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PRESIDENTE. Il sottosegretario di Stato per i rapporti con il Parlamento, senatore Ventucci, ha facoltà di COSIMO VENTUCCI, Sottosegretario di Stato per i rapporti con il Parlamento. Signor Presidente, l'onorevole Carli ed altri colleghi chiedono al Governo di adottare idonee iniziative nei confronti dell'amministrazione comunale di Pietrasanta che, a giudizio degli interroganti, avrebbe
violato la XII norma transitoria della Costituzione e la legge 20 giugno 1952, n. 645, che prevedono il divieto di riorganizzazione del partito fascista.
PRESIDENTE. L'onorevole Carli ha facoltà di CARLO CARLI. Signor Presidente, dichiaro subito che sono profondamente insoddisfatto delle risposte fornite dal Governo, dal sottosegretario. Senza nulla togliere all'autorevolezza del sottosegretario per i rapporti con il Parlamento, vorrei subito sottolineare che un tema così importante, oggi all'attenzione dell'Europa intera, avrebbe dovuto richiamare la presenza, in quest'aula, del ministro dell'interno. Sono insoddisfatto, oltre che per la burocratica elencazione dei fatti da lei svolta, anche perché nella nostra interrogazione chiedevamo le valutazioni del Governo in merito all'azione promossa dall'amministrazione comunale, quindi, molto di più rispetto a ciò che lei oggi, in questa sede, ha riferito.
dello scultore Carlo Alberto Cortina - come lei ha detto - ma questo luogo è stato, nello stesso tempo, occupato da un'altra statua dello scultore Pietro Cascella, l'autore della tomba del Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. I fatti parlano da soli ed hanno provocato un'indignazione diffusa, non solamente a Pietrasanta, in Versilia e in tutta la Toscana, ma anche nella sensibilità democratica del nostro paese.
PRESIDENTE. Onorevole Carli...
CARLO CARLI. ...ha aperto una inchiesta preliminare sulla strage di Sant'Anna di Stazzema. Ad aprile, un'inchiesta giornalistica del settimanale L'Espresso ha messo in luce che alcuni soldati che parteciparono a quella strage erano ancora in vita. È notizia di oggi, infine, l'inizio del processo a carico di Friedrich Engel, capo delle SS di Genova (detto il boia di Genova) presunto responsabile della fucilazione di 346 italiani innocenti.
PRESIDENTE. È così esaurito lo svolgimento delle interrogazioni all'ordine del giorno.
È il caso di rammentare cortesemente, in via del tutto generale ed astratta, che l'autonomia costituzionalmente riconosciuta agli enti locali rende gli stessi liberi di formulare il proprio indirizzo politico ed amministrativo attraverso gli atti del governo locale. L'autonomia è conquista ed elemento fondante della nostra Costituzione e lo sarà ancora di più al momento del completamento del processo, ormai avviato, di riforma dello Stato. Da ciò deriva che eventuali censure nei confronti dei rappresentanti democraticamente eletti devono essere adottate con estrema cautela e, in ogni caso, tali iniziative sono oggetto di successivo giudizio politico da parte dei cittadini.
Ciò premesso, dagli accertamenti effettuati tramite l'autorità di Governo è emerso che nei magazzini del comune di Pietrasanta sono stati rinvenuti un busto di Benito Mussolini ed uno di Vittorio Emanuele II che, solo per alcune ore, sono rimasti coperti, a terra, nell'ufficio del sindaco, in attesa di essere trasportati in un laboratorio per le operazioni di pulizia e la successiva sistemazione degli stessi nel museo dei Bozzetti di quel centro, ove sono stati raccolti i pezzi storici di proprietà del comune di Pietrasanta.
Risulta invece confermata la rimozione della statua «I pugni» di Carlo Alberto Cortina. Tale iniziativa ha suscitato vive polemiche anche in ragione dell'evidente e forte rappresentatività dell'opera.
In merito poi alla supposta intenzione dell'amministrazione comunale di cambiare la denominazione di alcune strade cittadine che fanno riferimento ai caduti della resistenza, il sindaco ha, più volte, escluso tale ipotesi. Il problema è sorto perché un esponente politico locale, che non ricopre alcun incarico in seno all'amministrazione comunale, aveva, a titolo esclusivamente personale, lanciato tale idea, subito negativamente commentata dai mass media d'opposto schieramento politico.
Ritengo, in conclusione, che le situazioni riferite dagli onorevoli interroganti e che negli ultimi tempi hanno trovato ampio e ripetuto risalto sugli organi di stampa siano da ricondurre all'acceso scontro politico che esiste nel comune di Pietrasanta, a seguito del risultato elettorale delle ultime elezioni amministrative.
Vorrei anche ricordare, signor rappresentante del Governo, che la Versilia ha pagato un prezzo di sangue altissimo. Basti ricordare le tante stragi compiute durante l'occupazione nazifascista, anche da italiani collaborazionisti che hanno fatto da guida alle truppe delle SS per giungere a Sant'Anna di Stazzema, luogo in cui vi è stato l'eccidio di 560 persone, in gran parte bambini, anziani e donne. Sant'Anna di Stazzema è a pochi chilometri da Pietrasanta. È ormai provata la presenza di fascisti collaborazionisti anche in altri eccidi (mi riferisco a quelli verificatisi in Toscana a Bardine e San Terenzio, Val di Castello, Osterietta).
L'esposizione del busto di Mussolini in un luogo di grande significato istituzionale, come l'ufficio del primo cittadino, è stato solo il primo di una serie di episodi che hanno mirato ad infangare e riscrivere la storia cittadina. È stata rimossa una statua
C'è il tentativo evidente di riscrivere la storia, signor rappresentante del Governo, farne un uso strumentale, cancellare le infamie di quel passato ed il ricordo delle precedenti amministrazioni comunali di diverso colore politico, perché quell'opera rimossa è stata voluta e donata dallo scultore Carlo Alberto Cortina, che oggi non può neanche difendersi, dato lo stato di salute in cui versa.
Questo mentre, nel nostro paese, si avverte ancora forte la necessità di conoscere in maniera definitiva la storia di quelle vicende, in modo da poter perseguire i colpevoli, non per vendetta, ma per amore della verità e per consegnare alla storia i responsabili di quei tragici eventi del biennio 1944-1945.
La scoperta, nel 1994, nel corso del processo a Priebke, del cosiddetto armadio della vergogna, in cui erano custoditi i fascicoli relativi a 695 stragi compiute dai nazifascisti in quel biennio, ha riaperto la possibilità di celebrare, a distanza di 58 anni, i processi che non poterono essere celebrati allora.
Sono cambiati i tempi e, oggi, anche la Germania ha ammesso le proprie responsabilità, in quei sanguinosi eccidi, attraverso l'autorevole voce del suo Presidente che, a Marzabotto, lo scorso 17 aprile, ha espresso «profondo senso di dolore e vergogna per le stragi compiute nel 1944 e nel 1945». Già in precedenza, tuttavia, lo scorso 12 agosto, a Sant'Anna di Stazzema, sede del Parco nazionale della pace, voluto dal Parlamento, durante la commemorazione della strage, un rappresentante del Governo tedesco chiese perdono ai familiari delle 560 vittime innocenti che caddero sotto il fuoco dei soldati nazisti e dei collaborazionisti italiani.
Oggi, in molte località della Germania, sono cominciati, sia pure tardivamente, i processi contro alcuni presunti responsabili di quelle stragi. L'ufficio centrale per le indagini sui crimini nazisti di Ludwigsburg, nel gennaio 2002...
È evidente il tentativo, in Germania, di porre rimedio a un danno, ad un oltraggio nei confronti di quelle vittime innocenti che morirono per la difesa della libertà, nel quadro di un preciso disegno strategico che era volto a far terra bruciata intorno ai partigiani e al movimento della Resistenza.
Signor rappresentante del Governo, di fronte a questi fatti, debbo constatare, purtroppo, che questo Governo non ha la forza né il coraggio di prendere una posizione chiara ed antifascista. Non pretendo che il Governo interferisca nell'autonomia dei comuni, ma desidererei che esso prendesse una posizione politica di condanna nei confronti di quelle amministrazioni comunali e di quei sindaci che vogliono rimuovere la memoria e vogliono disconoscere i valori e le lotte che hanno portato alla liberazione del nostro paese e alla conquistata democrazia (Applausi dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-l'Ulivo e Misto-Comunisti italiani).
Sospendo la seduta che riprenderà alle ore 17.


