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un collegato al disegno di legge finanziaria per il 2002 o con un emendamento ad hoc, il varo della riforma dell'assistenza sanitaria: si comincerà con i quindici istituti pubblici di ricovero e cura che andranno in mano a fondazioni no-profit con ampia partecipazione dei privati, con separazione dei compiti di indirizzo e controllo da quelli di gestione e con la possibilità neppure remota di affidarne management e assistenza all'esterno;
si apprende da notizie sulla stampa che il Governo avrebbe in programma, con
stessa sorte, secondo Il Sole 24 ore, potrà toccare, in un futuro non troppo lontano, ai policlinici, e a questo si aggiungerebbe l'ipotesi più volte annunciata dal ministro della salute di far scendere in campo le fondazioni per la gestione degli ospedali del Servizio sanitario nazionale;
da questa «rivoluzione» discenderanno altri obiettivi: il patrimonio, crediti e debiti degli istituti pubblici di ricovero e cura passeranno alle fondazioni e il personale, 16.621 dipendenti, transiterà al rapporto di lavoro di diritto privato;
se questa controriforma dovesse realizzarsi determinerebbe, di fatto, la riduzione di un bene pubblico come la salute a merce aggravando le condizioni della parte più povera della popolazione -:
se non ritenga che questa privatizzazione porterà all'uso di criteri legati esclusivamente al profitto con una contrazione anche dei livelli occupazionali collegati ad un servizio di qualità.(3-00407)
(13 novembre 2001)