità degli interessi in gioco. Mi riferisco alle cooperative, all'acquisto della prima casa, all'acquisto da imprese, a cooperative che hanno cominciato a costruire o a quelle che non lo hanno fatto, pur avendo ricevuto gli anticipi; le situazioni sono multiformi.
Non v'è dubbio che molte delle situazioni sottoposte all'attenzione delle forze politiche meritano la più ampia considerazione, atteso che si tratta effettivamente di acquirenti di prima casa, in condizioni economiche disagiate, il cui impegno finanziario è diretto a soddisfare un bisogno primario, di rilievo costituzionale, della casa d'abitazione.
Questo dato, tuttavia, non corrisponde alla totalità dei casi. Non mancano, infatti, situazioni assai differenti nelle quali non si possono ritenere gli interessi coinvolti dotati di pari rango costituzionale.
Anche a volere considerare solo il primo caso, si deve osservare che un provvedimento di blocco immediato delle aste inciderebbe sulla tutela di altri valori, pure di rilievo costituzionale, quali il diritto di difesa dei diritti patrimoniali di coloro che vantano crediti e che, proprio attraverso il meccanismo processuale, attendono la soddisfazione dei propri interessi.
Il sacrificio di questi interessi non si potrebbe compiere in conseguenza di una decretazione d'urgenza, perché ne mancherebbero proprio i necessari presupposti costituzionali e l'effetto del decreto-legge sarebbe quello di paralizzare ogni attività di soddisfazione dei creditori, aprendo una fase contenziosa all'interno del procedimento o di procedimenti che, ormai, molte volte sono giunti al loro epilogo esecutivo, in perfetta aderenza all'assetto della disciplina vigente.
La seconda questione riguarda quei soggetti, vittime incolpevoli (va sottolineato), nei confronti dei quali sono in corso procedure fallimentari, vale a dire coloro che si ritroveranno rapidamente, in assenza di interventi urgenti da parte di questo Governo, nella stessa situazione di quelli che hanno perso tutto.
Per queste persone noi chiediamo che il Governo, mostrando sensibilità ed attenzione, adotti un decreto-legge per sospendere le aste giudiziarie in corso, al fine di consentire al Parlamento di legiferare (ovvero di approvare una legge) o meglio di modificare l'attuale normativa consentendo a queste persone, - ripeto vittime incolpevoli - di essere ricomprese tra i creditori privilegiati.
Infine la nostra attenzione si concentra anche sul futuro, ovvero su una politica di prevenzione. Dobbiamo inserire nella normativa in materia strumenti, come ad esempio la fideiussione obbligatoria per le imprese edili, che garantirebbero e tutelerebbero coloro che acquistano appartamenti e case da questi soggetti.
Vogliamo evitare che queste situazioni si ripetano. Il Governo è stato sollecitato su questo argomento: nessuno oggi, sia maggioranza sia opposizione, può portare come scusa l'ignoranza sul problema. Dovete agire e farlo velocemente: non gettiamo nel dramma altre migliaia di famiglie.
Ecco perché ribadiamo la necessità di un decreto-legge che sospenda gli effetti e consenta al Parlamento, sollecitando le Commissioni competenti, di completare la modifica delle norme oggi vigenti nella direzione indicata (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo).


