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PRESIDENTE. L'onorevole Albonetti ha facoltà di GABRIELE ALBONETTI. Signor Presidente, nello scorso settembre, la società Ferrovie dello Stato Spa ha indetto gare di appalto per l'affidamento dei servizi di pulizia nei treni, nelle stazioni, negli uffici e negli impianti ferroviari.
PRESIDENTE. Il ministro delle infrastrutture e dei trasporti, professor Lunardi, ha facoltà di PIETRO LUNARDI, Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. Signor Presidente, onorevoli interroganti, ricordo innanzitutto che, in materia di appalti dei servizi di pulizia di Ferrovie dello Stato, venti giorni fa è stata approvata la risoluzione
presentata dall'onorevole Albonetti, con la quale si impegnava il Governo, tra l'altro, a vigilare per la salvaguardia sull'impiego dei lavoratori attualmente occupati, per la qualità del loro lavoro e per l'adeguatezza dei livelli salariali.
PRESIDENTE. L'onorevole Duca ha facoltà di EUGENIO DUCA. Signor ministro, la sua risposta è del tutto insufficiente non solo per il gruppo dei Democratici di sinistra, ma - credo - per l'intera Camera dei deputati che, come lei ha ricordato, il 6 novembre ha votato all'unanimità un impegno a farle concludere la vicenda, salvaguardando l'occupazione di circa 11 mila lavoratori e garantendo qualità del lavoro e applicazione di clausole sociali esistenti ed applicate in tanta parte del nostro paese, in appalti simili.
navigazione della società Ferrovie dello Stato. Basterebbe replicare quell'esperienza, introducendo la clausola che consente ai lavoratori di cambiare appaltatore, senza perdere il lavoro (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo).
Non sono le gare che noi mettiamo in discussione, anzi condividiamo l'esigenza di introdurre nel settore elementi di trasparenza e di moralizzazione, ma il fatto che ci siano 10.500 lavoratori che hanno ricevuto lettere di licenziamento dalle imprese e dai consorzi che, nei nove anni precedenti, avevano la concessione. Vi è il rischio della perdita dei posti di lavoro, vi è il rischio della significativa caduta delle condizioni salariali e contrattuali.
Lo scorso 6 novembre, la IX Commissione della Camera ha approvato all'unanimità una risoluzione che impegna il Governo a vigilare affinché siano salvaguardate la continuità di impiego degli addetti, la qualità del lavoro, l'adeguatezza dei livelli salariali.
Chiediamo di conoscere quali iniziative il Governo abbia assunto, quali risultati abbia, fino ad ora, conseguito o pensa di conseguire entro il 21 dicembre, visto che quella è la data di scadenza dei contratti precedenti e che tale data si avvicina pericolosamente.
Non consta che la situazione odierna presenti rilevanti novità. Dovrò, pertanto, limitarmi a fornire gli elementi conoscitivi in possesso del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, cui compete un potere di vigilanza estraneo, per sua natura, ad ogni interferenza gestionale di merito.
La società Ferrovie dello Stato Spa ha, più volte, rappresentato che, secondo la disciplina nazionale e comunitaria che regola la generalità degli appalti di servizi, il massimo ribasso è uno dei criteri che i contraenti possono seguire.
Sempre dalle norme nazionali e comunitarie è, d'altra parte, imposta la regola della gara sia quando debbano essere realizzate opere sia quando debbano essere affidati servizi, quali gli appalti per la pulizia delle stazioni, degli uffici e degli impianti delle Ferrovie dello Stato.
Quanto alle condizioni degli addetti, è noto che non esiste un unico contratto collettivo nazionale applicabile a tutte le imprese operanti nel settore. Le Ferrovie dello Stato Spa possono soltanto richiedere che le imprese aggiudicatarie degli appalti applichino le clausole previste dai singoli disciplinari annessi ai contratti di servizio, dalla legge del settore e dalla cosiddetta legge Salvi, e dai provvedimenti del Ministero del lavoro, finalizzati a non deprimere il costo della manodopera così da realizzare ingiusti profitti con ribassi eccessivi.
La tutela dei livelli occupazionali è oggetto dell'impegno assunto dal Governo e che si intende in questa sede ribadire e confermare. In questo senso sarà orientata l'azione del mio dicastero nei rapporti con le Ferrovie dello Stato.
Noi non possiamo accettare che 11 mila lavoratori, con le loro famiglie, siano trattati come i sacchi dei rifiuti che, ogni giorni, essi accumulano sui treni, nelle stazioni e sugli impianti. Si tratta di persone che guadagnano un milione e 700 mila lire, meno di mille euro al mese, per lavorare nei giorni festivi, di notte, in situazioni pericolose, sui treni in movimento, sui piazzali delle stazioni, nelle officine. Il lavoro è umile, ma va rispettato.
Ora, il Governo non può accampare l'alibi, come lei ha fatto, che, essendo vigilante, non può chiedere alla società Ferrovie dello Stato di rispettare il contratto nazionale del settore. Il Governo non può non richiedere alla società Ferrovie dello Stato l'applicazione della clausola di salvaguardia. Non si può dire che non si interviene quando, persino con atti legislativi, il Governo sta intervenendo pesantemente per costringere la società Ferrovie dello Stato a proseguire senza soluzione di continuità le concessioni relative al TAV: mi riferisco alle concessioni con cui si vuole obbligare la società a sottostare a rapporti con alcuni costruttori e concessionari di nuove linee ferroviarie. Si fanno grandi regali a pochi costruttori che realizzano opere a costi doppi o tripli rispetto a quelli di mercato: e il Governo vuole imporre tali situazioni.
Siamo di fronte, invece, ad un atteggiamento diverso quando 11 mila persone rischiano di perdere il posto di lavoro. Signor ministro, noi le chiediamo di impegnarsi, con il suo Governo, secondo l'indirizzo che questa Camera le ha dato. Se vuole, le suggeriamo anche un'altra strada: comportatevi come si è fatto un anno fa, quando si è risanato il settore


