Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 33 del 19/9/2001
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(Realizzazione di infrastrutture per il trasporto transalpino in Trentino-Alto Adige - n. 3-00216)

PRESIDENTE. L'onorevole Zeller ha facoltà di illustrare la sua interrogazione n. 3-00216 (vedi l'allegato A - Interrogazioni a risposta immediata sezione 7).
Onorevole Zeller, le ricordo che ha a disposizione un minuto.

KARL ZELLER. Signor Presidente, signor ministro, onorevoli colleghi, la popolazione sudtirolese è fortemente preoccupata per due progetti di strade di grande


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comunicazione che interessano non solo la provincia di Bolzano, ma l'intero arco alpino: si tratta del prolungamento della cosiddetta Alemagna fino al confine austriaco e del progetto ANAS per l'autostrada Brescia-Stoccarda.
Tali progetti, oltre a non trovare il consenso della vicina Repubblica d'Austria, non appaiono in sintonia con il protocollo di attuazione della Convenzione delle Alpi in materia di trasporti, firmato anche dall'Italia. Per questo motivo chiediamo quale sia la posizione del Governo e, in particolare, quali siano le iniziative che l'esecutivo intende adottare per rispettare la predetta Convenzione.

PRESIDENTE. Il ministro delle infrastrutture e dei trasporti, professor Lunardi, ha facoltà di rispondere. Signor ministro, le ricordo che ha tre minuti di tempo a disposizione.

PIETRO LUNARDI, Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. Signor Presidente, onorevole Zeller, desidero innanzitutto evidenziare come la legge obiettivo preveda espressamente che le regioni e le province autonome partecipino direttamente all'individuazione delle opere strategiche di interesse nazionale: quindi, ad ogni livello di attività sarà rispettato il principio dell'intesa fra lo Stato e la provincia autonoma interessata. Parimenti, gli eventuali collegamenti stradali afferenti i paesi confinanti saranno doverosamente concordati con tutti i partner europei. Relativamente, quindi, ai collegamenti viari cui lei accennava, occorre specificare che per la cosiddetta autostrada Venezia-Monaco - che costituirebbe il tratto verso il confine austriaco, il prolungamento verso nord dell'autostrada A27 - non è attualmente stato presentato al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti alcun progetto. Inoltre, tale prolungamento della A27 non ricade tra quegli interventi definiti prioritari né tra quelli presi in esame nel piano generale dei trasporti, approvato il 6 marzo scorso.
L'accordo quadro, stipulato il 9 agosto 2001 tra il Governo e la regione Veneto - quindi recentemente -, prevede esclusivamente una generica verifica della possibilità di continuazione dell'asse autostradale A27 verso nord, ma pur sempre nel rispetto degli impegni internazionali assunti dall'Italia, con particolare riferimento al protocollo trasporti, in attuazione della Convenzione delle Alpi del 31 ottobre 2000. In altre parole, il Governo prevederebbe, eventualmente, un ammodernamento dell'Alemagna fino al confine austriaco, ma ciò significa un ritocco delle curve, può essere compresa la tangenziale di Cortina. Dunque, solo una sistemazione che è ben lontana da una struttura di tipo autostradale.
Per quanto riguarda il collegamento Brescia-Stoccarda, un ipotesi tecnica avanzata dall'ANAS è stata, in effetti, presentata dal ministro dei lavori pubblici pro tempore nel corso del convegno sulla sicurezza dei tunnel, tenutosi a Venezia il 27 marzo scorso. Questa ipotesi, che è ancora in fase embrionale e non è neanche a livello di studio di fattibilità, intenderebbe semplicemente costituire una risposta di ordine metodologico alle problematiche ferroviarie e stradali in prossimità dei valichi alpini. In particolare, questa struttura (la Brescia-Stoccarda) prevederebbe delle gallerie che conterrebbero sia le infrastrutture ferroviarie sia quelle stradali e sarebbe un collegamento che si svilupperebbe per lo più in galleria.

PRESIDENTE. L'onorevole Zeller ha facoltà di replicare.

KARL ZELLER. Ringrazio il ministro per le assicurazioni date in materia di rispetto delle prerogative autonomistiche e anche per le spiegazioni in merito ai due progetti.
Vorrei, però, sottolineare che nuove arterie stradali nell'arco alpino sono difficilmente realizzabili perché manca il consenso degli altri Stati interessati, in particolare dell'Austria. Inoltre, tali progetti avrebbero quale conseguenza danni ambientali irreversibili e equivarrebbero alla distruzione di altre due vallate. Il territorio della provincia di Bolzano è già


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molto pregiudicato a causa dell'autostrada del Brennero che ha, praticamente, avuto effetti molto negativi sulla valle d'Isarco.
Noi, invece, condividiamo quanto concordato nella Convenzione delle Alpi, vale a dire che il trasporto - soprattutto quello delle merci - va portato su rotaia. In questo senso siamo favorevoli al traforo del Brennero e alla cosiddetta galleria di base, ma siamo fortemente contrari ad altre arterie autostradali. Per tale motivo auspichiamo un rapido emissione della proroga della concessione dell'autostrada del Brennero, in quanto la legge finanziaria per il 1998 prevede già il finanziamento della galleria di base con i proventi derivanti dai pedaggi dell'autostrada del Brennero.
Dunque, il nostro auspicio è quello che il Governo provveda rapidamente in quel senso.

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