Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 872 del 7/3/2001
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(Esame dell'articolo 3 - A.C.7570)

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 3, nel testo della Commissione, identico a quello del Senato, e del complesso degli emendamenti ad esso presentati (vedi l'allegato A - A.C. 7570 sezione 3).
Nessuno chiedendo di parlare, invito il relatore ad esprimere il parere della Commissione.

EMILIO DELBONO, Relatore. Il parere è contrario su tutti gli emendamenti all'articolo 3.

PRESIDENTE. Il Governo?

ORNELLA PILONI, Sottosegretario di Stato per il lavoro e la previdenza sociale. Il Governo concorda con il parere espresso dal relatore.

ANTONINO LO PRESTI. Chiedo di parlare per avere un chiarimento.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ANTONINO LO PRESTI. Signor Presidente, vorrei sapere quali sono gli emendamenti che saranno sottoposti al vaglio dell'Assemblea.

PRESIDENTE. Onorevole Lo Presti, si tratta degli emendamenti Covre 3.18, Michielon 3.19, Prestigiacomo 3.1, Taborelli 3.22, Gazzara 3.25, Prestigiacomo 3.2, Michielon 3.14, Taborelli 3.28, Prestigiacomo 3.3, Taborelli 3.29, Gazzara 3.30, 3.31, 3.12 e 3.4, Prestigiacomo 3.8 e Gazzara 3.34. Si tratta, inoltre, degli emendamenti Taborelli 3.35, degli identici emendamenti Michielon 3.17 e Gazzara 3.37 e dell'emendamento Taborelli 3.38.

ANTONINO LO PRESTI. Grazie, signor Presidente.


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PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento Covre 3.18.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Michielon. Ne ha facoltà.

MAURO MICHIELON. Signor Presidente, vorrei che l'Assemblea prestasse un attimo di attenzione alle modalità di calcolo del trattamento economico dei soci lavoratori di cooperative. Al comma 1 dell'articolo 3 si legge quanto segue: «(...) le società cooperative sono tenute a corrispondere al socio lavoratore un trattamento economico complessivo proporzionato alla quantità e qualità del lavoro prestato e comunque non inferiore ai minimi previsti, per prestazioni analoghe, dalla contrattazione collettiva nazionale del settore o della categoria affine, ovvero, per i rapporti di lavoro diversi da quello subordinato, in assenza di contratti o accordi collettivi specifici, ai compensi medi in uso per prestazioni analoghe rese in forma di lavoro autonomo». Ecco, credo che siamo veramente al paradosso e al dirigismo totale.
Si parla molto di flessibilità e di autonomia nella contrattazione e noi con l'emendamento 3.18 proponiamo di sostituire il comma di cui ho dato lettura con una disposizione estremamente semplice e chiara, del seguente tenore: «Ai soci lavoratori si applicano i contratti collettivi e le norme di legge in materia di lavoro subordinato ed autonomo, ivi comprese le norme in materia di assicurazione contro gli infortuni sul lavoro». Si tratta di una disposizione che fa salvi i contratti collettivi e le normative in materia di lavoro subordinato ed autonomo, oltre ad essere un testo estremamente chiaro ed asciutto.
Invito pertanto i colleghi a votare a favore di questo emendamento, perché il testo attuale può produrre solo confusione e malintesi e certamente non fa onore alle cooperative. Infatti, se dobbiamo essere noi a dire alle assemblee di soci quanto debba percepire uno di loro rispetto all'altro, vuol dire che pensiamo che più che di una cooperativa si tratti di un insieme di persone che cercano di portarsi via lo stipendio l'una con l'altra. Ritengo sia offensivo ragionare in questi termini nei confronti delle cooperative e dei loro soci, per cui invito tutti i colleghi a votare a favore dell'emendamento Covre 3.18, che oltre ad essere, ripeto, estremamente chiaro, riconosce anche maggiore dignità ai soci lavoratori delle cooperative.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Lo Presti. Ne ha facoltà.

ANTONINO LO PRESTI. Signor Presidente, nel corso di uno dei miei interventi ho definito l'articolo 3 una norma ingannatrice: ebbene, essa non è soltanto ingannatrice, ma anche molto pericolosa. Prevedere, infatti, un trattamento economico complessivo - poi tornerò su quest'ultimo termine - non inferiore a quello previsto dai contratti collettivi non significa in concreto offrire un trattamento uguale a quello previsto dai contratti collettivi. Qui sta l'inganno, che può portare, e sicuramente porterà, a situazioni di gravissima disparità di trattamento, all'interno delle cooperative, tra i soci lavoratori. Nell'espressione «trattamento economico complessivo», infatti, si nasconde una serie di insidie e di emolumenti che possono sfuggire, e sicuramente sfuggiranno, alla contrattazione collettiva e che andranno anche a falsare il rapporto di concorrenza tra le diverse cooperative. Ci saranno, infatti, cooperative che applicheranno i contratti collettivi ed altre che applicheranno i minimi previsti dai contratti collettivi, ma con un trattamento complessivo diverso, trovandosi evidentemente al riparo dalla legislazione previdenziale ed in una posizione di vantaggio nel rapporto di concorrenza con le altre cooperative.
Ecco perché l'emendamento 3.18, nella sua semplicità, che dovrebbe caratterizzare tutte le norme di legge che questo Parlamento vara, dispone con chiarezza che sono applicabili i contratti collettivi, punto e basta. Non c'è bisogno di ricorrere a questo artificio che crea ulteriori confusioni, apre spazi enormi e rende


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possibili vere e proprie truffe ai danni degli stessi lavoratori, ma soprattutto ai danni di un sistema che vedrebbe alterate le regole fondamentali della concorrenza.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Covre 3.18, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Prego i colleghi di votare personalmente.

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (
Vedi votazioni).
(Presenti 410
Votanti 409
Astenuti 1
Maggioranza 205
Hanno votato
sì 189
Hanno votato
no 220).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Michielon 3.19, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 400
Votanti 399
Astenuti 1
Maggioranza 200
Hanno votato
sì 187
Hanno votato
no 212).

Passiamo alla votazione dell'emendamento Prestigiacomo 3.1.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Lo Presti. Ne ha facoltà.

ANTONINO LO PRESTI. Mi ero ripromesso di tornare sul termine «complessivo». «Trattamento economico complessivo» significa che oltre allo stipendio base, che evidentemente è di un certo livello, può essere di un certo tipo, la cooperativa, proprio in virtù delle prerogative che le vengono riconosciute, nella gestione del rapporto con il socio lavoratore, dal regolamento che dovrà varare, può prevedere per esempio degli emolumenti che hanno una natura compensativa del rapporto di lavoro ma che in realtà vengono sussunti sotto uno schema e sotto un profilo diverso, quale potrebbe essere, per esempio, il rimborso spese, essendo il socio lavoratore anche soggetto che partecipa alla gestione della cooperativa.
Evidentemente adottare questo trucco, cioè gravare gli stipendi, gli emolumenti di voci non retributive ma che poi nella sostanza tali sarebbero, significa alterare il corretto rapporto che deve sussistere tra datore di lavoro e lavoratore, significa di fatto violare le normative che impongono, per esempio, l'applicazione dei parametri contributivi su uno stipendio interamente inteso. Per tale ragione, è opportuna l'abrogazione del termine «complessivo», che, come dicevo poc'anzi, aggrava e crea situazioni di disparità di trattamento e di incertezza nell'ambito di quello che deve essere invece un rapporto assolutamente trasparente tra socio lavoratore e cooperativa.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Gazzara. Ne ha facoltà.

ANTONINO GAZZARA. Desidero ribadire le difficoltà in cui ci troviamo dovendo esaminare gli emendamenti riferiti a questo provvedimento. Quando si è discusso di questo emendamento nel Comitato dei nove... Presidente, gradirei, per cortesia, che ascoltasse questo passaggio.

PRESIDENTE. Le chiedo scusa, onorevole Gazzara.

ANTONINO GAZZARA. Dicevo, per rappresentare la difficoltà in cui ci muoviamo noi come opposizione, che quando


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si è discusso di questo emendamento nel Comitato dei nove il relatore non si è limitato ad esprimersi a favore o contro, ma ha osservato che in realtà la dicitura appare ambigua ma poi non più di tanto e che comunque l'approvazione della legge è prioritaria. Ecco perché all'inizio parlavo di un testo blindato, che mette in gravi difficoltà l'opposizione, la quale deve reggere questo ruolo e mantenere il numero legale in aula, altrimenti il provvedimento non si approva.

PRESIDENTE. Lei comprende, onorevole Gazzara, che la cosiddetta blindatura dipende più dalla blindatura della settimana che non da quella del provvedimento.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Prestigiacomo 3.1, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (
Vedi votazioni).
(Presenti 407
Votanti 405
Astenuti 2
Maggioranza 203
Hanno votato
sì 190
Hanno votato
no 215).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Taborelli 3.22, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 395
Votanti 394
Astenuti 1
Maggioranza 198
Hanno votato
sì 182
Hanno votato
no 212).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Gazzara 3.25, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 393
Votanti 392
Astenuti 1
Maggioranza 197
Hanno votato
sì 181
Hanno votato
no 211).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Prestigiacomo 3.2, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 396
Votanti 395
Astenuti 1
Maggioranza 198
Hanno votato
sì 186
Hanno votato
no 209).

Passiamo alla votazione dell'emendamento Michielon 3.14.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Michielon. Ne ha facoltà.

MAURO MICHIELON. Con questo emendamento si cerca di ridare un po' di autonomia ed anche un po' di dignità a questa legge concernente le cooperative.
Proponiamo che per quanto riguarda la retribuzione del socio lavoratore invece di far riferimento alla contrattazione collettiva nazionale si faccia riferimento ai contratti collettivi stipulati tra le associazioni del movimento cooperativo e le organizzazioni sindacali dei lavoratori o, in mancanza, delle categorie affini.


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Penso cioè che le cooperative non debbano avvalersi della contrattazione collettiva nazionale perché ciò non farebbe onore alle stesse cooperative e sminuirebbe il loro valore.
Credo che questo sia un punto importante e sottolineandolo mi rivolgo soprattutto al partito Popolare perché faccia sì che queste cooperative, di cui si è sempre vantato di essere stato il padre, riescano ad avere una propria autonomia ed una propria dignità senza appiattirsi sui contratti collettivi nazionali che sono frutto di contrattazioni sindacali che nulla hanno a che fare con lo spirito con il quale sono nate tali cooperative.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Teresio Delfino, al quale assegno un minuto, essendo esaurito il tempo a disposizione del suo gruppo. Ne ha facoltà.

TERESIO DELFINO. Aderisco all'emendamento Michielon 3.14 anche perché nell'ultimo periodo dell'articolo 2 si diceva che in relazione alla peculiarità del sistema delle cooperative forme specifiche di esercizio dei diritti sindacali possono essere individuate in sede di accordi collettivi tra le associazioni nazionali del movimento cooperativo e le organizzazioni sindacali dei lavoratori.
A me pare che, con riferimento al principio del pansindacalismo, che comunque il provvedimento introduce, questa norma di salvaguardia debba essere approvata perché garantirebbe comunque la specificità già affermata, come ho appena detto, nell'articolo 2.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Lo Presti. Ne ha facoltà.

ANTONINO LO PRESTI. Desidero intanto ringraziare gli uffici del servizio Assemblea per aver fornito l'elenco completo degli emendamenti perché ciò ci consentirà di non perdere tempo.
Presidente, il fatto che siamo alla fine della legislatura non giustifica, in base a ciò che lei ha detto, che si debbano approvare delle cattive leggi. Gradirei pertanto che sugli emendamenti che verranno d'ora in poi posti in votazione la Camera sia più attenta. Ripeto: l'affermazione che poc'anzi ha fatto, Presidente, mi ha lasciato veramente perplesso.

PRESIDENTE. Mi scusi, onorevole Lo Presti, perché lei possa replicare voglio dirle che io ho detto soltanto che ciò che è blindato è l'arco di tempo e non il provvedimento.

ANTONINO LO PRESTI. Per l'appunto! Il fatto che sia blindato l'arco del tempo, non giustifica che noi dobbiamo fare delle cattive leggi.

PRESIDENTE. No! Per carità!

ANTONINO LO PRESTI. Questo significa lanciare all'opinione pubblica un messaggio assolutamente devastante. In altre parole, il Parlamento pur di sbrigarsi e di varare delle leggi è pronto a fare anche delle schifezze.

PRESIDENTE. A volte cattive leggi le abbiamo fatte indipendentemente dal tempo!

ANTONINO LO PRESTI. Si saranno assunti le responsabilità coloro i quali le hanno fatte.

PRESIDENTE. Quella è una variabile indipendente.

ANTONINO LO PRESTI. Questa responsabilità non me la voglio assumere perché ritengo di dover fare fino in fondo, al pari di tutti gli altri miei colleghi, il mio dovere.
Spero che da qui in poi la Camera, magari dopo queste riflessioni e questi cortesi chiarimenti, mediti più attentamente su quello che stiamo facendo perché non stiamo rendendo un servizio al sistema delle cooperative (Applausi dei deputati dei gruppi della Lega nord Padania e di Forza Italia).


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EMILIO DELBONO, Relatore. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

EMILIO DELBONO, Relatore. Capisco che in uno scontro politico parlamentare si utilizzino tutte le armi, ma questo emendamento è paradossalmente strumentale. È del tutto evidente che la contrattazione collettiva si fa tra le parti sociali e, per quanto riguarda le cooperative, esse sono le associazioni di rappresentanza del movimento cooperativo, da una parte, e le organizzazioni sindacali, dall'altra.
È paradossale che in questa circostanza si cerchi di giustificare gli emendamenti con motivazioni del tutte infondate.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Michielon 3.14, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (
Vedi votazioni).
(Presenti 408
Votanti 406
Astenuti 2
Maggioranza 204
Hanno votato
sì 181
Hanno votato
no 225).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Taborelli 3.28, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 385
Votanti 384
Astenuti 1
Maggioranza 193
Hanno votato
sì 172
Hanno votato
no 212).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Prestigiacomo 3.3, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 400
Votanti 398
Astenuti 2
Maggioranza 200
Hanno votato
sì 175
Hanno votato
no 223).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Taborelli 3.29, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 408
Votanti 407
Astenuti 1
Maggioranza 204
Hanno votato
sì 187
Hanno votato
no 220).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Gazzara 3.30, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 403
Votanti 402
Astenuti 1
Maggioranza 202


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Hanno votato
sì 184
Hanno votato
no 218).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Gazzara 3.31, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 402
Votanti 400
Astenuti 2
Maggioranza 201
Hanno votato
sì 180
Hanno votato
no 220).

Passiamo alla votazione dell'emendamento Gazzara 3.12.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Gazzara. Ne ha facoltà.

ANTONINO GAZZARA. Presidente, proponiamo di sostituire le parole «analoghe rese» con «di identico contenuto e valenza professionale rese». Intendiamo con ciò sottoporre all'attenzione dell'Assemblea la differenza sostanziale esistente tra un'attività di lavoro professionale e un'attività di lavoro subordinato. Pertanto, ci pare pericolosa e di difficile interpretazione la formulazione del testo.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Gazzara 3.12, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (
Vedi votazioni).
(Presenti 412
Votanti 409
Astenuti 3
Maggioranza 205
Hanno votato
sì 184
Hanno votato
no 225).

Passiamo alla votazione dell'emendamento Gazzara 3.4.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Taborelli. Ne ha facoltà.

MARIO ALBERTO TABORELLI. Signor Presidente, il secondo comma dell'articolo 4 è un esempio di scuola di come questa legge definisca in modo ambiguo e confuso il ruolo del socio lavoratore. Se nella situazione italiana le cooperative fossero realmente basate sul principio della mutualità - come avviene in realtà soltanto in una parte di esse, probabilmente minoritaria -, il socio lavoratore avrebbe un ruolo assai più simile a quello dell'imprenditore che a quello del dipendente; sarebbe, anzi, un imprenditore a tutti gli effetti, anche se con un ruolo e caratteristiche per molti aspetti particolari. Questa condizione implicherebbe una partecipazione attiva al rischio di impresa e, quindi, attraverso meccanismi assai agili, agli utili ma, ovviamente, anche alle eventuali perdite. La previsione contenuta nel comma di cui chiediamo l'abrogazione fissa in modo estremamente burocratico i margini di fluttuazione rispetto alla contrattazione collettiva nazionale del settore con criteri che fanno pensare piuttosto ad un sistema di incentivi aziendali, di partecipazione dei dipendenti agli utili dell'impresa, che non al ruolo specifico di imprenditore-lavoratore caratteristico, invece, del socio della cooperativa. Per tali motivi, signor Presidente, abbiamo presentato questo emendamento soppressivo del comma 2 dell'articolo 3.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Gazzara 3.4, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.


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Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (
Vedi votazioni).
(Presenti 408
Votanti 407
Astenuti 1
Maggioranza 204
Hanno votato
sì 180
Hanno votato
no 227).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Prestigiacomo 3.8, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 397
Votanti 395
Astenuti 2
Maggioranza 198
Hanno votato
sì 172
Hanno votato
no 223).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Gazzara 3.34, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 398
Votanti 397
Astenuti 1
Maggioranza 199
Hanno votato
sì 173
Hanno votato
no 224).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Taborelli 3.35, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 404
Votanti 403
Astenuti 1
Maggioranza 202
Hanno votato
sì 178
Hanno votato
no 225).

Passiamo alla votazione degli identici emendamenti Michielon 3.17 e Gazzara 3.37.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Michielon. Ne ha facoltà.

MAURO MICHIELON. Signor Presidente, vorrei rilevare come il provvedimento in esame neghi qualsiasi tipo di autonomia alle cooperative. Siamo arrivati al paradosso che l'articolo 3, comma 2, lettera b), prevede che «in sede di approvazione del bilancio di esercizio, a titolo di ristorno, in misura non superiore al 30 per cento dei trattamenti retributivi complessivi (...)», il che vuol dire che ai lavoratori non si può riconoscere un ristorno superiore al 30 per cento della retribuzione.
Penso sia paradossale che ciò debba essere stabilito per legge. Credo che siamo veramente alla follia: una normativa che dovrebbe essere di indirizzo è invece impositiva e stabilisce anche di quanto possa essere il ristorno a favore dei lavoratori (lo ripeto, non più del 30 per cento della retribuzione). Con il mio emendamento 3.17 proponiamo di sopprimere il limite del 30 per cento: sarà l'assemblea della cooperativa a stabilire l'entità del ristorno. Non è ammissibile, non è accettabile che per legge si stabilisca l'entità di detto ristorno; peraltro, non so quale fondamento costituzionale abbia una previsione del genere.
Per tali ragioni, invito i colleghi a votare a favore del mio emendamento 3.17, al fine di dare una vera autonomia ed una dignità alle cooperative.
Al collega Delbono faccio presente, poi, che il sottoscritto non presenta emendamenti


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strumentali; a tal fine, gli ricordo il titolo di questo disegno di legge: «Revisione della legislazione in materia cooperativistica, con particolare riferimento alla posizione del socio lavoratore». L'emendamento presentato dal sottoscritto è calzante, in quanto stiamo discutendo di cooperative e di soci lavoratori; probabilmente al Senato non hanno capito questo ed hanno approvato un emendamento che si riferisce alla contrattazione collettiva nazionale, non sapendo ciò che lei ha cercato di spiegarmi.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Viale. Ne ha facoltà.

EUGENIO VIALE. Signor Presidente, ci troviamo di fronte nuovamente ad un articolato assurdo.
L'articolo 3 prevede anzitutto che al socio lavoratore debba essere garantito un minimo salariale, affermando un principio dirigista con il quale noi non concordiamo; ma quel che è peggio, come ha rilevato il collega Michielon, è che si stabilisce anche un tetto massimo di retribuzione, con la conseguenza che se la cooperativa è brava, fa bene il suo lavoro, guadagna e si sviluppa, non può distribuire più del 30 per cento del minimo salariale. O tale cooperativa viene considerata qualcosa di statale, di fisso, di rigido, di burocratico, oppure, se è un'impresa, come viene qualificata, perché non lasciare che, in quanto capace e brava, abbia utili maggiori da distribuire poi ai soci? Credo che tale previsione contrasti con i principi dell'ordinamento, anche dal punto di vista costituzionale.
Noi chiediamo che quantomeno sia abolito questo tetto massimo, che è un assurdo. Si vuole stabilire esattamente, a livello statale, ciò che deve fare la gente; si vogliono cioè far applicare surrettiziamente i principi del socialismo reale anche in Italia, mentre la storia ha dimostrato che i principi del socialismo reale, del comunismo, sono sbagliati.
Noi chiediamo almeno l'approvazione di questo emendamento (Applausi dei deputati del gruppo di Forza Italia).

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti Michielon 3.17 e Gazzara 3.37, non accettati dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (
Vedi votazioni).
(Presenti 334
Votanti 333
Astenuti 1
Maggioranza 167
Hanno votato
sì 120
Hanno votato
no 213).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Taborelli 3.38, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 328
Votanti 327
Astenuti 1
Maggioranza 164
Hanno votato
sì 114
Hanno votato
no 213).

Passiamo alla votazione dell'articolo 3.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Lo Presti. Ne ha facoltà.

ANTONINO LO PRESTI. Non vorrei che passasse un messaggio diverso da quello che l'opposizione vorrebbe lanciare, vale a dire che noi siamo contro il disegno di legge in esame tout court, in assoluto, cioè che siamo contrari ad un'ipotesi di regolamentazione del rapporto tra cooperativa e socio e che quindi la posizione del centrodestra in qualche modo confligga


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con quelle che sono le pur legittime aspettative di un mondo che da tempo attende questa regolamentazione.
Il motivo per il quale voteremo contro l'articolo 3 risiede proprio nel fatto che questa norma, a nostro avviso, è la più emblematica della gravità di un provvedimento legislativo che, nell'assoluta presunzione di una maggioranza, vorrebbe risolvere determinate problematiche, ma che non fa altro che aggravarle!
Abbiamo già analizzato in tutti i suoi aspetti la portata di questa disposizione normativa. È una norma che crea le condizioni per un'irreparabile disparità di trattamento all'interno del sistema cooperativistico perché pregiudica quelle cooperative che da tempo - proprio nel rispetto delle regole e della legislazione - hanno assunto dei comportamenti conformi alle disposizioni vigenti e quelle cooperative che, invece, attraverso questa legge, a nostro avviso, tentano di entrare in un gioco più grande di loro, approfittando delle scappatoie che questo disegno di legge fornisce riguardo ai costi che una cooperativa deve sopportare, primo tra i quali quello per la mano d'opera.
Queste sono le ragioni per le quali non vorremmo che passasse un messaggio assolutamente negativo. Noi vorremmo una legge giusta; noi vorremmo una legge che, anziché aggravare le discrasie esistenti nel sistema, le risolvesse e le appianasse; noi vorremmo una legge che, in qualche modo, risolvesse le incongruenze che sono sotto agli occhi di tutti e che anche in questa sede abbiamo avuto modo di dibattere.
Queste sono le ragioni per le quali voteremo convintamente contro l'articolo 3 e per le quali voteremo convintamente contro l'intero disegno di legge.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Michielon. Ne ha facoltà.

MAURO MICHIELON. Credo che l'articolo 3 sia la sintesi della denuncia fatta dalla Confcooperative rispetto a questo testo. Questa organizzazione, infatti, ha lanciato un appello invitando il Parlamento a non approvare questo disegno di legge «in quanto nega l'originalità del lavoro in cooperativa; ignora il ruolo autoimprenditoriale del socio lavoratore; limita drasticamente l'autonomia statutaria; non individua con precisione gli strumenti preliminari al fenomeno della fase cooperazione».
Credo che l'articolo 3 sia la miglior sintesi di questa legge: questo disegno di legge non fa tutto questo! Questa legge era nata per tutelare le cooperative vere e i soci lavoratori delle cooperative che erano sfruttati in quanto il loro rapporto di lavoro è un rapporto di lavoro come lavoratori subordinati, mascherato da socio lavoratore!
Questa legge non elimina tutto questo, ma rappresenterà invece un ulteriore colpo di grazia alle piccole cooperative poiché questa normativa - lo ripeto - è fatta solamente per le grandi cooperative, quelle con tantissimi soci ed ha l'obiettivo chiaro di eliminare le piccole cooperative e quelle che non sono associate.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 3.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (
Vedi votazioni).
(Presenti 275
Votanti 267
Astenuti 8
Maggioranza 134
Hanno votato
sì 216
Hanno votato
no 51
Sono in missione 46 deputati).

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