Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 76 del 14/12/2001
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(Esame dell'articolo 16 - A.C. 1984)

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 16 , nel testo della Commissione, e delle proposte emendative ad esso presentate (vedi l'allegato A - A.C. 1984 sezione 8 ).
Nessuno chiedendo di parlare, invito il relatore per la maggioranza ad esprimere il parere della Commissione.

GIANFRANCO CONTE, Relatore per la maggioranza. Il parere della Commissione è favorevole sugli emendamenti 16.135 e 16.95 del Governo; la Commissione propone una riformulazione dell'articolo aggiuntivo Alberto Giorgetti 16.06 e dell'articolo aggiuntivo Giuseppe Drago 16.01, in tal caso esprime su di essi parere favorevole. Il parere della Commissione è contrario sulle restanti proposte emendative all'articolo 16.

PRESIDENTE. Onorevole Conte, mi ricordi della riformulazione.
Il Governo?

GIUSEPPE VEGAS, Sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze. Signor Presidente, il parere è conforme a quello del relatore con una precisazione relativamente all'articolo aggiuntivo Giuseppe Drago 16.01, trattandosi di materia compresa nel decreto-legge in tema di personale infermieristico. L'emendamento Bressa 16.31 riguarda in sostanza le carriere direttive ed è già compreso nel testo. La sanità è infatti fuori dalla regolamentazione dell'articolo, come si evince chiaramente dal testo. L'emendamento Alberto Giorgetti 16.111 solleva un problema già risolto nel testo e non merita dunque di essere ulteriormente approfondito.
Gli emendamenti Giuseppe Drago 16.105 e 16.103 sono già presenti nel testo.

FLAVIO RODEGHIERO. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

FLAVIO RODEGHIERO. Signor Presidente, intendo ritirare i miei emendamenti 16.85 e 16.92.

PRESIDENTE. Sta bene. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Russo Spena 16.1, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge. (Vedi votazioni).
(Presenti 415
Votanti 414
Astenuti 1
Maggioranza 208
Hanno votato
sì 156
Hanno votato no 258).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Russo Spena 16.7, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 410
Votanti 356
Astenuti 54
Maggioranza 179
Hanno votato
sì 101
Hanno votato
no 255).


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Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Morgando 16.5, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 410
Votanti 409
Astenuti 1
Maggioranza 205
Hanno votato
sì 154
Hanno votato
no 255).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Bressa 16.12, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti e Votanti 417
Maggioranza 209
Hanno votato
sì 155
Hanno votato
no 262).

Passiamo alla votazione dell'emendamento Volpini 16.13, di cui è stata presentata la seguente riformulazione, di cui do lettura. Al comma 1, primo periodo, dopo le parole: «alle università» aggiungere le seguenti: «agli enti pubblici di ricerca, all'ENEA e all'ASI». Prendo atto che i presentatori accettano la riformulazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Volpini 16.13, nel testo riformulato, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti e Votanti 418
Maggioranza 210
Hanno votato
sì 156
Hanno votato
no 262).

Passiamo alla votazione degli emendamenti Grignaffini 16.14 e Gambale 16.15, di identico contenuto normativo.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Tocci. Ne ha facoltà.

WALTER TOCCI. Onorevoli colleghi, l'emendamento Grignaffini 16.14 consente di superare il blocco delle assunzioni negli enti di ricerca. Infatti, vi è una specificità del settore della ricerca scientifica rispetto agli altri comparti della pubblica amministrazione. In generale, quando nella pubblica amministrazione si bloccano le assunzioni, si determinano soltanto dei problemi organizzativi. Nel settore della ricerca scientifica, c'è un problema in più: si interrompe quella trasmissione di sapere, di conoscenza, da una generazione all'altra, che è la linfa vitale per la ricerca scientifica.
La scienza si sviluppa secondo scuole di ricerca. È un processo cumulativo, nel quale la continuità generazionale è una condizione necessaria e vitale. Bloccare questa trasmissione del sapere, della conoscenza, da una generazione all'altra, significa mettere fuori gioco la ricerca italiana. L'Italia è un paese già a rischio, da questo punto di vista, perché l'età media dei ricercatori è molto alta. Abbiamo, quindi, bisogno di giovani ricercatori, altrimenti è a rischio il futuro della ricerca in Italia.
Per questo i governi dell'Ulivo avevano bandito diversi concorsi per l'assunzione di ricercatori ed oggi, questi concorsi, che sono già banditi, rischiano di non avere alcun esito. La ricerca scientifica italiana non merita tutto ciò, non merita questo schiaffo. Dalle vostre fila giungono spesso degli attacchi, delle considerazioni anche denigratorie verso la nostra ricerca scientifica; ma i numeri vi danno torto. Basti pensare al numero delle pubblicazioni scientifiche rapportate al numero dei ricercatori: il nostro CNR è allo stesso


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livello - e, in alcuni casi, è anche superiore - rispetto al CNR francese o al Max Planck tedesco. E questo avviene nonostante le risorse complessive a disposizione siano di gran lunga inferiori alle risorse di quei centri di ricerca.
La nostra ricerca scientifica è, quindi, una risorsa preziosa per l'Italia. Non mortificatela con questo blocco delle assunzioni! Concedete alla ricerca italiana i finanziamenti che merita. Fatelo per il bene del nostro paese perché è proprio nell'innovazione tecnologica che si gioca la nostra capacità di competere.

PRESIDENTE. Onorevole Tocci...

WALTER TOCCI. Fatelo per i ricercatori che vi hanno rivolto un appello sottoscritto da quasi cinquemila persone, ma fatelo anche - mi sia consentito - per voi stessi. Ricordate le promesse fatte in campagna elettorale? E il research day? Che fine hanno fatto quelle promesse, quei volantini, quelle bandiere che avete agitato? Cari colleghi della maggioranza, voi avete assunto tali impegni di fronte agli elettori! Correggete, oggi, il Governo se volete rispettare i vostri impegni (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Bimbi. Ne ha facoltà.

FRANCA BIMBI. Signor Presidente, sosteniamo, come deputati del gruppo della Margherita, le argomentazioni svolte fin qui dal collega, onorevole Tocci. Dobbiamo anche ricordare che sostanzialmente questi dispositivi del blocco del turn over interrompono, diminuiscono, la funzionalità degli enti di ricerca, del CNR e, nel complesso, penalizzano i giovani ricercatori.
Su questo tema, si sono espressi anche dei premi Nobel, con riferimento non solo al disegno di legge finanziaria 2002, ma, anche, più in generale, alla fuga dei cervelli. In tal modo, poniamo dei vincoli all'autonomia degli enti di ricerca. Il CNR, per esempio, si trova in una profonda fase di riforma che raggiunge punte d'eccellenza. Tuttavia, dobbiamo diffondere standard di qualità dei giovani ricercatori, permettendo la loro formazione ma anche la loro sicurezza rispetto alla continuità della loro ricerca. Chi entra in un istituto di ricerca, oggi, non ha la sicurezza di poterci restare. In questo modo, privilegiando i contratti di breve durata, si favorisce la fuga dei cervelli. Credo che l'emendamento da noi presentato sia semplicemente di buonsenso: esso va nella direzione del Governo, quando il ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, interviene a sostegno allo sviluppo della ricerca.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Pistone. Ne ha facoltà.

GABRIELLA PISTONE. Signor Presidente, come può notare, non ho mai preso la parola durante tutto il pomeriggio.

PRESIDENTE. Sentivamo, infatti, la mancanza. L'Assemblea era in subbuglio per questo motivo.

GABRIELLA PISTONE. Lo so benissimo. So anche di aver terminato il tempo a mia disposizione che, peraltro, era di 35 minuti. Lei comprende bene che per un disegno di legge finanziaria 35 minuti sono pochi!
Volevo intervenire su questo tema perché ritengo sia di una notevole gravità. Peraltro, avevo presentato, insieme alla collega Bellillo, l'emendamento, Bellillo 16.11, di uguale tenore. Sosteniamo l'emendamento Griffagnini 16.14, cofirmato dal collega Tocci e da altri deputati, che è d'analoga portata. Il problema relativo alla ricerca è di capitale importanza. Quando si arriva a tagliare fondi e personale in questo settore, significa avere una visione miope del compito di uno Stato, di un paese in che vuole essere avanzato.
Vogliamo sapere se il Governo sia veramente consapevole di ciò che sta compiendo.


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Quando si dichiara che occorre importare cervelli dall'estero perché non si dispone di personale sufficientemente qualificato, oppure quando si grida agli scandali poiché non si raggiungono risultati in materie di notevole importanza per tutta la società, bisognerebbe rendersi conto quale sia la posta in gioco.
Penso che stiamo compiendo un errore di cui ci pentiremo tutti, o meglio voi che l'avete proposto.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Calzolaio. Ne ha facoltà.

VALERIO CALZOLAIO. Signor Presidente, abbiamo apprezzato più volte il modo in cui l'onorevole Giancarlo Giorgetti è intervenuto per guidare, insieme alla Presidenza, lo svolgimento dei lavori nel corso dell'esame di questo disegno di legge finanziaria. Quando, però, egli ha proposto di riprendere l'esame dall'articolo 16, siamo stati colti un po' di sorpresa perché riteniamo quest'articolo rilevante e, di conseguenza, gli emendamenti ad esso riferiti un momento importante del confronto che si sta svolgendo in quest'aula.
Lei sa che, l'altro ieri, Rita Levi Montalcini si è di nuovo rivolta al Parlamento, a nome di 4.200 ricercatori, per dire che si aspettava un segnale, un messaggio, una risposta positiva rispetto a una carenza di questo disegno di legge finanziaria riconosciuta dalla Commissione di merito e, forse, anche dall'opinione pubblica italiana. Liquidare l'esame di tali emendamenti con un voto rapido non significherebbe dare il segnale che ci viene richiesto.
Noi chiediamo con forza che nel merito degli emendamenti si pronunci anche il Governo, perché l'impegno manifestato dall'insieme delle forze politiche (un po' tutti i gruppi, infatti, hanno incontrato le delegazioni dei ricercatori) era nel senso di evitare che il testo conservasse dimensioni finanziarie striminzite che metterebbero in difficoltà un settore decisivo per lo sviluppo del paese.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Illy. Ne ha facoltà.

RICCARDO ILLY. Signor Presidente, desidero avvalorare le parole dei colleghi ricordando che i nostri ricercatori sono pochi rispetto alla media degli altri paesi europei ed hanno un'età media più elevata; inoltre, non solo patiamo una fuga di ricercatori italiani verso l'estero, ma abbiamo anche un numero di giovani iscritti alle facoltà scientifiche sensibilmente più basso rispetto alla media degli altri paesi europei e in calo. È evidente che un blocco delle assunzioni dei ricercatori farebbe calare ulteriormente il numero degli iscritti alle facoltà scientifiche.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Mantini. Ne ha facoltà.

PIERLUIGI MANTINI. Signor Presidente, intervengo non solo per sottolineare l'importanza strategica, per la conoscenza in genere e per la competitività del nostro sistema, del tema dello sviluppo della ricerca (e, di conseguenza, dell'emendamento in esame sul blocco delle assunzioni dei ricercatori), ma anche per porre in risalto un profilo pratico spesso dimenticato. Le misure volte a disincentivare le assunzioni dei ricercatori vanno considerate in quel contesto peculiare, già oggi caratterizzante le nostre università, in cui gli insegnamenti vengono largamente impartiti da professori a contratto e, perciò, da figure del tutto esterne al mondo della ricerca e dell'università (di cui si fa grande abuso).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Buemi. Ne ha facoltà.

ENRICO BUEMI. Signor Presidente, come può constatare, non interveniamo spesso nel dibattito sul disegno di legge finanziaria; tuttavia, credo che su questo punto una nostra riflessione sia necessaria. Sono previsti alcuni interventi che


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modificheranno sostanzialmente il rapporto tra lo Stato e la società, ma questo, in particolare, è un punto di grande importanza: non possiamo deludere le aspettative dei giovani nei confronti dello Stato.
La questione della ricerca è fondamentale. Non vi sarà futuro per il nostro paese - mi rivolgo soprattutto ai colleghi di Alleanza nazionale, i quali mostrano una particolare sensibilità al riguardo - se non attribuiremo al settore della ricerca le risorse necessarie.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Santino Adamo Loddo. Ne ha facoltà.

SANTINO ADAMO LODDO. Signor Presidente, vorrei soltanto ribadire che si verificherà che i nostri ricercatori andranno nuovamente all'estero. Essi stanno cercando di ritornare in Italia, ma noi in questo modo li aiutiamo ad andarsene. Quindi, vorrei veramente esortare la maggioranza ad avere uno scatto di generosità: questa volta bisogna pensare ai nostri giovani (Applausi dei deputati del gruppo Margherita, DL-l'Ulivo e di deputati del gruppo di Forza Italia)

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Martella. Ne ha facoltà.

ANDREA MARTELLA. Signor Presidente, il disegno di legge finanziaria presentato dal Governo penalizza fortemente l'università e la ricerca del nostro paese. Esso propone tagli, decurtazioni e il blocco delle assunzioni anche negli enti di ricerca e rischia di impedire davvero che questo settore strategico possa svilupparsi fortemente. Riteniamo che vi sia bisogno di un grande ricambio generazionale anche nel mondo della ricerca e che solamente attraverso nuove assunzioni vi possa essere un rinnovamento generazionale e possa essere impedita quella fuga dei cervelli verso l'estero che interessa il nostro paese. Per tali ragioni, signor Presidente, sarebbe opportuno che l'importante emendamento in esame, non venisse trattato come gli altri, un po' velocemente a questo punto della serata, ma che si potesse svolgere una riflessione seria per poter dare un segnale importante al nostro paese.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Pinotti. Ne ha facoltà.

ROBERTA PINOTTI. Signor Presidente, intervengo per ricordare che tutti gli studi più recenti dimostrano che lo sviluppo economico è strettamente collegato alla possibilità di investire sulle risorse umane. L'investimento in ricerca è, quindi, sicuro per lo sviluppo economico di questo paese. In un momento in cui, dato che le tabelle continuano a «ballare», non sappiamo esattamente quale sarà la crescita economica dell'Italia, potremmo provare ad immaginare e a sperare che nel futuro tale crescita sia un po' più certa, investendo sul bene più prezioso per una nazione con le nostre caratteristiche: le risorse umane e i cervelli.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Panattoni. Ne ha facoltà.

GIORGIO PANATTONI. Signor Presidente, a me pare di dover rilevare due grandi contraddizioni nelle decisioni del Governo Berlusconi. Per quanto riguarda la prima, si parla di introdurre tanta innovazione, di attuare l'e-government, di estendere la nuova tecnologia nella pubblica amministrazione. Se non si finanzia la ricerca e non si aumenta l'accesso al sapere da parte dei giovani, con quali risorse si attuano tali politiche? Per quanto concerne la seconda contraddizione, si afferma - il presidente Berlusconi lo ha ripetuto più volte - che ormai a guidare l'evoluzione di un paese non sono più le materie prime, il denaro o il lavoro, bensì il sapere. Dove si trova, però, il sapere se non nelle università e nella ricerca? Come mai vi sono queste due contraddizioni così forti? Da un lato si afferma che si vuole modernizzare il


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paese e dall'altro non gli si forniscono le risorse affinché ciò possa avvenire. È possibile che il Governo non senta la necessità di tradurre in pratica, almeno una volta, gli slogan televisivi con i quali invade l'Italia e con i quali afferma sempre promesse che non può mantenere (fa il contrario di quello che dice di voler fare) (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo)?

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Giancarlo Giorgetti, presidente della V Commissione. Spero sia chiaro e si avverta che stiamo veramente lavorando in un clima in cui si cerca di favorire il dialogo. Voglio ringraziare il relatore per la maggioranza e il presidente della V Commissione perché con grande intelligenza stanno assecondando il nostro lavoro (Applausi dei deputati dei gruppi Forza Italia, di Alleanza nazionale e della Lega nord Padania e di deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo). Parli pure, onorevole Giorgetti.

GIANCARLO GIORGETTI, Presidente della V Commissione. Signor Presidente, non capisco l'interesse dell'opposizione e della maggioranza su questo tema. Propongo di accantonare l'esame dei restanti emendamenti riferiti all'articolo 16 e di riprendere l'esame dell'articolo 22 e delle proposte emendative ad esso riferite accantonate in precedenza.

PRESIDENTE. Sta bene. Non essendovi obiezioni, accantoniamo quindi l'esame dell'articolo 16 e delle restanti proposte emendative ad esso presentate.

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