Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 61 del 13/11/2001
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Seguito della discussione congiunta dei documenti: Conto consuntivo della Camera dei deputati per l'anno finanziario 2000 (Doc. VIII, n. 1); Progetto di bilancio della Camera dei deputati per l'anno finanziario 2001 (Doc. VIII, n. 2) (ore 12,12).

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca il seguito della discussione congiunta dei documenti: Conto consuntivo della Camera dei deputati per l'anno finanziario 2000; Progetto di bilancio della Camera dei deputati per l'anno finanziario 2001.
Ricordo che nella seduta di ieri si è svolta la discussione congiunta sulle linee generali. Il tempo riservato al seguito dell'esame congiunto è pubblicato in calce al vigente calendario dei lavori (vedi resoconto stenografico della seduta del 6 novembre 2001).

(Replica dei questori e parere sugli ordini del giorno - Doc. VIII, nn. 1 e 2)

PRESIDENTE. Prima di passare alla replica dei deputati questori, avverto che sono stati presentati gli ordini del giorno Nespoli ed altri n. 9/Doc. VIII n. 2/1, Acquarone e Patria n. 9/Doc. VIII n. 2/2, Ruzzante ed altri n. 9/Doc. VIII n. 2/3, Patria ed altri n. 9/Doc. VIII n. 2/4, Patria ed altri n. 9/Doc. VIII n. 2/5, Patria ed altri n. 9/Doc. VIII n. 2/6 e Patria ed altri n. 9/Doc. VIII n. 2/7 (vedi l'allegato A - Doc. VIII, nn. 1 e 2 sezione 1).
Ha facoltà di replicare il deputato questore, onorevole Colucci.

FRANCESCO COLUCCI, Questore. Signor Presidente, prima di tutto vorrei ringraziare i colleghi che ieri sono intervenuti nel dibattito sulla relazione integrativa di quella presentata al bilancio. Alcuni colleghi hanno presentato degli ordini del giorno ai quali, puntualmente, sarà data risposta, sia da parte del sottoscritto che da parte dell'onorevole Ballaman e dell'onorevole Manzini.
Mi riferisco, prima di tutto, all'ordine del giorno Nespoli ed altri n. 9/Doc. VIII, n. 2/1, che riguarda numerose questioni concernenti lo status del parlamentare. In particolare, i presentatori hanno posto una serie di questioni complesse, riguardanti la condizione dei deputati, in relazione alle modalità e alle dimensioni del lavoro parlamentare. È stato segnalato come il crescente impegno richiesto ai deputati debba trovare riscontro in strumenti operativi e conoscitivi, nonché in strutture di supporto poste al servizio delle prerogative parlamentari e della funzionalità dell'istituzione nel suo complesso.
Dunque l'ordine del giorno Nespoli ed altri n. 9/Doc. VIII, n. 2/1 è accettato.
Il Collegio dei questori ha preso atto delle argomentazioni che i colleghi hanno portato alla nostra attenzione. Abbiamo


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concordato, in linea di massima, su alcuni provvedimenti, alcuni dei quali sono stati già messi in atto dal Collegio, altri sono in fase di elaborazione. Per quanto riguarda, invece, i problemi generali relativi allo status del parlamentare, condividendo tutte le considerazioni svolte, il Collegio le accoglie e si impegna a darvi attuazione, per quanto di propria competenza.
Nel corso del dibattito è emersa la questione relativa all'opportunità di dotare i deputati di segni distintivi, come anche di assicurare il rispetto del ruolo dei parlamentari e dei parlamentari non più in carica. Il Collegio dei deputati questori, nel concordare pienamente con tali considerazioni, ricorda che in tal senso si è espresso l'Ufficio di Presidenza, deliberando anche per la XIV legislatura di dotare i deputati di un apposito distintivo. È stato promosso anche un approfondimento su ulteriori segni distintivi per i deputati ed è stato dato mandato agli uffici di valutare sul piano del Cerimoniale le misure da prendere per riconoscere ai deputati un ruolo ed una visibilità appropriati, specie nelle cerimonie pubbliche.
Analogamente il Collegio dei deputati questori condivide i principi di funzionalità e razionalizzazione, in materia di gruppi parlamentari, richiamati dal collega Ruzzante.
In proposito si segnala che la condizione dei gruppi parlamentari è stata oggetto di alcuni recenti interventi da parte dell'Ufficio di Presidenza e del Collegio dei deputati questori. Si sono inoltre concluse le procedure per l'assegnazione ai gruppi del personale per il quale è erogato il contributo a garanzia della stabilità del posto di lavoro.
I colleghi intervenuti nel dibattito hanno altresì posto la problematica relativa alla ristrutturazione e messa a norma degli uffici assegnati ai gruppi parlamentari. Al riguardo si ricorda che nel palazzo dei gruppi, sono stati attribuiti complessivamente spazi per una superficie totale di 4135 metri quadrati, con un incremento del 29 per cento rispetto all'avvio della XIII legislatura.
A tale suddivisione ha fatto seguito, dall'inizio della XIV legislatura, un'intensa attività di manutenzione che tiene conto, ovviamente, della particolare difficoltà di intervenire nelle sedi dei gruppi, in relazione all'attività continuativa che in esse viene svolta.
Gli interventi programmati di prossima realizzazione sono: il rifacimento delle facciate e degli infissi del palazzo demaniale da parte del Genio civile e il rifacimento della distribuzione elettrica, telefonica, audiovideo negli uffici a partire dal piano quarto, per poi procedere negli altri piani.
In linea con quanto sopra esposto, il Collegio dei deputati questori, esprime parere favorevole sull'ordine del giorno Ruzzante ed altri n. 9/doc. VIII n. 2/3, con ciò intendendo confermare la propria attenzione alle esigenze dei gruppi parlamentari.
In ordine alla questione, richiamata nel dibattito, dell'impiego delle risorse eccedenti il fabbisogno della gestione ordinaria del Fondo di solidarietà, il Collegio dei questori - nel rispetto dei vincoli previsti dall'articolo 11 del regolamento del Fondo di solidarietà e delle deliberazioni dell'Ufficio di Presidenza in materia - ha già dato mandato agli uffici di individuare le forme più appropriate di impiego delle risorse in relazione alla natura del Fondo stesso.
Circa la questione sollevata nel corso del dibattito, infine, relativa alla presenza di una bandiera italiana in ogni ufficio dei parlamentari, si ricorda che attualmente, alla Camera, le bandiere sono posizionate negli uffici dei titolari di cariche istituzionali. Il Collegio condivide comunque l'indirizzo emerso nel dibattito, di cui si farà carico con le modalità e i tempi che si renderanno necessari.
Sono stati chiesti ai deputati questori più puntuali chiarimenti in ordine ai contratti di locazione dei palazzi Marini. Si ricorda innanzitutto che il Collegio dei questori ha richiesto una specifica consulenza legale sulla situazione attuale e sulle possibili iniziative.


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Ricorda anche che, dopo la discussione sul progetto di bilancio interno per il 2000 svoltasi nelle sedute del 9 e 10 ottobre 2000, il precedente Collegio dei questori assunse iniziative di approfondimento, che si concretizzarono in un parere legale sulla struttura dei contratti ed in una relazione sui contenuti di carattere tecnico-economico-finanziario degli stessi. Questo materiale di documentazione venne posto a disposizione del precedente Ufficio di Presidenza ed è stato subito esaminato dal Collegio dei deputati questori nell'attuale legislatura.
In questa legislatura, il Collegio dei questori, pur considerando acquisito l'obiettivo di dotare ciascun deputato di un ufficio, ha ritenuto suo impegno prioritario, proprio in ragione delle osservazioni emerse nel corso della discussione sul precedente progetto di bilancio, valutare le iniziative che potevano essere adottate per meglio tutelare 1'interesse dell'amministrazione.
A questo fine il Collegio, preso atto della documentazione raccolta nella XIII legislatura, ha ritenuto di avvalersi, come sopra detto, di una ulteriore consulenza legale, al fine di individuare con esattezza le facoltà in capo alla Camera.
Il parere è stato reso nei giorni scorsi ed in base a questo il Collegio dei questori - d'intesa con il Presidente della Camera e con l'amministrazione - metterà a punto con i consulenti una linea d'azione improntata alla massima trasparenza e concretezza. Le linee di azione definite saranno comunque sottoposte all'Ufficio di Presidenza.
Nel corso del dibattito è stato infine positivamente rilevato il cammino percorso in questi ultimi anni in ordine al miglioramento della struttura espositiva dei documenti contabili, in primo luogo per quanto concerne l'affiancamento, statuito dal regolamento di amministrazione e contabilità, di previsioni di competenza a quelle di cassa per ogni capitolo di entrata e di spesa, così da far assumere al bilancio la veste di bilancio integrato, da quest'anno arricchito con l'esposizione per voci analitiche non più circoscritta alla sola competenza. In secondo luogo, è stato riconosciuto lo sforzo posto in essere nel periodo considerato, con la precisa intenzione di accrescere la leggibilità e la trasparenza dei documenti contabili.
In proposito, va sottolineato che i documenti in esame non rappresentano un punto definitivo di arrivo, bensì costituiscono un traguardo intermedio, suscettibile di ulteriori importanti miglioramenti. Al riguardo, come già esposto nella relazione orale, sta per essere ultimata la consulenza attivata nei mesi scorsi per la revisione della struttura espositiva del bilancio. I professori Amaduzzi, Borgonovi e Anessi Pessina presenteranno, infatti, a giorni la loro relazione conclusiva. I suggerimenti e le proposte contenute in tale relazione potranno essere di ausilio nella direzione di progressivi, mirati interventi di riforma già a partire dal prossimo anno.
In questo quadro, per ciò che concerne specificamente l'ordine del giorno Patria ed altri n. 9/doc. VIII n. 2/7, nel riaffermare l'impegno del Collegio dei questori affinché in futuro la discussione sul bilancio interno avvenga in prossimità del termine regolamentare del 30 aprile, il parere è di accoglimento, a condizione che la nota di aggiornamento ivi richiesta, in termini di preconsuntivo, sia fornita soltanto ove l'esame in Assemblea del progetto di bilancio interno intervenga in un momento avanzato dell'esercizio, fase in cui certamente si ravvisa una valenza informativa di un documento preconsuntivo. Pertanto si richiede ai proponenti di riformulare l'ordine del giorno sopprimendo nel dispositivo la parola «specie».

PRESIDENTE. Ha facoltà di replicare il deputato questore, onorevole Manzini.

PAOLA MANZINI, Questore. Signor Presidente, nel corso del dibattito è stato fatto riferimento a diverse questioni, relative al personale, alla tutela giurisdizionale dei dipendenti, alla tutela della salute nei luoghi di lavoro, alla sicurezza, e vorrei fornire alcune precisazioni.
Dal collega Patria, ma anche da altri colleghi intervenuti, è stato sollevato il


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problema delle carenze organiche in alcuni settori. Vorrei solo ricordare che l'Ufficio di Presidenza, il 22 marzo scorso, ha approvato il piano di reclutamento per il triennio 2001-2003. In questo piano, ci si fa carico della necessità di superare una fase di rallentamento delle ordinarie procedure concorsuali, dovuto all'esigenza di far fronte ad altre situazioni ritenute prioritarie. Il piano, pertanto, prevede il reclutamento di diverse categorie di personale: operai, consiglieri parlamentari, collaboratori parlamentari, interpreti e traduttori.
Nel dar corso al predetto piano, potranno essere valutati, in sede di Ufficio di Presidenza, eventuali correttivi o aggiornamenti. La realizzazione di un così elevato numero di procedure richiederà, naturalmente, un loro scaglionamento nell'arco del prossimo biennio, tenuto conto anche dello svolgimento delle procedure del concorso per commessi.
Esistono, tuttavia, alcuni settori in cui le carenze d'organico a volte rendono problematico lo svolgimento di talune attività. Per fronteggiare tempestivamente situazioni critiche che possono determinarsi, l'amministrazione ritiene utile ricorrere, naturalmente per determinate fattispecie, allo strumento del lavoro interinale, in linea con le recenti esperienze contrattuali delle pubbliche amministrazioni in materia di forme flessibili d'impiego. Il ricorso al lavoro interinale dovrebbe, inoltre, consentire di far fronte a situazioni temporanee nelle quali talune prestazioni, che non appartengono ai profili professionali propri del personale della Camera, potrebbero essere svolte in modo efficace anche da lavoratori esterni. Il lavoro interinale, disciplinato - come tutti sappiamo - dalla legge 24 giugno 1997, n. 196, non è attualmente previsto dall'ordinamento interno della Camera dei deputati. Le necessarie modifiche regolamentari postulano un confronto con le organizzazioni sindacali. Tale confronto, ormai, in fase di definizione, ha condotto alla predisposizione di un testo normativo, concordato con le medesime organizzazioni sindacali, che sarà sottoposto ai competenti organi politici per l'approvazione. Con la disciplina dell'istituto del lavoro temporaneo, sarà possibile sopperire, con immediatezza, a carenze di organico che dovrebbero determinarsi, in attesa dell'espletamento del piano di reclutamento del personale, poc'anzi ricordato. Con queste precisazioni, ritengo di poter esprimere parere favorevole all'ordine del giorno Patria ed altri n. 9/doc. VIII n. 2/4.
Sempre in tema di forme flessibili d'impiego, ritengo altresì opportuno, per completezza, fornire alcune precisazioni sulla disciplina del lavoro a tempo parziale. La Camera ha recepito la normativa nazionale, tenendo conto della peculiarità con cui deve essere organizzato il lavoro all'interno dell'istituzione parlamentare. La costituzione di rapporti di lavoro a tempo parziale è stata, pertanto, disciplinata dal comma 3 dell'articolo 72 del regolamento dei servizi e del personale. Tale disciplina, approvata a seguito degli accordi intercorsi tra l'amministrazione e le organizzazioni sindacali con deliberazione dell'Ufficio di Presidenza del 29 gennaio 1992 e resa esecutiva con decreto presidenziale il 17 febbraio 1992, è stata modificata, da ultimo, con la deliberazione del 22 dicembre 2000, n. 266 e resa esecutiva il 3 gennaio 2001.
Alla luce delle esigenze emerse durante i primi anni d'applicazione ed a seguito dei successivi accordi con le organizzazioni sindacali, sono state approvate, a decorrere dal primo gennaio 2001, alcune modifiche alla disciplina, insieme con alcune nuove modalità d'applicazione, in particolare, per quanto riguarda i periodi massimi di fruizione dell'istituto.
Vorrei ricordare, inoltre, che si sta procedendo allo stesso modo per l'introduzione, nell'ordinamento interno, di una disciplina in materia di congedi parentali, da ultimo regolata dalla legge n. 53 del 2000. Poiché si tratta di una materia attinente allo stato giuridico del personale - quindi, oggetto di contrattazione sindacale - è stato costituito un apposito tavolo tecnico per la trattazione di quest'argomento


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che, una volta definito, sarà sottoposto all'approvazione degli organi competenti.
Nel corso del dibattito è stata sollevata - in particolare dal collega Acquarone - la questione relativa alla tutela giurisdizionale presso la Camera dei deputati. In particolare, è stata ricordata l'esistenza di un arretrato concernente le posizioni soggettive dei dipendenti e l'esigenza di un adeguamento dell'attuale disciplina regolamentare. Voglio solo ricordare che, nel corso della XIV legislatura, gli organi di tutela giurisdizionale di primo e secondo grado sono stati ricostituiti senza ritardo, secondo i tempi e le modalità previsti dai regolamenti in materia.
Si tratta, come ha ricordato anche il collega Acquarone, della commissione giurisdizionale per il personale, presieduta dal collega Francesco Nitto Palma, alla cui cognizione sono attribuiti i ricorsi relativi alle controversie concernenti i dipendenti ed i soggetti terzi interessati da procedimenti concorsuali per l'assunzione nei ruoli dell'amministrazione, e del consiglio di giurisdizione, presieduto dal collega Antonio Leone. Nonostante i pochi mesi di funzionamento di tali organi, assai rilevante è risultata l'attività giurisdizionale da essi posta in essere. In particolare, vorrei fornire al collega Acquarone alcuni dati.
La commissione giurisdizionale per il personale ha emesso fino ad oggi centosette sentenze e davanti ad essa pendono quattrocentocinquantanove ricorsi. Al fine di esaurire il ruolo dei menzionati ricorsi, la Commissione ha stabilito un calendario mensile per la trattazione delle cause e si è prefissa, fin dal suo insediamento, proprio l'obiettivo del rapido smaltimento dell'arretrato attraverso l'intensificazione dei propri lavori e tramite il ricorso alle nuove norme per la semplificazione del processo amministrativo. Per quanto riguarda il contenzioso attualmente pendente, comunque in fase calante rispetto agli anni precedenti, bisogna soltanto ricordare che i ricorsi, per quanto numerosi, possono essere effettivamente riuniti per determinati filoni di materie affini e che la loro eventuale trattazione congiunta potrà contribuire ulteriormente all'abbattimento dell'arretrato, salvo valutare, naturalmente, nuove modalità di smaltimento dell'arretrato anche con riferimento alle proposte avanzate dal collega Acquarone nel corso del suo intervento. Inoltre, per i ricorsi ultradecennali, la Commissione ha già ha attivato una procedura semplificata per la fissazione dell'udienza, in conformità alle disposizioni introdotte dalla legge n. 205 del 2000.
Il Consiglio di giurisdizione prevede di riunirsi prossimamente per la trattazione delle due cause attualmente pendenti.
Anche la sezione giurisdizionale dell'Ufficio di Presidenza, che dall'inizio della legislatura ha emesso quattro sentenze su ricorsi in appello, ha in programma di esaurire quanto prima i quarantotto giudizi pendenti.
Quanto al collegio arbitrale, saranno ovviamente avviate le procedure per la sua ricostituzione ai fini della trattazione dei ventuno ricorsi attualmente pendenti, pur ritenendosi, in considerazione delle scelte - di cui ho appena dato conto - della commissione giurisdizionale, che si tratti di un ruolo ad esaurimento.
È peraltro da rilevare come nella XIII legislatura gli organi di tutela giurisdizionale, pur ricostituiti a legislatura inoltrata, abbiano contribuito in misura rilevante allo smaltimento dei ruoli, decidendo complessivamente duecentottantatré ricorsi. Inoltre, nell'ultima fase della predetta legislatura, su espresso mandato dell'Ufficio di Presidenza e d'intesa con le organizzazioni sindacali, l'amministrazione della Camera ha avviato alcune procedure transattive, finalizzate alla definizione di parte del contenzioso pendente, cui è conseguito il ritiro di centotrentasei ricorsi.
Quanto alla configurazione della tutela giurisdizionale interna, la cosiddetta autodichia, di cui godono le istituzioni parlamentari in ragione della particolare autonomia loro riconosciuta anche in varie pronunce della Corte costituzionale, occorre ricordare che il sistema è stato regolamentato nel 1988, a seguito della sentenza n. 154 del 1985 della Corte medesima,


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la quale ha fissato i principi cardine che devono presiedere all'attuazione di siffatta guarentigia giurisdizionale. Peraltro, alla luce di un diverso contesto giuridico, anche di tipo comunitario, la disciplina regolamentare interna potrà essere oggetto di riflessione, in sede di Ufficio di Presidenza, ai fini dell'adeguamento della normativa in materia, una volta esperito il necessario confronto sindacale.
In occasione della revisione regolamentare del 1988, che ha interessato, come il collega Acquarone sa, le norme di cui all'articolo 12 del regolamento della Camera concernenti le attribuzioni dell'Ufficio di Presidenza, è stata conservata a quest'ultimo, peraltro, la funzione di organo di secondo grado del sistema di tutela giurisdizionale interno. In ogni caso, è doveroso rilevare come il corretto ed efficace esercizio della funzione giurisdizionale, che i regolamenti in materia prevedono quale espressione dell'autodichia, si espleta in formale e sostanziale posizione di piena indipendenza ed imparzialità del collegio giudicante e con quel carattere di terzietà che strutturalmente la connota.
Alla luce di queste considerazioni, l'ordine del giorno Acquarone e Patria 9/doc. VIII n. 2/2 è accolto con la seguente modifica del dispositivo, che sottoporrei al collega Acquarone: impegna l'Ufficio di Presidenza ad avviare una riflessione sulle problematiche relative alla tutela giurisdizionale interna, al fine di definire eventuali modifiche o aggiornamenti all'attuale normativa.
Per quanto riguarda i temi della tutela della salute nei luoghi di lavoro, nel corso del dibattito, l'onorevole Nespoli ha richiamato l'attenzione sulla necessità di definire spazi per i fumatori, al fine di evitare ai parlamentari non fumatori gli effetti nocivi del fumo passivo. A questo proposito, faccio presente che questa problematica è stata oggetto di esame, per la prima volta, nella riunione del Collegio dei questori del 3 dicembre del 1998, dalla quale emerse l'orientamento favorevole all'iniziativa, prospettata dall'amministrazione, di creare delle zone riservate ai fumatori che non interferissero con gli ambienti circostanti, in particolare con il luoghi di lavoro utilizzati anche dai non fumatori. Sulla base di questo indirizzo favorevole del Collegio, con la determinazione n. 6 del 1998 del Segretario Generale, nell'esercizio delle funzioni del datore di lavoro, fu autorizzata la spesa ed affidato l'incarico per la progettazione di ambienti per fumatori nelle varie sedi della Camera dei deputati, che saranno complessivamente realizzati entro il 2002.
Per quanto riguarda le questioni relative alla sicurezza, nel corso del dibattito è emerso il tema della ristrutturazione di piazza del Parlamento, al fine di rimuovere condizioni di pericolo per i pedoni. Inviterei i promotori dell'ordine del giorno Patria ed altri 9/doc. VIII n. 2/5, ovviamente condividendone lo spirito, a riformulare la parte dispositiva, nel senso di richiedere al Collegio dei questori di intervenire presso il comune di Roma, in quanto ad esso competono i lavori di sistemazione delle piazze circostanti alle sedi della Camera.
Quanto poi alle considerazioni svolte dal collega Ruzzante, in tema sempre di sicurezza, non possiamo che convenire sulla centralità dell'argomento, al quale è stata prestata costante attenzione sia da parte dei questori nelle proprie competenze sia da parte del Comitato per la sicurezza. Ciò è testimoniato dall'incremento delle misure di protezione dei ventinove ingressi nelle sedi della Camera, delle aree circostanti, dalle recenti disposizioni in materia di gestione delle emergenze e di sicurezza della corrispondenza. Tutto ciò è stato peraltro attuato senza indebolire l'indirizzo della Camera di apertura alla società civile nelle sue molteplici espressioni, indirizzo che - lo ribadiamo qui - la Camera e l'amministrazione intendono perseguire con fermezza.

PRESIDENTE. Ha facoltà di replicare il questore Ballaman, il quale si soffermerà, in particolare, sull'ordine del giorno Patria ed altri 9/doc. VIII n. 2/6, riguardante le questioni di informatica.


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EDOUARD BALLAMAN, Questore. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'ordine del giorno Patria ed altri 9/doc. VIII n. 2/6 deve essere sicuramente accolto, in quanto parte integrante del programma che è stato attuato e che si vuole attuare. Quindi, nel riferire su questo punto e sulle sollecitazioni degli onorevoli Ruzzante e Nespoli, desidero precisare che, all'inizio della legislatura, è stata condotta un'analisi approfondita per definire gli standard delle dotazioni informatiche per i deputati valida per l'intera legislatura. A seguito di tale analisi condotta dall'amministrazione, il Collegio dei questori ha deliberato di provvedere, non solo al ripristino per ciascun deputato della dotazione di una postazione informatica mobile, costituita da personal computer portatile (come nella passata legislatura), ma anche di dotare ciascun ufficio, assegnato ai deputati nelle sedi della Camera, di una postazione personal computer fissa, con possibilità di condivisione dei dati tra le due postazioni.
Sono state altresì definite le specifiche tecniche delle apparecchiature dando, tra l'altro, notevole rilievo al fattore leggerezza e alla fornitura di un processore Pentium 3, per i computer portatili e alla fornitura di un processore Pentium 4 per le postazioni fisse. Al fine di coniugare tale dotazione con gli equilibri generali di bilancio è stato deciso di dare priorità alla dotazione dei personal computer portatili passando quindi, in un periodo immediatamente successivo, alla dotazione per le postazioni fisse degli uffici.
Le modalità di approvvigionamento sono quelle previste dal regolamento amministrazione e contabilità, ossia, in ambedue i casi, la licitazione privata. Tale criterio di trasparenza ha un inevitabile costo in termini di tempi tecnici necessari e questo spiega la necessità di attendere qualche mese per il compiuto espletamento della fornitura. L'iter della licitazione privata per i personal computer portatili è già, comunque, in stato avanzato, in quanto è attualmente in corso la fase di valutazione tecnica delle offerte pervenute da parte delle società concorrenti e si auspica, salvo imprevisti, di consegnare le apparecchiature ai deputati entro il dicembre di quest'anno o, al limite, alla riapertura dei lavori, a gennaio.
Per quanto riguarda le postazioni personal computer fisse è in corso di definizione il capitolato di gara. Tale gara sarà altresì dimensionata in modo da risultare capiente per soddisfare anche le esigenze di segreteria dei deputati che ricoprono incarichi parlamentari nonché delle segreterie dei gruppi parlamentari. Da notare, inoltre, che è stato previsto un programma di dettatura automatica dei testi con un corso di formazione per arrivare alla dettatura e alla trascrizione automatica dei testi. Entrambe le dotazioni saranno supportate da servizio di assistenza e, in particolare, per le postazioni fisse, comprenderanno, oltre al normale servizio di riparazione guasti e rimozione di malfunzionamenti, anche un supporto ai deputati per il più efficace utilizzo delle strumentazioni fornite. In tal senso, mi preme rispondere ad una osservazione dell'onorevole Ruzzante individuando la predisposizione di un programma di corsi di formazione, o alfabetizzazione informatica, rivolto ai deputati, coordinato dal servizio per le competenze dei parlamentari.
Al fine di consentire a ciascun deputato di far conoscere più agevolmente la propria attività parlamentare, il Collegio dei questori ha approvato un progetto per arricchire l'attuale scheda personale presente sul sito Internet della Camera - che riporta, oggi, solo alcuni scarni dati di base - con le informazioni relative all'attività svolta, quindi con i progetti di legge, gli atti di sindacato ispettivo presentati, gli interventi nell'esame di progetti di legge e nei procedimenti in aula e in Commissione, inserendo gli opportuni link ai testi dei documenti parlamentari pertinenti. Quale prodotto derivato di questo progetto è previsto che si proceda alla produzione, a determinate scadenze temporali della legislatura e in occasione di particolari circostanze, come ad esempio prima delle tornate elettorali, di un CD-ROM che contenga tutti i dati dell'attività del singolo parlamentare. Il collegio ha deciso, inoltre,


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di procedere all'attivazione, entro breve tempo, di tre progetti pilota di durata limitata che, in un primo tempo, vedranno coinvolto un ristretto numero di deputati per essere, in un secondo tempo, estesi a tutti deputati una volta che ne sia stata comprovata la validità sul piano delle soluzioni tecnologiche adottate.
Il primo dei progetti già sopra illustrato è attualmente in fase di realizzazione e consentirà di prelevare automaticamente da apposite banche dati già predisposte o in via di avanzata predisposizione, le principali informazioni relative all'attività parlamentare di ciascun deputato.
Il secondo progetto consiste nel fornire al deputato avanzati strumenti informatici per la comunicazione verso gli elettori: e-mail, fax, SMS e messaggi vocali, con possibilità di raccogliere il parere dei destinatari e comunicazioni su determinati argomenti ricevendo una reportistica dettagliata sull'esito delle comunicazioni effettuate, sempre avanzando sulla strada del nuovo sistema elettorale maggioritario.
Per consentire inoltre una migliore fruibilità dell'informazione messa a disposizione dal sito della Camera, il Collegio ha infine deciso di attivare un progetto pilota per un servizio di newsletter che dia notizie, in un primo tempo con cadenza settimanale ed in prospettiva quotidianamente, sull'attività della Camera attraverso un messaggio e-mail contenente brevi informazioni e link ai principali nuovi testi pubblicati sul sito della Camera, rivolto ai deputati ed agli utenti Internet che richiederanno un abbonamento a tale servizio.
Durante la discussione sulle linee generali si è chiesto anche di conoscere il numero degli utilizzatori del sito della Camera; in relazione a ciò, posso ricordare che la media dei contatti mensili per il 2001 è di circa 21 milioni, con un incremento del 72 per cento rispetto alla media dei 12 milioni mensili di contatti registrati nell'anno 2000, che già allora rappresentavano una lusinghiero risultato rispetto ai 7 milioni e mezzo di contatti mensili dell'anno 1999.
Tale risultato è dovuto sicuramente anche al miglioramento del sito della Camera, nonché al fatto che si è deciso di indicare sullo stesso - attività che abbiamo voluto fortemente - tutti i bandi, tutte le licitazioni, tutte le gare che la Camera stessa intende bandire.
La struttura del sito ha consentito nel contempo una significativa semplificazione dell'attività di reperimento dei documenti parlamentari e di consultazione degli stessi, sia da parte dei cittadini e degli utenti esterni interessati, sia da parte dei gruppi parlamentari e delle strutture della Camera, nel quadro della progressiva digitalizzazione del formato di tutti i documenti di lavoro. La base documentale presente sul sito ha garantito, pertanto, un'informazione completa sull'attività istituzionale svolta, proponendosi altresì di fornire indirizzi di comunicazione sulla struttura organizzativa, sugli eventi e sulle iniziative anche non connesse all'attività legislativa concernente l'attività della Camera. La reperibilità in rete degli atti parlamentari ha assunto, di fatto, un valore indispensabile rispetto alle tradizionali forme di pubblicità cartacea dei lavori parlamentari, con un incremento ed una maggiore tempestività dell'offerta informativa.
Importante è poi ribadire il progetto della public key infrastructure, della infrastruttura a chiave pubblica, un vero sistema di trasmissione telematica dei dati che prevede sia la firma digitale sia la cifratura di tutte le comunicazioni interne alla Camera, in maniera tale da permettere la completa riservatezza delle stesse; tale progetto, tra l'altro, permetterà di costruire la condivisione di una serie di sottoarchivi, a favore, per esempio, di tutti i gruppi parlamentari. Inoltre con il previsto potenziamento della struttura tecnologica della rete dati ogni deputato, indipendentemente dal posizionamento del proprio ufficio, avrà la possibilità di condividere tali archivi semplicemente modificando quella che è la configurazione iniziale di tutti i computer. Non sarà quindi più necessario, ogni volta che si dovrà collegare un computer ad un server generale, dover nuovamente forare i muri per portare fisicamente i cavi dal computer


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al server stesso. In questa maniera, si avranno anche bande di trasmissione separate, con la conseguente possibilità di velocizzare la circolazione delle informazioni ottenendo, al tempo stesso, un notevole risparmio sulle spese.
Molto importante - su sollecitazione degli onorevoli Ruzzante e Nespoli - è stata la richiesta di un miglioramento nella comunicazione esterna della Camera. È stato presentato ai questori, ed anche al Vicepresidente Fiori in quanto presidente del Comitato della comunicazione esterna, un progetto basato su tre cardini che riteniamo molto importanti. Si tratta sicuramente di un progetto di comunicazione federale o comunque delegata, che si basa sia sui temi che verranno trattati, sia sulla loro diffusione. Per ciò che attiene alle tematiche, saranno infatti affrontate questioni nazionali nonché temi regionali, o comunque a carattere locale; per ciò che attiene alla diffusione, questa sarà diversificata, in quanto avverrà tramite canali tematici di informazione via satellite trovando al contempo uno «specchio», un riposizionamento anche sulle emittenti locali e regionali, con la conseguente possibilità di copertura dell'intero territorio.
La seconda finalità, estremamente importante, consiste nel creare un rapporto diretto con i propri elettori; anche i «peones» come me, non dico a livello nazionale, ma sicuramente a livello regionale pensano di dover comunicare idee e progetti. Ecco, quindi, che la comunicazione esterna non verrebbe fatta solo dai leader, ma anche da tutti i parlamentari con particolare rilievo soprattutto rispetto al loro territorio e al loro collegio.
In terzo luogo, sicuramente tale materiale reso disponibile valorizzerà con queste nuove programmazioni il nostro canale satellitare ancora, purtroppo, poco visto.
L'ultimo punto concerne la sollecitazione del collega Ruzzante sul problema delle votazioni, con particolare riferimento alla garanzia di personalità del voto. Ebbene, gli uffici stanno già valutando da tempo gli aspetti tecnici in materia e dovranno poi sottoporli alle valutazioni degli organi politici competenti.

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