XIV LEGISLATURA

PROGETTO DI LEGGE - N. 4042




        Onorevoli Colleghi! - La presente proposta di legge si pone un obiettivo ambizioso: introdurre nel nostro ordinamento e nel nostro sistema di tutele il tema delle malattie rare e trae origine da un lungo e articolato lavoro nel corso del tempo che si è avvalso della fattiva e indispensabile collaborazione del mondo scientifico e dell'associazionismo impegnato in questi temi. L'Associazione "Giuseppe Dossetti - I Valori", ha promosso un convegno molto partecipato sul tema "Malattie rare e valori della vita". In tale incontro, la voce di oltre 100 associazioni dei pazienti presenti ha dato corpo alle proprie esigenze e richieste, interagendo con esponenti di primo piano del mondo scientifico e politico, questi ultimi sia della maggioranza che della opposizione. Pertanto, la voce delle associazioni ha delineato l'estrema urgenza di dare una declinazione concreta dei princìpi costituzionali di tutela della salute per le persone afflitte da patologie rare. In questa esigenza di garantire dignità e diritti a tutti e ad ognuno risalta il dramma delle persone colpite da malattie rare, recentemente riconosciuto come problema prioritario dall'Unione europea (regolamento (CE) n. 141/2000 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 dicembre 1999).
        Com'è noto le malattie rare sono un complesso di oltre 5.000 patologie, molto diverse fra loro. Tutte sono gravi e possono causare morte precoce o invalidità: per la grande maggioranza sono croniche e chi è affetto deve conviverci per l'intera esistenza.
        Le malattie rare hanno in comune la caratteristica di interessare un numero limitato di cittadini: in particolare, secondo i criteri europei, una malattia è rara quando colpisce non più di 5 su 10.000 cittadini nella Unione europea. Pertanto, una malattia che colpisca 20.000 cittadini italiani è rara. Ma, come rilevato in precedenza, le patologie rare sono molto numerose: i cittadini colpiti vanno moltiplicati per centinaia, per migliaia di patologie.
        Oltre alla gravità della patologia, queste malattie sono caratterizzate da serie difficoltà:

            1) non sono considerate sufficientemente importanti per attrarre fondi per la ricerca;

            2) esistono pochi centri adeguatamente attrezzati, nonostante esse richiedano assistenza specialistica, continua e multidisciplinare;

            3) è carente la formazione degli operatori socio-sanitari, in quanto malattie poco note;

            4) non vengono realizzati farmaci per la loro cura, in quanto il mercato è ritenuto insufficiente;

            5) infine, il peso della gestione socio-sanitaria di moltissime malattie rare oggi, prevalentemente, ricade sulla famiglia, alle prese con notevoli difficoltà con un gravoso impegno economico per attuare un'adeguata assistenza. Le conseguenti carenze si riflettono, oltre che in termini di sofferenza individuale e familiare, anche in costi economici e sociali gravanti sull'intera collettività.

        Tali considerazioni rendono indispensabile un intervento pubblico, il solo che può rispondere alle esigenze di individuazione, di coordinamento e di sorveglianza, nonché assicurare il migliore uso delle risorse disponibili.
        Anche in questo, come in altri ambiti, l'Italia ha avuto un ruolo pionieristico, inserendo le malattie rare fra i punti fondamentali del Piano sanitario nazionale 1998-2000 elaborato dall'allora Ministro della sanità Bindi; in seguito, dopo anni di attesa, il regolamento di cui al decreto del Ministro della sanità 18 maggio 2001, n. 279, ha sancito l'esenzione dalla partecipazione ai costi sanitari per circa 350 patologie e ha avviato la costituzione della rete nazionale delle malattie rare che fa capo al Registro nazionale delle malattie rare istituito presso l'Istituto superiore di sanità (indirizzo Internet http://www.malattierare.iss.it). Infine, nel luglio 2002 è stato finalmente siglato l'accordo fra Stato e regioni per iniziative comuni relativo all'attuazione del citato regolamento di cui al decreto del Ministro della sanità n. 279 del 2001. Pertanto l'Italia non può ora segnare il passo, rallentando la realizzazione e il necessario aggiornamento delle iniziative avviate. La presente proposta di legge intende affrontare il problema delle malattie rare mettendo al centro la persona affetta e la sua famiglia, recependo e sintetizzando le istanze e le esigenze espresse dal mondo delle associazioni. In Italia in base ai dati a disposizione da parte degli istituti di ricerca si ipotizza che i cittadini sofferenti di patologie rare siano oltre due milioni.
        Pertanto, la presente proposta di legge prevede:

            a) attività tese al miglioramento delle conoscenze e alla realizzazione di programmi di prevenzione;

            b) garanzie di condizioni di equità, di appropriatezza e tempestività per la diagnosi, il trattamento terapeutico e la riabilitazione;

            c) interventi per alleviare il peso sociale che grava sui malati e sulle famiglie. In particolare si tratta di:

                1) dare piena e completa attuazione al regolamento di istituzione della rete nazionale delle malattie rare, di cui al citato decreto del Ministro della sanità 18 maggio 2001, n. 279, al fine di: assicurare specifiche forme di tutela socio-sanitaria ed economica; rafforzare il sistema di sorveglianza tramite l'Istituto superiore di sanità; promuovere attività di formazione e di informazione per gli operatori sanitari e per le famiglie; promuovere la ricerca scientifica sulle malattie rare; promuovere attività di collaborazione tra le istituzioni pubbliche e le associazioni di riferimento;

                2) promuovere la ricerca, lo sviluppo e l'immissione in commercio dei medicinali cosiddetti "orfani", in particolare mediante misure di aiuto alla ricerca a favore delle piccole e medie imprese farmaceutiche, ai sensi dell'articolo 9 del citato regolamento (CE) n. 141/2000.




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