Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 70 del 28/11/2001
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(Riforma dei servizi di informazione e sicurezza - n. 3-00476)

PRESIDENTE. L'onorevole Sinisi ha facoltà di illustrare la sua interrogazione n. 3-00476 (vedi l'allegato A - Interrogazioni a risposta immediata sezione 5).

GIANNICOLA SINISI. Signor Presidente, signor ministro, risulta assai singolare il fatto che una persona della sua cultura istituzionale abbia proposto il tema della riforma dei servizi di informazione attraverso un'intervista alla stampa piuttosto che nelle sedi parlamentari e politiche.
Ci risulta ancora più strano che l'abbia fatto mentre il Comitato parlamentare di controllo stava svolgendo (cosa che sta facendo anche in questo momento) un'attività volta proprio a formulare un documento - e non una proposta di legge - che fosse pienamente condiviso tra maggioranza e opposizione.
Ancora più singolare è questa disputa sull'esistenza o meno di un disegno di legge o di un articolato, anche se - mi dispiace dirlo - siamo convinti che da qualche parte ve ne sia l'esistenza.
Non nutriamo alcun pregiudizio rispetto all'argomento né rispetto al fatto che i servizi debbano essere segreti e non un'altra polizia, ma credo anche che la gravità degli eventi e la delicatezza della materia ci impongano di chiedere di affrontare la discussione in Parlamento e con la chiarezza dovuta, presentando questo testo dei cui contenuti, attraverso la stampa, abbiamo capito poco (e ciò che abbiamo capito non ci ha convinti affatto).

PRESIDENTE. Il ministro per la funzione pubblica e il coordinamento dei servizi di informazione e sicurezza, onorevole Frattini, ha facoltà di rispondere.

FRANCO FRATTINI, Ministro per la funzione pubblica e il coordinamento dei servizi di informazione e sicurezza. Signor Presidente, riprendo nel dire che, per quanto riguarda i punti di una possibile linea di riforma - come ho già detto, onorevole Sinisi, a differenza di quanto fece il Governo D'Alema - questo Governo ha intenzione di raccogliere il preventivo contributo dell'onorevole Enzo Bianco, contributo che a me - che allora ricoprivo le funzioni dell'onorevole Enzo Bianco - nessuno ha mai chiesto prima.
Detto questo, non ho neanche parlato, in nessuna sede, di garanzia di non punibilità per qualsiasi tipo di reato, ma - come ho affermato un minuto fa, leggendo questo passaggio - per alcune limitate violazioni di legge e con un quadro di controlli, anche parlamentari, che sarà certamente ampliato.
Si prevede, certamente, la necessità di un controllo successivo della magistratura sullo svolgimento delle attività autorizzate


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e il divieto, per i magistrati, di utilizzare direttamente i servizi.
Si immagina anche di fissare finalmente, come nella scorsa legislatura la maggioranza non ha fatto, un ragionevole termine alla durata del segreto di Stato che, oggi, è indeterminata e, infine, la necessità di acquisire nuove e specifiche professionalità.
Il Governo ritiene che nelle sedi parlamentari proprie si potrà sviluppare un dibattito ampio sull'iniziativa che oggi è alla fase dello studio preliminare. Lo ripeto: non esiste un disegno di legge, non esiste un articolato depositato o nascosto da qualche parte. C'è chi ha osservato che, se i servizi segreti sono strumento indispensabile in una democrazia, è necessario, ma non sufficiente, dare una legittimazione giuridica formale al comportamento degli agenti dei servizi. Il loro comportamento può anche essere, in qualche caso, un lavoro fuori dalle astratte regole del codice.
Ecco perché occorre una legge che stabilisca se riconoscere o meno alcune garanzie funzionali, in quali casi riconoscerle e con quali controlli. Certo, la decisione che autorizzi quei comportamenti non è facile. Mi permetto, però, di dire che se un'invasione fuori dalle regole vi fosse stata e fosse servita a non far alzare in volo gli aeroplani partiti l'11 settembre per New York e Washington, forse sarebbe stato un bene.
In conclusione, auspico che si possa decidere con una larga convergenza di forze politiche di maggioranza e opposizione - lo ripeto un'ennesima volta perché non vi siano equivoci - nei tempi brevi che la virulenza del terrorismo impone per una soluzione legislativa idonea ad assicurare ai nostri servizi nuove professionalità e strumenti operativi adeguati per il contrasto alla grave minaccia alla sicurezza del nostro paese, così come hanno fatto, e stanno facendo, tutti gli altri paesi democratici.

PRESIDENTE. L'onorevole Sinisi, al quale ricordo che ha due minuti a disposizione, ha facoltà di replicare.

GIANNICOLA SINISI. Signor Presidente, signor ministro, mi permetta di non aprire alcuna polemica con lei. La disamina delle questioni riguardanti le differenze tra il Governo D'Alema ed il Governo Berlusconi affidiamola ad un'altra occasione.
Mi sembra singolare il suo intervento e credo non abbia la presunzione di proporre anche la riforma dei servizi segreti americani. Ciò nondimeno mi permetta di dirle che, da quello che ho capito, lei intende costruire nuove garanzie funzionali da affidare, quanto all'autorizzazione, ad un ministro dei servizi, cioè a lei. Questo significherà che ministro dell'interno e ministro della difesa diventeranno semplici passacarte, mentre l'operatività sarà tutta da un'altra parte, cioè in mano sua.
Non le pongo questioni di costituzionalità, ma questioni dei controlli. Lei crede davvero che sarà possibile impedire che intercettazioni abusive e archivi illeciti si realizzino senza dar vita ad un ispettorato interno, ad un organo indipendente ed autonomo che svolga questa funzione con continuità, oltre alle competenze parlamentari? È una proposta della commissione Iucci che lei, evidentemente, non ha interesse a coltivare. Non le sembra un po' eccessivo che ad autorizzare ed a controllare, secondo la sua proposta, sia sempre e soltanto lei? Il problema non sarà per quello che lei avrà autorizzato, ma per quello che non avrà autorizzato e si farà lo stesso.
Sulle garanzie funzionali non basta dire che si tratta di «questioni di piccolo momento» oppure «no alla licenza di uccidere ed alla tortura fisica». Del favoreggiamento, dell'omicidio, della partecipazione e assistenza al terrorismo internazionale, delle false testimonianze, che cosa ne pensa? A tali questioni credevo di ricevere da lei qualche risposta.
Infine, per quanto riguarda il personale, dire che ci vogliono professionalità specialistiche è quasi un'ovvietà. Il problema è che le professionalità cambiano nel tempo, quindi vi è un problema di stabilità di tali figure. Non posso contestare


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che servano meccanismi di reclutamento, ma lei non pensa che autorizzare, controllare e reclutare da parte del ministro dei servizi, cioè lei, non sia un po' eccessivo? Vi sono molti, non soltanto noi, che hanno a cuore sicurezza, democrazia e libertà dei cittadini (Applausi dei deputati del gruppo della Margherita, DL-l'Ulivo).

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