Allegato A
Seduta n. 140 dell'8/5/2002


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(Sezione 4 - Iniziative dell'amministrazione comunale di Pietrasanta in relazione alla memoria storica della Resistenza)

D)

CARLI, CHITI, SPINI, FILIPPESCHI, CORDONI e RAFFAELLA MARIANI. - Al Ministro dell'interno. - Per sapere - premesso che:
la Costituzione repubblicana si fonda sui valori espressi dalla lotta di liberazione e dalla Resistenza, che nella lotta al nazifascismo riunì in un fronte comune una vasta pluralità di movimenti politici che miravano a liberare il Paese e a riportare in Italia la democrazia;
il Capo dello Stato, Carlo Azeglio Ciampi, ha fatto in più occasioni appello alla necessità di conservare la memoria e salvaguardare gli ideali della Resistenza;
la XII disposizione transitoria e finale della Costituzione repubblicana recita: «È vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista»;


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la Versilia, e la Toscana in generale, sono terre che hanno subito violenze, deportazioni e stragi di civili durante il periodo di occupazione nazifascista, ed in questo territorio c'è il Parco nazionale della pace di Sant'Anna di Stazzema;
a Pietrasanta, in provincia di Lucca, la giunta comunale di centrodestra ha intrapreso un'azione di carattere politico-culturale-amministrativa, che mira alla rimozione della memoria storica della Resistenza;
il 30 gennaio 2002 viene rinvenuto nei magazzini comunali un busto di Benito Mussolini, che il sindaco, seppure provvisoriamente, ha collocato nel suo ufficio in municipio;
la legge n. 645 del 20 giugno 1952 prevede sanzioni penali per coloro che denigrano «la democrazia, le sue istituzioni e i valori della Resistenza»;
il 16 febbraio 2002 viene rimossa dalla piazza antistante il comune la statua «I pugni» di Carlo Alberto Cortina, su iniziativa di un consigliere comunale di Alleanza Nazionale;
alcuni esponenti di Alleanza Nazionale, tra cui il vice sindaco del comune di Pietrasanta, in un comunicato pubblicato il 26 febbraio 2002 dal quotidiano Il Tirreno nella pagina di cronaca di Pietrasanta, hanno proposto di togliere dalla toponomastica delle strade comunali i riferimenti ai caduti della Resistenza e di intitolarle a personaggi locali -:
quali valutazioni il Governo esprima in merito all'azione promossa dall'amministrazione comunale, che evidenzia una volontà chiara di azzeramento della memoria e il disconoscimento delle radici antifasciste della nostra Costituzione e della Repubblica;
se il Governo non ritenga che i fatti di cui sopra costituiscano violazione della XII disposizione transitoria e finale della Costituzione e della legge 20 giugno 1952, n. 645, e, in caso affermativo, quali iniziative intenda conseguentemente adottare. (3-00751)
(4 marzo 2002).