Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 864 del 21/2/2001
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(Presentazione del volume «Rapporto sullo stato della sicurezza in Italia»)

PRESIDENTE. Passiamo all'interrogazione Selva n. 3-06927 (vedi l'allegato A - Interrogazioni a risposta immediata sezione 9).
L'onorevole Selva ha facoltà di illustrarla.


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GUSTAVO SELVA. Signor Presidente, il 9 febbraio nella Sala della Lupa si è svolta la presentazione di un rapporto sullo stato della sicurezza in Italia, con un ponderoso volume, peraltro accompagnato anche da un volumetto intitolato Rapporto sullo stato della sicurezza in Italia - Considerazioni del ministro dell'interno Enzo Bianco.
L'onorevole Violante, Presidente della Camera, naturalmente ha fatto le cose in grande: ha invitato il Presidente della Repubblica e le alte autorità dello Stato - lei era presente, signor Presidente del Consiglio -, insomma non ha badato a spese, come si direbbe in una famiglia. C'è però un piccolo particolare, signor Presidente del Consiglio: come mai, anziché in questa autorevolissima sede, non è stato presentato un rapporto sulla sicurezza in Italia alle Commissioni competenti ed a quest'Assemblea, togliendo ovviamente, come lei mi insegna, la possibilità di replica all'opposizione? È forse indiscreto dire che si è trattato di uno «spottone» che è stato regalato al ministro Bianco, sulle cui gesta io credo che dovremmo fare qualche osservazione? Le chiedo perché non sia stato parlamentarizzato questo rapporto. Grazie, signor Presidente del Consiglio (Applausi dei deputati dei gruppi di Alleanza nazionale e di Forza Italia).

PRESIDENTE. Il Presidente del Consiglio dei ministri ha facoltà di rispondere.

GIULIANO AMATO, Presidente del Consiglio dei ministri. Presidente Selva, rispondendole ora, io do la mia ultima risposta da Presidente del Consiglio dei ministri ad interrogazioni o interpellanze in questo ciclo della mia vita presidenziale (proseguendo con questo ritmo, la prossima gliela darò nel 2009), quindi mi permetta di dire quello che penso. Non mi è chiaro, cioè, se la sua sia un'interrogazione rivolta a me sul Presidente della Camera oppure se sia rivolta a me sul ministro dell'intero. Questo mi mette in qualche imbarazzo, perché lei si riferisce ad un evento che si è svolto qui e che è stato organizzato qui, del quale peraltro io riconosco intera la legittimità: io ero invitato come lei, eravamo infatti vicini in quell'occasione, come in altre.
Trattandosi della presentazione di un rapporto annuale, lei ha giustamente distinto tra il rapporto e le considerazioni del ministro, in quanto il primo di per sé non era un atto di Governo, bensì il prodotto di un gruppo di studiosi e di esperti che inaugura l'intendimento di quella amministrazione di presentare annualmente un simile rapporto: quindi è previsto che ci sia anche l'anno prossimo, pur nell'ipotesi - peraltro remota - che non sia ancora Bianco il ministro competente...

ENZO TRANTINO. Non è escluso!

GIULIANO AMATO, Presidente del Consiglio dei ministri. No, non lo escludo affatto, io lo includo.
Vi sarà quindi, dicevo, il secondo rapporto annuale, che d'altronde è presentato all'opinione collettiva, così come il ministro dell'ambiente presenta annualmente un suo rapporto, così come il ministro della sanità presenta annualmente un rapporto, e così via. Insomma, dire che presentare all'opinione pubblica un rapporto priva le Camere delle loro prerogative mi sembra un po' eccessivo, in quanto in qualunque momento le Camere possono chiamare di fronte all'Assemblea o alle Commissioni i ministri e ottenere tutte le informazioni ...

PAOLO ARMAROLI. Ma Bianco non viene!

GIULIANO AMATO, Presidente del Consiglio dei ministri. Come non viene...?

PAOLO ARMAROLI. Sono due volte che non viene!

GIULIANO AMATO, Presidente del Consiglio dei ministri. Allora gli dirò di venire, Paolo, vedrai che verrà. Questo non è un problema.


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Potrei fare una grande cantata sul rapporto tra Parlamento e società civile e accampare il diritto di quest'ultima ad essere essa stessa informata attraverso una solenne manifestazione da tenersi presso le Camere, che sono le case degli italiani, aperte a tutti, per informarli al di là dell'informazione più ridotta che si ha su quanto avviene in Commissione.
Comunque io le do perfettamente ragione: un evento come questo non può essere in alcun modo sostitutivo della presentazione alle Commissioni parlamentari ed alle Assemblee del lavoro del Governo e della sottoposizione di esso alla legittima critica dell'opposizione. La ringrazio (Applausi dei deputati dei gruppi dei Democratici di sinistra-l'Ulivo, dei Popolari e democratici-l'Ulivo e Comunista).

PRESIDENTE. L'onorevole Selva ha facoltà di replicare.

GUSTAVO SELVA. Presidente del Consiglio, la ringrazio. Non ho bisogno di ricordare a lei, costituzionalista emerito, che il Presidente del Consiglio ha la responsabilità di qualsiasi atto compiuto dai ministri, quindi anche di quello dell'interno. Vorrei aggiungere una valutazione personale: visto che la riunione del 9 febbraio si è conclusa all'insegna di una definizione - «Noi siamo il paese più sicuro del mondo» - e che il Presidente della Camera ha affermato che con questo rapporto si sarebbero dovuti combattere i luoghi comuni - per luoghi comuni si intendono la paura e la criminalità -, vorrei ricordare che da quel giorno fino ad oggi in questo paese, che è il più sicuro del mondo, si sono verificati altri 19 omicidi, di cui 5 legati alla criminalità organizzata. Lei afferma di aver portato all'attenzione dell'opinione pubblica questo rapporto: ma l'opinione pubblica è solennemente rappresentata da noi sul piano politico e legislativo. Pertanto, resto del parere che questo rapporto avrebbe dovuto essere presentato in quest'aula.
Vorrei altresì porre l'accento sul fatto che il tono da «tutto bene, madama la marchesa», che voi avete utilizzato o, meglio, che il suo ministro ha utilizzato, purtroppo è smentito dai fatti. Infatti, la sicurezza rappresenta ancora un grossissimo problema in questo paese. Lo dimostra anche un fatto verificatosi recentemente, signor Presidente del Consiglio. Nella città di Vicenza una signora è stata uccisa da un extracomunitario rumeno nei cui confronti, per due volte, era stato emesso mandato di espulsione, mai attuato.

RENATO CAMBURSANO. E i ragazzi di Torino?

GUSTAVO SELVA. Il ministro Bianco - così i titoli della stampa di stamane - non sa risolvere nemmeno - pare - gli apparenti (me lo auguro) contrasti che ci sono tra carabinieri e polizia in ordine ad un altro fatto. Forse sarà bene che egli valuti ciò che i carabinieri e la polizia fanno nelle loro rispettive competenze. I carabinieri assicurano una presenza capillare nella nostra società (sono 4 mila 663 le stazioni dei carabinieri). La polizia svolge operazioni come quella avvenuta a Padova, riuscendo in modo sofisticato a scoprire il serial killer.

RENATO CAMBURSANO. Il tempo, Presidente! Selva non sei più in diretta.

PRESIDENTE. Onorevole Selva, la prego di concludere.

GUSTAVO SELVA. Credo che il ministro Bianco debba fare tutto ciò in maniera ordinata e precisa.

PRESIDENTE. È così esaurito lo svolgimento delle interrogazioni a risposta immediata. Ringrazio il Presidente del Consiglio e i colleghi intervenuti.
Sospendo la seduta che riprenderà alle 16,15.

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