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PRESIDENTE. L'onorevole Valpiana ha facoltà di TIZIANA VALPIANA. Signor Presidente, abbiamo presentato questa interrogazione la settimana scorsa, allarmati dal contenuto dell'emendamento che il Governo aveva presentato al testo del disegno di legge finanziaria e che, ieri sera, ha ritirato. Il ministro ha dichiarato, tuttavia, in un convegno, di voler ripresentare tale proposta. Le chiediamo, quindi, in che termini il Governo intenda ripresentare la proposta di privatizzazione degli istituti di ricerca a carattere scientifico: si tratta di istituti pubblici di eccellenza sul piano della sanità, tra i quali vorrei ricordare l'istituto nazionale per la ricerca sul cancro di Genova, l'istituto neurologico nazionale Besta di Milano, l'istituto ortopedico Rizzoli di Bologna, il policlinico San Matteo di Pavia ed altri. Dando la gestione di tali istituti a fondazioni private, evidentemente se ne riduce il ruolo sul piano della sanità. Vorrei ricordare che il patrimonio di questi istituti sarebbe trasferito a fondazioni private e che i 16.621 dipendenti passerebbero ad un rapporto di lavoro di diritto privato.
PRESIDENTE. Il Vicepresidente del Consiglio dei ministri, onorevole Gianfranco Fini, ha facoltà di GIANFRANCO FINI, Vicepresidente del Consiglio dei ministri. Onorevole Valpiana, il Governo è profondamente convinto del fatto che utilizzare modelli innovativi, per ciò che concerne gli istituti cui ha fatto riferimento nella sua interrogazione, con
l'ingresso anche di privati e, quindi, con la possibile attribuzione della gestione di questi istituti ad altri soggetti, pubblici e privati, costituisca un elemento significativo e fondamentale di propulsione, per recuperare livelli di iniziativa e di efficacia più coerenti con le attese dei cittadini, nel delicato settore della ricerca biomedica e dell'assistenza sanitaria, anche e soprattutto in funzione di una migliore qualità e di una maggiore efficienza del servizio da rendere al cittadino.
PRESIDENTE. L'onorevole Valpiana ha facoltà di TIZIANA VALPIANA. Signor Vicepresidente del Consiglio, le sue parole mi preoccupano ancora di più di quanto lo fossi prima, nel senso che sento proprio nelle sue parole che questo non è che un altro tassello, da parte di questo Governo, nella rincorsa alla privatizzazione. Tuttavia, poiché questa volta la privatizzazione riguarda la salute di tutti noi, la considero estremamente grave, perché ritengo che introdurre il criterio del profitto nella sanità comporti inevitabili rischi. L'intreccio tra sanità e affari non vi può essere, perché la salute non è una merce e perché un ospedale non può essere un'azienda. Ritengo che in questo caso tutto ciò non farà bene né ai conti pubblici, né alle tasche dei cittadini, che saranno sempre più chiamati a contribuire alla sanità a fronte di servizi sempre più scarsi, né soprattutto alla salute di tutti noi, a partire dai più poveri e dai più deboli.
Onorevole Valpiana, lei sa benissimo di avere un minuto a disposizione.
Vorremmo, dunque, sapere dal Governo quali siano le reali intenzioni sulla privatizzazione di questo settore di eccellenza della nostra sanità pubblica.
Si tratta di una proposta che il Governo è intenzionato a realizzare utilizzando la possibilità, connessa all'approvazione dell'articolo 19 del disegno di legge finanziaria all'esame al Senato, di trasformare in via sperimentale e d'intesa con le regioni, dove essi operano, gli istituti pubblici di ricovero e di cura e i policlinici universitari in fondazioni. Comunque, va tenuto ben presente, come ha avuto già modo di dire il ministro Sirchia, che le fondazioni devono restare di diritto pubblico e gli istituti, anche se potranno accogliere capitali privati, manterranno totalmente la loro missione pubblica e, quindi, di conseguenza, non potranno, in alcun caso, selezionare i pazienti. Quindi, le preoccupazioni degli interroganti mi sembrano non fondate, essendo precipuo intendimento del Governo quello di migliorare e rendere più efficiente l'assistenza sanitaria e non certo di dar corso ad odiose discriminazioni.


