Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 853 del 6/2/2001
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(Esame dell'articolo 9 - A.C. 5891)

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 9, nel testo della Commissione, identico a quello approvato dal Senato, e del complesso degli emendamenti e del subemendamento ad esso presentati (vedi l'allegato A - A.C. 5891 sezione 9).
Nessuno chiedendo di parlare, invito il relatore ad esprimere il parere della Commissione.

MIMMO LUCÀ, Relatore. Signor Presidente, la Commissione esprime parere contrario sull'emendamento Pampo 9.1,


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mentre il parere è favorevole sull'emendamento Tassone 9.13. La Commissione esprime parere contrario sugli emendamenti Michielon 9.6, Grugnetti 9.9, Pampo 9.2, Michielon 9.10 e 9.7. Il parere è favorevole sull'emendamento Santori 9.12, mentre è contrario sugli emendamenti Santori 9.14, Tassone 9.15, Cangemi 9.19, Michielon 9.8 e Tassone 9.16. La Commissione esprime parere favorevole sull'emendamento Teresio Delfino 9.17, mentre sull'emendamento Teresio Delfino 9.18 il parere è favorevole a condizione che la parola «adeguatamente» sia sostituita con la parola «prontamente».

PRESIDENTE. I presentatori sono favorevoli alla riformulazione dell'emendamento Teresio Delfino 9.18, proposta dal relatore?

MARIO TASSONE. Sì, signor Presidente.

PRESIDENTE. Sta bene.
Prego, onorevole relatore.

MIMMO LUCÀ, Relatore. La Commissione esprime parere contrario sugli emendamenti Pampo 9.3 e 9.4. La Commissione esprime parere contrario sul subemendamento Michielon 0.9.25.1, mentre il parere è favorevole sull'emendamento 9.25 della Commissione. Infine, il parere è contrario sull'emendamento Pampo 9.5.

PRESIDENTE. Il Governo?

RAFFAELE MORESE, Sottosegretario di Stato per il lavoro e la previdenza sociale. Signor Presidente, il parere del Governo è conforme a quello della Commissione.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento Pampo 9.1.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Lo Presti. Ne ha facoltà.

ANTONINO LO PRESTI. Signor Presidente, su questo articolo siamo veramente molto perplessi e lo abbiamo già evidenziato sia in Commissione sia in occasione della discussione sulle linee generali. Le nostre perplessità non sono isolate, perché sono condivise dal Comitato per la legislazione e dalla Commissione giustizia. Illustrerò brevemente le motivazioni per le quali abbiamo deciso di chiedere la soppressione dell'articolo 9 che, a nostro avviso, rappresenta in maniera abbastanza seria la mortificazione della professionalità dei professionisti che saranno chiamati a collaborare con gli enti di assistenza.
Come dicevo, le nostre perplessità sono contenute nel parere del Comitato per la legislazione, che testualmente recita: «All'articolo 9, comma 2, valuti la Commissione» - è un invito che, purtroppo, è rimasto inascoltato - «l'opportunità di riformulare il primo periodo, in modo da chiarire inequivocamente se la deroga alle tariffe professionali ivi prevista debba costituire specifico oggetto delle singole convenzioni tra istituti di patronato ed avvocati ovvero intenda riferirsi alla predisposizione di un tariffario speciale unico, da applicare in maniera uniforme a tutte le convenzioni previste dalla disposizione in esame». Queste due alternative aprono due strade diverse; evidentemente, non è stato chiarito quale sia la strada che bisogna seguire e ciò, secondo me, sarà foriero di grande confusione e grande arbitrio, soprattutto ai danni dei professionisti che, nello specifico, non potranno nemmeno invocare la tutela dei propri ordini professionali.
La Commissione giustizia fa una precisazione e un'ulteriore censura su questo punto perché esprime parere favorevole, ma lo condiziona a tutta una serie di eventi, di limiti, che sono tutti riferiti all'articolo 9, formulando delle vere e proprie proposte emendative.
Come si può varare una norma che ha subito questi gravi rilievi da parte di due Commissioni parlamentari?
Addirittura, oltre a chiedere che vengano sostituite alcune parole (ma questi


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sono dettagli), la Commissione giustizia chiede che al comma 2 dell'articolo 9, al secondo periodo, dopo le parole «dette convenzioni» (si tratta quindi di un vero e proprio emendamento, sul quale si è però completamente glissato da parte della Commissione), siano inserite le seguenti: «Sono sottoposte all'approvazione dei Consigli professionali competenti e (...)». In questo modo, quindi, si sceglie la strada dell'approvazione da parte dei consigli professionali competenti, evitando in tal modo quella giungla, quell'arbitrio e quella confusione che invece, a nostro avviso, scaturirà dall'applicazione di questo articolo.
Signor Presidente, mi pare che sarebbe corretto da parte nostra - visto che tutte le nostre richieste di chiarimento e i richiami ad una rivisitazione dell'articolo sulla base delle indicazioni offerte dalle altre Commissioni parlamentari sono rimasti inascoltati - e legittimo chiedere la soppressione di questo articolo che - lo ripeto con forza - rappresenta una mortificazione per tutta una serie di professionisti che non verranno affatto tutelati.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Pampo 9.1, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (
Vedi votazioni).
(Presenti e votanti 320
Maggioranza 161
Hanno votato
sì 135
Hanno votato
no 185).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Tassone 9.13, accettato dalla Commissione e dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 320
Votanti 318
Astenuti 2
Maggioranza 160
Hanno votato
sì 312
Hanno votato
no 6).

Passiamo alla votazione dell'emendamento Michielon 9.6.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Michielon. Ne ha facoltà.

MAURO MICHIELON. Presidente, una delle poche certezze contenute in questo progetto di legge è che vi sarà un bel ricorso da parte degli avvocati perché il comma 2 dell'articolo 9 così recita testualmente: «Gli istituti di patronato svolgono la tutela in sede giudiziaria mediante apposite convenzioni con avvocati, nelle quali sono stabiliti i limiti e le modalità di partecipazione dell'assistito alle spese relative al patrocinio e all'assistenza giudiziaria, anche in deroga alle vigenti tariffe professionali».
Che cosa vuol dire questa previsione? Che ormai una persona non avrà più alcun interesse ad andare negli studi degli avvocati che hanno un tariffario, ma andranno tutti agli istituti di patronato perché non si sa per quale motivo gli avvocati che operano all'interno dei patronati potranno operare anche in deroga alle vigenti tariffe professionali!
Credo che questa misura sia incostituzionale e che non sia ammissibile che si pervenga addirittura, per avvantaggiare gli istituti di patronato, a fare un'operazione di questo genere, perché è chiaro che a questo punto una persona, dopo essersi inizialmente recata da un avvocato, andrà poi dal patronato e, se la tariffa sarà inferiore, ovviamente preferirà quest'ultimo!
I patronati hanno varie possibilità per operare (tra le quali la qualità del servizio, il rapporto con le persone, la molteplicità di servizi che offrono per poter


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svolgere anche l'attività con i propri avvocati), ma io ritengo non sia ammissibile che essi possano svolgere la tutela in sede giudiziaria anche in deroga alle vigenti tariffe professionali. A questo punto, infatti, mi chiedo quale tipo di avvocati avrà il patronato, a meno che in questo caso non possano essere neppure presi con collaborazione coordinata e continuativa. Perciò, in teoria i patronati avranno pool di avvocati perché non si potrà fare riferimento all'articolo 9; vedremo poi come faranno i patronati. Dopodiché credo che l'ordine degli avvocati inizierà le procedure di radiazione dall'albo di questi avvocati che agiscono in deroga alla tariffa professionale!
Penso che, se qualcuno aveva fretta di far approvare questa legge, la avesse perché essa potesse diventare efficace subito, ma con il comma 2 dell'articolo 9 è riuscito a «porre un macigno» per l'inapplicabilità di questo progetto di legge.
Alla luce di tali considerazioni, invito tutti i colleghi - spero di sentire anche la voce degli avvocati - a votare a favore del mio emendamento 9.6 che sopprime questa non logica di operare «in deroga alle vigenti tariffe professionali», solamente perché gli avvocati operano attraverso i patronati.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Michielon 9.6, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (
Vedi votazioni).
(Presenti 317
Votanti 313
Astenuti 4
Maggioranza 157
Hanno votato
sì 129
Hanno votato
no 184).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Grugnetti 9.9, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e votanti 317
Maggioranza 159
Hanno votato
sì 128
Hanno votato
no 189).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Pampo 9.2, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 316
Votanti 315
Astenuti 1
Maggioranza 158
Hanno votato
sì 126
Hanno votato
no 189).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Michielon 9.10, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 313
Votanti 312
Astenuti 1
Maggioranza 157
Hanno votato
sì 127
Hanno votato
no 185).

Passiamo alla votazione dell'emendamento Michielon 9.7.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Michielon. Ne ha facoltà.


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MAURO MICHIELON. Signor Presidente, non ho sentito alcuna replica da parte del sottosegretario e del relatore rispetto alla questione esposta che gli avvocati che operano all'interno dei patronati possono operare in deroga alle tariffe professionali. Credo questa sia una questione grave a cui il Governo deve dare una spiegazione. Perché vi è questa rendita di posizione smisurata dei patronati a danno degli altri avvocati? So che il sottosegretario sta conversando amabilmente con una collega e a questo punto mi pongo il problema: cosa ci sta a fare il Governo? Infatti, ad una precisa domanda che si fa per la seconda volta (perché i patronati e gli avvocati che operano all'interno del patronato possono agire in deroga alle tariffe) non mi si dà una risposta.
Se siete convinti che questa previsione vada bene, abbiate il coraggio di sostenerla. Tuttavia, il relatore non parla, la maggioranza non parla e il Governo non parla. Evidentemente sapete che questa - signor Presidente mi scusi per il termine, ma tanto qui non mi ascolta nessuno -, è una porcheria - perché questa è una vera porcheria - e perciò bisogna votarla in silenzio (Applausi del deputato Lembo).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Tassone. Ne ha facoltà.

MARIO TASSONE. Signor Presidente, anch'io desidererei capire perché vi sia questa previsione secondo la quale vi è la possibilità di sviluppare un'attività professionale in deroga alle vigenti tariffe. Vi sono sospetti, vi sono elementi di valutazione a mio avviso preoccupanti. Il Governo o il relatore dovrebbero chiarirci anche questo aspetto. Infatti, nel momento in cui si prevedono normative per la sistemazione dei patronati in termini complessivi, non capisco queste eccezioni e queste previsioni che certamente inficiano anche la certezza della normativa esistente nel nostro paese. Vi è anche un vulnus riguardante la certezza del diritto.
Questo è un dato su cui voglio richiamare l'attenzione dei colleghi. Per i motivi suesposti noi abbiamo presentato l'emendamento 9.11 per il quale chiedo l'approvazione dell'Assemblea, a meno che il Governo o il relatore non ci convincano del contrario. Sono anche pronto a ritirare questo emendamento, ma voi capite che in questi termini, se non c'è una valutazione diversa o una diversa spiegazione, noi insistiamo per la votazione di questo emendamento e ne chiediamo l'approvazione da parte dell'Assemblea.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Benedetti Valentini. Ne ha facoltà.

DOMENICO BENEDETTI VALENTINI. Sento che qualcuno dice «basta». Scusate, colleghi, non basta niente! Non basta niente perché i colleghi prima hanno chiesto semplicemente di ricevere una risposta, tutto qui. Dopo voi potete stravolgere anche i fondamenti del diritto, violare la Costituzione e, se ci riuscite, potete fare tutto, ma non dire: basta! La parola basta in Parlamento non deve poter essere pronunciata. Scusate, onorevoli colleghi, è il fondamento del confronto democratico ricevere una risposta. Poi, a maggioranza, farete ciò che vorrete nei limiti in cui potrete e in cui non ci sarà un'istanza che richiami al rispetto della legge (Applausi dei deputati dei gruppi di Alleanza nazionale e della Lega nord Padania).
Alcuni colleghi, in questa sede, hanno posto una domanda: al riguardo, tranquillizzo il collega Michielon, poiché non è che nessuno voglia parlare, semplicemente egli ha posto il problema. Perché si possono derogare le tariffe professionali da parte di professionisti che agirebbero all'interno di un organismo di patronato? Qual è il principio giuridico che consente, nel rispetto dei principi costituzionali, di violare una norma fino ad oggi mai violata? L'onorevole Michielon vi ha posto il problema ed il collega Tassone ha ribadito la domanda, ma nessuno, né il relatore, né il rappresentante del Governo, ci fornisce una spiegazione.
Credo, allora, che si potrebbe dire basta rispetto a questo tipo di comportamento:


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si raccolgano dunque le osservazioni dei colleghi e si formulino le relative risposte. Se tali risposte non vengono, su principi di questa delicatezza, poiché al di là delle ideologie si violano principi fondamentali di diritto, anche con proiezione costituzionale, è lecito che uno raccolga le proprie robe e vi lasci, se avete il numero legale, ad approvare una legge che viola principi costituzionali (Applausi dei deputati dei gruppi di Alleanza nazionale, di Forza Italia e della Lega nord Padania)!
Scusate la vivacità con cui mi sono permesso di sottolineare tale esigenza, ma riconduciamoci alla ragione: il Governo ed il relatore ci forniscano cortesemente le spiegazioni del caso. Perché da parte dei patronati, o in favore degli stessi, si possono derogare le tariffe professionali? Stiamo attualmente esaminando normative in materia di attività professionali nel contesto europeo, con le quali si introducono persino principi di mercato per le libere professioni, si consente la pubblicità, si favorisce la concorrenza su un piano di parità; invece, in questo contesto, in controtendenza, si possono derogare le tariffe!
Spiegateci, per gentilezza, qual è il principio in base al quale lo ritenete possibile: altrimenti, è corretto che la legge ve la votiate da soli in violazione della Costituzione (Applausi dei deputati dei gruppi di Alleanza nazionale, di Forza Italia e della Lega nord Padania)!

MIMMO LUCÀ, Relatore. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MIMMO LUCÀ, Relatore. Signor Presidente, molto rapidamente, desidero tranquillizzare i colleghi: qui non si fanno porcherie, credo che nessuno di noi abbia intenzione di farne; abbiamo già spiegato in sede di discussione generale le ragioni per le quali si prevede una deroga di questo tipo, che sostanzialmente si riconducono alla particolare funzione sociale dei patronati, e a null'altro, tutto qui.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Michielon 9.7, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (
Vedi votazioni).
(Presenti 297
Votanti 293
Astenuti 4
Maggioranza 147
Hanno votato
sì 107
Hanno votato
no 186
Sono in missione 56 deputati).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Teresio Delfino 9.11, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 300
Votanti 298
Astenuti 2
Maggioranza 150
Hanno votato
sì 114
Hanno votato
no 184
Sono in missione 56 deputati).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Santori 9.12, accettato dalla Commissione e dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 302
Votanti 297
Astenuti 5
Maggioranza 149


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Hanno votato
sì 292
Hanno votato
no 5
Sono in missione 56 deputati).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Santori 9.14, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e votanti 300
Maggioranza 151
Hanno votato
sì 118
Hanno votato
no 182
Sono in missione 56 deputati).

Passiamo alla votazione dell'emendamento Tassone 9.15.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Tassone. Ne ha facoltà.

MARIO TASSONE. Signor Presidente, l'Assemblea ha respinto i precedenti emendamenti che, ovviamente, cercavano di dare un contributo alla chiarezza della normativa; mi dispiace che il relatore, in quella sede, non abbia dato alcuna risposta ed abbia introdotto, invece, un argomento che, per quanto mi riguarda, non considero importante rispetto al quesito che ponevamo.
Con l'emendamento in esame, apriamo un discorso molto serio sugli ordini professionali: chiediamo che le convenzioni con i professionisti siano sottoposte all'approvazione dei consigli professionali competenti al fine di dare una maggiore certezza, visto che anche la situazione che richiamavamo in precedenza non è stata disciplinata con la dovuta trasparenza, come invece noi chiedevamo. Se avessimo approvato l'emendamento Teresio Delfino 9.11, forse il mio emendamento 9.15 avrebbe potuto essere superato. Visto che vi è una grande confusione, e le perplessità aumentano, chiediamo, ancora una volta, che il relatore o il Governo ci diano risposte soddisfacenti, altrimenti l'Assemblea voti a favore dell'emendamento in esame.

PRESIDENTE. Onorevole Tassone, mi sembra che il collega relatore, a prescindere dal fatto che fosse convincente o meno, abbia dato una risposta che coincide con il parere favorevole e il voto espresso dall'Assemblea sull'emendamento Santori 9.12, nel quale si fa riferimento alle finalità etico-sociali perseguite dagli istituti. Ripeto, può essere convincente o meno, ma l'Assemblea si è pronunciata in tal senso.

MARIO TASSONE. L'emendamento Grugnetti 9.9, però, era molto generico.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Tassone 9.15, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (
Vedi votazioni).
(Presenti 288
Votanti 287
Astenuti 1
Maggioranza 144
Hanno votato
sì 109
Hanno votato
no 178
Sono in missione 56 deputati).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Cangemi 9.19, non accettato dalla Commissione né dal Governo e sul quale la V Commissione (Bilancio) ha espresso parere contrario.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).


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(Presenti 289
Votanti 283
Astenuti 6
Maggioranza 142
Hanno votato
sì 105
Hanno votato
no178

Sono in missione 56 deputati).

Passiamo alla votazione dell'emendamento Michielon 9.8.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Michielon. Ne ha facoltà.

MAURO MICHIELON. Signor Presidente, sull'emendamento in esame il relatore e il sottoscritto non si capiscono: io ribadisco l'importanza dello stesso, mentre il relatore continua a dire che è sottinteso e che non ci sono problemi. L'emendamento è volto a sancire il principio che sono esonerati dalla partecipazione alle spese relative al patrocinio legale tutti gli assistiti del patronato che promuovono eventuali cause e/o ricorsi per errori imputabili al patronato. Ciò significa, innanzitutto, che il patronato sbaglia e che l'assistito non fa causa al patronato, ma quest'ultimo si fa carico dell'errore e lo assiste a titolo gratuito. Credo si tratti di un sistema per normalizzare i rapporti fra il patronato e gli assistiti e, soprattutto, credo si ammetta che il patronato non è infallibile. Ho sentito dire che alcuni assistiti hanno fatto causa al patronato ed hanno vinto; non tutti sono abbienti perché coloro che si rivolgono al patronato evidentemente non hanno i soldi per rivolgersi ai commercialisti o dai noti avvocati, quindi ritengo che l'emendamento in esame sia molto importante e riconosca che in caso di errore deve assistere a livello gratuito il danneggiato. Non vedo nulla di sconvolgente, non vedo l'introduzione di princìpi strani, bensì l'instaurarsi di un nuovo rapporto tra assistito e patronato, pertanto invito i colleghi ad esprimere un voto favorevole.

MIMMO LUCÀ, Relatore. Chiedo di parlare

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MIMMO LUCÀ, Relatore. Signor Presidente, solo per dire che l'onorevole Michielon mi ha convinto, quindi il parere è favorevole sull'emendamento Michielon 9.8.

PRESIDENTE. Il Governo?

RAFFAELE MORESE, Sottosegretario di Stato per il lavoro e la previdenza sociale. Il Governo concorda con il parere espresso dal relatore.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Michielon 9.8, accettato dalla Commissione e dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (
Vedi votazioni).
(Presenti 294
Votanti 291
Astenuti 3
Maggioranza 146
Hanno votato
sì 283
Hanno votato
no 8
Sono in missione 57 deputati).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Tassone 9.16, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 292
Votanti 290
Astenuti 2
Maggioranza 146
Hanno votato
sì 118
Hanno votato
no 172
Sono in missione 56 deputati).


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Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Teresio Delfino 9.17, accettato dalla Commissione e dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 292
Votanti 290
Astenuti 2
Maggioranza 146
Hanno votato
sì 284
Hanno votato
no 6
Sono in missione 56 deputati).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Teresio Delfino 9.18, nel testo riformulato, accettato dalla Commissione e dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 296
Votanti 295
Astenuti 1
Maggioranza 148
Hanno votato
sì 289
Hanno votato
no 6
Sono in missione 56 deputati).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Pampo 9.3, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 291
Votanti 290
Astenuti 1
Maggioranza 146
Hanno votato
sì 116
Hanno votato
no 174
Sono in missione 56 deputati).

Passiamo alla votazione dell'emendamento Pampo 9.4.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Colucci. Ne ha facoltà.

GAETANO COLUCCI. Signor Presidente, mi sia consentita una brevissima osservazione o, se preferite, addirittura una riflessione ad alta voce sul comma 4 dell'articolo 9, del quale Alleanza nazionale chiede la soppressione.
Il comma 4 dell'articolo 9 è sostanzialmente una delega al Governo per emanare un decreto legislativo per l'adeguamento delle disposizioni di cui all'articolo 410 del codice di procedura civile, relativo al tentativo obbligatorio di conciliazione, tenendo presente l'articolo 147 delle disposizioni transitorie del codice civile, che disciplina appunto la conciliazione in materia previdenziale.
Non occorre essere cultori del diritto costituzionale né tampoco costituzionalisti per ricordare che l'esercizio della funzione legislativa non può essere delegato al Governo se non con determinazione di principi e criteri direttivi e soltanto per un tempo limitato e per oggetti definiti.
Ebbene, nel comma 4 dell'articolo 9 noi individuiamo soltanto il tempo definito - entro sei mesi dalla pubblicazione della legge -, ma non riscontriamo né principi né criteri direttivi né l'oggetto definito.
È un'osservazione che mi permetto di esplicitare in quest'aula, ma tale osservazione è stata già annotata e trasmessa all'Assemblea dal Comitato per la legislazione allorquando ha trattato l'articolo 9, comma 4, in entrambe le sue parti.
Gradirei sapere dal relatore quali siano i principi ed i criteri direttivi dettati nel comma 4, altrimenti non rendiamo certamente un buon servigio alla collettività, non solo e non tanto perché oggi rendiamo una legge incostituzionale, ma perché - se mi è consentito -, nel momento


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in cui viene eccepito il difetto di delega, anche il comma 4 dell'articolo 9 rende un cattivo servizio alla disposizione al nostro esame ed inoltre annulla i principi che si intende enunciare nella disposizione al nostro esame.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Pampo 9.4, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (
Vedi votazioni).
(Presenti e votanti 282
Maggioranza 142
Hanno votato
sì 107
Hanno votato
no 175
Sono in missione 56 deputati).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sul subemendamento Michielon 0.9.25.1, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti e votanti 282
Maggioranza 142
Hanno votato
sì 107
Hanno votato
no 175
Sono in missione 56 deputati).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 9.25 della Commissione, accettato dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 285
Votanti 238
Astenuti 47
Maggioranza 120
Hanno votato
sì 233
Hanno votato
no 5
Sono in missione 56 deputati).

L'emendamento Pampo 9.5 è precluso.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 9, nel testo emendato.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 284
Votanti 280
Astenuti 4
Maggioranza 141
Hanno votato
sì 171
Hanno votato
no 109
Sono in missione 56 deputati).

GIOVANNI BIANCHI. Chiedo di parlare per una precisazione.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

GIOVANNI BIANCHI. Signor Presidente, nella precedente votazione il dispositivo di voto della mia postazione non ha funzionato: intendevo esprimere un voto favorevole.

PRESIDENTE. Ne prendo atto.
Il seguito del dibattito è rinviato alla seduta di domani.

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