Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 106 del 28/2/2002
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(Esame dell'articolo 7 - A.C. 1707)

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 7 e delle proposte emendative ad esso presentate (vedi l'allegato A - A.C. 1707 sezione 3).
Ha chiesto di parlare l'onorevole Bielli. Ne ha facoltà.

VALTER BIELLI. Signor Presidente, vorrei leggere questo articolo, almeno sappiamo di cosa si parla: «L'Autorità garante della concorrenza e del mercato presenta al Parlamento una relazione semestrale (...)». Il comma 2 prevede, nei casi in cui siano effettuate dichiarazioni non giuste che «l'Autorità garante della concorrenza e del mercato comunica la violazione rispettivamente ai Presidenti delle Camere ovvero dei consigli provinciali o comunali». Chiedo al Governo, ma anche a qualsiasi parlamentare: dopo che sono state fatte queste comunicazioni, cosa succede?
Il ministro Frattini, anche oggi, ha teorizzato che la cosa importante è che nel momento stesso in cui queste cose vengono dette in Parlamento i cittadini avranno la possibilità di capire, di esercitare la loro funzione e, quindi, di dissentire, perché il vero potere è dato soltanto da questa Assemblea. Se così fosse, signor ministro, ciò significherebbe che una maggioranza in cinque anni potrebbe fare tutto e il contrario di tutto. Ci sono limiti anche a questo.
Aggiungo che non mi fido di quanto detto da lei e dalla maggioranza perché, affermando il diritto di esercitare una critica politica, avete perfino criticato il girotondo di coloro che hanno deciso di criticare certe posizioni. Qualcuno ha detto che il girotondo era pericoloso e


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costituiva un'attività di tipo estremistico. Signor Presidente, ministro Frattini, è stato grave aver additato all'opinione pubblica chi reagiva in modo composto e senza compiere alcuna violenza, come un qualcosa di eversivo.
Credo, tra l'altro, che se si parla di attività negative o pericolose, vi dovreste guardare attorno. Bisognerebbe che vi guardaste da coloro che alla fine di un comizio hanno detto, come ha fatto Bossi riferendosi a coloro che siedono dall'altra parte dell'aula: fascisti, ricordatevi che vi verremo a cercare casa per casa. Fini denunciò Bossi, ma poi Bossi lo avete fatto sedere accanto a voi (Commenti dei deputati dei gruppi di Forza Italia e di Alleanza nazionale). Allora, i cattivi maestri sono da altre parti, signor ministro.
Quando si fa riferimento all'opinione pubblica bisogna rispettarla ed avere consapevolezza di un dato: noi continueremo a fare i girotondi, saremo con loro. Lo faremo in modo molto serio e tranquillo, ma molto fermo. Questa legge è veramente una «legge vergogna» e da questo punto di vista credo che la reazione sarà forte. Sarà sicuramente una reazione ferma ma democratica, a differenza di quelle avute da coloro che sono al vostro fianco, che dicevano cose molto diverse (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo).

PRESIDENTE. Nessun altro chiedendo di parlare sull'articolo 7 e sulle proposte emendative ad esso presentate, invito il relatore per la maggioranza ad esprimere il parere della Commissione.

DONATO BRUNO, Relatore per la maggioranza. Signor Presidente, la Commissione esprime parere contrario su tutti gli emendamenti presentati all'articolo 7 tranne che sull'emendamento 7.5 del Governo sul quale il parere è favorevole. Preannuncio il parere contrario anche sugli articoli aggiuntivi all'articolo 7.

PRESIDENTE. Il Governo?

FRANCO FRATTINI, Ministro per la funzione pubblica e il coordinamento dei servizi di informazione e sicurezza. Il Governo concorda con il parere espresso dal relatore ma intendo fare una considerazione sull'emendamento Boccia 7.11.
Tale emendamento tocca la questione delicata - che è stata evocata prima dall'onorevole Soda, a mio avviso, in modo inesatto e solo per questo ne parlo - delle sanzioni penali in caso di false dichiarazioni da parte del componente di Governo. Siccome deve essere chiarissimo a tutti voi che non è certamente intenzione del Governo depenalizzare il reato di falsa dichiarazione o di eliminare la sanzione penale (Applausi di deputati dei gruppi di Forza Italia e di Alleanza nazionale), allora voglio dire al collega Soda. Egli, da giurista, capisce perfettamente come, essendoci nella legge una norma di chiusura che avete e abbiamo già votato, che stabilisce con chiarezza che restano ferme le sanzioni penali, civili ed amministrative sia fuor di dubbio che, tra le sanzioni penali, ci sia anche quella per le false dichiarazioni, che costituisce esattamente un falso ideologico, perché il ministro è, certamente, un pubblico ufficiale (Applausi di deputati dei gruppi di Forza Italia e di Alleanza nazionale).
Allora l'emendamento Boccia 7.11 è, a mio avviso, superfluo perché coperto dalla norma generale. Se doveva esser chiaro, forse può bastare ai colleghi questa precisazione e le risultanze di questo momento del dibattito; è cattiva regola scrivere delle leggi in cui, per risolvere un dubbio, si aggiunge un comma. Credo che, così, il dubbio si possa risolvere (Applausi dei deputati del gruppo di Forza Italia).

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione degli identici emendamenti Bressa 7.1 e Mascia 7.6.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Soda. Ne ha facoltà.

ANTONIO SODA. Signor Presidente, questo è un tema delicatissimo. La legge del 1997 prevede che i soggetti che nelle comunicazioni richieste dall'autorità dicono il falso, sono puniti con le pene previste dall'articolo 2621 del codice civile:


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si tratta delle dichiarazioni richieste dall'autorità.
In questa legge, avete scritto che se sono false le dichiarazioni di cui all'articolo 5, cioè quelle previste da questa legge, l'autorità non applica questa norma (che si riferisce ai falsi dati e notizie su sue richieste) e scrivete che - per le dichiarazioni non veritiere o incomplete, di cui all'articolo 5 della legge - tali violazioni sono comunicate al Presidente della Camera.

FRANCO FRATTINI, Ministro per la funzione pubblica e il coordinamento dei servizi di informazione e sicurezza. Questo scatta automaticamente, ma è un reato.

ANTONIO SODA. Onorevole Frattini, ma quando scatta?
In diritto penale le norme sono di stretta osservanza. Le dichiarazioni richieste dall'autorità sono diverse dalle dichiarazioni della legge e, quindi, avremo un soggetto che, a richiesta dell'autorità, se dice il falso, sarà messo in galera e un membro del Governo - che fa le dichiarazioni in base alla legge e non in base a dati richiesti dall'autorità - che non avrà sanzioni: questa è la verità!
Se lo volete correggere fate ancora in tempo, altrimenti avrete creato una grave disparità di trattamento fra soggetti dell'ordinamento.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole La Russa. Ne ha facoltà.

IGNAZIO LA RUSSA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sull'emendamento Boccia 7.11 pregherei il ministro di riflettere un attimo perché, se è vero che quod abundat non «stroppiat» - come si diceva in latino maccheronico -, è anche vero che, in questo momento, le argomentazioni su questo emendamento non mi sembrano fuori luogo.

PRESIDENTE. Scusate un secondo, non capisco.

MARCO BOATO. Abbiamo anticipato la discussione.

IGNAZIO LA RUSSA. Signor Presidente, stavamo discutendo dell'emendamento Boccia 7.11.

PRESIDENTE. Onorevole La Russa, in questo momento dobbiamo votare gli identici emendamenti Bressa 7.1 e Mascia 7.6, mentre l'emendamento Boccia 7.11 lo affronteremo successivamente.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti Bressa 7.1 e Mascia 7.6, non accettati dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti e Votanti 501
Maggioranza 251
Hanno votato
sì 224
Hanno votato
no 277).

Passiamo alla votazione dell'emendamento Bressa 7.4, fatta eccezione per il comma 5.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Bressa 7.4, nella parte non ritirata, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti e Votanti 508
Maggioranza 255
Hanno votato
sì 224
Hanno votato
no 284).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Boato 7.2, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).


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Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 494
Votanti 492
Astenuti 2
Maggioranza 247
Hanno votato
sì 219
Hanno votato
no 273).

Passiamo alla votazione dell'emendamento Boccia 7.11.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole La Russa. Ne ha facoltà.

IGNAZIO LA RUSSA. Signor Presidente, voglio anticipare che, credo, le mie argomentazioni siano condivise dal presidente Vito.
Su questo argomento - anche se capisco il clima - devo dire sommessamente che non avete creato un clima in cui sia facile ascoltare le ragioni tecniche che, di volta in volta, in un Parlamento normale, possono essere motivo di riflessione. Dovete ammettere che non è facile, sarebbe la stessa cosa in situazioni invertite.
Noi non ci pentiamo di quello che facciamo né siamo dispiaciuti di essere chiamati «servi», anche perché al Senato abbiamo appena approvato una legge sulle colf, che sono lavoratrici come gli altri, dunque, non ci sentiamo offesi da questo termine. Fatelo pure, voi che siete i difensori dei lavoratori (Commenti dei deputati dei gruppi dei Democratici di Sinistra-l'Ulivo e della Margherita, DL-l'Ulivo)! Nonostante sia questo il clima, caro Presidente, non ci sentiamo offesi, andate pure avanti!

EMILIO DELBONO. È spaventoso!

PRESIDENTE. Onorevoli colleghi! Onorevoli colleghi!

IGNAZIO LA RUSSA. Visto che le ragioni sono tali da superare anche questo clima di diffidenza, di astio, quasi di odio, che si è creato in quest'aula in alcune occasioni, invito il Governo a riconsiderare la sua posizione in ordine a questo emendamento (Applausi dei deputati del gruppo di Alleanza nazionale).

FRANCO FRATTINI, Ministro per la funzione pubblica e il coordinamento dei servizi di informazione e sicurezza. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

FRANCO FRATTINI, Ministro per la funzione pubblica e il coordinamento dei servizi di informazione e sicurezza. Signor Presidente, premesso che sono assolutamente d'accordo che la falsa dichiarazione resa all'autorità costituisca reato di falso ideologico, a mio avviso, non è necessario scrivere in ogni comma che ogni falsa dichiarazione costituisce il reato previsto dal codice penale.

ALFREDO BIONDI. È iscritto nel codice!

FRANCO FRATTINI, Ministro per la funzione pubblica e il coordinamento dei servizi di informazione e sicurezza. Tuttavia, se i colleghi dell'opposizione intendono dare rilevanza al reato, alla pena pecuniaria, alla sanzione penale, inseriamo questa previsione. In questo modo, abbiamo scritto un comma secondo una tecnica legislativa che non dovrebbe essere seguita.
Ma, nel merito sono d'accordo, dunque, se questo può contribuire ad un momento di serenità, esprimo parere favorevole sull'emendamento Boccia 7.11 (Applausi dei deputati dei gruppi di Forza Italia e di Alleanza nazionale).

PRESIDENTE. Prendo atto che, conseguentemente, il parere della Commissione è favorevole.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Boccia 7.11, accettato dalla Commissione e dal Governo.
(Segue la votazione).


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Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 508
Votanti 499
Astenuti 9
Maggioranza 250
Hanno votato
sì 481
Hanno votato
no 18).

Prendo atto che l'onorevole Nicotra ha erroneamente espresso voto contrario, mentre voleva esprimere voto favorevole.
Passiamo alla votazione dell'emendamento Bressa 7.3.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Petrella. Ne ha facoltà.

GIUSEPPE PETRELLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, penso - non da solo, ma con i 40 mila del Palavobis di Milano, con i 30 mila che erano ieri a Napoli e con milioni di italiani -, anche dopo aver ascoltato l'intervento del ministro Frattini, che esista un serio problema democratico nel nostro paese.
Ieri, un mercenario della maggioranza, ex comunista, ci ha chiesto se pensassimo di stare di fronte ad un regime. Ebbene, se ci si comporta in questo modo - come questo Governo e questa maggioranza - approvando da soli leggi contro la legalità (Commenti dei deputati del gruppo di Forza Italia) come il falso in bilancio, le rogatorie internazionali, il ritorno dei capitali esportati illegalmente all'estero e ciò che si vuole approvare oggi, vale a dire un provvedimento che praticamente afferma che la legge non è uguale per tutti e che tutti sono uguali tranne uno, allora, onorevoli colleghi, c'è qualcosa che non va.
Tuttavia, la cosa che mi preoccupa maggiormente è che non si è sentita - tranne come è accaduto in questo momento con l'intervento del collega La Russa - una voce (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di Sinistra-l'Ulivo)...

PRESIDENTE. Onorevole Petrella, ha esaurito anche tutto il tempo a disposizione del suo gruppo.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Bressa 7.3, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 509
Votanti 506
Astenuti 3
Maggioranza 254
Hanno votato
sì 226
Hanno votato
no 280).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Mascia 7.9, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 511
Maggioranza 256
Hanno votato
sì 228
Hanno votato
no 283).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 7.5 del Governo, accettato dalla Commissione.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 512
Votanti 508
Astenuti 4
Maggioranza 255
Hanno votato
sì 476
Hanno votato
no 32).


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Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Mascia 7.10, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti e Votanti 519
Maggioranza 260
Hanno votato
sì 232
Hanno votato
no 287).

Passiamo alla votazione dell'articolo 7.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione l'onorevole Marone, al quale concedo un minuto perché il tempo è ormai esaurito. Ne ha facoltà.

RICCARDO MARONE. Signor Presidente, io credo che l'articolo 7 completi il terribile sistema sanzionatorio che è stato pensato in questo disegno di legge: si tratta di un sistema sanzionatorio che, però, riguarda sempre l'impresa che si avvantaggia del conflitto, mai l'uomo di Governo che ha posto in essere il conflitto. Credo che, invece, il paese avesse più interesse a stabilire che chi pone in essere un conflitto di interessi pone in essere un atto illegittimo, un atto contro il paese, un atto contro la legalità. Allora, quello era il soggetto da colpire: l'uomo di Governo che commette l'atto illegittimo, non certamente l'impresa che se ne avvantaggia. Anche questo, ovviamente, andava fatto, ma è un aspetto certamente meno importante. Invece, come dice il ministro Frattini, noi stabiliamo un regime gravemente sanzionatorio per l'impresa - va bene, mi fa piacere che ciò sia previsto - e nessun regime sanzionatorio per l'uomo di Governo che ha avvantaggiato quell'impresa. Io penso che se un consiglio comunale avesse adottato un regolamento con queste norme sanzionatorie, il ministro Frattini, da consigliere di Stato, lo avrebbe annullato per manifesta illogicità (Applausi dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-l'Ulivo e della Margherita, DL-l'Ulivo).

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 7, nel testo emendato.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 522
Votanti 521
Astenuti 1
Maggioranza 261
Hanno votato
sì 294
Hanno votato
no 227).

Avverto che l'articolo aggiuntivo Boato 7.01 risulta precluso limitatamente all'articolo 7-bis a seguito della reiezione, in particolare, dell'emendamento Boato 6.22 e dell'articolo aggiuntivo Bressa 6.03.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo Boato 7.01, nella parte non preclusa non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti e Votanti 521
Maggioranza 261
Hanno votato
sì 231
Hanno votato
no 290).

Prendo atto che il dispositivo di voto dell'onorevole Mondello non ha funzionato.

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