Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 140 dell'8/5/2002
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(Esame degli ordini del giorno - A.C. 2639)

PRESIDENTE. Passiamo all'esame degli ordini del giorno presentati (vedi l'allegato A - A.C. 2639 sezione 4).
Qual è il parere del Governo sugli ordini del giorno presentati?

MICHELE GIUSEPPE VIETTI, Sottosegretario di Stato per la giustizia. Il Governo accoglie come raccomandazione tutti gli ordini del giorno presentati.

PRESIDENTE. Onorevole Fanfani, insiste per la votazione del suo ordine del giorno n. 9/2639/1, accolto come raccomandazione dal Governo?

GIUSEPPE FANFANI. Signor Presidente, insisto affinché si passi ai voti e chiedo di parlare per illustrarlo.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

GIUSEPPE FANFANI. Il mio ordine del giorno è molto semplice e lineare e prende in considerazione questo provvedimento nella parte in cui non estende l'esenzione da ogni contributo a varie fattispecie e, soprattutto, nella parte in cui non prevede l'assoluta gratuità delle procedure e l'esenzione totale dalle spese per quei cittadini il cui reddito non consente l'attivazione o il ricorso alla funzione giurisdizionale.
Nel momento in cui si affronta il problema dell'accentramento in un unico versamento delle imposizioni relative ai procedimenti civili, penali e amministrativi e, con questo decreto-legge, si prevede, legittimamente, che da tale contributo debbano andare esenti alcune categorie di soggetti che l'ordinamento e coloro che propongono questo provvedimento - vuoi per il particolare oggetto della causa, vuoi per le condizioni soggettive della parte attrice o di quella convenuta - ritengono


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meritevoli di esenzione parziale o totale, la Camera dovrebbe doverosamente farsi carico anche di quelle categorie di persone che, nel collegato fiscale poc'anzi approvato, abbiamo definito fasce di povertà.
Non è assolutamente possibile immaginare di andare verso una giustizia coerente, disponibile verso i cittadini, seria e democratica, se non si valuta il problema di quei cittadini che non sono in grado di fruire dei servizi giudiziari. È stato già fatto in materia penale dove, con un provvedimento corretto, da tutti accettato, sulla difesa d'ufficio (che sta dando frutti, forse abusati, ma certamente positivi), sono state create le condizioni per la fruizione del servizio giustizia da parte di quei cittadini che, per condizioni economiche personali, non se lo sarebbero potuto permettere.
Oggi, nel momento in cui si affronta il problema dell'esenzione dall'imposizione per i procedimenti civili e amministrativi, non possiamo assolutamente permetterci il lusso di non giudicare parimenti meritevole di considerazione il problema di coloro che non possono permettersi di affrontare un procedimento civile estremamente costoso. È inutile, colleghi, dare un milione al mese di pensione ad alcune persone e non considerare che queste non possono affrontare un giudizio civile. Ad esempio, il pensionato che rivoglia la casa di proprietà per sé e sia costretto ad instaurare, a tale scopo, un procedimento di sfratto, dovrebbe mettere in conto di spendere alcuni milioni che, ovviamente, non ha!
Ecco perché sostengo che quest'ordine del giorno è da approvare - da parte di tutti, per un senso di civiltà - non da accogliere come raccomandazione.
Ringrazio il Governo, che si è dichiarato disponibile ad accoglierlo come raccomandazione, però tenete presente che non potete presentarvi, non possiamo presentarci così - noi che abbiamo tutto sommato un reddito decoroso, se non altro per la funzione che ricopriamo - a quei pensionati che guadagnano 700 mila lire al mese, un milione al mese, senza che ci sia la possibilità di esercitare le funzioni giurisdizionali in una condizione di equità e di saggezza. Vi prego di votare a favore di questo ordine del giorno perché riqualifica la qualità dell'intervento in materia di giustizia di tutti, Governo compreso (Applausi dei deputati del gruppo della Margherita, DL-l'Ulivo).

MARCO BOATO. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MARCO BOATO. Signor Presidente, sarò brevissimo. Io condivido le motivazioni che ha dato il collega Fanfani, quindi voglio semplicemente annunziare il voto favorevole a questo ordine del giorno al di là delle questioni che sono state poste sul disegno di legge precedente, poiché questa è un'altra materia. Mi pare poco fa di aver visto anche il ministro della giustizia in aula, mi fa piacere; il sottosegretario, inoltre, ha dichiarato comunque di accoglierlo come raccomandazione. Suggerirei all'Assemblea, per la rilevanza dell'argomento, di non compiere quella vendetta trasversale che a volte si compie, cioè votare contro a dispetto se si insiste per la votazione. È un tema di grande rilevanza; stiamo affrontando in pochi minuti questo decreto-legge senza che ci siano particolari contrasti, quindi annuncio il voto favorevole, ma inviterei tutta l'Assemblea serenamente a votare a favore dell'ordine del giorno Fanfani n. 9/2639/1.

PRESIDENTE. Onorevole Fanfani, insiste per la votazione del suo ordine del giorno n. 9/2639/1?

GIUSEPPE FANFANI. Si, Presidente, insisto.

MICHELE GIUSEPPE VIETTI, Sottosegretario di Stato per la giustizia. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MICHELE GIUSEPPE VIETTI, Sottosegretario di Stato per la giustizia. In tal caso, l'ordine del giorno non può essere accettato dal Governo.


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PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno Fanfani n. 9/2639/1, non accettato dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 272
Votanti 268
Astenuti 4
Maggioranza 135
Hanno votato
sì 83
Hanno votato
no 185
Sono in missione 60 deputati).

Chiedo ai presentatori se insistano per la votazione dell'ordine del giorno Annunziata n. 9/2639/2, accolto come raccomandazione.

GIUSEPPE FANFANI. Sì, Presidente, insisto.

MICHELE GIUSEPPE VIETTI, Sottosegretario di Stato per la giustizia. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MICHELE GIUSEPPE VIETTI, Sottosegretario di Stato per la giustizia. Allora, anche questo ordine del giorno non può essere accettato dal Governo.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno Annunziata n. 9/2639/2, non accettato dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 277
Votanti 273
Astenuti 4
Maggioranza 137
Hanno votato
sì 67
Hanno votato
no 206
Sono in missione 60 deputati).

Onorevole Iannuzzi, insiste per la votazione del suo ordine del giorno n. 9/2639/3?

TINO IANNUZZI. Sì, Presidente, insisto.

MICHELE GIUSEPPE VIETTI, Sottosegretario di Stato per la giustizia. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MICHELE GIUSEPPE VIETTI, Sottosegretario di Stato per la giustizia. Presidente, in tal caso il Governo non può accettare neanche questo ordine del giorno.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'ordine del giorno Iannuzzi n. 9/2639/3, non accettato dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 297
Votanti 294
Astenuti 3
Maggioranza 148
Hanno votato
sì 72
Hanno votato
no 222
Sono in missione 60 deputati).

È così esaurita la trattazione degli ordini del giorno presentati.

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