Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 853 del 6/2/2001
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(Esame dell'articolo 6 - A.C. 5891)

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 6 , nel testo della Commissione, identico a quello approvato dal Senato, e del complesso degli emendamenti ad esso presentati (vedi l'allegato A - A.C. 5891 sezione 6).
Nessuno chiedendo di parlare, invito il relatore ad esprimere il parere della Commissione.

MIMMO LUCÀ, Relatore. Signor Presidente, la Commissione esprime parere contrario sugli emendamenti Pampo 6.1, Michielon 6.8, 6.9, 6.10, 6.5 e 6.6, Pampo 6.2, sugli identici emendamenti Michielon 6.11 e Santori 6.12 nonché sull'emendamento Pampo 6.3, mentre il parere è favorevole sull'emendamento 6.14 della Commissione. Il parere è contrario sugli emendamenti Michielon 6.7 e Santori 6.13, mentre è favorevole sull'emendamento 6.20 della Commissione.

PRESIDENTE. Il Governo?

RAFFAELE MORESE, Sottosegretario di Stato per il lavoro e la previdenza sociale. Signor Presidente, il Governo concorda con il parere espresso dal relatore.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento Pampo 6.1.


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Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Lo Presti. Ne ha facoltà.

ANTONINO LO PRESTI. Signor Presidente, il nostro emendamento ha soltanto lo scopo di chiarire quello che, a nostro avviso, è un testo abbastanza confuso. È una specificazione di alcuni termini, che abbiamo voluto sostituire per rendere più scorrevole il testo e più chiaro l'intendimento del legislatore.
Ovviamente sostituire le parole «se comandati», previste nel testo, con le parole «purché comandati» presso gli istituti stessi, con provvedimenti della direzione provinciale del lavoro, significa condizionare la possibilità degli enti di patronato di assistenza sociale di avvalersi di questi lavoratori in presenza di un atto autorizzativo espresso. È soltanto questo lo scopo e perciò riteniamo che sia importante, anche dal punto di vista della tecnica legislativa, votare a favore di questo emendamento.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Santori. Ne ha facoltà.

ANGELO SANTORI. È incredibile che si continui a legiferare in modo oscuro. Infatti, quando si dice «per lo svolgimento delle proprie attività operative gli istituti di patronato e di assistenza sociale possono avvalersi esclusivamente dei lavoratori subordinati dipendenti dagli istituti di patronato oppure dalle associazioni promotrici» non è chiaro l'intendimento del legislatore, quindi occorre sostituire il verbo «possono» con «devono». È per questo che voterò a favore dell'emendamento Pampo.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Pampo 6.1, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (
Vedi votazioni).
(Presenti e votanti 357
Maggioranza 179
Hanno votato
sì 161
Hanno votato
no 196).

Passiamo alla votazione dell'emendamento Michielon 6.8.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Michielon. Ne ha facoltà.

MAURO MICHIELON. Se qualcuno ha avuto l'accortezza di leggere l'articolo 6, avrà notato che qualsiasi forma di flessibilità è ammessa per i patronati. Infatti al comma 1 si dice che il patronato può avvalersi esclusivamente di lavoratori subordinati e successivamente si introduce la possibilità che tali lavoratori siano comandati dalle organizzazioni promotrici. Al comma 2, si stabilisce che il patronato può avvalersi occasionalmente di collaboratori a titolo gratuito, mentre al comma 3 si afferma che, in casi eccezionali, si possono stipulare contratti di collaborazione coordinata e continuativa.
Mi sembra che all'interno del patronato la flessibilità sia massima, si può parlare addirittura di gratuità ed è per questo che chiedo di sopprimere la possibilità di avvalersi di dipendenti comandati presso gli istituti perché ho l'impressione che, in caso di personale in sovrannumero, il patronato rappresenterebbe il modo per destinare questo personale ad altre mansioni. Noi ci siamo sempre dichiarati contrari a questo tipo di destinazioni che in questo caso appare quanto mai scorretto poiché si afferma che il patronato ha una funzione e si stabilisce che i lavoratori devono essere assunti in forma subordinata e poi si prevedono distacchi, la cui durata non è peraltro specificata.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento


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Michielon 6.8, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (
Vedi votazioni).
(Presenti e votanti 356
Maggioranza 179
Hanno votato
sì 156
Hanno votato
no 200).

Il successivo emendamento Michielon 6.9 è formale.
Passiamo alla votazione dell'emendamento Michielon 6.10.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Michielon. Ne ha facoltà.

MAURO MICHIELON. Al comma 2 dell'articolo 6 si legge che vi è la possibilità di avvalersi «occasionalmente» di collaboratori che operino in modo volontario. Non è chiaro cosa significhi questo avverbio perché potrebbe anche voler dire per 360 giorni l'anno. Con il mio emendamento chiedo che questa possibilità non sia per più di 30 giorni l'anno a tutela degli stessi lavoratori impiegati a titolo gratuito che verrebbero penalizzati. Sono certo che la sinistra non permetterà mai di operare contro i lavoratori e che quindi approverà questo emendamento.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Santori. Ne ha facoltà.

ANGELO SANTORI. Signor Presidente, la funzione dei collaboratori degli istituti di patronato (i cosiddetti collaboratori periferici) è di importanza notevole: essi, infatti, sono dislocati sul territorio e tengono i rapporti diretti con gli assistiti. Ebbene, credo sia arrivato il momento (lo dico ai colleghi della sinistra, così come ha fatto il collega Michielon) di chiarire meglio la occasionalità del rapporto di lavoro (anche se non vorrei chiamarlo con tale nome). Agli operatori sociali che sono dislocati sul territorio, si deve almeno riconoscere un rimborso spese: pertanto, ritengo che dal comma 2 debba essere eliminata la parola «occasionalmente».

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Michielon 6.10, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (
Vedi votazioni).
(Presenti 350
Votanti 348
Astenuti 2
Maggioranza 175
Hanno votato
sì 156
Hanno votato
no 192).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Michielon 6.5, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 354
Votanti 353
Astenuti 1
Maggioranza 177
Hanno votato
sì 160
Hanno votato
no 193).

Passiamo alla votazione dell'emendamento Michielon 6.6.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Michielon. Ne ha facoltà.

MAURO MICHIELON. Signor Presidente, chiedo all'Assemblea di approvare il mio emendamento. Nel testo di legge si prevede che le modalità di svolgimento delle collaborazioni occasionali risultino da un accordo scritto vistato dalla competente


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direzione provinciale del lavoro; con il mio emendamento 6.6 si propone che le modalità di svolgimento delle suddette collaborazioni occasionali e degli eventuali rimborsi spese siano vistati dalla direzione provinciale del lavoro. Ritengo si tratti di una garanzia anche per chi svolge tale attività a titolo gratuito, in maniera che si sappia da subito in che termini sarà erogato il rimborso spese. Se si richiede un visto della direzione provinciale del lavoro, vogliamo che esso abbia un senso: l'unico senso è quello di fissare in quali modalità debba essere erogato il rimborso spese.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Michielon 6.6, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (
Vedi votazioni).
(Presenti 350
Votanti 349
Astenuti 1
Maggioranza 175
Hanno votato
sì 152
Hanno votato
no 197).

Passiamo alla votazione dell'emendamento Pampo 6.2.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Lo Presti. Ne ha facoltà.

ANTONINO LO PRESTI. Signor Presidente, con il nostro emendamento intendiamo dare almeno un crisma di legalità agli accordi che debbono essere sottoscritti dalle parti per regolare le modalità di svolgimento delle collaborazioni. Affidare tali accordi al semplice visto della direzione provinciale del lavoro, senza una verifica nel merito degli stessi, a nostro avviso significherebbe penalizzare i collaboratori e i lavoratori alle dipendenze degli enti di patronato. Abbiamo previsto, dunque, una diversa regolamentazione: uno schema generale preparato dal Ministero del lavoro, sulla base del quale le parti possono regolare (migliorandole) le intese che vogliono raggiungere. A nostro avviso, si tratterebbe di una migliore garanzia per i lavoratori, i quali non rimarrebbero affidati soltanto a quei moduli prestampati che vengono ammanniti dalle organizzazioni di patronato e che i lavoratori stessi sono costretti molte volte a sottoscrivere, pur di garantirsi l'occupazione.
Signor Presidente, a nostro avviso uno schema precostituito rappresenta una garanzia per le organizzazioni e soprattutto per i lavoratori dipendenti o i collaboratori occasionali, in modo da evitare che si verifichino episodi di sfruttamento ingiustificato, ingiusto e illegittimo, da parte di enti che, invece, dovrebbero avere a cuore innanzitutto la tutela degli interessi dei lavoratori.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Pampo 6.2, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (
Vedi votazioni).
(Presenti 349
Votanti 348
Astenuti 1
Maggioranza 175
Hanno votato
sì 151
Hanno votato
no 197).

Passiamo alla votazione degli identici emendamenti Michielon 6.11 e Santori 6.12.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Michielon. Ne ha facoltà.

MAURO MICHIELON. Signor Presidente, chiedo un attimo di attenzione alla Camera, perché se non viene soppresso il


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comma 3, come si chiede con il nostro emendamento, viene snaturato l'istituto del patronato.
Tale comma recita: «Esclusivamente in relazione all'attività di cui all'articolo 8» (e la Commissione ha aggiunto «all'articolo 10») «e per periodi limitati di tempo, in corrispondenza di situazioni di particolare necessità ed urgenza, gli istituti di patronato e di assistenza sociale possono stipulare contratti di collaborazione coordinata e continuativa».
Gli articoli 8 e 10 indicano le finalità dei patronati. Allora, qui si stabilisce che si possono stipulare contratti di collaborazione coordinata e continuativa per le stesse finalità dei patronati. All'articolo 8, tra le attività di questi istituti vengono indicate le seguenti: conseguimento, in Italia e all'estero, delle prestazioni in materia previdenziale; conseguimento delle prestazioni erogate dal servizio sanitario nazionale; conseguimento delle prestazioni di carattere socio-assistenziale, comprese quelle in materia di invalidità civile e di emigrazione e immigrazione, e così via. All'articolo 10, addirittura, si fa riferimento a: «(...) promozione dell'interesse dei cittadini in materia di sicurezza sociale, previdenza, lavoro, mercato del lavoro, risparmio previdenziale, diritto di famiglia e delle successioni e anche all'informazione sulla legislazione fiscale nei limiti definiti dal presente articolo», e così via.
Come è possibile, allora, che le funzioni del patronato vengano svolte attraverso contratti di collaborazione coordinata e continuativa? Credo che questa sia l'antitesi del patronato. A questo punto non ha senso scrivere, al comma 1 dell'articolo 6, che i dipendenti dei patronati sono lavoratori subordinati, quando in realtà questi saranno due, mentre tutti gli altri proverranno dal volontariato o saranno comandati oppure saranno assunti con contratto di collaborazione coordinata e continuativa. Per la dignità stessa del patronato invito tutti i colleghi a cassare il comma 3.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Santori. Ne ha facoltà.

ANGELO SANTORI. Signor Presidente, l'ho detto all'inizio e lo voglio ripetere: credo che si avvertisse l'esigenza di intervenire per riformare la legge sugli istituti di patronato, che ormai aveva oltre cinquant'anni, però io credo che questa riforma sia diretta solamente ad aiutare i patronati di estrazione sindacale CGIL, CISL e UIL, e vorrei aggiungere anche le ACLI.
Non è possibile che, nel momento in cui in qualche modo si riconosce un valore ai collaboratori, ai cosiddetti corrispondenti sociali, poi al comma 3 dell'articolo 6 si vuole, sia pure per periodi particolari - che non sappiamo poi quali siano, perché non sono neanche definiti -, riconoscere la possibilità della collaborazione occasionale.
Credo che tutto ciò desti forti dubbi e perplessità. Come verrà determinata, per esempio, la durata dei periodi limitati di tempo? Che cosa si intende per situazione «di particolare necessità ed urgenza»? Sono previsioni troppo generiche, che possono portare ad abusi di vario tipo nella gestione del personale del patronato. Noi vorremmo che, nel momento in cui si va a riformare la legge su questi istituti, si continuasse sulla vecchia strada, mentre con questo provvedimento andremo a riconfermare i vecchi abusi commessi dai patronati di estrazione sindacale.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti Michielon 6.11 e Santori 6.12, non accettati dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (
Vedi votazioni).
(Presenti e votanti 339
Maggioranza 170


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Hanno votato
sì 147
Hanno votato
no 192).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Pampo 6.3, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 339
Votanti 338
Astenuti 1
Maggioranza 170
Hanno votato
sì 146
Hanno votato
no 192).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 6.14 della Commissione, accettato dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 339
Votanti 331
Astenuti 8
Maggioranza 166
Hanno votato
sì 218
Hanno votato
no 113).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Michielon 6.7, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 339
Votanti 334
Astenuti 5
Maggioranza 168
Hanno votato
sì 147
Hanno votato
no 187).

Passiamo alla votazione dell'emendamento Santori 6.13.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Santori. Ne ha facoltà.

ANGELO SANTORI. Signor Presidente, credo che il comma 4 dell'articolo 6 sia l'esempio di come alcuni patronati, specialmente quelli di estrazione sindacale, con sedi all'estero, gestiscano tali sedi con personale non assicurato e tramite organizzazioni fantomatiche. Se noi approviamo quanto previsto dal comma 4 dell'articolo 6, nel testo proposto, andremo a legittimare ancora una volta gli abusi che vengono perpetrati a livello internazionale.
Signor Presidente, a nostro avviso, questo provvedimento deve essere volto ad eliminare tutti gli abusi esistenti e ad eliminare altresì i faccendieri che, sparsi nel mondo, si approfittano dei nostri connazionali all'estero, provvedendo a compilare loro la domanda di pensione o ad assisterli nelle pratiche di natura previdenziale ed assistenziale. Si tratta di veri e propri faccendieri che sono presenti nella maggior parte delle sedi degli istituti di patronato all'estero.
In Italia i patronati devono assumere personale dall'associazione promotrice, ma per le sedi estere il comma 4 dell'articolo 6 stabilisce che «gli istituti di patronato e di assistenza sociale possono avvalersi di organismi, anche autonomi, promossi dagli istituti stessi o dalle organizzazioni promotrici». Ciò vuol dire che i patronati possono costituire organismi autonomi, dando così la possibilità a tanti faccendieri di approfittare dei nostri connazionali all'estero.
Noi vogliamo moralizzare questa attività e per questo motivo chiediamo di sopprimere il comma 4 dell'articolo 6.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.


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Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Santori 6.13, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (
Vedi votazioni).
(Presenti 333
Votanti 332
Astenuti 1
Maggioranza 167
Hanno votato
sì 140
Hanno votato
no 192).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 6.20 della Commissione, accettato dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 340
Votanti 330
Astenuti 10
Maggioranza 166
Hanno votato
sì 324
Hanno votato
no 6).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 6, nel testo emendato.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 341
Votanti 329
Astenuti 12
Maggioranza 165
Hanno votato
sì 187
Hanno votato
no 142).

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