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PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 8 e delle proposte emendative ad esso presentate (vedi l'allegato A - A.C. 1707 sezione 4).
Nessuno chiedendo di parlare, invito il relatore per la maggioranza ad esprimere il parere della Commissione.
DONATO BRUNO, Relatore per la maggioranza. Signor Presidente, la Commissione esprime parere contrario su tutte le proposte emendative presentate all'articolo 8.
PRESIDENTE. Il Governo?
FRANCO FRATTINI, Ministro per la funzione pubblica e il coordinamento dei servizi di informazione e sicurezza. Il Governo concorda con il parere espresso dal relatore.
PRESIDENTE. Passiamo alla votazione degli identici emendamenti Bressa 8.1 e Mascia 8.7.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Agostini, al quale concedo un minuto. Ne ha facoltà.
MAURO AGOSTINI. Signor Presidente, intervengo soltanto per ribadire pochissimi elementi. Intanto, con questo disegno di legge voi sottoponete ad una torsione non soltanto tutto il sistema istituzionale, nei rapporti tra Parlamento e Governo - come qui è stato ampiamente dimostrato -, ma anche le stesse autorità di vigilanza e di regolazione. Si tratta di una torsione del tutto ingiustificata. L'antitrust, naturalmente, farà ciò perché una legge glielo impone, ma non è stata istituita per questo mestiere: ha altri compiti.
Ministro Frattini, lei ci ha detto che c'è l'opinione pubblica e ci ha anche spiegato come essa si formi. Vorrei soltanto ricordarle che - grazie a Dio - c'è anche un'opinione pubblica mondiale e che l'opinione pubblica, sia quella nazionale sia quella mondiale, è sempre più globalizzata. Voi non state semplicemente risolvendo i problemi del Presidente del Consiglio dei ministri e delle sue aziende; infatti, c'è un rischio più grave, a mio avviso. Voi state producendo un danno gravissimo per il nostro paese: gli imprenditori veri, gli investitori veri, i risparmiatori veri staranno alla larga dal nostro paese perché state costruendo delle norme che non servono a far competere in Italia sui mercati internazionali. Lo avete già fatto con il falso in bilancio e con le rogatorie; lo fate con questo disegno di legge che stabilisce che nel nostro paese, unico in Europa, ci sia la coincidenza tra potere politico e potere economico (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Rutelli. Ne ha facoltà.
FRANCESCO RUTELLI. Signor Presidente, c'è un motivo per cui tutti noi, l'opposizione ma credo anche la maggioranza, abbiamo in cuor nostro un sentimento di amarezza e di insoddisfazione come deputati della Repubblica (Commenti dei deputati dei gruppi di Forza Italia e di Alleanza nazionale). Tutto questo, nonostante la passione di tanti interventi, la qualità di tanti discorsi tenuti nell'aula e anche la tensione che abbiamo vissuto in alcuni momenti, anche drammatici, difficili, di esasperazione.
C'è un argomento irrisolto dall'inizio di questo dibattito che ci fa pensare di avere trascorso tutti noi alcune giornate faticose e difficili in quest'aula ma, in realtà, fuori dalla realtà. Signor ministro Frattini, dall'inizio il Governo ha operato una scelta, che il Vice Presidente del Senato Fisichella ha criticato, vale a dire che sia stato il Governo, non il Parlamento ma il Governo, con una sua iniziativa a cercare e poi, come abbiamo visto, a pretendere di regolare una materia che così direttamente lo coinvolge e che potrebbe travolgerlo, ebbene la scelta che voi avete fatto è stata di tenere chiuse quelle porte. Guardate che da una scelta del genere non ha da guadagnare il Parlamento inteso solo come le opposizioni, che sono qui per battersi, per cercare di onorare il loro mandato, perché sono convinto che in cuor loro questa amarezza la vivano tanti deputati, anche della maggioranza; la vivono in cuor loro, anche se magari comprensibilmente si fanno attirare in un
certo clima. L'ho detto, ed è vero: ci sono state certamente delle esasperazioni, dei momenti di turbamento, anche drammatici. Ma l'insoddisfazione, signor Presidente, deriva dal fatto che noi siamo entrati in quest'aula convinti di affrontare una materia decisiva per il futuro del paese e quelle due porte il Governo le ha volute tenere chiuse, dal primo momento.
Signor ministro, voi avete fatto una scommessa politica, per cui che la realtà, il paese...
PRESIDENTE. Onorevole Leone, per favore, lei è vicepresidente del gruppo: la prego di collaborare con me per consentire all'onorevole Rutelli di terminare il suo intervento.
Colleghi, vi prego (Applausi del deputato Olivieri)! A questo punto, possiamo aspettare, onorevole Rutelli aspettiamo un po' così vediamo. Lei ha tempo, io anche: vediamo se c'è un po' più di intelligenza.
Prego, onorevole Rutelli, continui pure.
FRANCESCO RUTELLI. Grazie, signor Presidente.
Ministro Frattini, la vostra è stata una scelta politica, ossia che la realtà da fuori non facesse alcuna irruzione dentro il palazzo della politica. È una scelta che misureremo nei suoi risultati nei mesi che verranno e su cui anche un atteggiamento arrogante, se fosse tale, pur nel rispetto delle posizioni di tutti, si vedrà se avrà pagato e se sarà stato compreso dagli italiani, oppure no.
Io non penso soltanto alle opposizioni, che hanno i loro problemi, che dopo la sconfitta elettorale hanno vissuto e vivono un momento difficile, tipico di una transizione politica, ma ai cittadini. Siamo davvero convinti che i cittadini siano disposti, su un tema come questo, a seguire le dichiarazioni che abbiamo ascoltato in questi giorni, di natura formalistica, apparentemente condita di motivazioni giuridiche?
Mi faccia fare due esempi di buonsenso, signor Presidente. Quando, nei giorni scorsi, gli italiani hanno visto che alcuni aerei aziendali privati sono atterrati all'aeroporto di Olbia, accompagnando Murdoch, un magnate delle televisioni, che lì ha incontrato il nostro Primo ministro, voi pensate davvero che gli italiani si siano convinti che il signor Murdoch è andato a trovare il nostro Primo ministro per parlare del Medio Oriente, dell'allargamento dell'Europa, dei Balcani, della politica internazionale (Applausi dei deputati dei gruppi della Margherita, DL-l'Ulivo, dei Democratici di sinistra-l'Ulivo e del guppo Misto-Verdi-l'Ulivo - Commenti dei deputati del gruppo di Forza Italia)? Non pretendo che voi mi diate la risposta, ma cercate di riflettere sul fatto! So che la vostra risposta è che hanno parlato del Medio Oriente. Per questo voi siete felici e contenti quando la sera andate a dormire (Applausi dei deputati dei gruppi della Margherita, DL-l'Ulivo, dei Democratici di sinistra-l'Ulivo e Misto-Verdi-l'Ulivo) o ad ascoltare la propaganda che ci viene raccontata (Commenti del deputato Floresta).
GIULIO CONTI. Sei finito!
FRANCESCO RUTELLI. Noi sappiamo che non è così, ma sappiamo un'altra cosa, signor Presidente. Capisco che alcuni argomenti meritino un'interruzione e la rispetto. Credo anche che dobbiate consentirmi di continuare a parlare. Vi chiedo di smetterla con un atteggiamento che, in questo momento, non sarebbe confacente al fatto che stiamo terminando la seduta e, forse, che io sto finendo il mio intervento, se avete l'amabilità di permettermelo.
Forse l'argomento è esattamente questo. Gli italiani, quando vedono arrivare quella flotta di aerei ad Olbia, si chiedono: il Presidente del Consiglio dei ministri ha risolto? E da domani, cosa cambia? Quando gli italiani ieri sera, questa sera, domani mattina vedono sulle reti Mediaset gli spot che sono stati commissionati dalla Presidenza del Consiglio per illustrare le politiche del Governo, secondo voi gli italiani si chiederanno, da questa sera, da domani mattina, se, per caso, se sia giusto, normale che in un paese democratico il Presidente del Consiglio dei ministri che commissiona uno spot di informazione sia
la stessa persona che incassa personalmente i proventi della pubblicità che ha ordinato sulle reti televisive che possiede (Applausi dei deputati dei gruppi della Margherita, DL-l'Ulivo, dei Democratici di sinistra-l'Ulivo e Misto-Verdi-l'Ulivo - Commenti dei deputati del gruppo di Alleanza nazionale)?
Voi pensate che il buonsenso tenuto fuori dalle porte di questo palazzo non sia già entrato nelle case degli italiani che queste cose le hanno capite, le stanno capendo? Non vi rendete conto che non solo nel popolo del centrosinistra, pur con i problemi che noi abbiamo avuto, che abbiamo e che avremo, ma una rivolta dei moderati è iniziata nel nostro paese di fronte a persone che antepongono l'interesse privato all'interesse dello Stato, all'interesse della nostra nazione, all'interesse della Repubblica (Applausi dei deputati dei gruppi della Margherita, DL-l'Ulivo, dei Democratici di sinistra-l'Ulivo, Misto-Comunisti italiani, Misto-Verdi-l'Ulivo e Misto-Socialisti democratici italiani)?
PRESIDENTE. Onorevole Rutelli, adesso però concluda.
FRANCESCO RUTELLI. Signor Presidente, al ministro Frattini che parla di sanzione morale, io dico che non credo che vi sarà possibile continuare, nelle prossime settimane, a tenere chiuse le due porte e, se continuerete a tenerle chiuse nei confronti della società italiana, quello che avverrà è quanto forse non vi aspettate. Ed è per questo, signor Presidente, che mi auguro che, mentre gli italiani oggi vedono nel voto che si sta per esprimere un momento buio della Repubblica, uno dei momenti più difficili e negativi della storia della Camera dei deputati, anche perché questa legge, come, per precisa volontà, è entrata blindata rispetto alle richieste ragionevoli e rispetto alla richiesta che viene dagli italiani, così uscirà blindata; ma io vi chiedo: siete convinti che allo stesso modo reagirà il popolo italiano, da questa sera, da domani, da dopodomani? Noi scommettiamo sul fatto che non sarà così, noi scommettiamo cioè, signor Presidente, che non tarderà a lungo il momento in cui, proprio a partire da questa buia giornata per la Repubblica, una luce diversa si affaccerà alla consapevolezza di milioni di italiani...
CESARE RIZZI. Basta, Presidente, basta!
FRANCESCO RUTELLI. ...e che queste porte blindate che, alcuni di voi del Governo hanno voluto chiudere, saranno scardinate da una scelta di libertà del popolo italiano, e questa parola, la parola libertà da oggi appartiene a noi.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Rutelli.
FRANCESCO RUTELLI. Voi siete i nemici...
PRESIDENTE. Passiamo ai voti (I deputati dei gruppi della Margherita, DL-l'Ulivo, Democratici di sinistra-l'Ulivo, Misto-Verdi-l'Ulivo, misto-Socialisti democratici italiani gridano ritmicamente: «Libertà! libertà!»).
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti Bressa 8.1 e Mascia 8.7, non accettati dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 486
Maggioranza 244
Hanno votato sì 212
Hanno votato no 274).
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Soda 8.2, non accettato dalla Commissione né dal Governo e sul quale la V Commissione (Bilancio) ha espresso parere contrario.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 503
Votanti 501
Astenuti 2
Maggioranza 251
Hanno votato sì 224
Hanno votato no 277).
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Soda 8.6, non accettato dalla Commissione né dal Governo e sul quale la V Commissione (Bilancio) ha espresso parere contrario.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 504
Votanti 503
Astenuti 1
Maggioranza 252
Hanno votato sì 222
Hanno votato no 281).
Passiamo alla votazione dell'emendamento Boccia 8.11.
GIORGIO PANATTONI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Il suo gruppo ha esaurito il tempo a disposizione.
GIORGIO PANATTONI. Vorrei intervenire a titolo personale.
PRESIDENTE. Prego, onorevole Panattoni, per un minuto.
GIORGIO PANATTONI. Signor Presidente, ministro Frattini, su questo non provvedimento, su questo provvedimento truffa che rende compatibile la proprietà con la carica di Presidente del consiglio, che non prevede sanzioni materiali, che definisce procedure complicatissime senza decidere nulla, voi chiedete ai cittadini italiani anche soldi pubblici aggiuntivi. Chiedete di spendere soldi, buttandoli via!
Per questo motivo chiedo di apporre la mia firma all'emendamento Boccia 8.11 in discussione.
È una sciocchezza stanziare risorse pubbliche per non fare nulla, non per porre in essere una legge sul conflitto di interessi, ma per decidere di mantenere alcuni privilegi che sono totalmente inaccettabili.
PRESIDENTE. Sta bene, onorevole Panattoni.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Boccia 8.11, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 505
Maggioranza 253
Hanno votato sì 224
Hanno votato no 281).
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Boccia 8.12, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 500
Maggioranza 251
Hanno votato sì 219
Hanno votato no 281).
Passiamo alla votazione dell'articolo 8.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Finocchiaro alla quale ricordo che ha a disposizione un minuto di tempo.
ANNA FINOCCHIARO. Signor Presidente, non utilizzerò più di un minuto.
Secondo un principio della scuola nominalistica di Occam - se i colleghi potessero stare un po' zitti, non riesco a sentire la mia voce - nomina sunt consequentia rerum. Così, da allora, in poi la scienza e l'interpretazione giuridica hanno pensato, hanno ritenuto, hanno imposto che il titolo di una legge, la rubrica di un articolo significhino. Il significante, cioè il titolo, la rubrica di un articolo coincidono con il significato che, poi, è recato dalla norma. Lo definiscono, lo confermano, addirittura sono utili per interpretarlo.
Con il titolo di questo provvedimento, invece: Norme per la risoluzione dei conflitti di interessi - noi avevamo proposto di sostituirlo con il titolo: Norme per la salvaguardia del conflitto di interessi - assistiamo alla rottura tra il significante e il significato.
Le parole viaggiano per proprio conto, lasciano il concetto, non lo descrivano più. In questo caso, addirittura lo contraddicono. È una questione rilevante? A cosa vi appigliate per sostenerlo? Qualcuno di voi probabilmente - è già accaduto in quest'aula - citerà il monologo di Romeo nel Romeo e Giulietta di Shakespeare, per cui una rosa profumerebbe lo stesso, anche se non si chiamasse rosa. Romeo pronuncia queste parole perché l'amore per Giulietta, al di là del fatto che ciascuno di loro si chiami Capuleti o Montecchi, resiste ai nomi imposti, alle inimicizie tra le due famiglie. Questa citazione farebbe comodo anche a noi, ma per sostenere l'opposto, per sostenere, cioè, che - chiamatela come volete - questa legge, comunque, è assolutamente un'indecenza.
È intollerabile per la ragione democratica, è intollerabile per la coscienza democratica!
CESARE RIZZI. È un pezzo che parla, Presidente! Ha un minuto!
ANNA FINOCCHIARO. Se il ministro Frattini mi ascolta, vorrei rivolgermi a lui.
PRESIDENTE. Mi scusi, onorevole Finocchiaro, sono io che ho chiamato il ministro Frattini per un problema connesso agli ordini del giorno presentati dal suo gruppo.
ANNA FINOCCHIARO. La ringrazio Presidente.
PRESIDENTE. Continui, onorevole Finocchiaro. Il ministro Frattini è qui. Non abbiamo capito bene se in questo provvedimento il ministro Frattini sia alchimista o alpinista.
ANTONIO SODA. È alchimista!
PRESIDENTE. Però, comunque, sa fare anche due cose in una volta.
ANNA FINOCCHIARO. Bene, gli chiederò di farne una terza.
Ministro Frattini, vorrei richiamare San Tommaso e la summa teologica che lei certamente conosce bene: lex est realis et personalis, hominis ad hominem proportio, quae, servata, servat, corrupta corrumpit societatem. Le chiedo, con tutta la cortesia istituzionale e personale di cui sono capace, di tradurla per i colleghi che non l'hanno ascoltata o che non conoscono il latino (Applausi dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-l'Ulivo e della Margherita, DL-l'Ulivo).
CESARE RIZZI. Basta, signor Presidente. È due minuti che parla!
ANNA FINOCCHIARO. Lei comprende benissimo che, dopo tanti giorni di dibattito in Commissione ed in quest'aula, questo è l'unico modo che noi troviamo per far pronunciare parole che onorino questa aula, la legge e la nostra democrazia (Applausi dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-l'Ulivo, della Margherita, DL-l'Ulivo, di Rifondazione comunista, Misto-Comunisti italiani, Misto-Verdi-l'Ulivo e Misto-Socialisti democratici italiani)!
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Gallo. Ne ha facoltà.
GIUSEPPE GALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, in questi primi otto mesi sono stati licenziati diversi disegni di legge ed una legge finanziaria. Ho avuto modo di conoscere i colleghi della maggioranza e dell'opposizione. Ognuno di noi ha la propria sensibilità, ma mai, onorevole Rutelli, - ripeto mai - mi sono vergognato, con la mia dignità, di esprimere il voto su tutti questi disegni di legge. Mai (Applausi dei deputati dei gruppi di Alleanza nazionale e di Forza Italia)!
MAURA COSSUTTA. È un problema tuo!
GIUSEPPE GALLO. Onorevole Violante, se è vero che la sinistra ha una propria dignità, è pur vero che Alleanza nazionale e i partiti che costituiscono la Casa delle libertà hanno una propria storia, una propria dignità! (I deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-l'Ulivo e della Margherita, DL-l'Ulivo gridano: «ohhh!» - Applausi dei deputati dei gruppi di Alleanza nazionale e di Forza Italia).
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, potete constatare con quanta serenità ho fatto parlare l'onorevole Rutelli. Ciò vale anche per l'onorevole Gallo. Non ci sono pesi e misure diversi. Onorevole Gallo, la prego di continuare.
GIUSEPPE GALLO. Ritengo che questo problema del conflitto di interessi risalga al febbraio del 1994, allorquando il cittadino Berlusconi, godendo della pienezza dei diritti politici, legittimamente decise di esercitarli, proponendo al popolo italiano un nuovo progetto politico; da quel momento, non passa giorno, ora, minuto, che qualche politico, più o meno a corto di argomenti o qualche pensatore più o meno illustre, non si erga a denunciare in termini ordinariamente scandalizzati ed allarmistici il cosiddetto conflitto di interessi, di cui sarebbe «affetto» il suddetto personaggio.
Un'ossessione tanto martellante ed assordante da far pensare che si voglia far passare nell'immaginario collettivo l'idea che il mai abbastanza vituperato conflitto sia in realtà di gran lunga il problema più grave del paese, con buona pace, per esempio, di quelli relativi allo sviluppo, all'occupazione, alla malaburocrazia, alla malagiustizia, all'offensiva quotidiana della delinquenza e quant'altro. Da allora si sono svolte tre elezioni politiche generali, due elezioni europee, due elezioni regionali su tutto il territorio, un'infinità di turni elettorali parziali, tutti giocati all'insegna della denuncia del conflitto di interessi; tuttavia, non pare proprio che il popolo sovrano, al quale soltanto in un sistema democratico dovrebbe essere attribuita la scelta definitiva sugli aspetti di maggiore o minore rilevanza, si sia allineato alla visione scandalistica della sinistra.
PRESIDENTE. Onorevole Gallo...
GIUSEPPE GALLO. Ancora: al tentativo di espropriare Berlusconi sono stati dedicati tre referendum e, concludo, con esito catastrofico per i proponenti, a dimostrazione definitiva ed inequivocabile di quale sia la posizione del popolo italiano.
Cari colleghi, noi abbiamo la nostra dignità, la difendiamo e la eserciteremo nella nostra piena autonomia in quest'aula (Applausi dei deputati dei gruppi di Alleanza nazionale e di Forza Italia - Applausi polemici dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo)!
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, vorrei che tutti voi mi prestaste attenzione per un minuto, perché mi rendo conto che, non seguendo - perché non è possibile, è chiaro, siete lì - a volte alcune cose possono sembrare incomprensibili.
GIOVANNI RUSSO SPENA. Lì dove, Presidente?
PRESIDENTE. Sono stati presentati 130 ordini del giorno, cosa perfettamente legittima dal punto di vista regolamentare. Pertanto, se dovessi gestire i tempi in maniera elastica, vi pregherei di non sollevare
obiezioni, perché se esaminassimo 130 ordini del giorno come dovremmo fare, senza alcuna disponibilità a semplificare il lavoro, rimarremmo qui fino alle 22 di stasera.
DONATO BRUNO, Relatore per la maggioranza. Ci stiamo!
PRESIDENTE. Allora, mi rivolgo al presidente dei deputati del gruppo della Margherita e al vicepresidente dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra, che sono accanto a me, visto che tutti gli ordini del giorno sono stati presentati da deputati di tali gruppi.
Per rispettare gli impegni presi e visto che la diretta televisiva è stata anticipata alle 14,15, poiché è impossibile esaminare in questo modo gli ordini del giorno, vi chiedo la disponibilità ad enucleare quelli più significativi e a presentare solo quelli. Credo che, in questo modo, si possa consentire lo svolgimento di alcune dichiarazioni di voto, come è stato richiesto. Ritengo sia interesse comune, pur nel dissenso e nell'asprezza di questo dibattito.
PIERLUIGI CASTAGNETTI. Va bene, signor Presidente.
RENZO INNOCENTI. D'accordo.
PRESIDENTE. Benissimo, teniamo presente che alle 14,15 inizia la diretta televisiva.
ANTONIO SODA. Prevale la vanità!
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Gerardo Bianco, al quale ricordo che ha un minuto di tempo a sua disposizione.
GERARDO BIANCO. Grazie, signor Presidente. Ieri, in un garbato e ragionato intervento, l'onorevole Bondi ha detto che il conflitto di interessi ha funzionato alla rovescia, danneggiando Berlusconi come imprenditore, invece di agevolarlo. La stessa tesi, Presidente, è stata sostenuta dal capogruppo di Forza Italia.
ALFREDO BIONDI. Chi se ne va, se ne vada in silenzio!
PRESIDENTE. Onorevole Gerardo Bianco, in questo caso non è certo la maggioranza...
GERARDO BIANCO. Volevo soltanto chiedere al ministro se, per completare organicamente il suo provvedimento, poteva prevedere una qualche «aggiunta» per indennizzare il Presidente del Consiglio per i danni subiti (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo)!
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Di Gioia. Ne ha facoltà.
LELLO DI GIOIA. Grazie, signor Presidente. In questi giorni abbiamo assistito...
MARCO BOATO. Signor Presidente, avvisi che si vota, i colleghi stanno uscendo!
PRESIDENTE. Scusate, colleghi, dobbiamo procedere alla votazione sull'articolo 8. Prego i colleghi di affrettarsi. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 8.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 450
Votanti 449
Astenuti 1
Maggioranza 225
Hanno votato sì 271
Hanno votato no 178).
Prendo atto che i dispositivi di voto degli onorevoli Di Virgilio e Cuccu non hanno funzionato.
Passiamo alla votazione dell'articolo aggiuntivo Bressa 8.02.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Nicola Rossi, al quale ricordo che ha un minuto di tempo a disposizione. Ne ha facoltà.
NICOLA ROSSI. La ringrazio, signor Presidente. Ieri è stato detto che questa «non legge» era l'unica possibile, viste le condizioni date. Se così fosse stato, francamente avreste potuto varare una disciplina del conflitto di interessi e rinviarne l'applicazione alla prossima legislatura.
Ma nemmeno questo avete voluto e, soprattutto, potuto fare. Il motivo era contenuto nelle parole pronunciate ieri dal ministro Frattini. L'interesse che voi ritenete primario tutelare in questa vicenda è quello dei soggetti potenzialmente in conflitto di interessi. L'interesse che noi riteniamo primario tutelare è quello dei cittadini, nel vedere tutelata la libertà della formazione del consenso, e delle imprese, nel vedersi preservate dall'interferenza della politica.
Tra voi e noi c'è la stessa differenza che corre tra prima e dopo Popper, tra prima e dopo de Tocqueville, tra prima e dopo Einaudi. Allora, signor Presidente, la vostra e quella della maggioranza, oggi, è la battaglia di un potere a difesa dei suoi privilegi, la battaglia di un potere che non esita a definire servi i lavoratori, come ha fatto l'onorevole La Russa. La nostra è una battaglia di libertà. L'arroganza del potere contro il gusto della libertà. La storia dice che avete sempre perso (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo)!
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Fioroni, al quale ricordo che ha un minuto di tempo a sua disposizione.
GIUSEPPE FIORONI. Signor Presidente, ieri ho ascoltato il ministro Frattini quando ha dichiarato: ma pensate che rimarremmo su questa poltrona un minuto di più se l'authority ci riprenderà?
Signor ministro Frattini, questa notte mi ha assalito un dubbio. Dopo che questo Parlamento ha approvato, per impedire l'azione dei magistrati, leggi tese a garantire a pochi - anzi, direi sempre agli stessi - le impunità, lei pensa che questi signori rispetteranno la fragile e debole authority, magari nominata, per un ritrovato senso dell'etica e della dignità della politica? Non credo proprio, signor ministro, e lei lo sa bene.
Signor Presidente, ministro Frattini, la dignità è come il coraggio di don Abbondio, nella vita e specialmente in politica: se uno non ce l'ha, non può acquistarla e credo proprio che anche il Presidente Berlusconi, che ha molti mezzi economici e finanziari, essa non possa acquistarla (Applausi dei deputati del gruppo della Margherita, DL-l'Ulivo).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Siniscalchi, al quale ricordo che ha un minuto a sua disposizione.
VINCENZO SINISCALCHI. Signor Presidente, intervengo soltanto per esprimere una forte preoccupazione, perché credo sia impossibile che, anche con quest'ultimo articolo riguardante l'autorità, le sue funzioni e il suo organico, i colleghi della maggioranza ritengano veramente di avere votato una legge con qualche contenuto.
Come si può fare a preoccuparsi - come si preoccupa il testo dell'onorevole Frattini - di un'autorità che, con un organico, sostanzialmente non svolge alcun compito effettivo? Infatti, non ha alcun rapporto con i poteri di indagine, alcun rapporto con l'autorità giudiziaria. Ho apprezzato la resipiscenza dell'illustre collega La Russa quando non ha potuto fare a meno di affermare che il richiamo al reato di falso rappresentava veramente il colmo escluso da questo testo di legge e ha convinto, anche se a stento, il ministro Frattini che, molto riluttante, si è dichiarato favorevole all'emendamento con cui noi abbiamo affermato una cosa importante, ma che resta una bandiera inutile (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo)...
PRESIDENTE. Grazie onorevole Siniscalchi.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Buffo, alla quale ricordo che ha un minuto a sua disposizione. Ne ha facoltà.
GLORIA BUFFO. Signor Presidente, l'onorevole Berlusconi ha dichiarato che, a causa di poche trasmissioni, in poche ore, ha perso, rispetto al 13 maggio, 17 punti percentuali. La domanda è la seguente: quanti punti percentuali portano tre televisioni in servizio permanente, di proprietà del Presidente del Consiglio, Emilio Fede e tanti altri? Quanti di voi, secondo questo teorema del Presidente del Consiglio, sono stati eletti grazie a quelle tre televisioni? Voi vi fidate della sovranità popolare se avete tre televisioni in mano al vostro capo politico, altrimenti avete paura. Non è un omaggio al popolo italiano che evidentemente per voi è meglio tenere sotto tutela. Non vorrete mica che giudichi per caso di testa propria (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo)?
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Di Gioia. Ne ha facoltà.
LELLO DI GIOIA. Signor Presidente, avevo iniziato il mio intervento, affermando che abbiamo trascorso molte ore a discutere del conflitto di interessi. E abbiamo ascoltato, come giustamente affermava nel corso del suo pacato ma forte intervento l'onorevole Rutelli, ad una serie di considerazioni giuridiche importanti quanto si vogliano.
Credo, però, che la discussione debba essere spostata sul piano politico, sugli effetti negativi del conflitto di interessi, per affermare, come hanno fatto - bene - molti colleghi dell'opposizione, che, ormai, non vi è più una questione di conflitto, ma semplicemente una questione di interessi.
Ebbene, colleghi della maggioranza e dell'opposizione, credo che dobbiamo ragionare su ciò che è accaduto, in questi giorni, in quest'aula: per il modo in cui ci siamo comportati, abbiamo dato - tutti - un segnale sicuramente negativo al popolo italiano.
Credo debba essere salvaguardata la dignità del Parlamento e, quindi, credo vi debbano essere regole chiare che consentano a questo Parlamento di poter discutere, di essere animato dal confronto e di poter decidere leggi che soddisfino gli interessi dei cittadini italiani.
PRESIDENTE. La ringrazio, onorevole Di Gioia.
LELLO DI GIOIA. Non ho finito, signor Presidente!
PRESIDENTE. Mi scusi, onorevole Di Gioia.
LELLO DI GIOIA. Mi rendo perfettamente conto che volete togliere completamente la parola ai socialisti...
PRESIDENTE. No, onorevole Di Gioia, no.
LELLO DI GIOIA. ...ma non ci siete riusciti in passato e non ci riuscirete ora!
PRESIDENTE. No, onorevole Di Gioia, mi scusi. Mi ero soltanto distratto, non avevo alcuna intenzione di toglierle la parola. Prego, prosegua pure.
LELLO DI GIOIA. Egregio Presidente, come dicevo prima, abbiamo la necessità di discutere in termini seri e responsabili e credo che nessuno abbia dato questa sensazione adesso.
Parlavo della questione politica. Ebbene, si sta dimostrando, di fatto, che il problema della comunicazione e delle televisioni significa, per noi, costruire un sistema di società che non può essere quello che il centrodestra vuole: voi volete costruire una società in cui non vi sia solidarietà, in cui non si creino le condizioni per dare risposte ai problemi dei più deboli!
Lo avete dimostrato anche durante la campagna elettorale - e su questo dovrete riflettere! - quando avete messo non i vostri manifesti, ma quelli del Presidente del Consiglio. Evidentemente, sapevate benissimo
che quel sistema mediatico era comunque in grado di produrre qualche influenza sulla società. Ha ragione l'onorevole Rutelli quando parla di libertà. Per questo si deve costruire una società più giusta, più equa: quella che noi tentiamo di costruire!
Il conflitto di interessi deve far riflettere tutti, perché credo che tutti - soprattutto coloro i quali, per cultura, anche nei banchi della maggioranza, difendono la solidarietà ed i diritti - debbano pensare a cosa potrebbe accadere in un prossimo futuro. Poiché siamo con una parte precisa della società, siamo convinti che, oggi più che mai, si stiano costruendo i sistemi in grado di creare maggiori difficoltà proprio ai più deboli.
Noi socialisti, noi del centrosinistra staremo con quella parte della società italiana, con i più deboli, e cercheremo di fare in modo che si costruisca una società più giusta, più equa e con più diritti (Applausi dei deputati del gruppo Misto-Socialisti democratici italiani).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Duilio. Ne ha facoltà. Gli ricordo che ha un minuto a disposizione.
LINO DUILIO. Signor Presidente, mi rivolgo, con grande pacatezza, agli spiriti liberali che siedono in questo Parlamento - a quelli che lo sono da sempre ed a quelli che si sono convertiti - per dire che, a mio avviso, stiamo procurando, oggi, una ferita ai più profondi principi liberali e liberaldemocratici del nostro paese.
Sappiamo bene che l'evocazione del popolo, alla quale indulge, spesso, anche il ministro Frattini, nella storia, ha provocato, in mancanza di regole precise, grandi tragedie.
Senza drammatizzare questa questione, vorrei dire a tutti gli spiriti liberali qui presenti che noi stiamo modificando delle regole in modo da affermare il principio dell'arroganza della maggioranza. E il principio dell'arroganza delle maggioranze, come sappiamo, è un principio profondamente antidemocratico.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Mazzuca Poggiolini. Ne ha facoltà.
CARLA MAZZUCA POGGIOLINI. Signor Presidente, parlo a titolo personale, ma so di rappresentare tutto il popolo italiano. Mi piace pensare di rappresentare (Commenti di deputati dei gruppi di Forza Italia e di Alleanza nazionale)... Certo, come ognuno di voi. Vedo che non ne siete consapevoli, amici, forse è per questo che state così zitti. Mi piace pensare di rappresentare anche milioni di donne che capiranno come una compagine, il Polo di centrodestra, che ha vinto, perché avete vinto le elezioni, un po' alla volta si stia creando a proprio favore condizioni di strapotere; uno strapotere in capo al suo leader in contrasto con ogni legge e con ogni dettato costituzionale sull'equilibrio e sul bilanciamento dei poteri. Quando infatti uno, uno solo, oltre ad essersi costruito l'impunità (pensiamo alla legge sulle rogatorie), acquista tanto, troppo potere - soprattutto il potere mediatico di sei televisioni -, si deve aver paura. Donne, noi dobbiamo aver paura. Non si può essere attenti e pensare che, come dice l'onorevole D'Alema, non siamo di fronte ad un regime (Applausi dei deputati del gruppo della Margherita, DL-l'Ulivo).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Lettieri. Ne ha facoltà.
MARIO LETTIERI. Signor Presidente, molto serenamente vorrei ricordare ai colleghi che negli Stati Uniti d'America, oltre 200 anni fa, Jefferson a proposito dell'attività politica dichiarò: l'attività politica non dà né ricchezza né felicità, è un onorevole esilio invece, un esilio dalla famiglia dagli affari. Sì, dagli affari. Voi, invece, con questo provvedimento mettete al centro dell'attività politica gli affari di Berlusconi. In modo fittizio avete risolto il problema del conflitto di interessi, ma è solo un modo fittizio che non inganna nessuno. Ciò non è serio. Certamente, questo lacera la coscienza civile del paese
e bene hanno fatto l'onorevole D'Alema e l'onorevole Rutelli a sottolinearlo. Sono convinto - mi sia consentito dirlo - che offende anche la vostra cultura ed il vostro sapere. Il popolo italiano tutto, quello di centrodestra e quello di centrosinistra, comprende e comprenderà l'effetto devastante di questo provvedimento.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo Bressa 8.02, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 367
Maggioranza 184
Hanno votato sì 107
Hanno votato no 260).
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