Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 870 dell'1/3/2001
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(Ritiro dal mercato di alcuni tipi di farmaci)

PRESIDENTE. Passiamo all'interpellanza Mario Pepe n. 2-02909 (vedi l'allegato A - Interpellanze urgenti sezione 7).
L'onorevole Mario Pepe ha facoltà di illustrarla.

MARIO PEPE. Mi riservo di intervenire in sede di replica.

PRESIDENTE. Il sottosegretario di Stato per la sanità ha facoltà di rispondere.

CARLA ROCCHI, Sottosegretario di Stato per la sanità. L'interpellanza pone il problema della scomparsa dal mercato di una tipologia particolare di farmaco e si interroga sulla reperibilità del medesimo nelle farmacie del territorio nazionale, denunciando anche che tali farmaci possono essere reperibili in farmacie situate al di fuori del territorio nazionale.
Premesso che il servizio sanitario nazionale pone a disposizione gratuita dei cittadini tutti i farmaci in commercio da utilizzare per patologie gravi, croniche ed acute, purché questi siano di documentata efficacia clinica, l'inclusione dei farmaci in fascia A avviene dopo un'attenta valutazione, da parte degli esperti della commissione unica del farmaco, della documentazione disponibili desunta dalla più accreditata letteratura scientifica disponibile al momento.
L'alto costo dei medicinali non costituisce una limitazione alla loro disponibilità a carico del servizio sanitario nazionale.
Il prezzo dei medicinali rimborsati dal servizio sanitario nazionale è fissato secondo modalità certamente note all'interpellante e che richiamo solo per completezza di informazione: i farmaci in commercio dal gennaio 1998 devono avere un prezzo pari a quello della media europea dei prodotti uguali per principio attivo, forma farmaceutica e dosaggio; quando non è possibile fissare il prezzo medio europeo di un farmaco o se il prezzo medio europeo è ritenuto non remunerativo, l'azienda produttrice può negoziare il prezzo con il competente organismo ministeriale; il prezzo dei nuovi medicinali di registrazione centralizzata, valida per tutta la Comunità europea, è fissato per negoziazione tra l'azienda titolare dell'autorizzazione al commercio ed il competente organismo ministeriale.
Ciò premesso, il farmaco in oggetto - Mestinon - non è stato ritirato dal mercato per motivi di scarsa remuneratività. La ditta produttrice, infatti, tempestivamente interpellata dal Ministero della sanità, ha segnalato il ritardo nella produzione di un lotto di tale specialità, dovuto a motivi tecnici, nel centro di produzione europeo (Spagna) del prodotto stesso.
L'azienda produttrice ha assicurato la normalizzazione della produzione di Mestinon entro la seconda settimana del mese di febbraio, il che dovrebbe comportare quindi la rapida disponibilità del prodotto in questione nella rete delle farmacie italiane.
Evidentemente, essendo febbraio la data della ripresa della produzione in quello stabilimento, dovremmo avere già oggi nelle farmacie italiane questo prodotto. Resta un punto da chiarire: come mai nelle farmacie italiane tale prodotto


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non sia ancora disponibile, mentre lo era nelle «altre farmacie». Probabilmente per una questione di diverse procedure di approvvigionamento.
Il Ministero si impegna a fare una verifica puntuale ed immediata circa la veridicità dell'assicurazione ricevuta dalla casa produttrice del Mestinon.

PRESIDENTE. L'onorevole Mario Pepe ha facoltà di replicare.

MARIO PEPE. Ringrazio il sottosegretario Rocchi che ha dato una risposta molto precisa sotto due profili perché, da una parte, ha confermato la buona notizia della rinnovata produzione del farmaco e, dall'altra, ha annunciato la reimmissione sul mercato di tale prodotto. Ciò è di consolazione per quei malati che hanno bisogno di questo farmaco. La ringrazio ancora per la sua risposta.

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