Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 849 del 31/1/2001
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(Esame dell'articolo 3 - A. C. 7490)

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 3 , nel testo della Commissione, identico a quello del Governo, e del complesso degli emendamenti e degli articoli aggiuntivi ad esso presentati (vedi l'allegato A - A.C. 7490 sezione 3).
Nessuno chiedendo di parlare, invito il relatore ad esprimere il parere della Commissione.

ELVIO RUFFINO, Relatore. Invito i presentatori degli identici emendamenti


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Ascierto 3.11 e Lavagnini 3.2 a ritirarli, altrimenti il parere è contrario. Un invito al ritiro, altrimenti il parere è contrario, sull'emendamento Lavagnini 3.3, nonché sugli identici emendamenti Ascierto 3.8 e Lavagnini 3.4, sugli identici emendamenti Ascierto 3.10 e Lavagnini 3.1, mentre il parere è favorevole sull'emendamento 3.14 della Commissione.

PRESIDENTE. Il Governo?

SERGIO MATTARELLA, Ministro della difesa. Il Governo concorda con il parere testé espresso dal relatore.

PRESIDENTE. Chiedo ai presentatori degli identici emendamenti Ascierto 3.11 e Lavagnini 3.2 se accettino l'invito al ritiro.

ROBERTO LAVAGNINI. Presidente, insisto per la votazione del mio emendamento e chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ROBERTO LAVAGNINI. Presidente, c'è una ragione obiettiva per cui è stato presentato questo emendamento. Nella norma si parla di specifici compensi per il personale delle Forze armate, del Corpo della guardia di finanza in relazione a situazioni di impiego non compatibili con l'orario di lavoro; in pratica si parla di missioni all'estero.
Le Commissioni III e IV stanno esaminando congiuntamente la questione delle missioni all'estero, in cui vengono impiegate anche forze di polizia che in questo momento sono a sostegno delle forze di polizia albanese. Un domani le forze di polizia potrebbero essere impegnate in Kosovo a sostegno delle polizie kosovare; dunque non ho capito per quale ragione questo emendamento dovrebbe essere ritirato.

PRESIDENTE. Onorevole Ascierto, insiste per la votazione del suo emendamento 3.11?

FILIPPO ASCIERTO. Sì, signor Presidente.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti Ascierto 3.11 e Lavagnini 3.2, non accettati dalla Commissione né dal Governo e sui quali la V Commissione (Bilancio) ha espresso parere contrario.
(Segue la votazione).

I colleghi hanno votato?

GIULIO CONTI. Doppio, triplo!

PRESIDENTE. Almeno questa volta, non mi pare corrisponda al vero!

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (
Vedi votazioni).
(Presenti 243
Votanti 242
Astenuti 1
Maggioranza 122
Hanno votato
65
Hanno votato
no 177
Sono in missione 68 deputati).

Onorevole Lavagnini, accede all'invito a ritirare il suo emendamento Lavagnini 3.3?

ROBERTO LAVAGNINI. Lo ritiro, Presidente, perché il suo contenuto era connesso a quello degli identici emendamenti appena respinti.

PRESIDENTE. Chiedo ai presentatori se accettino l'invito a ritirare gli emendamenti Ascierto 3.8 e Lavagnini 3.4.

FRANCO FRATTINI. Signor Presidente, insisto per la votazione degli identici emendamenti, di cui sono cofirmatario, e chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.


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FRANCO FRATTINI. Sarei grato al relatore se spiegasse a me e a tutti colleghi per quale ragione si rifiuti di inserire in questo provvedimento una norma che rinvia ad una direttiva del Consiglio, che è un atto sicuramente meritevole di attenzione perché reca indirizzi sull'orario di impiego in operazioni militari di particolare disagio. Vorrei sapere, inoltre, perché si preferisca, violando un principio elementare sia della contrattazione sia della concertazione, stabilire con legge l'orario massimo di impiego in operazioni stressanti, anziché rimetterlo ad un procedimento speciale che preveda la consultazione delle organizzazioni sindacali e dei COCER. Si intende fissare con legge un orario massimo di lavoro di 12 ore giornaliere e, francamente, non capisco perché il relatore - e immagino il Governo, se vorrà prendere la parola - ritenga non sia preferibile, come sempre abbiamo fatto, rimettere la materia dell'orario di lavoro alla consultazione, se non addirittura alla contrattazione, trattandosi di un comparto speciale.

ELVIO RUFFINO, Relatore. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ELVIO RUFFINO, Relatore. Gli identici emendamenti Ascierto 3.8 e Lavagnini 3.4 si riferiscono all'articolo 3 che rinvia alla concertazione la trattazione e la definizione esatta della materia. Proprio per questo, riteniamo che essi siano un appesantimento inutile perché, in sede di concertazione e di trattazione, sia la direttiva dell'Unione europea sia le questioni dell'esatta retribuzione delle ore straordinarie accumulate in modo forfettario avranno una loro definizione esatta. Pensiamo di non appesantire con particolari e, in qualche caso, discutibili contenuti questo articolo che rinvia alla concertazione una materia che poi diverrà legge attraverso le norme di recepimento.

PRESIDENTE. Insiste ancora per la votazione, onorevole Frattini?

FRANCO FRATTINI. Sì, signor Presidente.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti Ascierto 3.8 e Lavagnini 3.4, non accettati dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Colleghi, se le circostanze lo consentono, direi di procedere fino alle 19,30.

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (
Vedi votazioni).
(Presenti 247
Votanti 245
Astenuti 2
Maggioranza 123
Hanno votato
58
Hanno votato
no 187
Sono in missione 67 deputati).

Chiedo ai presentatori se accettino l'invito a ritirare gli identici emendamenti Ascierto 3.10 e Lavagnini 3.1.

ROBERTO LAVAGNINI. Signor Presidente, insito per la votazione e chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ROBERTO LAVAGNINI. Questo emendamento è stato presentato per stabilire un rimborso che sia pari al ricavato in rapporto alla retribuzione complessiva mensile. Credo che, in qualsiasi contrattazione di lavoro, le ore straordinarie, i festivi e le notturne siano compensati in questo modo. Purtroppo, la funzione pubblica ha offerto alle forze di polizia per quattro festività e cinque notturne un'indennità di 100 mila lire, pari a circa 1.800 lire l'ora di retribuzione. Questa è la ragione per la quale chiediamo, con questo emendamento, che il trattamento non


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sia «inferiore al corrispettivo trattamento orario ricavato in rapporto alla retribuzione complessiva mensile».

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Ascierto. Ne ha facoltà.

FILIPPO ASCIERTO. Signor Presidente, intervengo anche per un motivo di equità.
Ho assistito talvolta, nel corso della mia vita professionale, alla corresponsione di indennità particolari che, per ogni appartenente alle forze dell'ordine, erano pari a 250-300 lire l'ora di lavoro, notturno o festivo. La situazione è migliorata: siamo nell'ordine di 1.000-1.200 lire, ma talvolta, spostando le indennità da una parte all'altra, si ha lo stesso risultato della classica coperta corta che, tirata da una parte, scopre l'altra.
Noi intendiamo garantire che, ipotizzando un'indennità onnicomprensiva, qualora vi siano missioni od operazioni in Italia o all'estero che durino più di ventiquattro ore, l'indennità non sia inferiore allo straordinario maturato. Faccio un esempio. Pensate ai militari impiegati adesso all'estero: noi diciamo loro che possono lavorare dodici ore e che riconosciamo un'indennità complessiva. Immaginate dove vadano i nostri militari dopo le dodici ore di lavoro: certamente non vanno al bar o al cinema, ma rimangono in caserma e sono comunque operativi ed impiegati nel contesto in cui si trovano, come avviene quando si compie una qualsiasi operazione. Ecco perché dobbiamo partire da un minimo e lasciare alla concertazione o alla contrattazione l'opportunità di rimborsare, se volete di risarcire, i militari per la specifica attività che svolgono in quel momento.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti Ascierto 3.10 e Lavagnini 3.1, non accettati dalla Commissione né dal Governo e sui quali la V Commissione (Bilancio) ha espresso parere contrario.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (
Vedi votazioni).
(Presenti 259
Votanti 257
Astenuti 2
Maggioranza 129
Hanno votato
76
Hanno votato
no 181
Sono in missione 66 deputati).

CESARE RIZZI. Presidente, guardi anche quelli, che votano per quattro!

PRESIDENTE. Sto guardando dappertutto. Non si arrabbi alla fine della giornata, onorevole Rizzi.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 3.14 della Commissione, accettato dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (
Vedi votazioni).
(Presenti 255
Votanti 254
Astenuti 1
Maggioranza 128
Hanno votato
251
Hanno votato
no 3
Sono in missione 66 deputati).

Passiamo alla votazione dell'articolo 3.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Nardini. Ne ha facoltà.

MARIA CELESTE NARDINI. Signor Presidente, noi voteremo a favore dell'articolo 3, anche se ravvisiamo l'esistenza di alcuni problemi.


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Il pagamento dello straordinario è una misura opportuna, anche se del tutto insufficiente; per tale ragione, proprio per affermare alcuni principi, abbiamo votato a favore di alcuni emendamenti presentati dalla destra.
La ragione per la quale ho chiesto la parola, però, è ribadire che non è pensabile che nel settore militare le ore di lavoro siano moltissime, come di fatto accade. L'istituto dello straordinario non deve essere snaturato e diventare permanente; la richiesta di riduzione dell'orario di lavoro vale a maggior ragione in un settore così delicato come quello delle forze armate e di polizia. Sono lavori duri, pesanti, che richiedono nervi saldi ed un riposo adeguato.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Ascierto. Ne ha facoltà.
Onorevole Ascierto, credo che il suo tempo sia finito, comunque parli.

FILIPPO ASCIERTO. Signor Presidente, non voglio sprecare tempo prezioso perché ci sono cose molto importanti da fare. Ne volevo approfittare, però, parlando di ore di straordinario e di orari di servizio, per fare presenti fatti che si verificano e che non sono rappresentati soltanto dalle missioni all'estero.
Ci sono impegni di straordinario eccessivi per le forze dell'ordine. Bisognerebbe rivedere appena possibile - ce lo consenta, Presidente, ci auguriamo che a primavera potremo iniziare a pensarci noi - la questione degli ampliamenti degli organici e degli stanziamenti ulteriori per gli straordinari, più che sulle riduzioni.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 3, nel testo emendato.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (
Vedi votazioni).
(Presenti 257
Votanti 256
Astenuti 1
Maggioranza 129
Hanno votato
256
Sono in missione 66 deputati).

Chiedo al relatore di esprimere il parere della Commissione sugli articoli aggiuntivi presentati.

ELVIO RUFFINO, Relatore. Signor Presidente, la Commissione esprime parere contrario sugli articoli aggiuntivi Ascierto 3.01 e 3.02 e Frattini 3.06.
Per quanto riguarda l'articolo aggiuntivo Ascierto 3.05, invito i presentatori a ritirarlo, altrimenti il parere è contrario. La materia in esso trattata è comunque connessa all'emendamento della Commissione 4.1.
L'articolo aggiuntivo Giovanardi 3.07 è stato dichiarato inammissibile.

PRESIDENTE. Il Governo?

SERGIO MATTARELLA, Ministro della difesa. Il parere del Governo è conforme a quello espresso dal relatore.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'articolo aggiuntivo Ascierto 3.01.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Ascierto. Ne ha facoltà.

FILIPPO ASCIERTO. Presidente, credo che questo sia uno degli articoli aggiuntivi più importanti tra quelli che ho presentato. Infatti, nel momento in cui parliamo di provvedimenti in materia di personale delle Forze armate e delle forze di polizia, non possiamo dimenticare che circa tre anni fa (esattamente il 4 maggio del 1998) in questa sede venne varata la legge n. 133. Quest'ultima dà degli incentivi ai magistrati che vengono trasferiti in alcune zone dove si registra un'intensa attività criminale; quindi, un'intensa attività anche della polizia giudiziaria e delle funzioni che loro devono esercitare.


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Tali incentivi per i magistrati sono pari a 142 milioni per tre anni, oltre a tutti gli altri benefici dei quali godono.
Lo sguardo del ministro mi dice che per questo articolo aggiuntivo non vi è copertura finanziaria. Tuttavia, sarebbe veramente importante riconoscere, a coloro che poi esercitano queste funzioni sul territorio e dipendono dall'autorità giudiziaria, la stessa indennità in proporzione, per il semplice motivo che i magistrati, senza le forze dell'ordine, vorrei vedere come effettuerebbero le loro indagini e porterebbero a compimento i loro processi!

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo aggiuntivo Ascierto 3.01, non accettato dalla Commissione né dal Governo e sul quale anche la V Commissione (Bilancio) ha espresso parere contrario.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (
Vedi votazioni).
(Presenti 258
Votanti 250
Astenuti 8
Maggioranza 126
Hanno votato
70
Hanno votato
no 180
Sono in missione 66 deputati).

Onorevole Ascierto, i contenuti del suo articolo aggiuntivo 3.02 corrispondono a quelli dell'ordine del giorno Lavagnini n. 9/7490/2. Per cui, se esso venisse respinto, pregiudicherebbe l'ordine del giorno. Glielo dico per metterla nelle condizioni di decidere cosa fare.

FILIPPO ASCIERTO. Presidente, io sono disposto a ritirare il mio articolo aggiuntivo 3.02, ma non posso ritirare un principio che è ben conosciuto dal sottosegretario Bressa...

PRESIDENTE. No, ma io mi riferivo all'articolo aggiuntivo: i principi sono irritirabili...

FILIPPO ASCIERTO. Interverrò sull'ordine del giorno e quindi ritiro il mio articolo aggiuntivo.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'articolo aggiuntivo Frattini 3.06, sul quale vi è il parere contrario della Commissione bilancio.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Frattini. Ne ha facoltà.

FRANCO FRATTINI. Questo è per me un articolo aggiuntivo di particolare rilievo.
Come avevo già avuto modo di accennare nel corso della discussione sulle linee generali, qui non si tratta di prendere in considerazione una richiesta di alcune categorie che immotivatamente chiedono un riequilibrio dei loro livelli anche per le retribuzioni, ma di adempiere ad un debito che è sorto nell'ordinamento dal 1990. Nella sostanza, con leggi dello Stato che non sono mai state sostanzialmente applicate, si era riconosciuto quel riequilibrio a queste categorie di personale che sostanzialmente oggi vedono - uniche in tutto il pubblico impiego - la mancanza di quella loro aspirazione, che si è addirittura trasformata in diritto, ma che lo Stato non ha mai riconosciuto! Aggiungo in conclusione, raccomandando l'approvazione di questo articolo aggiuntivo, che per il comparto dei Ministeri, quindi per il comparto rispetto al quale il pubblico impiego delle forze di polizia e delle Forze armate rivendica giustamente una specificità, che in quella categoria degli altri comparti dello Stato si è riconosciuto l'equivalente del IX livello-bis che è esattamente quello che chiederebbero, ad esempio, i vice questori aggiunti con la beffa - mi permetto di dire - che, mentre le forze di polizia rivendicano la specificità, questa volta la specificità è andata in loro danno. Avranno di meno di quello che hanno ottenuto i colleghi equiparabili nei comparti del pubblico impiego. Mi


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sembra che anche questo denoti quanto sia importante che il Governo prenda in considerazione quella che, se vogliamo, è la richiesta principale che è stata avanzata da tutte le organizzazioni delle categorie interessate, cioè quella di dare finalmente un riconoscimento alle categorie del personale non direttivo.

GIANCLAUDIO BRESSA, Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

GIANCLAUDIO BRESSA, Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri. Come l'onorevole Frattini sa, perché allora era ministro per la funzione pubblica, l'occasione aurea per fare le cose che lui sta dicendo l'ebbe nel 1995 quando provvide a emanare, assieme ai suoi colleghi di Governo, una serie di decreti legislativi tendenti proprio al riordino del ruoli e alle norme di reclutamento del personale della polizia e delle Forze armate. Quell'occasione fu persa e in quella circostanza si diede adito ad un riordino i cui effetti negativi scontiamo ancora oggi. Tanto è vero che per evitare proprio quella maldestra forma di riordino il Governo presenta l'articolo aggiuntivo 4.025 con il quale si decide, a mio modo di vedere in maniera molto saggia, di prescindere dal riferimento ai livelli per quanto riguarda il riordino delle carriere delle Forze armate e delle forze di polizia ad ordinamento civile e militare. In questo modo si riconosce la specificità tipica delle forze di polizia e delle Forze armate, si consente loro una progressione di carriera facendo esplicito riferimento al grado o alle qualifiche che i poliziotti e le forze armate, carabinieri e finanzieri, hanno nella loro progressione di carriera. Accettare questa ipotesi proposta dall'onorevole Frattini significa prevedere nuove e maggiori spese dell'ordine di 300 miliardi, che evidentemente non è possibile accettare per mancanza di copertura. Ma anche se la copertura ci fosse, credo che sarebbe una sorta di perversione continuare lungo questa direttrice, tenendo insieme il riferimento al grado, alla qualifica e al livello. Molto meglio è approvare l'articolo aggiuntivo 4.025 del Governo che consente finalmente di far fare un passo in avanti alle forze di polizia e alle Forze armate nel riconoscimento della loro specificità.

ELIO VITO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ELIO VITO. Signor Presidente, è evidente che l'intervento del Governo meriterà una risposta da parte degli altri colleghi, però prenderei spunto da quanto ha detto il relatore in sede di parere, cioè che questo articolo aggiuntivo in qualche modo è legato all'articolo 4 e all'emendamento 4.1 della Commissione e anche da quanto ha detto poco fa il sottosegretario, che è connesso con l'articolo aggiuntivo 4.025 del Governo, e ne sposterei la trattazione in sede di esame dell'articolo 4, che avrà luogo nella prossima seduta.

PRESIDENTE. A parte questo, avevo segnalato al collega Frattini che probabilmente l'articolo aggiuntivo è connesso all'articolo 4.

ELVIO RUFFINO, Relatore. Non è connesso, Presidente.

PRESIDENTE. Non lo è? Prego, relatore, ci spieghi.

ELVIO RUFFINO, Relatore. Mi spiace che vi sia stato questo equivoco con l'onorevole Vito. Non è questo l'articolo aggiuntivo connesso, ma è il successivo. Eventualmente lo si può anche esaminare contestualmente.

PRESIDENTE. Vi è dunque consenso sullo spostamento dell'articolo aggiuntivo Frattini 3.06: lei è d'accordo, onorevole Frattini?


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FRANCO FRATTINI. Sì, signor Presidente.

PRESIDENTE. Sta bene. Non essendovi obiezioni, l'articolo aggiuntivo Frattini 3.06 si intende riferito all'articolo 4.
Onorevole Ascierto, accetta l'invito al ritiro del suo articolo aggiuntivo 3.05, che corrisponde ad un ordine del giorno presentato dall'onorevole Frattini?

FILIPPO ASCIERTO. Sì, signor Presidente, ritiro il mio articolo aggiuntivo 3.05.

PRESIDENTE. Sta bene, onorevole Ascierto.
Il seguito del dibattito è rinviato ad altra seduta.

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