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per la seconda volta nei primi mesi della nuova legislatura si apre un dibattito extraparlamentare sulle questioni della riforma dei servizi di sicurezza e informazione ad opera di esponenti del Governo;
il tema venne già affrontato nella scorsa legislatura in modo assai diverso, affindando l'incarico ad una apposita commissione che formulò una proposta sulla quale si apri un dibattito assai serrato, in specie su alcuni punti di particolare delicatezza, come la dipendenza da una autorità politica di governo a ciò espressamente deputata;
oggi risulta piuttosto difficile affrontare la discussione seriamente, così come meriterebbe l'argomento, anche alla luce delle smentite che puntualmente giungono a breve distanza di tempo a proposito della predisposizione da parte del Governo di una proposta di legge;
ciò nondimento, si riconosce come vi sia in effetti una esigenze riformatrice, rivolta soprattutto alla disciplina delle attività che possono essere compiute, alle garanzie funzionali ed al segreto di Stato, anche per evitare che si introducano surrettiziamente norme di tal fatta in provvedimenti, come il recente decreto-legge contro il terrorismo internazionale, che, invece, avrebbe dovuto riguardare la sola polizia investigativa -:
quali siano le reali intenzioni riguardo ai tempi, ai contenuti e alle procedure che intenda osservare a proposito della riforma dei servizi di informazione e sicurezza, al fine di riportare il dialogo tra Governo e Parlamento nella sede propria e di poter sviluppare quel confronto, auspicato, ma poco praticato, sui temi che concernono la vita delle istituzioni democratiche del nostro Paese.(3-00476)
(27 novembre 2001)