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Seduta del 12/9/2003


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Sui lavori della Commissione.

PRESIDENTE. Riprendendo i nostri lavori, do la parola alla collega Zanotti.

KATIA ZANOTTI. Presidente, lei ha dato lettura di un lungo elenco di questioni, su alcune delle quali la Commissione in seduta plenaria è chiamata ad assumere delle decisioni. Personalmente - ma, forse, posso parlare anche per altri colleghi - ritengo che non vi siano le condizioni, al termine di una lettura rapida, per valutare le diverse questioni e prendere una decisione in proposito. Pertanto, chiedo formalmente se sia possibile rinviare tale decisione alla prossima settimana.
Vi è, poi, una seconda questione che desidero sottoporle. Ieri, presidente, sono venuta in Commissione ed ho appreso di una procedura anomala o, comunque, di


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una innovazione rispetto alla possibilità di prendere visione della documentazione depositata presso la Commissione stessa. Quando mi sono presentata per consultare gli atti trasmessi dalla Autorità elvetica mi è stato detto che l'ufficio di presidenza aveva stabilito di rinviare tale consultazione a questa mattina e ne ho preso atto. Questa mattina, dunque, mi sono presentata presto per potere visionare la documentazione, ma, aggiungendo innovazione ad innovazione, mi è stato detto che l'ufficio di presidenza avrebbe dovuto preventivamente formalizzare l'apertura dei plichi. Poiché, in un anno e mezzo di lavoro di questa Commissione, non era mai accaduto di verificare una inedita innovazione nelle procedure, voglio lamentare il fatto di essere venuta ieri pomeriggio e questa mattina e di avere a lungo atteso senza che fosse possibile accedere alla lettura dei documenti. Chiedo alla presidenza se tale innovazione nella visione della documentazione si consoliderà quale procedura o se riguarderà soltanto gli atti trasmessi dalla Autorità elvetica.

PRESIDENTE. Le rispondo subito che tale procedura, adottata in via eccezionale, riguarda solo il caso di specie. Potrebbe ripetersi qualora si verificasse un'altra eccezionalità.
In ordine ai tempi che lei ha consumato inutilmente, le chiedo scusa, ma preciso che assolutamente ciò non è dipeso da alcuna attività remoratrice, bensì dal fatto che si era detto che dovesse prima deliberare la Commissione. Non essendosi questa insediata, nulla poteva essere autorizzato; altrimenti sarebbe stato inutile rinviare di un giorno.

KATIA ZANOTTI. Comunque, è la prima volta che ciò accade.

PRESIDENTE. Sì, è la prima volta. È in deroga, difatti.
In ordine, poi, alla richiesta di rinvio per procedere ad un approfondimento, chiedo ai commissari se siano dell'avviso che si debba rinviare, così come richiesto dalla collega Zanotti, oppure se per non remorare si possa decidere che la Commissione si pronunci su tutto quanto è stato esposto dal presidente, e dall'ufficio di presidenza, come ipotesi di lavoro.

GIUSEPPE CONSOLO. Presidente, io condivido, in linea di principio, le considerazioni della collega Zanotti; tuttavia, osservo che di una cosa non ha bisogno questa Commissione: di appesantire i propri lavori. Purtroppo, a volte il meglio è nemico del bene: è chiaro che più si approfondisce, meglio è, ma, come ha già detto altre volte, dum differtur, vita trascurrit e il tempo a disposizione di questa Commissione si esaurirà definitivamente nel giugno 2004. Quella odierna è la prima seduta dopo la sospensione estiva dei nostri lavori, per cui il presidente ha dovuto dare atto di tutto quanto accaduto durante le ferie estive e nel periodo immediatamente precedente, poiché lettere inviate alla fine di luglio sono pervenute in agosto e nessuno di noi poteva averne notizia.
Alla collega Zanotti faccio osservare che non è stata una deliberazione dell'ufficio di presidenza a bloccare l'esame delle carte, bensì una decisione del presidente, peraltro condivisa da tutti i colleghi presenti ad una riunione informale non dell'ufficio di presidenza, ma di vari commissari.
In conclusione, ritengo che qualora vi sia qualche punto da approfondire il presidente, che è sempre informato, possa dare notizia di tutto, naturalmente con il supporto degli uffici, ma che non si possano rinviare le decisioni da assumere. Ad esempio, il presidente ci ha parlato di una rogatoria prevista per il 25 settembre: non si potrebbe certo decidere il 26. Quindi, conformemente alla prassi seguita sino a questo momento, ritengo che la Commissione debba decidere oggi.

GUIDO CALVI. A me sembra, presidente, che quella avanzata dalla collega Zanotti sia una richiesta molto seria. Questa volta ci troviamo di fronte ad una complessità di attività istruttorie richieste e non, come avvenuto in altre occasioni, all'indicazione di una o due incombenze:


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siamo di fronte ad una pluralità di problemi, sui quali, forse, si dovrebbe maggiormente riflettere. Ad esempio, viene chiesta l'acquisizione di una serie di documenti: non sarebbe male che avessimo l'opportunità di leggerli. Tuttavia, mi rendo conto che vi sono anche adempimenti urgenti - in questo il collega Consolo ha ragione - sui quali la Commissione può decidere o per i quali è necessaria soltanto una presa d'atto. Ad esempio, in relazione alle rogatorie, che abbiamo richiesto, ci viene semplicemente comunicata la data. Distinguerei, dunque, tra comunicazioni, che comportano soltanto una presa d'atto, e decisioni di carattere operativo; se dovessimo decidere su una rogatoria, sarebbe certo opportuno riflettere maggiormente, ma ora prendiamo soltanto atto che la rogatoria, da noi richiesta, è stata accolta e sono state fissate da parte delle autorità serbe date che, come il presidente ha bene precisato, sono inderogabili.
Per quanto riguarda i documenti pervenuti, anche in questo caso credo si tratti di comunicazioni. È pervenuta una serie di documenti e nostro compito è quello di prenderne atto, tranne che per quanto riguarda alcune questioni di carattere squisitamente formale.

PRESIDENTE. Mi scusi se la interrompo, senatore Calvi, ma ritengo che, per guadagnare tempo, potrebbero essere elencate dai commissari le questioni che ritengono meritevoli di approfondimento e la Commissione potrebbe discutere di queste soltanto. In tal modo asciugheremmo l'elenco, indicando i due o tre temi meritevoli di approfondimento, mentre gli altri sono, in un certo senso, ordinaria amministrazione. Aggiungendo che ciò costituisce una deroga particolare, dovuta al fatto che molte sono le questioni da affrontare dopo un certo periodo di sospensione dei nostri lavori.

GUIDO CALVI. Certamente. Ma sottolineo ancora una volta che la richiesta della collega Zanotti è una richiesta seria, proprio per la ragione che ci troviamo di fronte ad una gran quantità di questioni, sulle quali credo che i commissari debbano assolutamente riflettere.
Personalmente pongo, ad esempio, il problema della acquisizione agli atti: sono arrivate lettere firmate e certamente non possiamo che prenderne atto ed acquisirle; tuttavia, ho sentito che è pervenuto anche uno scritto anonimo. Non so quale ne sia il contenuto, ma ritengo, come criterio generale, che se rendessimo legittima l'acquisizione di scritti anonimi ne saremmo inondati. Oltre a violare il principio generale secondo cui lo scritto anonimo deve sempre essere espunto da qualsiasi attività istruttoria, consentiremmo a chiunque voglia scrivere calunnie o insulti, di ritenere che il testo scritto venga acquisito agli atti del Parlamento italiano. Se qualcuno vuole dire qualche cosa, metta la sua firma e noi, naturalmente, ne prenderemo atto.

PRESIDENTE. Lei sa che, a seguito di sentenza della Corte costituzionale, noi dobbiamo compiere una selezione: potrebbe esservi uno scritto anonimo di pregnante portata, che va sottoposto all'attenzione della Commissione, alla quale spetta, poi, di decidere; mentre potrebbe esservi uno scritto anonimo dileggiante, diffamatorio nei confronti nostri e delle nostre famiglie e, a quel punto, senza certo chiedere di sottoporlo alla Commissione, lo cestinerei direttamente.

GUIDO CALVI. Di qui, presidente, la serietà della richiesta della collega Zanotti: se non conosciamo l'atto, è difficile decidere. In linea di principio, io mi dichiaro contrario all'acquisizione di uno scritto anonimo; dopo di che, lo valuteremo. La mia proposta è, dunque, quella di compiere una selezione; non sono io in questo momento in grado di farlo, ma gli uffici potrebbero procedere rapidamente: tutti gli atti che comportano deliberazione ritengo dovrebbero essere rinviati a martedì prossimo (non si tratta di molti giorni), mentre degli altri si potrebbe tranquillamente prendere atto.

RENZO LUSETTI. Condivido la richiesta dell'onorevole Zanotti di sospendere le


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deliberazioni proposte dal presidente all'inizio della seduta odierna e penso che il presidente possa operare una distinzione tra atti cui dar corso immediatamente e atti da rinviare. Ciò, ferma restando la richiesta di approfondimento per verificare gli atti citati.

GIAMPAOLO ZANCAN. Condivido le osservazioni dei colleghi facendo però un distinguo: gli atti pervenuti a seguito di richiesta avanzata dalla Commissione possono essere senz'altro acquisiti, mentre tutti gli altri vanno valutati, anche perché non è opportuno che documenti assolutamente inutili entrino a far parte dei nostri lavori.
Credo sia necessario riflettere su chi, tra i componenti della Commissione, debba prendere parte alla missione che avrà luogo a Belgrado per l'espletamento della rogatoria. Per inciso, l'osservazione del collega Taormina, che faceva riferimento ai poteri...

PRESIDENTE. Se mi si passa l'interruzione, le ricordo che sul punto è stato dato incarico ai vicepresidenti Nan e Calvi di predisporre una proposta che verrà sottoposta alle valutazioni della Commissioni.

GIAMPAOLO ZANCAN. La ringrazio, signor presidente.

ENRICO NAN. Ritengo appropriato e sensato l'intervento della collega Zanotti in considerazione del fatto che, essendo questa la prima seduta dopo la pausa estiva, vi è una notevole mole di adempimenti da compiere. Tuttavia, credo che la proposta debba essere considerata alla stregua di un fatto eccezionale, non di routine.
Per quanto riguarda la rogatoria, oggi si deve decidere sul calendario indicato dal presidente - che credo vada accettato - rinviando alla prossima seduta le formalità circa il numero dei partecipanti e quant'altro si renda necessario.

CARLO TAORMINA. Pochissime parole per aderire integralmente alla proposta del senatore Calvi. Al di là della complessità che caratterizza la richiesta della collega Zanotti, si deve distinguere tra i momenti in cui si discute dell'ammissione dei documenti e quelli nei quali di questo non si tratta. È una proposta saggia e il presidente selezionerà nel migliore dei modi, come sempre fa.
Una sola notazione in relazione agli anonimi: al di là della distinzione tracciata dalla Corte costituzionale, sulla quale tutti concordiamo, la loro acquisizione è oggetto di una comunicazione il che lascia liberi i commissari di consultare l'anonimo e valutare se contenga o meno elementi interessanti. Mi permetto di dare un suggerimento: probabilmente l'inconveniente cui si è riferita la collega Zanotti può essere ovviato con una comunicazione preventiva di qualche giorno (due o tre) rispetto alla data di convocazione dell'ufficio di presidenza e/o della Commissione, affinché l'interessato si possa attivare. Mi rendo conto che ciò implica un aggravio di lavoro per gli uffici, ma credo si possa fare.

PRESIDENTE. Con il suo consenso, introdurrei una correzione, nel senso di dare facoltà al presidente di integrare per le evenienze sopraggiunte.

CARLO TAORMINA. Certo.

PRESIDENTE. Sospendo brevemente la seduta per consentire le riprese televisive.

La seduta, sospesa alle 13, è ripresa alle 13,05.

PRESIDENTE. Proseguiamo nei nostri lavori.
Considerate le osservazioni svolte dai colleghi, credo si possa rinviare alla prossima settimana la deliberazione sulle proposte giudicate meritevoli di approfondimento.
Avverto che oggi si può deliberare sulla richiesta alla procura della Repubblica di Torino di copia dei verbali degli interrogatori svolti da quella procura a partire dal mese di agosto, e l'invio alla medesima


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procura della Repubblica di Torino degli atti da essa richiesti alla Commissione oltre alla presa d'atto delle acquisizioni documentali, rinviando invece ad altra seduta le deliberazioni da me proposte nelle comunicazioni, ivi compresa la decisione su tempi e modalità della missione in Serbia.
Se non vi sono obiezioni, rimane così stabilito.
(Così rimane stabilito).

Quanto alla proposta dell'onorevole Taormina di far pervenire ai componenti della Commissione con un certo anticipo - due o tre giorni - l'elenco delle deliberazioni che verranno esaminate nella seduta successiva, preciso che ciò può avvenire lasciando al presidente la possibilità di procedere alle opportune integrazioni in relazione alle esigenze che dovessero sopravvenire.

RENZO LUSETTI. Signor presidente, può spiegare esattamente che cosa è accaduto l'altro ieri all'arrivo della documentazione dalla Svizzera? Poiché ho letto sui giornali che qualcosa è successo, può spiegare la dinamica degli eventi?

PRESIDENTE. Non è accaduto nulla di misterioso e non ho alcun problema a spiegare.
Abbiamo appreso dal Ministero della giustizia che finalmente l'evento si era consumato ed infatti con un mezzo celere il dicastero ci ha trasmesso il plico contenente i documenti. Ho immediatamente incaricato gli uffici di informare tutti i capigruppo e così è stato fatto. Presenti l'onorevole Taormina, il senatore Eufemi, chi vi parla e il senatore Cantoni intorno alle 16,20 entriamo in archivio; dopo qualche secondo arriva il senatore Lauria e successivamente gli onorevoli Consolo e Kessler, il quale - mi dispiace dirlo anche se non è presente - si dichiara sorpreso, perché non sa di che cosa si tratta (in questo caso da noi si dice che fa il «sorpreso del presepe»). Premetto di aver incontrato intorno alle 14,05 il presidente dei Democratici di sinistra, onorevole Violante, al quale ho rappresentato la difficoltà degli uffici di contattare l'onorevole Kessler, pregandolo di farlo, avendone la possibilità, perché erano arrivate le carte ed era giusto che un capogruppo della Commissione avesse la possibilità di accedervi. L'onorevole Violante ha manifestato disponibilità: certo è che l'onorevole Kessler si è presentato in archivio dichiarandosi sorpreso. Dopo avergli ricordato di aver invitato il suo capogruppo a contattarlo, l'ho pregato di evitare le interpretazioni personali, dato che l'onorevole Kessler non passa dall'archivio tutti i giorni alle 16,20! Quindi, tutti hanno avuto la possibilità di visionare le carte. L'onorevole Taormina ha fatto una osservazione...

RENZO LUSETTI. Però non le hanno visionate.

PRESIDENTE. Onorevole Lusetti, parlo un italiano comune al suo.

RENZO LUSETTI. Ho capito, però le carte non sono state visionate.

PRESIDENTE. Se sa che cosa è successo, perché mi ha fatto la domanda? Diversamente, mi permetta di completare la ricostruzione. Sto rispondendo al suo quesito con una ricostruzione minuziosa.
Dicevo che vi è stata un'osservazione dell'onorevole Taormina in punto di rito, non di merito. La documentazione è arrivata, ma sono assenti perché non raggiunti o perché lontani da Roma alcuni gruppi (la Lega, i Verdi, il gruppo Misto e Rifondazione) e non si è nelle condizioni di avere un'informativa ed un accesso collegiale. Ho considerato l'osservazione ipergarantista, come lo sono io (non mi basta più essere solamente garantista) e dato che per venerdì 12 settembre era prevista una seduta della Commissione, si è ritenuto di far slittare ad oggi l'esame dei documenti. Questa è la cronaca.
Sospendo la seduta.

La seduta, sospesa alle 13,10, è ripresa alle 14,05.

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