Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 872 del 7/3/2001
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(Esame dell'articolo 5 - A.C. 7570)

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 5, nel testo della Commissione, identico a quello approvato dal Senato, e del complesso degli emendamenti ad esso presentati (vedi l'allegato A - A.C. 7570 sezione 5).
Nessuno chiedendo di parlare, invito il relatore ad esprimere il parere della Commissione.

EMILIO DELBONO, Relatore. La Commissione esprime parere contrario su tutti gli emendamenti.

PRESIDENTE. Il Governo?

ORNELLA PILONI, Sottosegretario di Stato per il lavoro e la previdenza sociale. Il Governo concorda con il parere della Commissione.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento Gazzara 5.1.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Gazzara. Ne ha facoltà.

ANTONINO GAZZARA. L'articolo 5, di cui chiediamo la soppressione, è composto di due parti, la prima delle quali è significativa perché estende con effetto retroattivo e in via di interpretazione autentica (ecco la motivazione) il diritto di privilegio generale sui beni mobili ai crediti retributivi dei soci lavoratori.
Signor Presidente, lei comprenderà la delicatezza e la difficoltà di applicazione, oltre che la responsabilità che ciò comporta per chi dovrà decidere su una materia così vasta gravando la cooperativa di questo peso.
Si fissano poi la competenza del giudice ordinario per le controversie inerenti al rapporto associativo e quella funzionale del giudice del lavoro per le controversie inerenti al rapporto di lavoro del socio, mentre per le controversie sul rapporto di lavoro si applicano le procedure di conciliazione e arbitrato rituali previste in materia di pubblico impiego. Già questa differenza sottolinea la difficoltà in cui ci muoviamo.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Gazzara 5.1, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (
Vedi votazioni).
(Presenti e votanti 300
Maggioranza 151
Hanno votato
sì 112
Hanno votato
no 188
Sono in missione 51 deputati).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Gazzara 5.2, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).


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Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e votanti 287
Maggioranza 144
Hanno votato
sì 107
Hanno votato
no 180
Sono in missione 51 deputati).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Taborelli 5.8, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 285
Votanti 284
Astenuti 1
Maggioranza 143
Hanno votato
sì 105
Hanno votato
no 179
Sono in missione 51 deputati).

Passiamo alla votazione dell'emendamento Michielon 5.6.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Michielon. Ne ha facoltà. Il suo gruppo ha ancora quattro minuti a disposizione.

MAURO MICHIELON. Al secondo comma dell'articolo 5 si prevede che le controversie sui rapporti di lavoro tra i soci lavoratori e le cooperative rientrano nelle competenze funzionali del giudice del lavoro. Con il nostro emendamento chiediamo che, prima di arrivare al giudice del lavoro, si possano adottare le procedure arbitrali ai sensi degli articoli 806 e seguenti del codice di procedura civile. Riteniamo che il ricorso al giudice del lavoro debba essere l'ultima spiaggia, mentre la procedura arbitrale appare più razionale, anche perché consente di arrivare alla conciliazione.
Per questi motivi invito i colleghi a votare a favore dell'emendamento che ha lo scopo di coinvolgere i giudici del lavoro solo in casi estremi, cercando di comporre le divergenze di lavoro a livello arbitrale.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Michielon 5.6, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (
Vedi votazioni).
(Presenti e votanti 311
Maggioranza 156
Hanno votato
sì 123
Hanno votato
no 188
Sono in missione 51 deputati).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Michielon 5.7, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e votanti 314
Maggioranza 158
Hanno votato
sì 128
Hanno votato
no 186
Sono in missione 51 deputati).

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE LORENZO ACQUARONE (ore 15,10)

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Taborelli 5.20, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).


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Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (
Vedi votazioni).

(Presenti e Votanti 319
Maggioranza 160
Hanno votato
sì 131
Hanno votato
no 188).

Passiamo alla votazione dell'emendamento Michielon 5.19.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Michielon. Ne ha facoltà.

MAURO MICHIELON. Signor Presidente, l'emendamento in esame potrebbe essere definito un «emendamento-dossier»: infatti, se i colleghi avessero avuto la bontà di leggersi il dossier preparato dal servizio studi, avrebbero potuto verificare che mentre al secondo comma dell'articolo 5 si parla genericamente di decreti legislativi, il dossier del servizio studi specifica che sarebbe meglio fare riferimento agli articoli 69 e 69-bis del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, e successive integrazioni e modificazioni.
Dunque, quello in esame non è un emendamento di schieramento, ma nasce dall'attenta lettura del dossier. In tale documento è esplicitato che riferirsi in termini generici ai decreti legislativi potrebbe creare confusione. Pertanto, invito l'Assemblea ad esprimere un voto favorevole anche come forma di riconoscimento del buon lavoro che fanno i nostri uffici studi.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Michielon 5.19, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (
Vedi votazioni).

(Presenti e Votanti 332
Maggioranza 167
Hanno votato
sì 141
Hanno votato
no 191).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Covre 5.21, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).

(Presenti e Votanti 336
Maggioranza 169
Hanno votato
sì 145
Hanno votato
no 191).

PAOLO SCARPA BONAZZA BUORA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

PAOLO SCARPA BONAZZA BUORA. Signor Presidente, ieri sera abbiamo cominciato l'esame del provvedimento concernente il ristoro dei danni subiti dai vari attori della filiera dei bovini da carne. Oggi troviamo un ordine del giorno completamente diverso e sovvertito. Sebbene continuiamo ad avere dei dubbi sulla validità del decreto-legge concernente l'encefalopatia spongiforme bovina, riteniamo che sia assolutamente indispensabile, visti i danni enormi che sono stati subiti...

PRESIDENTE. Onorevole Scarpa Bonazza Buora, mi scusi se la interrompo; poco fa tale questione è stata sollevata dall'onorevole Leone al quale ha risposto il Presidente Violante, dando un preciso timing: la questione, dunque, è già stata decisa.

ELIO VITO. È per un'inversione dell'ordine del giorno!

PAOLO SCARPA BONAZZA BUORA. Signor Presidente, se mi consente di terminare il mio intervento...


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PRESIDENTE. Prego, onorevole Scarpa Bonazza Buora.

PAOLO SCARPA BONAZZA BUORA. La ringrazio. Dunque, vorrei insistere e chiedo formalmente, a nome del gruppo di Forza Italia (da cui sono stato autorizzato), che sia ascoltata l'opinione del Governo al riguardo e che sia posta in votazione la mia richiesta di passare immediatamente, senza altri indugi, all'esame e alla conclusione dell'iter di quel provvedimento.

PRESIDENTE. Onorevole Scarpa Bonazza Buora, mi duole ricordarle che fino a che non sarà esaurito l'esame del provvedimento di cui stiamo discutendo, la sua proposta è inammissibile.

ELIO VITO. Ci sono state decine di precedenti, signor Presidente!

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Taborelli 5.22, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (
Vedi votazioni).

(Presenti e Votanti 335
Maggioranza 168
Hanno votato
sì 141
Hanno votato
no 194).

Passiamo alla votazione dell'emendamento Michielon 5.23.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Michielon. Ne ha facoltà. Onorevole Michielon, la prego di tener conto del fatto che il suo gruppo ha ancora 2 minuti di tempo a disposizione.

MAURO MICHIELON. Signor Presidente, quello in esame è un emendamento di buonsenso. Nel provvedimento si stabilisce che i contenziosi inerenti i rapporti di lavoro dei soci di cooperative debbano essere decisi dal giudice del lavoro. Tuttavia, l'articolo 409 del codice di procedura civile non prevede che il giudice del lavoro decida su tale tipo di conflitti. Pertanto, è logico che per consentire ai giudici del lavoro di operare, debba essere prevista una modifica al codice di procedura civile.
Il nostro emendamento, dunque, viene proposto per consentire che la normativa da voi predisposta sia compatibile con l'ordinamento. Invito, pertanto, l'Assemblea ad esprimere voto favorevole, altrimenti i contenziosi non potranno essere risolti dal giudice del lavoro.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Michielon 5.23, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (
Vedi votazioni).
(Presenti e votanti 337
Maggioranza 169
Hanno votato
sì 147
Hanno votato
no 190).

Avverto i colleghi, secondo consuetudine, che sono presenti in tribuna alcune classi dell'Istituto professionale per l'agricoltura e l'ambiente di Potenza, che salutiamo (Generali applausi, cui si associano i membri del Governo).
Passiamo alla votazione dell'emendamento Michielon 5.24.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Michielon. Ne ha facoltà.

MAURO MICHIELON. Signor Presidente, le chiedo la cortesia di concedermi un po' di tempo aggiuntivo per illustrare rapidamente gli emendamenti che ho segnalato: non ha senso, infatti, che mi si facciano segnalare gli emendamenti, se poi non riesco ad illustrarli.


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PRESIDENTE. Onorevole Michielon, potrà utilizzare il tempo per gli interventi a titolo personale: comunque, al momento ha ancora uno scampolo del tempo assegnato al suo gruppo.

MAURO MICHIELON. Grazie, Presidente.
Credo che questo emendamento farà piacere soprattutto alla sinistra. Infatti esso propone quanto segue: «Qualora venga accertato dall'autorità giudiziaria che il rapporto di lavoro instaurato tra il socio lavoratore e la cooperativa nella forma di collaborazione coordinata non occasionale configuri in realtà un rapporto di lavoro subordinato, esso si converte in rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato». Credo sia giusto che ogni infrazione abbia una sanzione, ed è appunto un'infrazione se qualcuno maschera un rapporto di lavoro subordinato dietro la figura del socio lavoratore. Nel caso in cui l'autorità giudiziaria accerti una simile situazione, è giusto che il rapporto di lavoro venga trasformato in rapporto a tempo indeterminato. Invito quindi i colleghi, in particolare il collega Strambi e il suo gruppo, a votare a favore.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Strambi. Ne ha facoltà.

ALFREDO STRAMBI. Signor Presidente, è un po' curioso l'emendamento presentato dall'onorevole Michielon, al quale ricordo che esso è la copia di un altro suo emendamento riferito ad un diverso provvedimento, quello relativo ai lavoratori atipici. Io avevo già assicurato che avrei votato a favore di quell'emendamento, ma quando sono andato ad esaminare il fascicolo degli emendamenti relativi a quel provvedimento mi sono reso conto che, caso strano, l'onorevole Michielon lo aveva ritirato.

MAURO MICHIELON. No, è diverso!

ALFREDO STRAMBI. L'hai ritirato!

FABIO CALZAVARA. Vergogna, Michielon!

ALFREDO STRAMBI. Ripeto, io avrei votato a favore di quell'emendamento, ma ora ha un carattere così strumentale che voterò contro.

PRESIDENTE. Onorevole Stambi, siamo agli ultimi giorni, non arrossiamo troppo!
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Lo Presti. Ne ha facoltà.

ANTONINO LO PRESTI. Signor Presidente, se l'attività legislativa deve essere condizionata da queste ripicche personali, francamente chiudo baracca, me ne vado e ci rivediamo probabilmente nella prossima legislatura (Applausi)! Non ha senso che si discuta della validità di un emendamento in termini di ripicche personali e il collega Strambi è fin troppo acuto ed intelligente per cadere in questo tipo di atteggiamento.
In realtà, le due fattispecie sono completamente diverse. Se nel provvedimento relativo ai lavoratori atipici non è più presente quell'emendamento, non significa che nell'ambito del progetto di legge in esame non si possa inserire una norma che è di civiltà giuridica e assolutamente coerente con una normativa che, peraltro, i magistrati comunque sarebbero tenuti ad applicare nel momento in cui dovessero trovarsi di fronte alla simulazione di un rapporto di lavoro subordinato. Evitiamo quindi, secondo il mio modesto parere, le ripicche personali, e se l'emendamento è convincente, onorevole Strambi, avete il dovere morale e politico di votarlo.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Cangemi. Ne ha facoltà.

LUCA CANGEMI. Il gruppo di Rifondazione comunista voterà ovviamente a favore di questo emendamento. Vorrei tuttavia far notare che i colleghi della destra (non l'onorevole Michielon, ma i


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colleghi delle altre formazioni della destra) compiono un'inversione radicale rispetto a quello che è sempre stato il loro atteggiamento quando si è trattato di questi argomenti, in quanto emendamenti o posizioni simili a questa sono stati sempre bollati dagli autorevoli esponenti del Polo delle libertà come statalisti e illiberali. Noi invece continuiamo sulla linea che ci ha sempre caratterizzati e votiamo con piacere a favore di questo emendamento.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Michielon 5.24, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (
Vedi votazioni).
(Presenti 369
Votanti 368
Astenuti 1
Maggioranza 185
Hanno votato
sì 172
Hanno votato
no 196).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 5.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 361
Votanti 355
Astenuti 6
Maggioranza 178
Hanno votato
sì 195
Hanno votato
no 160).

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