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PRESIDENTE. Passiamo all'esame degli ordini del giorno presentati (vedi l'allegato A - A.C. 1756 sezione 6).
L'onorevole Bonito ha facoltà di illustrare il suo ordine del giorno n. 9/1756/3.
FRANCESCO BONITO. Signor Presidente, vorrei illustrare l'ordine del giorno di cui sono primo firmatario. Anche se tardivamente, avevo sottoposto all'attenzione del Comitato dei nove una proposta emendativa che tendeva a coordinare la legislazione che stiamo testé adottando con quella che, pochi giorni fa, abbiamo approvato in quest'aula, relativa al rientro dei capitali dall'estero.
Onorevoli colleghi, è chiaro ed evidente a tutti che il Governo sta sottoponendo all'attenzione dell'Assemblea una serie di decreti-legge: questo al nostro esame, teso a contrastare il finanziamento del terrorismo internazionale, e un altro, attualmente in Commissione giustizia, che, tra breve, verrà sottoposto all'attenzione dell'Assemblea, relativo alle sanzioni per le violazioni delle misure adottate nei confronti della fazione afgana dei talebani.
Questi sono tutti provvedimenti che il Governo sta adottando in forza di una serie di atti internazionali particolarmente importanti e significativi, assunti in seguito alle gravissime vicende che hanno colpito l'America e il mondo intero l'11 settembre. Voglio ricordare la risoluzione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, la dichiarazione adottata il 6 ottobre 2001 dai ministri finanziari dei sette paesi più industrializzati, tutti atti di rilevanza internazionale e di grande importanza politica, attraverso i quali si cerca di rispondere ad un'esigenza precisa, quella di controllare la circolazione dei capitali per evitare che vi sia il finanziamento di attività terroristiche.
Penso e credo - e non soltanto io ma anche la mia parte politica, il centrosinistra per intero - che questi provvedimenti siano in palese e clamoroso contrasto con la normativa che abbiamo approvato in tema di rientro in Italia dei capitali detenuti all'estero.
Attraverso il mio ordine del giorno, chiedo al Governo un impegno affinché si
adoperi, attraverso atti normativi, amministrativi e, comunque, governativi, per evitare che questo contrasto stridente, conclamato e palese venga, in qualche modo, diminuito: tutto ciò nell'interesse della sicurezza dei cittadini e per fornire maggiore forza e vigore all'attività della nostra Repubblica contro il terrorismo e il suo finanziamento.
PRESIDENTE. L'onorevole Fanfani ha facoltà di illustrare il suo ordine del giorno n. 9/1756/4.
GIUSEPPE FANFANI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, domando a tutti noi che senso abbia approvare oggi una normativa, tutto sommato, debole, istituendo soltanto un comitato per la sicurezza finanziaria, quando in quest'aula, qualche giorno fa, si è approvato, con alcune modifiche, un decreto-legge che consentiva il rientro di capitali dall'estero senza nessuna forma di controllo, anzi, garantendo l'assoluto anonimato a chi intendeva far rientrare i propri capitali in Italia.
Queste due norme - ha ragione l'onorevole Bonito - sono assolutamente in contrasto tra di loro, perché non è assolutamente possibile impegnare il Parlamento e il Governo a costituire un comitato di sicurezza, se non gli si garantisce la struttura e, soprattutto, se, contemporaneamente, attraverso un altro provvedimento, si creano gli strumenti perché esso non sia in grado di operare.
Per tale motivo abbiamo presentato un ordine del giorno che impegna il Governo a coordinare questi due provvedimenti. Vi è, da una parte, il rientro dei capitali coperto da segretezza e, dall'altra, la costituzione di un comitato che dovrebbe controllare che questi capitali, che transitano attraverso il nostro paese, non siano destinati a finanziare il terrorismo. Un coordinamento è necessario.
Per questo, attraverso il nostro ordine del giorno, chiediamo che la Camera impegni il Governo a coordinare queste due norme, emanando una serie di provvedimenti che non rendano inutili la costituzione del comitato di sicurezza e il lavoro che, oggi, stiamo svolgendo.
PRESIDENTE. L'onorevole Grandi ha facoltà di illustrare l'ordine del giorno Kessler n. 9/1756/1, di cui è cofirmatario.
ALFIERO GRANDI. Signor Presidente, questo ordine del giorno cerca di affrontare il problema che è stato posto, in termini diversi, anche dall'ordine del giorno Kessler n. 9/1756/4.
Si è cercato, attraverso questo comitato, di dare un indirizzo alla lotta al terrorismo, in particolare, per individuare le forme finanziarie.
Com'è noto, quando non si sa bene cosa fare, si formano dei comitati. Il vero punto è quello di attribuire poteri ai comitati. Non dimentichiamo che, con la procedura definita con il decreto che ha consentito di riportare in Italia capitali esportati all'estero in modo illecito, non sono state stabilite normative tali da poter intervenire effettivamente nell'individuare eventuali radici criminali e terroristiche.
Di conseguenza, sembra di buonsenso fare in modo che questo comitato sia agevolato nel lavoro di ordinare coloro che chiedono il rientro dei capitali e nel tenere conto - in maniera chiaramente riservata - di ciò che avviene, in modo da poter agevolare le iniziative degli inquirenti e, segnatamente, quelle della magistratura quando è incaricata di attività antiterroristica.
Per tale ragione, con il nostro ordine del giorno, chiediamo che - sia pure con obbligo di assoluta riservatezza - il Governo, attraverso una circolare, disponga che gli intermediari finanziari abbiano l'obbligo di consegnare una copia delle dichiarazioni di rientro dei capitali a questo comitato. Se il Governo ha fiducia in questo comitato, deve averla anche nella capacità dello stesso di mantenere la necessaria riservatezza e deve investire questo comitato dell'impegno di riordinare la materia e di agevolare l'attività degli inquirenti sulle attività delicate di cui si parla.
Dunque, invito l'Assemblea, oltre che il Governo, ad accogliere questo ordine del giorno.
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