Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 23 del 25/7/2001
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...
(Esame articolo 2 - A.C. 437)

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 2, nel testo delle Commissioni, e delle proposte emendative ad esso presentate (vedi l'allegato A - A.C. 437 sezione 2).
Nessuno chiedendo di parlare, invito il relatore per la maggioranza per la IX Commissione ad esprimere il parere delle Commissioni sui subemendamenti che sono stati nel frattempo presentati.

ITALO BOCCHINO, Relatore per la maggioranza per la IX Commissione. Signor Presidente, ho già espresso il parere sugli emendamenti riferiti all'articolo in esame congiuntamente al parere espresso in sede di esame dell'articolo 1.
Con riferimento ai subemendamenti all'emendamento 2.6 delle Commissioni, il parere è contrario sui subemendamenti Caparini 0.2.6.1 e 0.2.6.2., mentre è favorevole sul subemendamento Boato 0.2.6.3.

PRESIDENTE. Il Governo?

MARIO BACCINI, Sottosegretario di Stato per gli affari esteri. Il Governo concorda con il parere formulato dal relatore.

EUGENIO DUCA, Relatore di minoranza per la IX Commissione. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

EUGENIO DUCA, Relatore di minoranza per la IX Commissione. Signor Presidente, credo vi sia un errore. Non avendo mai parlato, non comprendo come possa avere esaurito il tempo a mia disposizione in qualità di relatore di minoranza.

PRESIDENTE. Così mi dicono gli uffici. Non sono in grado di stabilirlo. Potrebbe esserci un errore.

RINO PISCITELLO, Relatore di minoranza per la III Commissione. Ci deve essere un errore complessivo!

PRESIDENTE. Così mi dicono gli uffici!

EUGENIO DUCA, Relatore di minoranza per la IX Commissione. Signor Presidente, il relatore Piscitello...

PRESIDENTE. Per ora l'Assemblea la dirigo io! Avanti o indietro, non va bene. Quando lei farà il Vicepresidente della Camera, regolerà lei i lavori!

EUGENIO DUCA, Relatore di minoranza per la IX Commissione. Mi scusi, signor Presidente, ma il relatore Piscitello e il relatore Duca hanno avuto rispettivamente 13 e 17 minuti in questa discussione. Non mi pare...


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PRESIDENTE. Mi pare di averlo già detto che può essere stato un errore. La prego di continuare. Non possiamo mica fare salamelecchi ed inchini!

EUGENIO DUCA, Relatore di minoranza per la IX Commissione. Signor Presidente, oggi, nel corso del Comitato ristretto, è emersa nuovamente una questione che aleggia su questa proposta di legge fin dall'inizio. Una proposta di legge che è nata male: vorrei che i colleghi riflettessero, dal momento che ho ascoltato le parole del collega Trantino, ma leggo anche, dal resoconto del 23 luglio, alcune frasi formulate dal collega Selva che, tra l'altro, dice: «perché avendo avuto a disposizione tutto il tempo per farlo siete venuti qui ad ingannare o meglio a mentire al Parlamento?» Il riferimento è evidentemente a tutti noi che oggi siamo disponibili ad accettare l'istituzione della Commissione. «Oppure, politicamente non mi sembra che si possa escludere una analisi di ciò che è stato fatto in politica estera nei rapporti con la Jugoslavia in quel momento». Ciò è stato sostenuto ieri dal collega Selva, il quale aggiunge: «non so come siano andate le cose, ma i documenti che ho reso noti possono acclarare le responsabilità del ministro Dini e del sottosegretario Fassino».
Ho ascoltato prima il collega Cè, il quale ha detto che siamo oggi in un regime di maggioranza. Pensavo fossimo in un regime democratico, con una Costituzione e una Repubblica democratica, non con un regime di maggioranza o un regime di minoranza. Inviterei i colleghi a non usare a sproposito il termine «regime», perché proprio oggi è l'anniversario della caduta di un regime, esso sì dittatoriale (Commenti dei deputati del gruppo di Alleanza nazionale e di Forza Italia)!
Signor Presidente, oggi è stato pubblicato un articolo che ricostruisce quella giornata. Lo dico perché nelle frasi del collega Selva, durante la prima fase dei lavori della Commissione, e nelle due relazioni introduttive abbiamo assistito ad una sorta di tribunale speciale che, all'epoca di quel regime, esisteva (Commenti del deputato Malgeri). Durante quella giornata, il presidente del tribunale speciale pronunciò una frase nei confronti di uno di coloro che avevano votato a favore di quel documento, quindi per un voto a favore. Tringali Casanova disse al signor Ciano: «Giovinotto, ciò che è accaduto qui stasera è un delitto che si paga con il sangue. Io le auguro molta fortuna, però credo che i suoi giorni siano contati». Come sapete, Galeazzo Ciano verrà consegnato alla Repubblica sociale dai tedeschi ... (Commenti dei deputati del gruppo di Alleanza nazionale) ... e sarà processato a Verona, condannato e giustiziato mediante fucilazione alla schiena. Per un voto.
Quindi, quando si parla di regimi, sarebbe bene che vi fosse un po' di attenzione perché di «black» ve ne sono molti, ma che facciano anche i black bloc con il Parlamento mi sembra un po' troppo (Commenti dei deputati del gruppo di Alleanza nazionale)!
A proposito dell'intervento del collega Mantovani, che ha usato un termine circa lo Stato di polizia e che ha ricevuto un'ovazione di ribellione, vorrei leggervi tre righe di un articolo del Corriere della sera del 24 luglio 2001, cioè di ieri (che quindi i colleghi possono trovare in rassegna stampa) in cui si dice che l'Italia non è uno Stato di diritto, ma per molti versi uno Stato di polizia. Voi pensate che l'abbia detto Mantovani? Silvio Berlusconi (Applausi polemici dei deputati del gruppo di Alleanza nazionale). Ci vuole una Maastricht per la giustizia contro la Babele che vede l'Italia al livello più basso per la tutela dei diritti fondamentali dei cittadini. L'ha detto Casarini o Agnoletto (Una voce dai banchi del gruppo di Alleanza nazionale grida: Ocalan!)? No, l'ha detto Claudio Scajola, oggi ministro dell'interno. Bisogna avere il coraggio di abolire la custodia cautelare: Tiziana Maiolo.
Quindi, cari colleghi, avete molto da ricordare dalle cose che avete detto.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 2.4 delle Commissioni.


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Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Piscitello.
Prego i colleghi di restare nei tempi. Sono obbligato ad interrompervi e lo faccio malvolentieri, ma non ne approfittate, perché ho avuto autorevoli maestri che interrompevano, non dico senza pietà ma sempre nel rispetto del regolamento. Io non interrompo l'oratore perché non mi piace, però vi prego di rispettare, per voi stessi, il dovere regolamentare di restare nei tempi.
L'onorevole Piscitello ha facoltà di intervenire.

RINO PISCITELLO. Vorrei intervenire a proposito dello subemendamento Caparini 0.2.6.1, che chiede di sopprimere il secondo periodo dell'emendamento 2.6 delle Commissioni. Questa proposta emendativa, evidentemente, elimina ogni ipotesi che insieme in Commissione si è fatta, ma testimonia anche una profonda divisione nello schieramento che ha presentato la proposta di legge. Chiedo ai colleghi, che così tumultuosamente rispondono ad alcuni interventi, di risolvere un problema che non è marginale ma che dimostra una profonda spaccatura all'interno della maggioranza.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Pasetto, per un minuto. Ne ha facoltà.

GIORGIO PASETTO. Signor Presidente, voteremo contro entrambi i subemendamenti della Lega non soltanto per le ragioni già evidenziate dal collega Piscitello, ma anche perché, essi chiedono e reintroducono quella volontà pervicace, ostinatamente pervicace, di non attivare una Commissione di inchiesta ma di muoversi, in modo pregiudiziale - e questo è emerso anche nei toni dell'intervento del presidente di gruppo della Lega, nel merito di questi emendamenti - su un terreno di condanna, prima ancora che la Commissione sia istituita.
Noi ci siamo mossi su un terreno diverso, sul terreno di una Commissione che attivi la ricerca della verità sugli atti e debbo dire che, da questo punto di vista, abbiamo riscontrato una disponibilità del relatore, dei due relatori - compreso quello del gruppo della Lega - e di una parte della maggioranza. È bene che, su questo punto, la maggioranza faccia chiarezza.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Caparini. Ne ha facoltà.

DAVIDE CAPARINI. Signor Presidente, in merito a questa Commissione d'inchiesta noi, sin dall'inizio dei lavori in Commissione, abbiamo assistito ad un vero e proprio processo alle intenzioni da parte dei colleghi dell'opposizione che hanno continuato a proporre questioni pregiudiziali sui loro emendamenti, emendamenti che la Commissione ha accettato. I commissari hanno fatto un ottimo lavoro, anche a detta dei membri dell'opposizione. Siamo arrivati, addirittura, come Commissione, a proporre l'articolo 1, accettato dai commissari dell'opposizione, dopodiché, ci siamo trovati di fronte a nuove questioni pregiudiziali, addirittura interventi, come gli ultimi in aula, che fanno riferimento ai tribunali speciali. Ma qui stiamo dimenticando che la ricerca della verità, di ciò che realmente è successo, di come si sono svolti i fatti, serve sia all'opposizione sia alla maggioranza (Applausi dei deputati del gruppo della Lega nord Padania)... Anche quando noi abbiamo avanzato la richiesta dell'istituzione di questa Commissione, a ritenerla condivisibile è stata proprio l'opposizione che ha individuato con ciò la possibilità e lo strumento per discolparsi di eventuali, ripeto, eventuali, colpe. Le accuse erano state formulate non dall'onorevole Selva - come più volte è stato detto - ma dai giornali! I giornali di tutta Italia e di tutto il mondo hanno parlato dell'affare Telekom-Serbia e solo a quel punto l'allora opposizione si è interrogata sulle responsabilità eventuali, comunque, paventate e, comunque, documentate sui giornali. Quindi, è compito di tutti, del Parlamento, fare chiarezza su questa vicenda. Diamo per scontato, assolutamente


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per scontato, che la relazione conclusiva non contenga giudizi politici, perché non esistono Commissioni che esprimono giudizi politici. Le Commissioni vengono istituite per acclarare i fatti...(Applausi dei deputati del gruppo della Lega nord Padania). Quindi, è una presunzione ulteriore inserire nel testo la richiesta di non intervenire sui fatti di politica estera. Mi sorge un dubbio: non riesco a capire quale sia l'emendamento che possa, a questo punto, trovare l'accordo con l'opposizione. Forse un emendamento nel quale scriviamo che gli ex ministri, ad esempio Fassino, non possano essere presi in considerazione? Non mi sembra, giunti a questo punto, che sia possibile trovare un altra forma di accordo con l'opposizione, stante che, ad ogni richiesta, noi riduciamo, ulteriormente, l'ambito di intervento della Commissione. Abbiamo accettato - è giusto che tutti i colleghi lo sappiano - di inserire il segreto di Stato, quindi, la possibilità di secretare alcuni atti.
Non vorrei che alla fine dell'iter legislativo alla Camera ed al Senato, la Commissione d'inchiesta sull'affare Telekom-Serbia diventasse semplicemente la Commissione, togliendole così anche l'oggetto (Applausi dei deputati del gruppo della Lega nord Padania)!
Perciò, l'appello che faccio a tutti i colleghi della Casa delle libertà, ma anche a quelli dell'opposizione, è di votare il testo così com'è, senza presunzioni, senza presumere colpevolezze; e qui sì che si presumono colpevolezze, dato che si è scritto chiaramente che si possono trovare colpe proprio nella politica estera del precedente Governo. Personalmente, non sono assolutamente d'accordo. Sono d'accordo, invece, sul fatto che la Commissione indaghi sui fatti, perché è diritto dei cittadini italiani, nonché di noi parlamentari, acclarare come si siano realmente svolti (Applausi dei deputati del gruppo della Lega nord Padania).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Lusetti, al quale ricordo che ha un minuto a disposizione. Ne ha facoltà.

RENZO LUSETTI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il tono con il quale il collega Caparini ha proposto il suo subemendamento 0.2.6.1 ci fa fare un altro passo indietro, in quanto si tratta ancora del tono arrogante che stamattina abbiamo contestato e che abbiamo contestato anche durante i lavori in Commissione. Mi auguro che il resto della maggioranza mantenga l'impegno di votare contro il subemendamento in esame. Noi voteremo contro anche perché c'è una netta contraddizione tra il subemendamento stesso, presentato dall'onorevole Caparini, e le motivazioni con le quali egli ha lo ha giustificato. È inaccettabile il tono e inoltre vogliamo che non ci sia alcun sindacato politico sugli atti di politica estera di qualunque Governo.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Montecchi. Ne ha facoltà.

ELENA MONTECCHI. Signor Presidente, anche noi voteremo contro questo emendamento. È difficile spiegare all'onorevole Caparini quello su cui da giorni si sta discutendo e che - così pare, ma lo verificheremo nei fatti - una parte della maggioranza ha colto, e cioè che vi sono sedi apposite in cui va svolto il confronto politico, anche durissimo, sulle scelte effettuate in materia di politica estera come in altre materie: sono le sedi parlamentari. Altra è la funzione di una commissione d'inchiesta, che ha un oggetto, onorevole Caparini, definito dall'articolo 1 della proposta istitutiva. Se è così, chiarire che si esclude una sede - che è la commissione di inchiesta - come sede per giudizi relativi alle deliberazioni assunte dai governi è il punto sul quale si dimostra, onorevole Caparini, se vi è una civiltà - e spero che lei intenda il termine - democratica o se vi è l'idea dell'inquisizione sulle scelte politiche.

PRESIDENTE. Avverto che, su richiesta del gruppo dei Democratici di sinistra-


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l'Ulivo, ho interpellato il Presidente della Camera, onorevole Casini, il quale, consultatosi con me, ha deciso di prolungare a 30 minuti il tempo concesso al predetto gruppo, ad integrazione del tempo trascorso.

MARCO BOATO. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MARCO BOATO. Signor Presidente, volevo richiamare la sua attenzione e quella dei colleghi sul fatto che, se non ho capito male, da un po' di tempo si sta discutendo di un subemendamento che non è in votazione.
Pertanto, la prego di precisare che cosa ci accingiamo a votare.

PRESIDENTE. L'ho detto all'inizio: siamo alla votazione dell'emendamento 2.4 delle Commissioni.

MARCO BOATO. ...che non c'entra nulla con quello che stiamo dicendo da mezz'ora!

PRESIDENTE. Onorevole Boato, questo è un problema di vaghezza che, evidentemente, non riguarda soltanto le stelle dell'Orsa.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 2.4 delle Commissioni, sul quale il Governo si è rimesso all'Assemblea.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 434
Votanti 432
Astenuti 2
Maggioranza 217
Hanno votato
sì 430
Hanno votato
no 2).

Prendo atto che non ha funzionato il dispositivo di voto dell'onorevole Milana, il quale avrebbe voluto esprimere un voto favorevole.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione degli identici emendamenti Boato 2.2 e 2.5 delle Commissioni.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Boato. Ne ha facoltà.

MARCO BOATO. Signor Presidente, intervengo per annunciare il voto contrario su entrambi i subemendamenti, che sono quelli a cui si riferiva il dibattito svoltosi finora, per le motivazioni già espresse da numerosi colleghi che faccio mie.

PRESIDENTE. Ma i subemendamenti accedono all'emendamento Boato 2.3.

MARCO BOATO. No, i primi subemendamenti sono Caparini 0.2.6.1. e Caparini 0.2.6.2.

PRESIDENTE. Ma ineriscono all'emendamento 2.6 delle Commissioni.

MARCO BOATO. No, il subemendamento Boato 0.2.6.3, è un altro subemendamento, che spero le Commissioni accettino perché è un subemendamento di puro rigore tecnico-giuridico, mentre i primi due subemendamenti si riferiscono al 2.6 delle Commissioni per i quali annuncio il voto contrario per le motivazioni da più parti già espresse, che non ripeto per brevità.

EUGENIO DUCA, Relatore di minoranza per la IX Commissione. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

EUGENIO DUCA, Relatore di minoranza per la IX Commissione. Vorrei che si facesse chiarezza. Credo che si stia per votare sugli identici emendamenti Boato 2.2 e 2.5 delle Commissioni.


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PRESIDENTE. Sì, si tratta degli identici emendamenti 2.2 e 2.5.

EUGENIO DUCA, Relatore di minoranza per la IX Commissione. Ribadisco dunque il mio parere favorevole sugli identici emendamenti Boato 2.2 e 2.5 delle Commissioni.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti Boato 2.2 e 2.5 delle Commissioni, accettati dalle Commissioni, sui quali il Governo si rimette all'Assemblea.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 452
Votanti 450
Astenuti 2
Maggioranza 226
Hanno votato
sì 449
Hanno votato
no 1).

Passiamo alla votazione dell'emendamento Boato 2.3.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione voto l'onorevole Boato. Poi si passerà all'esame dei subemendamenti.

MARCO BOATO. Signor Presidente, alla fine avevo fatto confusione anche io.
Pongo un problema a lei e all'Assemblea; non ne faccio una grande questione politica, ma una questione di principio. L'emendamento è stato introdotto dalla Commissione con un accordo tra maggioranza e opposizione; questa volta però sono contrario a questo accordo, in base al quale il termine di durata della Commissione può essere prorogato per una sola volta per non più di un anno dai Presidenti delle Camere, su motivata richiesta della Commissione.
Colleghi, la Commissione parlamentare di inchiesta è un organo che esprime compiutamente il potere del Parlamento, ai sensi della Costituzione, tanto che può perfino sollevare il conflitto di attribuzione tra i poteri dello Stato di fronte alla Corte costituzionale.
Come è possibile che si approvi una norma di legge che demanda, su richiesta della Commissione, ai Presidenti delle Camere - a loro discrezione - se prorogare o meno fino ad un altro anno la durata di questa Commissione? Le Commissioni parlamentari di inchiesta si istituiscono con legge e se si ritiene di farle durare di più, lo si fa con legge, anche se quella procedura può essere stata prevista per ragioni di garanzia da parte dei Presidenti delle Camere. Non possiamo però attribuire ai Presidenti delle Camere un potere che è esclusivamente proprio del Parlamento.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Boato 2.3, non accettato dalle Commissioni, sul quale il Governo si rimette all'Assemblea.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 456
Votanti 451
Astenuti 5
Maggioranza 226
Hanno votato
sì 195
Hanno votato
no 256).

Passiamo alla votazione del subemendamento Caparini 0.2.6.1.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Caparini. Ne ha facoltà.

DAVIDE CAPARINI. Preannuncio il voto favorevole sul mio subemendamento 0.2.6.1 che sopprime una parte dell'emendamento 2.6 delle Commissioni.
Lo leggo, in modo tale che tutti voi riusciate a focalizzare il problema, esso si propone di sopprimere le seguenti parole: «tale relazione nonché ogni eventuale altra relazione e deliberazione della Commissione,


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non può avere ad oggetto scelte di politica estera dei Governi», quindi un vero e proprio pregiudizio, un vero e proprio processo alle intenzioni. Credo che non si possa approvare una norma del genere.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Cima. Ne ha facoltà.

LAURA CIMA. Signor Presidente, intervengo a titolo personale e sarò brevissima. Questa discussione è già stata svolta in Commissione, è già stato detto dai relatori per la maggioranza che questi subemendamenti non saranno approvati; vorrei però che fosse chiaro che su questo punto, così delicato, vi è una spaccatura nella maggioranza. Vorrei che fosse chiaro, perché siamo tutti coscienti che al di là del buon lavoro svolto in Commissione c'è una situazione in cui la maggioranza è divisa e quindi sembra un gioco delle parti. Ovviamente voterò contro, ma voglio far notare a tutti i colleghi che c'è questa situazione su un punto così delicato (Applausi dei deputati del gruppo Misto-Verdi-l'Ulivo).

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sul subemendamento Caparini 0.2.6.1, non accettato dalle Commissioni sul quale il Governo si rimette all'Assemblea.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 445
Votanti 440
Astenuti 5
Maggioranza 221
Hanno votato
sì 35
Hanno votato
no 405).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sul subemendamento Caparini 0.2.6.2, non accettato dalle Commissioni e sul quale il Governo si rimette all'Assemblea.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 444
Votanti 437
Astenuti 7
Maggioranza 219
Hanno votato
sì 32
Hanno votato
no 405).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sul subemendamento Boato 0.2.6.3, accettato dalle Commissioni e sul quale il Governo si rimette all'Assemblea.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 446
Votanti 438
Astenuti 8
Maggioranza 220
Hanno votato
sì 431
Hanno votato
no 7).

Passiamo alla votazione dell'emendamento 2.6 delle Commissioni.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Umberto Ranieri. Ne ha facoltà.

UMBERTO RANIERI. Signor Presidente, il ragionamento che ci guida fa riferimento, ancora una volta, alla necessità di orientare i lavori della Commissione essenzialmente nell'ambito di un approfondimento dei temi relativi alla vicenda Telekom-Serbia, nel tentativo di ricondurre quindi, in modo sempre più chiaro, i compiti della Commissione nel suo proprio ambito e di fare in modo che le questioni relative agli indirizzi, alle scelte di politica estera compiuti dai Governi


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precedenti non siano oggetto della discussione dei lavori della Commissione.
Per questi motivi, voteremo a favore di questo emendamento.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 2.6 delle Commissioni, nel testo subemendato, sul quale il Governo si rimette all'Assemblea.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 443
Votanti 418
Astenuti 25
Maggioranza 210
Hanno votato
sì 417
Hanno votato
no 1).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 2, nel testo emendato
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 446
Votanti 419
Astenuti 27
Maggioranza 210
Hanno votato
sì 242
Hanno votato
no 177).

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