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PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 22 , nel testo della Commissione, e delle proposte emendative ad esso presentate (vedi l'allegato A - A.C. 1984 sezione 5).
Nessuno chiedendo di parlare, invito il relatore per la maggioranza ad esprime il parere della Commissione.
GIANFRANCO CONTE, Relatore per la maggioranza. La Commissione esprime parere contrario su tutte le proposte emendative riferite all'articolo 22 salvo che sugli identici emendamenti Tidei 22.32, Lusetti 22.33 e Crosetto 22.91 e sull'emendamento Rosso 22.118, nel caso di accoglimento della riformulazione che proporrò in seguito. Il parere è altresì favorevole sugli emendamenti di analogo contenuto Sereni 22.36 (del quale chiederò una riformulazione) e gli identici articoli aggiuntivi Amici 22.030 e Osvaldo Napoli 22.037, nonché sull'emendamento Sergio Rossi 22.99.
La Commissione invita al ritiro dell'emendamento Alberto Giorgetti 22.115. La Commissione esprime infine parere favorevole sugli emendamenti Osvaldo Napoli 22.112, Sereni 22.54 e Alberto Giorgetti 22.116, a condizione che vengano riformulati. Esprime, infine, parere favorevole sugli emendamenti 22.150, 22.151 e 22.152 della Commissione.
PRESIDENTE. Il Governo?
GIUSEPPE VEGAS, Sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze. Signor Presidente, il Governo concorda con i pareri degli espressi dalla Commissione, con alcune eccezioni. Il Governo si rimette
all'Assemblea sugli identici emendamenti Tidei 22.32, Lusetti 22.33 e Crosetto 22.91, con i quali viene posta la questione dei termini per l'emanazione delle variazioni delle aliquote dell'addizionale IRPEF da parte dei comuni; tuttavia, si fa presente che il sistema è ormai informatizzato e i sostituti d'imposta hanno la necessità di conoscere, in tempi adeguati e in relazione a tutti comuni, le variazioni delle aliquote. Di conseguenza, l'approvazione di tali proposte provocherà notevoli difficoltà per i sostituti di imposta; pertanto, ribadisco che sugli identici emendamenti Tidei 22.32, Lusetti 22.33 e Crosetto 22.91 il Governo si rimette all'Assemblea.
Per quanto riguarda gli identici emendamenti Brugger 22.105 e Abbondanzieri 22.106, il Governo fa presente che, trattandosi di un onere privo di copertura, si nutrono dubbi circa l'ammissibilità di tali proposte. Il Governo si rimette all'Assemblea sull'emendamento Sergio Rossi 22.99.
Signor Presidente, mi sto limitando a segnalare le differenze rispetto ai pareri espressi dalla Commissione.
Sull'emendamento Pagliarini 22.102 il Governo formula un invito al ritiro; nel caso in cui l'invito al ritiro non fosse accolto, si esprime parere contrario: si fa presente, comunque, che la questione degli affitti delle caserme dovrà essere affrontata e risolta adeguatamente. Sull'emendamento Pagliarini 22.104 (Nuova formulazione), il Governo esprime parere contrario, tenendo conto che si tratta di una questione di carattere meramente ordinamentale che andrà, forse, definita, benché sia difficilissimo farlo: prevedere contratti di locazione che valgano anche come titolo esecutivo è un arduo lavoro per giovani docenti di diritto privato.
Per quanto riguarda la proposta del relatore in materia di debiti correnti dell'azienda di trasporto, non so se sia già stata illustrata e se sia il caso di parlarne adesso. Comunque, il Governo, pur rendendosi conto delle difficoltà della materia che attiene strettamente alla novella costituzionale, in relazione all'ultimo comma dell'articolo 119 e, quindi, al divieto di assumere debiti per coprire spese di carattere corrente, ritiene che la formulazione proposta dal relatore sia alquanto rigorosa. Si tende, infatti, non tanto a limitare l'applicazione della novella costituzionale, quanto a consentire che i debiti riferiti a situazioni pregresse possano seguire il loro iter naturale; pertanto, il Governo ritiene che si tratti di una soluzione soddisfacente, pur nelle ristrettezze e nelle angustie imposteci dal nuovo testo costituzionale.
In relazione agli articoli aggiuntivi Alberto Giorgetti 22.039 e Nicola Rossi 22.033 il Governo ritiene che, essendo stata approvata dal Senato una normativa in materia di sovracanoni dell'energia elettrica, la questione possa ritenersi conclusa in modo soddisfacente.
PRESIDENTE. Ricordo che l'emendamento Alberto Giorgetti 22.115, cui si è fatto riferimento, è già stato ritirato. Faccio questa comunicazione soltanto per consentire una maggiore regolarità quando passeremo all'esame dei singoli emendamenti.
ANTONIO BOCCIA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ANTONIO BOCCIA. Signor Presidente, intervengo sull'ordine dei lavori per segnalarle un piccolo problema tecnico da risolvere. Lei e il relatore utilizzate il fascicolo n. 1, mentre noi utilizziamo il fascicolo n. 2 e quindi non ci troviamo con le pagine.
PRESIDENTE. Onorevole Boccia, andremo avanti con calma per evitare problemi.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Russo Spena 22.1, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 473
Maggioranza 237
Hanno votato sì 202
Hanno votato no 271).
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 22.150 dalla Commissione, accettato dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 478
Votanti 473
Astenuti 5
Maggioranza 237
Hanno votato sì 456
Hanno votato no 17).
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli emendamenti Sgobio 22.3 e Russo Spena 22.4, di contenuto sostanzialmente identico, non accettati dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 482
Maggioranza 242
Hanno votato sì 211
Hanno votato no 271).
Passiamo alla votazione degli identici emendamenti Fioroni 22.5, Amici 22.7 e Osvaldo Napoli 22.81.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Lusetti. Ne ha facoltà.
RENZO LUSETTI. Signor Presidente, intervengo a titolo personale per sottolineare l'importanza di questo emendamento, perché con esso si garantisce il riconoscimento del tasso di inflazione programmata a tutti gli enti. In caso contrario, i comuni avrebbero la solita difficoltà a reperire le risorse finanziarie per svolgere la loro attività. Quindi, mi appello, come al solito, alla sensibilità degli amministratori per dare un voto favorevole ad un emendamento così importante, finalizzato ad accrescere i fondi per i comuni.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti Fioroni 22.5, Amici 22.7 e Osvaldo Napoli 22.81, non accettati dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 475
Votanti 474
Astenuti 1
Maggioranza 238
Hanno votato sì 205
Hanno votato no 269).
Prendo atto che il dispositivo di voto dell'onorevole Buttiglione non ha funzionato.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Bressa 22.8, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 474
Maggioranza 238
Hanno votato sì 203
Hanno votato no 271).
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 22.151 della Commissione, accettato dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 485
Maggioranza 243
Hanno votato sì 479
Hanno votato no 6).
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli emendamenti Bressa 22.10 e Olivieri 22.11, di contenuto sostanzialmente identico, non accettati dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 481
Maggioranza 241
Hanno votato sì 209
Hanno votato no 272).
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Bressa 22.11-bis, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 481
Maggioranza 241
Hanno votato sì 208
Hanno votato no 273).
Passiamo alla votazione dell'emendamento Sergio Rossi 22.97.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Pagliarini. Ne ha facoltà.
GIANCARLO PAGLIARINI. Signor Presidente, devo illustrare all'Assemblea il testo di questo emendamento perché si riferisce ai 200 miliardi stanziati per Roma capitale. In Commissione la Lega nord Padania ha discusso sulla questione e alla fine abbiamo anche «digerito» la soluzione, tuttavia, ponendo due condizioni. La prima, recepita dalla Commissione, stabilisce che questo stanziamento non è a vita - o, perlomeno, per il momento non è a vita -, ma fino alla revisione del sistema dei trasferimenti tra gli enti locali: questo è stato recepito ed è nel testo. Tuttavia, abbiamo posto anche un'altra condizione, che a noi sembra assolutamente ragionevole. Dal momento che questi soldi sono stanziati per i compiti di Roma in quanto capitale e non sono un aiuto per i suoi cittadini (che sono simpaticissimi, ma uguali a quelli di tutto il resto d'Italia), Roma non può applicare un'aliquota ICI inferiore a quella media nazionale, perché in tal modo i 200 miliardi non le sono attribuiti perché è la capitale, ma soltanto per aiutare i cittadini di Roma.
Quindi, avevamo posto queste condizioni affinché venisse applicata l'addizionale comunale dell'IRPEF. Queste seconde condizioni non sono state accettate; ne devo rendere conto in aula, mi sembra assolutamente doveroso.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Dario Galli. Ne ha facoltà.
DARIO GALLI. Signor Presidente, anch'io, da sindaco di un comune del nord, non posso non intervenire su questo emendamento. Pur condividendo ed apprezzando lo sforzo fatto dalla Commissione e quanto detto dal collega Pagliarini, se il discorso consiste nell'affermare che la capitale debba comunque essere salvaguardata per la sua particolare funzione,
possiamo essere d'accordo, anche se obtorto collo. Se la consideriamo però come amministrazione civica, lasciando perdere ogni dietrologia - perché non voglio entrare nel merito - ritengo che il comune di Roma, che già riceve una quota pro capite superiore alla media di tutti i comuni del nord, che applica una aliquota ICI mediamente inferiore a quella degli altri comuni, dovrebbe trovare dentro di sé le energie per mantenersi e poi, eventualmente, chiedere il contributo alla collettività nazionale. Infatti, tutti i comuni d'Italia, anche in base alle leggi approvate dai governi precedenti per coprire i propri bilanci correnti - come ha detto giustamente l'onorevole Pagliarini, parliamo di bilancio corrente - applicano correttamente le aliquote ICI e quant'altro previsto dalla legge per coprire il proprio bilancio corrente.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Milana. Ne ha facoltà.
RICCARDO MILANA. Signor Presidente, sono particolarmente sorpreso per il tono, il modo e l'inconsistenza di questa proposta che, tra l'altro, parte da basi totalmente errate. Non è assolutamente vero che Roma ha trasferimenti pro capite più alti; una delle ragioni di questo intervento - il Governo lo sa - è proprio relativa al fatto che la città di Roma è fortemente penalizzata. Per quanto riguarda i trasferimenti pro capite, si trova agli ultimi posti. Credo che questi siano dati inoppugnabili; faccio appello al relatore, al presidente della Commissione, a chi conosce questi dati. È anche inaccettabile il modo in cui si interviene sull'autonomia comunale, fino a stabilire quale debba essere l'equilibrio della tassazione locale. Questo eccessivo atteggiamento centralistico è veramente grave, sicuramente fuori i limiti stabiliti dalla Costituzione; è inaccettabile, se si tiene conto di ciò che è scritto nel titolo V della Costituzione, che il popolo italiano ha confermato attraverso il referendum, e dei rapporti che il Governo e il Parlamento hanno nei confronti della città di Roma. Credo non ci sia altro da fare che respingere un atteggiamento del genere, prendendo le distanze da una cultura profondamente antiromana, contro i cittadini romani, senza alcuna spiegazione logica e senza alcun dato.
Non credo che i dati citati possano essere suffragati a nessun titolo; credo sia veramente un fatto grave che, nonostante, gli accordi, il lavoro lodevolmente svolto in Commissione gli impegni presi perché da altre parti si penalizzava la città di Roma e si interveniva finalmente in maniera consistente sul suo ruolo di capitale, si vogliano poi introdurre misure che ledono l'autonomia comunale e il diritto dei cittadini romani a essere trattati dallo Stato in misura ugale a quello degli altri comuni.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Buontempo. Ne ha facoltà.
TEODORO BUONTEMPO. Signor Presidente, ritengo che l'intervento svolto dal collega della Lega, perlomeno riguardo alle parole che abbiamo ascoltato, non aveva il senso che il collega Milana ha voluto attribuirgli (Applausi dei deputati del gruppo della Lega nord Padania). Il collega credo facesse riferimento ad una cosa. Persino la Lega - figuriamoci noi di Alleanza nazionale, che rappresentiamo il primo partito della città -, ha riconosciuto il ruolo di Roma. Indipendentemente da chi ricopra il ruolo di sindaco della città e dal partito di appartenenza, si ha il dovere di riconoscere a Roma il suo ruolo di capitale, anzi, di capitale due volte sia dello Stato italiano sia dello Stato Vaticano.
Quindi, nei confronti della città di Roma, vi sono una serie di oneri, di incombenze che prescindono dall'essere città, ma che sono tipiche della capitale.
Lo stesso Parlamento e i palazzi contigui a questi nostri servizi sono un peso per il centro della città, che altre città non hanno. Se consideriamo, poi, anche le ambasciate e i consolati, la città ha un
obbligo di vigilanza di servizi, che altre città non hanno.
Siamo, pertanto, non solo contenti di questo finanziamento, ma cercheremo di dare ulteriori risorse alla città di Roma, purché questi fondi vengano utilizzati per il ruolo di Roma capitale e non per riempire i buchi di bilancio dovuti a cattiva amministrazione (Applausi dei deputati dei gruppi di Forza Italia e di Alleanza nazionale).
Perché, caro collega Milana, abbiamo già visto con i progetti di Roma capitale, finanziati extrabilancio in occasione del Giubileo, che quei servizi e quella viabilità grazie ai quali Roma avrebbe dovuto avere un salto di qualità in virtù del ruolo che le si chiedeva, non ci sono ancora in questa città.
Allora, e concludo, penso che tutti dobbiamo fare in modo che la nostra capitale sia all'avanguardia e sia più moderna; allo stesso tempo, dobbiamo fare in modo che, quando le risorse non vengono dal bilancio ordinario del comune, debbono essere finalizzate a progetti concreti. Questa è l'inversione di tendenza che chiediamo al sindaco di Roma, di colore politico diverso dal nostro; se non farà come il precedente sindaco, avrà tutto l'appoggio del centrodestra.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Tocci. Ne ha facoltà.
WALTER TOCCI. Sono sconcertato, onorevoli colleghi, nel sentire le argomentazioni dell'onorevole Pagliarini, il quale dovrebbe conoscere la finanza pubblica. Il trasferimento ordinario al comune di Roma è, nei suoi parametri unitari per abitante, al di sotto della media nazionale. Ciò è riconosciuto in tutte le sedi (anche dall'ANCI) ed è stato più volte riconosciuto in sedi istituzionali. Questo aumento del trasferimento ordinario al comune di Roma ripara, quindi, ad un'ingiustizia che va avanti da molti anni.
Vorrei, inoltre, aggiungere che è piuttosto singolare che esponenti politici, i quali hanno fatto del federalismo la loro bandiera, scrivano in un emendamento che cosa debba fare un comune nella sua politica di bilancio. Volete imporre per legge la politica fiscale al comune di Roma: questa mi sembra la più plateale smentita della vostra cultura federalista (Commenti del deputato Cè). Proponete di aumentare l'IRPEF nei confronti dei cittadini romani, ma in questi giorni per le strade di Roma c'è un manifesto di Forza Italia e di Alleanza nazionale che spara contro l'aumento dell'IRPEF (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo); siamo pertanto nuovamente di fronte a dieci parti in commedia. Qui si dice aumentate l'IRPEF e sui muri di Roma si dice no all'aumento dell'IRPEF: siete ancora in campagna elettorale e non avete ancora capito che bisogna governare questo paese e questa città.
Infine, vorrei dire che il buongoverno di Roma, in questi anni, ha contribuito allo sviluppo del paese e alla sua credibilità internazionale. Quei due milioni di giovani che sono venuti a Tor Vergata durante il Giubileo hanno visto una capitale efficiente in un paese che si rinnova e che acquista maggiore credibilità a livello internazionale. Il buongoverno di Roma conviene a tutto il paese, al Nord e al Sud (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo e della Margherita, DL-l'Ulivo).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Parolo.
UGO PAROLO. Vorrei consigliare al collega che mi ha preceduto di leggere meglio l'emendamento. Non chiediamo di aumentare le tasse nei confronti dei cittadini di Roma, ma semplicemente un atto di giustizia. Per quale motivo un'amministrazione comunale dovrebbe godere di soldi che sono di tutti gli italiani, caro collega, non solo dei cittadini di Roma, permettersi di mantenere le aliquote ICI più basse, rispetto alla media nazionale, e di non applicare l'addizionale IRPEF, quando tutti gli altri sindaci dei comuni d'Italia sono obbligati ad aumentare l'ICI
e ad applicare l'addizionale IRPEF proprio perché i loro cittadini devono anche finanziare quei soldi di cui voi godete? È un'ingiustizia e non un'ingerenza, come dice lei.
Quando il comune di Roma amministrerà semplicemente i soldi che provengono dalle tasse dei cittadini di Roma, nessuno si sognerà di chiedere al sindaco come li spenderà, ma fino a quando questi fondi perverranno da tutta l'Italia, si continuerà a farlo.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Sergio Rossi 22.97, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 469
Votanti 468
Astenuti 1
Maggioranza 235
Hanno votato sì 29
Hanno votato no 439).
Prendo atto che il dispositivo di voto dell'onorevole Buontempo non ha funzionato.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Battaglia 22.84, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 463
Votanti 461
Astenuti 2
Maggioranza 231
Hanno votato sì 189
Hanno votato no 272).
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Lucidi 22.83, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 468
Votanti 467
Astenuti 1
Maggioranza 234
Hanno votato sì 204
Hanno votato no 263).
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Lusetti 22.121, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 471
Maggioranza 236
Hanno votato sì 207
Hanno votato no 264).
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Leoni 22.12, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 477
Maggioranza 239
Hanno votato sì 212
Hanno votato no 265).
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti Amici 22.17 e Osvaldo Napoli 22.88 e sull'emendamento Lusetti
22.18, di contenuto sostanzialmente identico, non accettati dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 481
Votanti 474
Astenuti 7
Maggioranza 238
Hanno votato sì 202
Hanno votato no 272).
Prendo atto che il dispositivo di voto dell'onorevole Garagnani non ha funzionato e che avrebbe voluto esprimere voto contrario.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Roberto Barbieri 22.86, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 476
Maggioranza 239
Hanno votato sì 207
Hanno votato no 269).
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti Amici 22.16 e Osvaldo Napoli 22.87, non accettati dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 473
Maggioranza 237
Hanno votato sì 206
Hanno votato no 267).
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli emendamenti Bressa 22.14 e Sgobio 22.15, di contenuto sostanzialmente identico, non accettati dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 481
Votanti 480
Astenuti 1
Maggioranza 241
Hanno votato sì 210
Hanno votato no 270).
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Fontanini 22.85, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 488
Votanti 481
Astenuti 7
Maggioranza 241
Hanno votato sì 34
Hanno votato no 447).
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli emendamenti Tidei 22.19 e Soda 22.21, di contenuto sostanzialmente identico, non accettati dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 483
Maggioranza 242
Hanno votato sì 208
Hanno votato no 275).
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Lusetti 22.20, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 478
Votanti 477
Astenuti 1
Maggioranza 239
Hanno votato sì 206
Hanno votato no 271).
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli emendamenti Lusetti 22.22, Mariotti 22.23 ed Osvaldo Napoli 22.89, di contenuto sostanzialmente identico, non accettati dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 479
Maggioranza 240
Hanno votato sì 202
Hanno votato no 277).
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti Mariotti 22.31 e Osvaldo Napoli 22.90, e sull'emendamento Lusetti 22.29, di contenuto sostanzialmente identico, non accettati dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge. (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 487
Maggioranza 244
Hanno votato sì 211
Hanno votato no 276).
Passiamo alla votazione dell'emendamento Rosso 22.118.
GIANFRANCO CONTE, Relatore per la maggioranza. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIANFRANCO CONTE, Relatore per la maggioranza. La riformulazione proposta su questo emendamento, come avanzata in sede di Commissione, prevede la sostituzione dell'importo di 4 milioni e 122 euro con un milione e 500 mila euro, sia nel testo che nella copertura.
PRESIDENTE. Onorevole Rosso, concorda con la riformulazione proposta dal relatore.
ROBERTO ROSSO. Si Presidente.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Rosso 22.118, nel testo riformulato, accettato dalla Commissione e dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva. (Vedi votazioni).
(Presenti 477
Votanti 473
Astenuti 4
Maggioranza 237
Hanno votato sì 293
Hanno votato no 180).
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici subemendamenti Milana 0.22.152.1 e Roberto Barbieri 0.22.152.2, non accettati dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge. (Vedi votazioni).
(Presenti 474
Votanti 473
Astenuti 1
Maggioranza 237
Hanno votato sì 200
Hanno votato no 273).
Passiamo alla votazione dell'emendamento 22.152 della Commissione.
GIANFRANCO CONTE, Relatore per la maggioranza. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIANFRANCO CONTE, Relatore per la maggioranza. Signor Presidente, onorevoli colleghi, chiederei un momento di attenzione trattandosi di un argomento che ci ha molto impegnato. Abbiamo infine riformulato l'emendamento rispetto a quello già presentato e vorrei darne lettura al fine di chiarire alcuni aspetti.
PRESIDENTE. Onorevole Conte, dia lettura della riformulazione.
GIANFRANCO CONTE, Relatore per la maggioranza. All'articolo 22, aggiungere, in fine, il seguente comma: «La facoltà di ricorrere alla contrazione di mutui per il ripiano dei disavanzi di esercizio delle aziende di trasporto pubblico locale, attribuita alle regioni e agli enti locali da specifiche disposizioni legislative, può essere esercitata limitatamente ai disavanzi risultanti dai bilanci delle predette aziende, redatti ed approvati secondo i rispettivi ordinamenti, relativi agli esercizi 2000 e precedenti. Per il finanziamento degli oneri derivanti dai contratti di servizio di cui all'articolo 19 del decreto legislativo 19 novembre 1997, n. 442 e successive modifiche, tale facoltà può essere esercitata limitatamente ai contratti di servizio stipulati entro la data del 31 ottobre 2001».
PRESIDENTE. Onorevole Conte, il testo è stato da lei letto puntualmente; tuttavia esso non è a disposizione. Prendo atto che il Comitato dei nove è a conoscenza di questa riformulazione dell'emendamento 22.152 della Commissione.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Mariotti. Ne ha facoltà.
ARNALDO MARIOTTI. Signor presidente, vorrei che nel corso della discussione e dell'approvazione dell'emendamento riformulato dal Comitato dei nove venisse chiarita una questione da parte del Presidente della V Commissione e del relatore per la maggioranza. Si tratta di una questione che non riguarda le imprese di trasporto, bensì i comuni in generale, per quanto concerne i debiti fuori bilancio che si possono creare per contenziosi sugli espropri, con la conseguente facoltà, da parte dei comuni, nel momento in cui si verifichi una situazione del genere, di contrarre comunque dei mutui per far fronte al debito che si determina in quel momento.
Se il presidente della Commissione e il relatore dessero, in merito a questo, un cenno di consenso, tutto il Parlamento ne trarrebbe beneficio.
PRESIDENTE. Io sono un fautore, in forme appropriate, della concertazione, anche se dicono che non serva.
GIANCARLO GIORGETTI, Presidente della V Commissione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIANCARLO GIORGETTI, Presidente della V Commissione. Signor Presidente, l'onorevole Mariotti pone un problema che riguarda il futuro. Io vorrei rassicurarlo, salvo, naturalmente, che l'Assemblea e la Commissione potranno tornare su questo argomento. Ovviamente, le sentenze derivanti dal contenzioso non possono essere configurate semplicemente come spese correnti. Per questa ragione, credo che l'onorevole Mariotti si possa tranquillizzare.
PRESIDENTE. Scusatemi, onorevole Conte, presidente Giancarlo Giorgetti,
l'emendamento 22.152 della Commissione, nel testo riformulato, configura - onorevole Burlando, solo per capire su cosa stiamo votando - la data del 31 ottobre o quella del 31 dicembre?
GIANCARLO GIORGETTI, Presidente della V Commissione. Il 31 ottobre.
PRESIDENTE. Sta bene. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 22.152 della Commissione, nel testo riformulato, accettato dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 480
Votanti 478
Astenuti 2
Maggioranza 240
Hanno votato sì 463
Hanno votato no 15).
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Russo Spena 22.34, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 424
Votanti 421
Astenuti 3
Maggioranza 211
Hanno votato sì 183
Hanno votato no 238).
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti Tidei 22.32, Lusetti 22.33 e Crosetto 22.91, accettati dalla Commissione e sui quali il Governo si rimette all'Assemblea.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 477
Votanti 470
Astenuti 7
Maggioranza 236
Hanno votato sì 468
Hanno votato no 2).
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti Lusetti 22.35 e Osvaldo Napoli 22.92, non accettati dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 479
Votanti 469
Astenuti 10
Maggioranza 235
Hanno votato sì 201
Hanno votato no 268).
Passiamo alla votazione dell'emendamento Sereni 22.36.
GIANFRANCO CONTE, Relatore per la maggioranza. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIANFRANCO CONTE, Relatore per la maggioranza. Signor Presidente, come ho avuto modo di dire all'inizio, potremmo accettare l'emendamento Sereni 22.36, che riguarda la liquidazione e l'accertamento dell'imposta comunale sugli immobili, solo se all'interno di questo testo, proposto dall'onorevole Sereni (ma anche sugli identici emendamenti Amici 22.030 e Osvaldo Napoli 22.037 che ho richiamato all'inizio), si sostituiranno il periodo di
imposta «1996 e successive» con «1998 e successive» e, in fondo, «1995 e successive» con «1997 e successive».
PRESIDENTE. Dunque la nuova riformulazione della Commissione prevede all'ottava riga «1998» invece di «1996» e all'ultima riga «1997» invece di «1995».
Onorevole Sereni, accetta la riformulazione proposta dal relatore?
MARINA SERENI. Sì, signor Presidente, accetto la riformulazione.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Sereni 22.36, nel testo riformulato, accettato dalla Commissione e dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 482
Votanti 481
Astenuti 1
Maggioranza 241
Hanno votato sì 475
Hanno votato no 6).
GIANFRANCO CONTE, Relatore per la maggioranza. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIANFRANCO CONTE, Relatore per la maggioranza. Ricordo che l'emendamento Drago 22.119, sostanzialmente, riprende lo stesso argomento e, pertanto, è assorbito e che sono altresì assorbiti gli identici emendamenti Fioroni 22.38, Amici 22.39, Osvaldo Napoli 22.101.
PRESIDENTE. Infatti, sono tutti assorbiti.
Passiamo alla votazione dell'emendamento Parolo 22.100.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Parolo. Ne ha facoltà.
UGO PAROLO. Signor Presidente, vorrei chiedere al Governo e all'Assemblea di prestare un po' di attenzione all'emendamento al nostro esame perché, sostanzialmente, non comporta oneri finanziari e perché, se approvato, consentirebbe di raggiungere due obiettivi importanti: aumentare l'aliquota ICI, da applicare alle aree rese edificabili dagli strumenti urbanistici, e diminuire, di pari importo incassato, l'aliquota minima stabilita per le abitazioni principali. In tal modo potremmo raggiungere due obiettivi: frenare la speculazione edilizia e favorire chi abita nelle proprie abitazioni, senza recare danni erariali ai bilanci dei comuni. Non capisco per quale motivo non si debba approvare un emendamento di questo genere che presenta solo aspetti positivi.
È noto che la grande speculazione edilizia ricava enormi vantaggi soprattutto dall'aumento di valore dei terreni, delle aree, grazie ai mutamenti di destinazione urbanistica. Credo eticamente giusto far pagare più tasse a chi possiede questo grande vantaggio derivante dalla modificazione d'uso del suolo, senza alcuna produzione di lavoro, e, contestualmente, favorire chi, invece, è costretto a pagare l'ICI sulla propria abitazione che oggi i comuni - volente o nolente - sono obbligati ad applicare nella misura minima del 4 per mille. Ebbene, credo che l'approvazione di quest'emendamento rappresenti un atto di giustizia e di tutela ambientale (Applausi dei deputati del gruppo della Lega nord Padania).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Michele Ventura. Ne ha facoltà.
MICHELE VENTURA. Signor Presidente, intervengo per dichiarare il nostro voto favorevole sull'emendamento Parolo 22.100.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Santino Loddo. Ne ha facoltà.
SANTINO ADAMO LODDO. Signor Presidente, intervengo a titolo personale,
per dichiarare che voterò a favore di quest'emendamento.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Fioroni. Ne ha facoltà.
GIUSEPPE FIORONI. Signor Presidente, credo che l'emendamento presentato dai deputati del gruppo della Lega nord Padania sia interessante. Se fosse possibile, sarebbe da preferirsi una riformulazione in tal senso: oltre a ridurre le aliquote minime stabilite per le abitazioni principali, si potrebbero determinare le diverse entità delle proprietà immobiliari. Credo, infatti, che se si offre la possibilità ai comuni di fissare delle fasce, una volta che si supera il tetto massimo dell'ICI, stabilendo le aliquote dell'imposta in base alle differenti proprietà, potremmo esprimere voto favorevole .
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Franci. Ne ha facoltà.
CLAUDIO FRANCI. Signor Presidente, intervengo per dichiarare il nostro voto favorevole sull'emendamento al nostro esame.
PRESIDENTE Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Lusetti. Ne ha facoltà.
RENZO LUSETTI. Signor Presidente, mi associo alle considerazioni svolte dall'onorevole Parolo, ed invito i deputati del gruppo della Margherita a votare a favore di quest'emendamento.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Parolo 22.100, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 476
Votanti 470
Astenuti 6
Maggioranza 236
Hanno votato sì 231
Hanno votato no 239).
Passiamo alla votazione degli identici emendamenti Fioroni 22.40 e Roberto Barbieri 22.41 e dell'emendamento Amici 22.93, di contenuto sostanzialmente identico.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Cè. Ne ha facoltà.
ALESSANDRO CÈ. Signor Presidente, intervengo per richiamare l'attenzione del relatore, del Governo e della maggioranza sul fatto che il gruppo della Lega nord Padania non sta assumendo un atteggiamento che ha lo scopo di incrinare la maggioranza.
Si trova, però, ragionevolmente, a votare insieme all'opposizione su questioni di merito che, tra l'altro, non richiedono una copertura aggiuntiva.
Sinceramente, non riusciamo a spiegarci il motivo per cui il Governo e il relatore continuino ad esprimere parere negativo: anche quando le nostre proposte danno grande libertà ai comuni, consentono di trasferire risorse finanziarie e di ridurre la tassazione nei confronti di quelle fasce di popolazione che, dovendo pagare per la prima casa e non avendo altri tipi di reddito, altri introiti, ne sarebbero in qualche modo avvantaggiate, pur senza incidere sulla questione finanziaria (trattandosi di misure a costo zero), ci troviamo costretti ad assumere una posizione diversificata all'interno di questa maggioranza.
Se cominciamo a ragionare nel merito e con intelligenza politica, continueremo ad assumere comportamenti responsabili all'interno di questa maggioranza; se, invece, vorremo comunque prescindere dal merito delle proposte - come mi pare che
il relatore, il Governo e parte della maggioranza stanno facendo da un po' di ore a questa parte - temo che i nostri rapporti non possano continuare in simile maniera (Applausi dei deputati dei gruppi della Lega nord Padania, della Margherita, DL-l'Ulivo e Misto-Verdi-l'Ulivo). L'atteggiamento che avete assunto non è né intelligente né condivisibile; e non v'è accordo preliminare che possa tenere di fronte all'intelligenza, all'approfondimento ed alla legittimità delle richieste che stiamo avanzando!
A questo punto, vorrei veramente un chiarimento: non solo dal Governo e dal relatore, ma anche da qualche autorevole rappresentante o da qualche capogruppo della maggioranza. Bisogna intendersi: la politica non è fatta solo di accordi preventivi, di intese globali su tutte le questioni, ma esige anche di affrontare le questioni e di approfondirli nel merito; se si tratta di questioni fondate, legittime e non comportanti ulteriori stanziamenti finanziari, l'intelligenza, il buon senso, un modo giusto di fare politica inviterebbe tutti a ravvedersi e, se del caso, a cambiare opinione. In caso contrario, questa ostilità interna non potrà essere vantaggiosa per la maggioranza.
Noi vogliamo essere assolutamente fedeli al mandato che abbiamo ricevuto dagli elettori, vogliamo condividere appieno i nostri programmi e i nostri interventi legislativi. Però, vi consiglierei di cambiare atteggiamento nei nostri confronti, perché la politica è una cosa seria. Non sviliamola (Applausi dei deputati dei gruppi della Lega nord Padania, dei Democratici di sinistra-l'Ulivo, della Margherita, DL-l'Ulivo e Misto-Verdi-l'Ulivo)!
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Foti. Ne ha facoltà.
TOMMASO FOTI. Signor Presidente, con riferimento all'emendamento Parolo 22.100 testè respinto, vorrei replicare al collega Cè che, sebbene esso non comportasse oneri a carico dello Stato, non si può neanche pretendere di vanificare una manovra, che prevede anche la valorizzazione delle aree industriali, aumentando l'ICI su tali aree, al mero scopo di diminuire quella della prima abitazione sotto il limite minimo (diversamente, la proposta non solo non avrebbe senso, ma non sarebbe nemmeno virtuosa).
A me pare di poter dire che i comuni, nella loro autonomia, se lo vogliono, potranno stabilire ugualmente aliquote più favorevoli, per le categorie che ritengono meritevoli, senza che occorra introdurre, per legge, una previsione da cui potrebbero derivare effetti devastanti per alcuni comuni. Infatti, non abbiamo una situazione chiara di tutte le aree che vengono inserite nel piano regolatore; quindi, paradossalmente, potremmo avere imprenditori privati non più interessati ad avere una determinata classificazione comportante il pagamento di un'ICI più elevata di quella già prevista dalla legge in una misura nient'affatto irrilevante.
Teniamo presente che alcuni strumenti urbanistici richiedono anche tre o quattro anni per la loro approvazione, prima della quale non si può concretamente edificare; ebbene, in questi tre o quattro anni verrebbe pagata, ingiustamente, una rendita per i terreni in questione pur senza riceverne alcun beneficio.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Realacci. Ne ha facoltà.
ERMETE REALACCI. Signor presidente, intervengo soltanto per dire al collega Foti che nell'emendamento Parolo 22.100 vi era scritto che i comuni possono, non che sono obbligati. Quindi tutte le argomentazione dell'onorevole Foti sono destituite di fondamento.
PRESIDENTE. Abbiamo tutti chiaro di quali emendamenti stiamo discutendo? Mi pare che si stia discutendo di emendamenti già votati, comunque il dibattito è sempre interessante.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici
emendamenti Fioroni 22.40 e Roberto Barbieri 22.41 e sull'emendamento Amici 22.93, di contenuto sostanzialmente identico, non accettati dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 476
Maggioranza 239
Hanno votato sì 212
Hanno votato no 264).
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Di Teodoro 22.44, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 474
Maggioranza 238
Hanno votato sì 210
Hanno votato no 264).
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Barbieri 22.94, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 465
Maggioranza 233
Hanno votato sì 205
Hanno votato no 260).
Prendo atto che il dispositivo di voto dell'onorevole Sartori non ha funzionato.
Passiamo alla votazione degli identici emendamenti Brugger 22.105 e Abbondanzieri 22.106.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Collè. Ne ha facoltà.
IVO COLLÈ. Signor Presidente, abbiamo presentato l'emendamento in esame per prorogare di un anno l'accatastamento dei fabbricati rurali. Come in altri casi, non vi sono oneri finanziari. Su questa proposta emendativa vi è stato un «sì» del Senato, ma successivamente il Governo lo ha soppresso. Direi inspiegabilmente, in quanto le motivazioni di oggi dovevano sussistere già ieri al Senato e quindi chiediamo delucidazioni in merito. Vogliamo, inoltre, far presenti alcune questioni in riferimento all'emendamento in esame. Nella sola Valle d'Aosta vi sono più di 40 mila fabbricati rurali da accatastare. In molti casi - e ciò non riguarda soltanto nostra regione - le agenzie del territorio, a causa della carenza di personale, sono in grado di smaltire le sole pratiche degli immobili costruendi. Si è poi verificata la calamità alluvionale, che non ha riguardato soltanto la nostra regione e che di fatto ha rallentato il processo di accatastamento. Evidentemente, le proroghe non possono susseguirsi all'infinito: ne siamo coscienti. Tuttavia, chiediamo un'ulteriore riflessione su questo punto: se fosse possibile, potremmo anche accettare sei mesi. Ciò per non penalizzare non soltanto i liberi professionisti e le agenzie del territorio, ma soprattutto i cittadini. Chiedo al relatore e al Governo se, con riferimento a ciò, possono svolgere un'ulteriore riflessione.
PRESIDENTE. Onorevole relatore?
GIANFRANCO CONTE, Relatore per la maggioranza. Signor Presidente, la questione si trascina ormai da dieci anni e in tale periodo si sono susseguite proroghe per le iscrizioni dei fabbricati rurali. Il Governo ha già avuto modo di spiegare che la norma va coperta, riguarda 12 miliardi. Credo che dopo dieci anni di proroghe per le iscrizioni sia giunto il momento di dire basta, altrimenti ci ritroveremo anche l'anno prossimo a chiedere
un ulteriore rinvio dei termini che credo sia assolutamente inammissibile, anche per sei mesi.
Per quanto riguarda la questione della mancanza del personale, stiamo affrontando il problema che riguarda i lavoratori socialmente utili all'interno del dipartimento del territorio. Credo, quindi, che tale questione non rappresenti una giustificazione accettabile. Vorrei invitare gli onorevoli Brugger e Abbondanzieri a ritirare i loro emendamenti.
PRESIDENTE. Onorevole Collè, accede all'invito al ritiro dell'emendamento Brugger 22.105, di cui è cofirmatario?
IVO COLLÈ. No, signor presidente, insisto per la votazione.
PRESIDENTE. Sta bene. Prendo atto che anche l'onorevole Abbondanzieri insiste per la votazione del suo emendamento 22.106.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti Brugger 22.105 e Abbondanzieri 22.106, non accettati dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 476
Votanti 469
Astenuti 7
Maggioranza 235
Hanno votato sì 206
Hanno votato no 263).
Passiamo alla votazione dell'emendamento Burtone 22.56.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Burtone. Ne ha facoltà.
GIOVANNI MARIO SALVINO BURTONE. Signor Presidente, l'emendamento che noi abbiamo presentato riprende in parte le proposte contenute nell'emendamento Parolo 22.100. Anche il nostro emendamento non ha l'obiettivo di individuare una qualsiasi categoria di cittadini da favorire, esentandola dal pagamento di una imposta comunale. Il nostro emendamento ha, al contrario un valore sociale. Infatti, la possibilità di acquistare una casa per la propria famiglia è spesso un desiderio molto sentito, ma non raggiunto, in modo particolare in alcune fasce sociali della nostra comunità. L'opportunità di accendere mutui agevolati ha permesso a famiglie monoreddito, a lavoratori, a giovani coppie, di raggiungere un obiettivo considerato non secondario per la sicurezza sociale.
Con il nostro emendamento viene prevista l'esenzione del pagamento dell'ICI per questi cittadini che, per acquistare la prima casa di abitazione, hanno utilizzato un mutuo fondiario ed hanno un reddito lordo complessivo non superiore a 26 mila euro circa annui.
Quindi, ci permettiamo di dire che il nostro emendamento presenta quelle caratteristiche di equità e giustizia sociale già previste nell'emendamento Parolo 22.100 e, quindi, invitiamo i colleghi parlamentari a votare a favore del nostro emendamento (Applausi dei deputati del gruppo della Margherita, DL-l'Ulivo).
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Burtone 22.56, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 400
Maggioranza 201
Hanno votato sì 182
Hanno votato no 218).
Prendo atto che l'emendamento Osvaldo Napoli 22.117 è stato ritirato.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Roberto Barbieri 22.78, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 476
Maggioranza 239
Hanno votato sì 209
Hanno votato no 267).
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli emendamenti Sereni 22.47 e Lusetti 22.107, di contenuto sostanzialmente identico, non accettati dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 472
Votanti 470
Astenuti 2
Maggioranza 236
Hanno votato sì 205
Hanno votato no 265).
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Ruzzante 22.48, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 474
Votanti 473
Astenuti 1
Maggioranza 237
Hanno votato sì 209
Hanno votato no 264).
Passiamo alla votazione dell'emendamento Sergio Rossi 22.99.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Pagliarini. Ne ha facoltà.
GIANCARLO PAGLIARINI. Signor Presidente, solo due parole per dire di che cosa si tratta. Dopo la guerra, lo Stato, i comuni, eccetera, hanno dato dei terreni alla povera gente che era rimasta senza casa per i bombardamenti; queste persone hanno costruito le case, però il terreno è rimasto in mano pubblica. Allora, con questo emendamento, noi raccomandiamo di chiarire una legge che non è particolarmente limpida; si vende loro il terreno a prezzo di mercato, ma solo il terreno, senza considerare la casa che i loro genitori hanno costruito sopra. È una vicenda che riguarda tutto il paese ed è una chiarificazione della prassi nata in questo momento.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Sergio Rossi 22.99, accettato dalla Commissione e sul quale il Governo si rimette all'Assemblea.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 475
Votanti 306
Astenuti 169
Maggioranza 154
Hanno votato sì 293
Hanno votato no 13).
Prendo atto che l'emendamento Osvaldo Napoli 22.108 è stato ritirato.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Amici 22.51, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 475
Votanti 468
Astenuti 7
Maggioranza 235
Hanno votato sì 202
Hanno votato no 266).
Prendo atto che l'emendamento Osvaldo Napoli 22.109 è stato ritirato.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti Lusetti 22.49, Amici 22.50 e Di Teodoro 22.52, non accettati dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 482
Votanti 474
Astenuti 8
Maggioranza 238
Hanno votato sì 203
Hanno votato no 271).
Prendo atto che non ha funzionato il dispositivo di voto dell'onorevole Mauro.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Grandi 22.55, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 469
Votanti 467
Astenuti 2
Maggioranza 234
Hanno votato sì 205
Hanno votato no 262).
Passiamo all'emendamento Lettieri 22.80.
EGIDIO BANTI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
EGIDIO BANTI. Signor Presidente, questo emendamento si propone di risolvere un piccolo ingorgo burocratico che si è determinato nei mesi scorsi, piccolo relativamente, perché riguarda almeno 1.400 comuni del nostro paese. La legge 21 novembre 2000, n. 342, ha retrodatato dal 1994 al 1993 l'entrata in vigore degli estimi catastali ridotti, sulla base delle riduzioni già decise in precedenza. Il 1993 fu il primo anno di applicazione dell'ICI; ciò ha determinato il diritto al rimborso delle maggiori somme versate nel primo anno di applicazione dell'ICI dagli abitanti proprietari di case e di terreni in quei comuni che, lo ripeto, sono circa 1.400. Senonché, nel primo anno, appunto il 1993, l'ICI non fu introitata dai comuni stessi, bensì dallo Stato. Pertanto i comuni si trovano nella impossibilità di restituire somme che, a suo tempo, non introitarono. È evidente che va risolto, nell'interesse dei cittadini, questo ingorgo burocratico. Ora, poiché penso che si tratti, tutto sommato, di un atto amministrativo, e considerato il fatto che il suo contenuto può essere trasfuso ordine del giorno sulla stessa materia, saremmo disposti a ritirare l'emendamento Lettieri 22.80 se il Governo fosse disponibile ad accogliere l'ordine del giorno per risolvere la questione in via amministrativa entro i prossimi mesi.
PRESIDENTE. Cosa risponde il Governo?
GIUSEPPE VEGAS, Sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze. Il Governo si impegna senz'altro ad accettare l'eventuale l'ordine del giorno al quale ha fatto riferimento l'onorevole Banti.
PRESIDENTE. Sta bene. Prendo atto che l'emendamento Lettieri 22.80 è stato ritirato dai presentatori.
Prendo atto altresì che anche l'emendamento Osvaldo Napoli 22.110 è stato ritirato.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Fioroni 22.53, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 467
Maggioranza 234
Hanno votato sì 196
Hanno votato no 271).
Passiamo all'emendamento Manzini 22.76.
PAOLA MANZINI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PAOLA MANZINI. Presidente, ritiro il mio emendamento 22.76 perché mi pare sia stato espresso parere favorevole su un emendamento successivo che coglie il senso di questo emendamento.
PRESIDENTE. Dunque l'emendamento Manzini 22.76 è ritirato.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Russo Spena 22.63, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 472
Votanti 465
Astenuti 7
Maggioranza 233
Hanno votato sì 199
Hanno votato no 266).
Prendo atto che l'emendamento Osvaldo Napoli 22.111 è stato ritirato.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti Sgobio 22.64 e Fioroni 22.65, non accettati dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 473
Votanti 472
Astenuti 1
Maggioranza 237
Hanno votato sì 209
Hanno votato no 263).
Passiamo alla votazione dell'emendamento Osvaldo Napoli 22.112.
GIANFRANCO CONTE, Relatore per la maggioranza. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIANFRANCO CONTE, Relatore per la maggioranza. Gli emendamenti Osvaldo Napoli 22.112, Sereni 22.54 e Alberto Giorgetti 22.116 intervengono in materia di sanzioni per il mancato versamento dei contributi di concessione. Dopo averne discusso in Commissione, avremmo l'intenzione di apportare alcune modifiche: alla lettera a) sostituire le parole: «2 per cento» con le parole: «10 per cento»; alla lettera b) sostituire le parole: «3 per cento» con le parole: «20 per cento»; alla lettera c) sostituire le parole «5 per cento» con le parole «40 per cento».
PRESIDENTE. Chiedo ai presentatori se concordano con la formulazione proposta dal relatore per la maggioranza, onorevole Conte.
OSVALDO NAPOLI. Sì, signor Presidente.
PRESIDENTE. Sta bene, prendo atto che anche gli altri presentatori degli emendamenti accettano la riformulazione proposta.
Passiamo quindi ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli emendamenti Osvaldo Napoli 22.112, Sereni 22.54 e Alberto Giorgetti 22.116 nel testo riformulato, di identico contenuto normativo, accettati dalla Commissione e dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 476
Votanti 461
Astenuti 15
Maggioranza 231
Hanno votato sì 444
Hanno votato no 17).
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli emendamenti Sereni 22.60, Lusetti 22.57 e Sereni 22.58 e 22.59, di analogo contenuto normativo, non accettati dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 472
Maggioranza 237
Hanno votato sì 202
Hanno votato no 270).
Prendo atto che l'emendamento Osvaldo Napoli 22.113 è stato ritirato.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Lusetti 22.61, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 464
Votanti 456
Astenuti 8
Maggioranza 229
Hanno votato sì 189
Hanno votato no 267).
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli emendamenti Bolognesi 22.62, Bressa 22.63 e Michele Ventura 22.64, di identico contenuto normativo, non accettati dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti473
Maggioranza 237
Hanno votato sì 204
Hanno votato no 269).
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Sandri 22.66, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 471
Votanti 470
Astenuti 1
Maggioranza 236
Hanno votato sì 202
Hanno votato no 268).
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli emendamenti Fioroni 22.67 e Tolotti 22.68, di
identico contenuto normativo, non accettati dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 480
Maggioranza 241
Hanno votato sì 205
Hanno votato no 275).
Prendo atto che non ha funzionato il dispositivo di voto dell'onorevole Falanga, che avrebbe voluto esprimere voto contrario.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Sereni 22.120, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 467
Votanti 466
Astenuti 1
Maggioranza 234
Hanno votato sì 204
Hanno votato no 262).
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Lusetti 22.69, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 477
Votanti 468
Astenuti 9
Maggioranza 235
Hanno votato sì 196
Hanno votato no 272).
PRESIDENTE. Passiamo agli emendamenti Manzini 22.73 e 22.75, nonché all'emendamento Lusetti 22.74.
GIANFRANCO CONTE, Relatore per la maggioranza. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIANFRANCO CONTE, Relatore per la maggioranza. Signor Presidente, vorremmo avere il tempo per compiere una riflessione con il Governo sugli emendamenti Manzini 22.73 e 22.75 e Lusetti 22.74; proporrei quindi l'accantonamento di questi tre emendamenti.
PRESIDENTE. Chiedo ai presentatori degli emendamenti se sono d'accordo con la proposta di accantonamento formulata dal relatore per la maggioranza, onorevole Gianfranco Conte.
PAOLA MANZINI. Sì, signor Presidente .
PRESIDENTE. Sta bene. Non essendovi obiezioni, l'esame degli emendamenti Manzini 22.73 e 22.75 e Lusetti 22.74 deve intendersi accantonato. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Tolotti 22.71, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 477
Votanti 475
Astenuti 2
Maggioranza 238
Hanno votato sì 202
Hanno votato no 273).
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Fioroni 22.72, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 464
Votanti 457
Astenuti 7
Maggioranza 229
Hanno votato sì 190
Hanno votato no 267).
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti Osvaldo Napoli 22.103 e Fioroni 22.77, non accettati dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti465
Maggioranza 233
Hanno votato sì 198
Hanno votato no 267).
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Milana 22.79, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 477
Maggioranza 239
Hanno votato sì 205
Hanno votato no 272).
Passiamo all'emendamento Pagliarini 22.102.
GIANFRANCO CONTE, Relatore per la maggioranza. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIANFRANCO CONTE, Relatore per la maggioranza. Signor Presidente, considerando che sono stati accantonati gli emendamenti Manzini 22.73 e 22.75 e Lusetti 22.74, proporrei l'accantonamento anche di questo emendamento, nonché dell'emendamento Pagliarini 22.104
PRESIDENTE. Chiedo ai presentatori se accolgono la proposta di accantonamento formulata dal relatore per la maggioranza, onorevole Gianfranco Conte.
GIANCARLO PAGLIARINI. Sì, signor Presidente.
PRESIDENTE. Sta bene. Non essendovi obiezioni, l'esame degli emendamenti Pagliarini 22.102 e 22.104 deve intendersi accantonato. Non possiamo, pertanto, procedere alla votazione dell'articolo 22.
Prendo atto che l'articolo aggiuntivo Osvaldo Napoli 22.035 è stato ritirato.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli articoli aggiuntivi Bressa 22.01 e Russo Spena 22.02, di identico contenuto normativo, non accettati dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti483
Maggioranza 242
Hanno votato sì207
Hanno votato no 276).
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli articoli aggiuntivi Sereni 22.04 e Soda 22.05, di identico contenuto normativo, non accettati dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 478
Votanti 477
Astenuti 1
Maggioranza 239
Hanno votato sì 205
Hanno votato no 272).
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli articoli aggiuntivi Michele Ventura 22.07 e Soda 22.06 di identico contenuto normativo, non accettati dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti478
Maggioranza 240
Hanno votato sì 204
Hanno votato no 274).
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo Bressa 22.08, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 475
Votanti 470
Astenuti 5
Maggioranza 236
Hanno votato sì 202
Hanno votato no 268).
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli articoli aggiuntivi Fioroni 22.012 e Maurandi 22.011, di identico contenuto normativo, non accettati dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 480
Votanti 471
Astenuti 9
Maggioranza 236
Hanno votato sì 197
Hanno votato no 274).
GIANFRANCO CONTE, Relatore per la maggioranza. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIANFRANCO CONTE, Relatore per la maggioranza. Signor Presidente, proporrei l'accantonamento dell'articolo aggiuntivo Pagliarini 22.034.
PRESIDENTE. Sta bene. Non essendovi obiezioni, l'esame dell'articolo aggiuntivo Pagliarini 22.034 deve intendersi accantonato.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo Bressa 22.013, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 460
Votanti 458
Astenuti 2
Maggioranza 230
Hanno votato sì 189
Hanno votato no 269).
Gli articoli aggiuntivi Rutelli 22.020 e Amici 22.023 risultano, pertanto, assorbiti. Onorevole Gianfranco Conte, può indicare gli articoli aggiuntivi che risultano assorbiti?
GIANFRANCO CONTE, Relatore per la maggioranza. Signor Presidente, sono assorbiti
tutti gli articoli aggiuntivi che prevedono i piani di risanamento del trasporto pubblico locale...
PRESIDENTE. Onorevole Gianfranco Conte, mi indichi il numero.
GIANFRANCO CONTE, Relatore per la maggioranza. Signor Presidente, risultano assorbiti gli articoli aggiuntivi Amici 22.023, Boato 22.025, Roberto Barbieri 22.021 e Milana 22.022
PRESIDENTE. Sta bene.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo Soda 22.026, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 468
Maggioranza 235
Hanno votato sì 199
Hanno votato no 269).
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo Sereni 22.027, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 469
Votanti 467
Astenuti 2
Maggioranza 234
Hanno votato sì 201
Hanno votato no 266).
Prendo atto che il dispositivo di voto dell'onorevole Mauro non ha funzionato e che lo stesso avrebbe voluto esprimere un voto contrario.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli articoli aggiuntivi Sereni 22.028 e Soda 22.029, di identico contenuto normativo, non accettati dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 467
Maggioranza 234
Hanno votato sì 199
Hanno votato no 268).
Pertanto gli identici articoli aggiuntivi Amici 22.030 e Osvaldo Napoli 22.037 risultano assorbiti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo Rutelli 22.032, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e Votanti 473
Maggioranza 237
Hanno votato sì 201
Hanno votato no 272).
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo Nicola Rossi 22.033, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 468
Votanti 458
Astenuti 10
Maggioranza 230
Hanno votato sì 189
Hanno votato no 269).
Prendo atto che il dispositivo di voto dell'onorevole Pinto non ha funzionato.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo Minniti 22.020, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e votanti 473
Maggioranza 237
Hanno votato sì 194
Hanno votato no 279).
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