Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 140 dell'8/5/2002
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(Servizio di polizia di frontiera presso i valichi di Valmara di Lanzo Intelvi ed Oria Valsolda (Como) - n. 3-00138)

PRESIDENTE. Il sottosegretario di Stato per i rapporti con il Parlamento, senatore Ventucci, ha facoltà di rispondere all'interrogazione Butti n. 3-00138 (vedi l'allegato A - Interrogazioni sezione 2).

COSIMO VENTUCCI, Sottosegretario di Stato per i rapporti con il Parlamento. Signor Presidente, onorevoli deputati, nel rispondere all'interrogazione dell'onorevole Butti si conferma che presso i valichi di frontiera di Valmara di Lanzo ed Oria Valsolda, attualmente affidati ai militari della Guardia di finanza per il servizio di dogana e ai carabinieri per il servizio di polizia di frontiera, è previsto l'avvicendamento del personale dei carabinieri con personale della Polizia di Stato.
L'avvicendamento rientra in un programma di graduale affidamento a personale della specialità polizia di frontiera delle attività di controllo ai valichi attualmente espletate da personale delle altre forze di polizia.
Occorre infatti considerare che i compiti di polizia di frontiera richiedono una specifica organizzazione e peculiari professionalità da parte del personale preposto, tanto più nel contesto attuale che vede nel controllo delle frontiere esterne uno dei punti più delicati del sistema-sicurezza nazionale ed europeo.
Sotto questo profilo la Polizia di Stato dispone da tempo di una consolidata specializzazione nei servizi di polizia di frontiera e di polizia dell'immigrazione, che le


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consente di operare in un quadro unitario, unendo i controlli sui requisiti necessari per l'ingresso sul territorio nazionale a quelli per soggiornarvi.
Il programma di avvicendamento è stato già avviato, dando priorità a quei valichi che, per entità, tipologia di traffico e collocazione geografica risultano più importanti, tenendo conto, altresì, della disponibilità di personale e della eventuale necessità di adeguare le strutture logistiche necessarie quali le caserme, gli uffici, eccetera.
Si è già insediata la polizia di frontiera presso i valichi di Fusine Laghi e di Passo Predil, al confine con la Slovenia e la programmazione dell'anno corrente prevede l'insediamento presso il valico di San Bartolomeo, al confine con la Slovenia, e presso quelli di Giaggiolo e Zenna, al confine con la Svizzera.
Successivamente si procederà analogamente con i valichi di Ponte del Gallo e di Fricole di Livigno.
Il personale della Polizia di Stato subentrerà nel valico di Oria Valsolda entro il 2003, mentre per il valico di Valmara di Lanzo non è ancora possibile stabilire con precisione una data per la necessità di eseguire interventi preliminari sulle infrastrutture che ospiteranno l'ufficio.
Per quanto riguarda l'altro quesito dell'onorevole interrogante, preciso che il progetto di potenziamento della presenza dei carabinieri nelle stazioni deve essere posto in relazione all'elaborazione della dislocazione dei presidi della Polizia di Stato e dell'Arma dei carabinieri su tutto il territorio nazionale attualmente in corso presso il Ministero dell'interno.
Si tratta di una elaborazione di ampio respiro, condotta da un gruppo interforze, costituito presso il dipartimento di pubblica sicurezza, che si propone di razionalizzare ed ottimizzare la distribuzione del personale dei presidi territoriali (per la prima volta anche a livello di piccoli comuni), secondo una logica di integrazione e non di separatezza delle forze dell'ordine, recuperando operatori da destinare al controllo del territorio.
L'analisi tiene conto dell'andamento tendenziale della criminalità, dei rapporti tra la forza organica degli operatori destinati al controllo del territorio e la rispettiva popolazione e tra quest'ultima ed il totale dei delitti commessi.
È, inoltre, prevista una fase di sperimentazione preventiva delle linee del possibile riordino che, comunque, richiederà tempi adeguati e cadenzati ed il coinvolgimento dei comitati provinciali per l'ordine e la sicurezza pubblica ai quali, come noto, partecipano anche i rappresentanti degli enti locali.

PRESIDENTE. L'onorevole Butti ha facoltà di replicare.

ALESSIO BUTTI. Signor Presidente, signor sottosegretario, per certi versi sono enormemente soddisfatto della risposta, mentre, per altri, lo sono solo parzialmente e adesso svilupperò questo ragionamento. Sono molto soddisfatto laddove si conferma il programma di avvicendamento tra carabinieri e Polizia di Stato, per quanto riguarda i valichi di Valsolda e di Valmara di Lanzo.
Sono soddisfatto perché si riscontrano alcune nostre richieste, avanzate nei mesi scorsi. Eravamo chiaramente al corrente dell'intenso lavoro svolto dalla direzione centrale del ministero che ha tentato di coordinare meglio sul territorio la polizia stradale, ferroviaria, di frontiera, postale e quant'altro. Sotto questo profilo quindi - lo ripeto - siamo soddisfatti. Lo siamo un po' meno per quanto riguarda l'aspetto dei tempi.
Mi sembra di capire che, per quanto riguarda il valico di Valsolda, sia questione ormai di qualche mese, mentre per quello di Valmara di Lanzo, i tempi saranno un po' più elastici.
In questi pochissimi istanti a disposizione, vorrei richiamare l'attenzione del Governo su altri atti di sindacato ispettivo che, insieme ad altri colleghi, ho presentato per ricordare che la provincia di Como è una provincia di frontiera e che, quindi, presenta una specificità, relativamente al proprio territorio, molto particolare


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(confina con la Svizzera che non fa parte della comunità europea). Il territorio della provincia di Como, pertanto, presenta tantissimi problemi e pochi vantaggi per la sua posizione geografica; mi riferisco al traffico di droga, al passaggio insistente di extracomunitari, ovviamente non regolari, che attendono di potere raggiungere, attraverso la Svizzera, le zone del nord dell'Europa, nonostante l'efficace azione di polizia ed, inoltre, al fenomeno insistente della microcriminalità e a quello delle rapine nelle ville.
Il territorio della provincia di Como è molto esteso e per noi è determinante - lo dico come rappresentante di quel territorio - poter utilizzare le 16 unità, vale a dire i 16 carabinieri che attualmente svolgono servizio ai valichi di Valsolda e di Valmara, per un'efficace ed efficiente controllo del territorio.
Saremmo ancora più soddisfatti se il Governo accettasse, con sollecitudine e solerzia, la nostra richiesta: quella di risolvere, in via definitiva, il problema della caserma di Castiglione d'Intelvi che dista, dai carabinieri, da Lanzo Intelvi una manciata di chilometri.
Abbiamo bisogno di queste sedici unità e di una caserma in quella importantissima valle, anche nella zona del centro lago, per controllare meglio il territorio. Ringrazio il rappresentante del Governo ed il Governo stesso per la sensibilità dimostrata nei confronti delle mie richieste e delle esigenze del territorio lariano.

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