Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 33 del 19/9/2001
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La seduta, sospesa alle 14,35, è ripresa alle 15.

Svolgimento di interrogazioni a risposta immediata.

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca lo svolgimento di interrogazioni a risposta immediata, concernenti argomenti di competenza del ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, del ministro della difesa, del ministro della giustizia e del ministro delle infrastrutture e dei trasporti.

(Diffusione nelle scuole di modelli culturali di condanna del terrorismo - n. 3-00211)

PRESIDENTE. L'onorevole Ronchi ha facoltà di illustrare l'interrogazione La Russa n. 3-00211 (vedi l'allegato A - Interrogazioni a risposta immediata sezione 1), di cui è cofirmatario. Onorevole Ronchi, le ricordo che ha un minuto a sua disposizione.

ANDREA RONCHI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor ministro, abbiamo nelle menti e nel cuore le gravissimi immagini dell'attentato alle torri gemelle e al Pentagono. In tutto il mondo è scattata una grandissima solidarietà umana ed una condanna ferma al terrorismo. Il premio nobel Dario Fo ha affermato nel corso di un'intervista, con riferimento agli attentatori delle torri gemelle: «Potrebbero essere pazzi sionisti»; nel corso della stessa intervista, allo scopo dichiarato di contestare il presunto cinismo della finanza americana, ha altresì detto: «Cosa volete che siano ventimila morti a New York?». Terribili parole, signor ministro.


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Il tono generale della citata intervista di Dario Fo e di alcune trasmissioni televisive, a giudizio dei deputati del gruppo di Alleanza nazionale, potrebbero dar luogo ad alcuni distinguo proprio circa la risposta al terrorismo e diffondere l'opinione che le ragioni del terrorismo qualche volta possano essere, in certo modo, addirittura giustificate. È per questo, signor ministro, che le chiedo quali iniziative intenda intraprendere affinché nelle scuole, proprio nelle scuole, siano diffusi quei modelli improntati al fermo rispetto della libertà, della democrazia e della tolleranza.

PRESIDENTE. Il ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, dottoressa Letizia Moratti, ha facoltà di rispondere. Ricordo al ministro che ha tre minuti a sua disposizione.

LETIZIA MORATTI, Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca. Personalmente, sono profondamente convinta che la tragedia che ha colpito gli Stati Uniti e che ha colpito tutta l'America, il dolore, l'angoscia, il disorientamento, il senso di vulnerabilità, forse anche di impotenza, che tutti noi abbiamo provato nel vedere quelle terribili immagini, debbano diventare per tutti i giovani un'occasione e un'opportunità per riflettere sui valori, sulla crescita umana, sull'importanza della cultura e di una cultura sociale ispirata a valori di democrazia e di pace. Per questo ho dato indicazioni - che, peraltro, sono state date da tutte le istituzioni - perché anche nelle scuole si osservassero tre minuti di silenzio all'inizio delle lezioni scolastiche.
Vorrei aggiungere che, nella consapevolezza che la scuola deve essere un luogo dove i giovani possono approfondire anche gli accadimenti quotidiani - e, quindi, non solo luogo del sapere, ma anche luogo dove si forma al dialogo e alla comprensione reciproca -, ho rivolto agli studenti, alle famiglie e ai docenti un invito ad approfondire gli accadimenti americani, ad analizzarne tutti gli aspetti, a far sì che gli studenti non tengano dentro di sé ansie ed angosce. Credo che il modello culturale al quale fare riferimento sia il modello dell'Europa, un continente che ha un patrimonio unico di civiltà, di democrazia, di benessere, che ha saputo superare guerre e divisioni interne ed ha saputo costruire un'unità che è composta anche dalla ricchezza delle diversità dei suoi popoli. Spetta all'autonomia delle scuole e alla sensibilità, alla competenza e alla responsabilità dei docenti, trovare i modi e le forme per poter parlare con i ragazzi di quanto è accaduto e per poter approfondire quegli aspetti che possono portare a superare discriminazioni e atteggiamenti di intolleranza. Sono certa che le scuole e gli insegnanti si atterranno a questo modello e a principi e valori che sono universali: il rispetto della libertà e l'inequivocabile condanna di ogni forma di terrorismo.

PRESIDENTE. L'onorevole Ronchi ha facoltà di replicare. Le ricordo che ha due minuti a sua disposizione.

ANDREA RONCHI. Signor Presidente, signor ministro, sono profondamente e convintamente soddisfatto delle sue parole e, anche a nome del gruppo di Alleanza nazionale, le esprimo il placet su quanto ha dichiarato.
Siamo profondamente convinti che proprio dalla scuola debba partire la vera, grande risposta che la società deve fornire, che prima che politica deve essere morale.
Signor ministro, la preghiamo di voler chiamare la cultura italiana al fianco dei docenti proprio perché possa partire questo grande messaggio di risposta, di libertà e di solidarietà, affinché possa essere battuto sin dall'inizio qualsiasi tipo di germe della violenza e la cultura possa essere chiamata a un grande senso di responsabilità.
Sono profondamente d'accordo con lei, signor ministro, sul concetto della libertà e soprattutto dell'autonomia dell'insegnamento. È una base fondamentale della nostra democrazia. Oggi, però, ci troviamo in un momento di grandissima difficoltà per le coscienze, soprattutto per quelle più giovani, ed è necessario che proprio dalla


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scuola, signor ministro, parta un vero, grande segnale univoco che induca le giovani generazioni a diffidare, a combattere, ad allontanare qualsiasi tipo di germe della violenza, del terrorismo e ad amare la solidarietà, i principi della sussidiarietà e del rispetto per gli altri. Questo è il vero, unico, grande messaggio che può battere per sempre il terrorismo.
Grazie, signor ministro, per quanto ha dichiarato.

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