Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 23 del 25/7/2001
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Seguito della discussione del disegno di legge: Conversione in legge del decreto legge 3 luglio 2001, n. 255, recante disposizioni urgenti per assicurare l'ordinato avvio dell'anno scolastico 2001-2002 (1175) (ore 9,09).

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca il seguito della discussione del disegno di legge: Conversione in legge del decreto-legge 3 luglio 2001, n. 255, recante disposizioni urgenti per assicurare l'ordinato avvio dell'anno scolastico 2001-2002.
Ricordo che nella seduta di ieri sono stati votati gli emendamenti fino agli identici Alfonso Gianni 4.2, Cordoni 4.3, Bellillo 4.14 e Gambale 4.24.

(Ripresa esame dell'articolo unico - A.C. 1175)

PRESIDENTE. Passiamo dunque alla votazione degli identici emendamenti Cordoni 4.4, Bellillo 4.15 e Gambale 4.25.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Capitelli. Ne ha facoltà.

PIERA CAPITELLI. Signor Presidente, vorrei illustrare l'emendamento Cordoni 4.4. La misura emendativa prevista per le fasce a regime è simile a quella già proposta per l'articolo 1, comma 6. In questo caso non sussistono i motivi prima indicati, ma sono presenti altri problemi, pur gravi, prima non indicati perché ritenuti di carattere secondario. In particolare, con questo emendamento vorremmo evitare che più dirigenti scolastici chiamino inutilmente gli stessi candidati, che questi ricevano un numero di chiamate anche in date diverse, cosa che non consentirebbe loro di scegliere con certezza la sede più idonea a cui hanno diritto.
Infine, il nostro emendamento elimina qualsiasi tentazione di pratiche clientelari.


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Non vogliamo criminalizzare i dirigenti scolastici, vogliamo dare loro delle certezze e la sicurezza che non saranno accusati di alcunché e che non ci sarà alcun sospetto nei loro confronti. Dare regole certe non vuol dire criminalizzare, come è stato qui detto.
Il Governo ieri ha riflettuto sulla base - credo - della nostra proposta di scuole-polo; potremmo anche chiamarle scuole-consorzio, scuole consorziate, se non va bene il nome scuola-polo, siamo disponibili a cambiarlo (credevamo che potesse andar bene quanto meno al Polo delle libertà). Siamo anche disposti a ritirare la nostra proposta, ma ribadiamo che è importante tener conto del fatto che abbiamo voluto fare proposte costruttive.

VALENTINA APREA, Sottosegretario di Stato per l'istruzione, l'università e la ricerca. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

VALENTINA APREA, Sottosegretario di Stato per l'istruzione, l'università e la ricerca. Signor Presidente, il fatto che siano stati presentati gli identici emendamenti Cordoni 4.4, Bellillo 4.15 e Gambale 4.25 mi permette di rispondere all'onorevole Capitelli rispetto alla differenza tra la proposta dell'opposizione - la soluzione individuata della scuola-polo - e la nostra proposta. La scuola-polo, come si intuisce dal testo in modo chiaro, ripropone l'assegnazione provinciale delle nomine in una scuola individuata come capofila, come è stato anche ribadito dall'onorevole Sasso, cioè ripropone il meccanismo provinciale che, in alcune province, sta ad indicare migliaia di convocazioni in una sola scuola o da parte di un unico ufficio. È questo che vogliamo evitare, perché con il metodo proposto dall'emendamento Cordoni 4.4, quello presentato dalle forze di opposizione, in realtà, non si cambierebbe la modalità di assegnazione, che richiede tempi molto lunghi, e, sicuramente, non verrebbe garantito l'obiettivo di assegnare alle classi, fin dal primo giorno di scuola, gli insegnanti supplenti. Ecco perché questo sistema non ci convince.
Altra questione, onorevole Capitelli, è invece il consorzio tra scuole nel senso che le scuole autonome e i dirigenti delle singole scuole possono attivare, per la copertura dei posti, una serie di accordi - è questo il concetto di rete e di consorzio - per la convocazione congiunta degli aspiranti e per i conseguenti provvedimenti di nomina riferiti alle singole scuole e, contemporaneamente, a tutte le graduatorie. La sfida è proprio questa: poter accelerare le operazioni di copertura dei posti vacanti su tutte le graduatorie attingendo da tutte le graduatorie, per tutti gli insegnamenti, contemporaneamente, laddove gli uffici provinciali avevano sempre adottato il sistema che voi oggi indicate nell'emendamento. È questa la ragione per cui non solo ribadiamo la differenza tra scuola-polo, scuola capofila e consorzio ma ribadiamo anche che è necessario che ogni singola scuola autonoma provveda, prima dell'inizio delle lezioni, alla copertura dei posti.
Ricordo ai colleghi, all'Assemblea che la singola scuola dovrà occuparsi della copertura di un numero molto basso di posti vacanti: abbiamo calcolato, statisticamente, che si potrà arrivare a sei o sette posti cioè con le 60 mila nomine, le 60 mila immissioni in ruolo che abbiamo provveduto a determinare, si riduce automaticamente il numero dei posti vacanti nelle scuole comunque mai superiore a sei o sette posti per ogni singola scuola. Ecco perché il singolo dirigente, attingendo contemporaneamente a tutte le graduatorie e avendo a sua disposizione 10, 12 o 15 giorni per la copertura di questi posti, potrà utilmente provvedervi. Questo è il motivo che ci ha spinto a parcellizzare le nomine e non, come propone l'emendamento, a tenerle rigidamente legate a livello provinciale.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Capitelli. Ne ha facoltà.


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PIERA CAPITELLI. Signor Presidente, ringrazio l'onorevole Aprea di aver voluto riprendere l'argomento. Tra l'altro, credo che le sue proposte abbiano anche una certa validità ed un senso, tuttavia continuo a chiedermi perché nel Comitato dei nove, in Commissione, il Governo non abbia voluto prendere spunto da alcuni nostri emendamenti a carattere costruttivo per discutere, anche con l'opposizione, al fine di rendere più facile la proposta di delegare alle scuole le nomine a tempo indeterminato e le supplenze annuali. Mi chiedo perché non si sia voluto collaborare con noi e soprattutto vorrei far notare che la proposta dell'onorevole Aprea arriva molto tardiva. Se il provvedimento al nostro esame è un decreto di urgenza, credo che ammettere l'accantonamento di alcuni problemi significhi ammettere l'incapacità di affrontare l'urgenza perché vengono trascurati alcuni aspetti che consideriamo urgenti in quanto collegati ad alcune misure che sono state introdotte. La posizione del Governo mi sembra contraddittoria e pericolosa. Non si è voluto collaborare con noi, e tuttavia si dice che una parte delle nostre proposte potrebbero essere valide per risolvere alcuni problemi. Poi i problemi non si affrontano ....

VALENTINA APREA, Sottosegretario di Stato per l'istruzione, l'università e la ricerca. Non è vero!

PIERA CAPITELLI. Allora mi chiedo che razza di decreto di urgenza è?

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Gambale. Ne ha facoltà.

GIUSEPPE GAMBALE. Signor Presidente, credo che il sottosegretario Aprea, nella sua onestà intellettuale, ci abbia ribadito anche questa mattina come il decreto-legge necessiti di integrazioni, di correttivi, di meccanismi che rendano praticabile la proposta del Governo. Il consorzio di scuole che voi immaginate probabilmente aiuterà in qualche maniera a diminuire il caos esistente, perché l'idea che alcuni dirigenti scolastici possano collaborare sul territorio per convocare insieme i docenti....

VALENTINA APREA, Sottosegretario di Stato per l'istruzione, l'università e la ricerca. Se vogliono, lo fanno!

GIUSEPPE GAMBALE. ... è volta ad evitare il rischio - da noi denunciato - di trovarsi contemporaneamente con decine e decine di convocazioni per gli stessi insegnanti.
Voglio ripetere - lo ha già detto ieri l'onorevole Capitelli - che si tratta di un'esplicita ammissione da parte del Governo che il meccanismo proposto per risolvere la questione delle nomine, così com'è, da solo non funziona. Mi auguro che i vostri correttivi, le circolari che emanerete, le proposte che avanzerete ai dirigenti scolastici, serviranno per riparare a questo disastro che avete combinato per le prossime nomine di inizio settembre.
L'idea di consorziare le scuole e di mettere insieme i dirigenti scolastici sul territorio non è molto diversa - come ricordava poco fa l'onorevole Capitelli - dalla nostra proposta, che non rappresenta certo un ritorno al passato o la voglia di conservare un meccanismo che non ha dato i suoi frutti. È bensì un modo concreto per rispondere alle esigenze di oggi e dei prossimi mesi: conosciamo la scuola italiana e la situazione che attualmente esiste in molte province italiane che ancora stanno completando le graduatorie; altrettanto bene conosciamo la realtà di molte province dove la popolazione scolastica è molto numerosa (come Napoli, Roma o Milano) e sappiamo con certezza che a settembre i dirigenti i scolastici, da soli, con il meccanismo da voi proposto, non riusciranno a garantire quello che vorreste che noi condividessimo. L'idea che dal 1o settembre tutte le cattedre possano essere coperte, come ho già detto all'inizio della discussione, ci trova ampiamente d'accordo: è il meccanismo proposto che non ci convince!
A settembre ci ritroveremo di nuovo qui a discutere e a confrontarci con serenità


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come stiamo facendo in questi giorni e allora le diremo, sottosegretario Aprea, che i consorzi di scuole non sono bastati a sanare il meccanismo terribile e perverso che avete immaginato con questo decreto-legge. Continueremo a discutere e bisognerà poi trovare una soluzione per il prossimo anno scolastico. Credo comunque che la discussione di ieri, così come quella di questa mattina, ci aiuterà quando sarà il momento di riprendere la questione con i docenti, gli studenti e le famiglie: purtroppo dovremo allora interpretare il ruolo di coloro che vi avevano avvertito che questo meccanismo non avrebbe funzionato. Ciò rimarrà nei verbali parlamentari e nel confronto tra le parti politiche.

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