Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 70 del 28/11/2001
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La seduta, sospesa alle 15,55, è ripresa alle 16,05.

Svolgimento di una interpellanza e di interrogazioni.

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca lo svolgimento di una interpellanza e di interrogazioni.

(Esito della conferenza dei servizi interministeriale sul recupero degli sgravi contributivi concessi alle imprese veneziane nn. 2-00034 e 3-00148)

PRESIDENTE. Avverto che l'interpellanza Vianello n. 2-00034 e l'interrogazione Campa n. 3-00148 (vedi l'allegato A - Interpellanza e interrogazioni sezione 1), che vertono sullo stesso argomento, saranno svolte congiuntamente.
L'onorevole Vianello ha facoltà di illustrare la sua interpellanza n. 2-00034.

MICHELE VIANELLO. Signor Presidente, è noto che le imprese veneziane godevano fin dalla legislazione speciale del 1973 di un regime di sgravi contributivi assimilabili a quelli che all'epoca si usavano per la Cassa del Mezzogiorno. La motivazione della presenza di questi sgravi era contenuta nell'articolo 1 della legislazione speciale per Venezia, attraverso la quale lo Stato italiano, per mezzo di questi sistemi economici, garantiva ed aiutava la rivitalizzazione socio-economica del centro storico veneziano.
Naturalmente questo articolo 1, che, peraltro, definiva Venezia città di preminente interesse nazionale, serviva e serve tuttora ad abbattere i differenziali di costo dovuti naturalmente alle particolarità specifiche


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legate alla città di Venezia e cioè al fatto che i carichi hanno una particolare rottura, che i trasporti sono particolarmente costosi, che il centro storico di Venezia è circondato dall'acqua.
Come il Governo sa, l'Unione europea ha aperto una procedura di infrazione nei confronti di questa legge, poiché attraverso la sua applicazione si sarebbero violati i principi di concorrenza economica nei confronti di altri Stati membri e di altre imprese italiane.
La prima obiezione, avanzata subito, è che alcuni settori ed alcune particolari imprese veneziane, oltre ad avere svantaggi nell'operare nel centro storico, non ledono la concorrenza per motivazioni legate alle specificità veneziane. Senza voler precostituire qualcosa, mi sembra abbastanza difficile sostenere che l'esercizio di una gondola leda il principio di concorrenza; naturalmente potrei citare anche altri esempi: da coloro che hanno operato nell'ambito della compagnia lavoratori portuali ai trasportatori merci acquei, alle industrie di Murano che rappresentano un'enclave assolutamente unico poiché solo in quel luogo si produce in quei modi e con quelle particolarità.
L'Unione europea si è rivolta allo Stato italiano per poter esigere gli arretrati, soprattutto quelli che riguardano il periodo compreso tra il 1995 e il 1996. All'interpellante risulta che si sia aperta un'interlocuzione giusta e corretta da parte del Governo italiano nei confronti dell'Unione europea e che, all'uopo, l'Unione europea avesse chiesto al Governo italiano una sorta di preistruttoria, portata avanti da questo comitato interministeriale.
Vorrei conoscere l'esito di questo lavoro e a quali decisioni sia giunto il Governo italiano, come il Governo italiano intenda atteggiarsi nei confronti dell'Unione europea e, soprattutto, con quali tempi l'esecutivo intenda poi rivalersi nei confronti delle imprese veneziane, nel caso in cui queste ultime non venissero graziate e salvate dalla scure dell'Unione europea che esige i contributi ricevuti da Venezia fin dal 1973.

PRESIDENTE. Il sottosegretario di Stato per il lavoro e le politiche sociali, il professor Brambilla, ha facoltà di rispondere.

ALBERTO BRAMBILLA, Sottosegretario di Stato per il lavoro e le politiche sociali. Con la decisione del 25 novembre del 1999, la Commissione europea, come noto, ha dichiarato illegittimi gli sgravi contributivi concessi, nel triennio 1995-1997, alle imprese ubicate nei territori di Venezia e di Chioggia. Ha, quindi, invitato il Governo italiano a provvedere al recupero di tali aiuti. Dopo che, con nota del 29 giugno ultimo scorso, la Commissione si è espressa nel senso di escludere dalla procedura di recupero le imprese che svolgono attività di trasporto di persone (avevamo, in merito, già svolto un primo intervento), il Governo, nell'intento di limitare il più possibile l'impatto economico dell'azione di recupero sulla realtà imprenditoriale della laguna, si è impegnato a mantenere sulla questione un rapporto costante con la Commissione, chiedendo, in particolare, i necessari chiarimenti circa l'effettiva portata applicativa delle decisioni.
In questo quadro, si sono svolti due incontri alla Farnesina e abbiamo messo a punto un documento, inviato al professor Monti, con lo scopo di verificare quali possibili ipotesi potevano essere elaborate per aumentare il livello di esenzione delle operazioni di recupero degli aiuti, di questi sgravi contributivi.
Nella nota del 9 agosto 2001 è stato pertanto ipotizzato, presso la Commissione, quanto segue: primo, pensiamo non costituirebbero aiuti di Stato gli sgravi contributivi concessi ai ristoranti, agli alberghi, alle imprese che operano nelle costruzioni, nel commercio al dettaglio, nella riparazione di autoveicoli e alle imprese che prestano servizi collettivi sociali, personali e nella sanità, in quanto tali imprese, operando in ambito esclusivamente locale, non incidono sugli scambi intracomunitari; secondo, sempre secondo il nostro avviso, non inciderebbero sugli scambi gli sgravi concessi alle imprese che


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svolgono attività a livello locale in settori e servizi non ancora liberalizzati, quali, ad esempio, quelli esercitati all'interno del porto di Venezia, di ormeggio, di rimorchio, di pilotaggio oppure in settori che, all'epoca della concessione degli aiuti, non erano stati liberalizzati, come i servizi di Italgas e la fornitura di energia; terzo, l'attività esercitata dalle imprese di trasporto merci, per conto terzi, è di natura assolutamente locale come comprovato, in primo luogo, dalle particolari imbarcazioni utilizzate tipicamente e destinate, quindi, alla navigazione all'interno dei canali di Venezia e di Chioggia; quarto ed ultimo punto, nel settore della pesca e dell'acquacoltura, gli sgravi di contributi di natura esigua (non superano in genere i 50 milioni nel triennio) potrebbero non incidere sugli scambi intracomunitari qualora il beneficiario sia un singolo pescatore.
Vi sono stati due incontri: il primo si è tenuto il 2 ottobre tra il Ministero del lavoro ed il professor Monti a Roma, mentre il secondo, tra me ed il professor Monti, alla fine di ottobre.
Il commissario alla concorrenza ha riferito che è in preparazione una risposta formale alla nostra lettera ed ha anticipato, comunque, che in essa sarà dato atto degli sforzi compiuti dal Ministero del lavoro per ottemperare alle decisioni della Commissione e che, nel merito della controversia, per alcune categorie di imprese, vista l'assenza di effetti sugli scambi intracomunitari, l'atteggiamento della Commissione sarà senz'altro più favorevole.
Evidentemente, come ministero, per quanto concerne l'attuazione del recupero degli sgravi contributivi abbiamo comunque già dato incarico all'Inps di censire tutte le aziende in modo tale che, una volta ottenuta la risposta da parte della Commissione europea, si possa provvedere ad informare le varie aziende sia dell'esito positivo in merito al non recupero degli sgravi, sia del fatto, per quelle aziende che la comunità europea ci chiederà di assoggettare al recupero degli sgravi, che siamo già pronti ad espletare tutte le azioni del caso.

PRESIDENTE. L'onorevole Vianello ha facoltà di replicare per la sua interpellanza n. 2-00034.

MICHELE VIANELLO. Signor Presidente, capisco che si tratti di una materia controversa in relazione alla quale le volontà del Governo non determineranno le regole del gioco, essendo queste ultime determinate dall'Unione europea.
Devo, comunque, dare atto onestamente al Governo di svolgere un'attività assolutamente preziosa, soprattutto nei confronti del commissario Monti che poi, assieme ai burocrati europei - non uso tale termine in senso dispregiativo naturalmente - sarà colui che ne determinerà, in una qualche maniera, le modalità.
Vorrei formulare una sola obiezione rispetto all'elenco dei settori che il Ministero del lavoro avrebbe indicato all'Unione europea: rilevo infatti, di primo acchito, l'esclusione del vetro di Murano. Non si comprende bene quale scambio intracomunitario verrebbe a violare quest'ultimo. Si tratta di una produzione specifica e tipica che non viola la concorrenza, perché nessuno produce, se non in modo assolutamente illecito, il vetro di Murano in altre parti del mondo. Non è quindi chiaro per quale ragione il vetro di Murano non sia stato inserito nell'elenco, per cui spero che il Governo si adoperi in questa direzione.
In secondo luogo, vorrei raccomandarmi previamente alla sensibilità del Governo ed alla sua capacità di intervento nei confronti dell'INPS, perché, nel momento in cui vi sarà una pronuncia definitiva da parte dell'Unione europea, si arrivi ad una sorta di concordato nei confronti delle imprese che sono rimaste escluse. Vorrei infatti ricordare che si tratta spesso di reti di piccole e medie imprese artigiane, le quali, in caso di riscossioni coatte di grandi dimensioni, sarebbero costrette a chiudere, come si dice in gergo.
Vorrei inoltre sottolineare come, sotto questo profilo, sia la maggioranza sia l'opposizione abbiano lavorato, in questi anni, per cercare di «tenere in piedi», in


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un centro storico difficile come quello di Venezia, una rete di imprese di ogni tipologia. Sappiamo bene che se si procedesse ad operazioni di riscossione coatta nei confronti di tantissime aziende, si depaupererebbe allora un tessuto che, nel corso di questi anni, si è tentato di sviluppare.

PRESIDENTE. L'onorevole Campa ha facoltà di replicare per la sua interrogazione n. 3-00148

CESARE CAMPA. Signor Presidente, ringrazio il rappresentante del Governo per le risposte che ha fornito ed evidenzio, inoltre, che finalmente il Governo si è mosso nella direzione giusta. Dall'infrazione contestataci il 25 novembre 1999, per il triennio 1995-97, vi era infatti tutto il tempo per intervenire al fine di evitare crisi di aziende, così come ricordava il collega Vianello.
È pur vero che, in ambito locale, tutte le forze, siano esse di maggioranza o di opposizione, hanno sempre operato per mantenere vive queste attività specifiche del contesto locale; tuttavia non mi è sembrato di intravedere nell'azione del Governo precedente una determinata volontà finalizzata a risolvere un problema determinato dall'errato inserimento di una norma nel nostro ordinamento.
Va quindi rivolto un plauso al Governo unitamente ad un invito. Sicuramente, ciò che ci è stato detto ci rassicura rispetto ad una situazione riguardante queste quattro categorie facenti riferimento ad attività lavorative in ambito locale. Non vi è quindi ombra di dubbio che, per quanto riguarda il vetro di Murano, proprio per questa sua specificità e per la dichiarazione che il rappresentante del Governo aveva già anticipato, si addiverrà ad soluzione positiva, nell'ambito delle risposte che la Comunità europea dovrà fornire. Sono in ogni caso convinto che il rappresentante del Governo e, in generale, il Governo eserciteranno tutte le pressioni possibili perché questa soluzione ci sia.
Mi dichiaro, pertanto, soddisfatto nel constatare che una prima parte del lavoro è stata svolta in maniera puntuale; al termine di questo percorso - comunque tardivo - sono convinto che, se avessimo, come Governo, intrapreso da subito un'azione energica, quale quella intrapresa dall'attuale Governo, probabilmente sarebbero state superate alcune preoccupazioni che permangono nei confronti di alcune aziende, le quali, ahimè, non per colpa di questo Governo, bensì a causa di una procedura e di una infrazione che non potevano che essere contestate, considerati i presupposti, saranno ugualmente chiamate a rispondere per qualcosa che spettava loro.
In questo senso, sarebbe opportuno prevedere - come il rappresentante del Governo fa - un censimento, nonché i correttivi in grado di consentire il mantenimento, in sede locale, di quelle attività, quali quelle legate al vetro di Murano, che bene ha illustrato in questa sede il collega Vianello.

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