Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 849 del 31/1/2001
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(Fenomeni di violenza individuale ed organizzata)

PRESIDENTE. Passiamo all'interrogazione Frattini n. 3-06853 (vedi l'allegato A - Interrogazioni a risposta immediata sezione 9).
L'onorevole Frattini ha facoltà di illustrarla.

FRANCO FRATTINI. Signor Presidente del Consiglio, sono molto allarmanti i fenomeni di violenza che si moltiplicano e che provengono dalla cosiddetta area dei centri sociali. Ancor più inquietante è quella incredibile inversione di ruoli che vede i violenti avere a disposizione spazi di movimento e di raccolta o addirittura organizzare - come è avvenuto a Genova - delle prove generali di assalto alla Presidenza italiana del G8. Le aggressioni individuali quotidiane si moltiplicano: tra le tante, tra le tantissime, quella ad un deputato dell'opposizione, l'onorevole Borghezio, a cui nessuno, peraltro, dalle istituzioni ha rivolto una sola parola di solidarietà. Mi chiedo e le chiedo, signor Presidente del Consiglio, quali iniziative finalmente il Governo intenda porre in un campo.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Frattini.
Il Presidente del Consiglio dei ministri ha facoltà di rispondere.

GIULIANO AMATO, Presidente del Consiglio dei ministri. Se non fosse per il «finalmente» sarei totalmente d'accordo con l'onorevole Frattini, con cui mi sono trovato d'accordo tante volte nella vita;


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quindi, potrei togliere quel «finalmente» e finirla lì. Tuttavia, è verissimo che c'è un rischio di manifestazioni armate con armi improprie, in genere, in prossimità di manifestazioni pacifiche di altri cittadini e in prossimità di riunioni ed incontri di istituzioni nazionali e sovranazionali. È nostra responsabilità fare in modo che chi si avvia a contestare manifestazioni di altri cittadini, ovvero riunioni di istituzioni, lo faccia non avendo indosso armi improprie, esattamente come cerchiamo da anni di assicurare che chi entra negli stadi sia sicuro per gli altri spettatori della partita.
Abbiamo assolto tale compito, per esempio nei confronti del Consiglio europeo di Nizza, al quale ho partecipato: sono state le forze di polizia italiane a impedire ad italiani - che avevano tali disponibilità improprie - di raggiungere Nizza portandosele dietro ed ho approvato ed apprezzato il comportamento delle nostre forze dell'ordine in tale circostanza. Capita, a volte, che per ragioni di puro fatto (non di certo per direttive o indirizzi) ciò possa non essere accaduto. Dovrà di sicuro accadere a Genova, in occasione del G8 e si sta lavorando intensamente perché accada.
È stato un episodio grave quello che ha visto per vittima l'onorevole Borghezio, anche se, in coscienza, né io né lui sappiamo esattamente chi sia stato: infatti, quel mascalzone che lo ha aggredito ed insultato, quando egli gli aveva semplicemente detto chi era in autobus, e dopo averlo colpito è fuggito; e l'arrivo delle forze dell'ordine (che l'onorevole Borghezio ha peraltro garbatamente apprezzato, nonostante la situazione in cui si trovava) non ha consentito di prenderlo per tempo. Vorrei, però, invitare l'onorevole Frattini - che è persona attenta, anche per il suo ruolo, a distinguere - a considerare che a Genova, come nel resto d'Italia, sono presenti dei movimenti collettivi pacifici che è anche nostro interesse far operare in modo tale da far occupare le piazze da persone che manifestano civilmente: se poi manifestano contro il G8, hanno il diritto di farlo, purché lo facciano civilmente...

GUSTAVO SELVA. Basta che non ci sia qualcuno che insegni loro come devono attaccare!

GIULIANO AMATO, Presidente del Consiglio dei ministri. Sì, purché lo facciano civilmente e senza armi: questo l'ho già detto io, onorevole Selva. La Rete contro il G8 ed il centro sociale genovese Zapata - per fare dei nomi - sono organizzazioni pacifiche che hanno le loro idee, ma sono loro che hanno fatto simulazioni di manifestazioni a Genova; le hanno fatte insieme a video-cineoperatori e in qualche modo sotto l'occhio dell'autorità. Non ho ragioni per ostacolare queste manifestazioni; ho ragioni per impedire le altre.

PRESIDENTE. Grazie, signor Presidente del Consiglio.
L'onorevole Frattini ha facoltà di replicare.

FRANCO FRATTINI. Signor Presidente, credo, purtroppo, di dover ribadire quel «finalmente», non perché non apprezzi le intenzioni che lei qui ha manifestato, ma perché, signor Presidente del Consiglio, l'uso della violenza nelle strade e nelle piazze delle città viene pagato pesantemente, troppo pesantemente dalla libertà dei cittadini, non di rado dall'incolumità fisica di carabinieri e poliziotti che sono troppo gravemente e troppo spesso malmenati e feriti da manifestanti armati e mascherati che, in certi luoghi, armati e mascherati non ci dovrebbero proprio arrivare.
Non dobbiamo ricordare a noi stessi gli scontri in occasione della visita di Haider, davanti al Vaticano, l'aggressione contro persone singole, le prove generali contro il G8. Saranno pure centri sociali pacifici, ma la simulazione di un attacco organizzato alla Presidenza italiana del G8 è qualcosa che dovrebbe allarmare.

GIULIANO AMATO, Presidente del Consiglio dei ministri. No, no.

FRANCO FRATTINI. Ricordiamo la manifestazione di pochi giorni fa a Davos:


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addirittura rappresentanti dei centri sociali, in missione dall'Italia, sono andati in Svizzera per partecipare a scorribande sicuramente violente.
Io credo, Presidente, che non possiamo lasciare soli i dirigenti delle forze di polizia, senza un preciso indirizzo del Governo che stabilisca finalmente di bloccare, vorrei dire di stroncare la riorganizzazione di una rete antagonista che ha tra i suoi fini l'abbattimento dello Stato, dei simboli e degli atti dell'Europa e della globalizzazione.
Termino il mio intervento dicendo che non vorrei mai che questa risposta non fosse sufficientemente ferma per via di alcune componenti dell'estrema sinistra di questo Parlamento, che non applaudono alla violenza, ma hanno applaudito certamente ai fini, agli obiettivi sottesi. Poiché questi fini e questi obiettivi sono contrari alle finalità profonde dello Stato, anche se questo dovesse costare alla maggioranza l'accordo che sta tentando di raggiungere con Rifondazione comunista, auspichiamo che non ci sia più indulgenza non solo verso le violenze, ma anche verso le finalità che possono provocare violenza (Applausi dei deputati dei gruppi di Forza Italia, di Alleanza nazionale e della Lega nord Padania).

PRESIDENTE. È così esaurito lo svolgimento delle interrogazioni a risposta immediata all'ordine del giorno.
Sospendo brevemente la seduta, che riprenderà con immediate votazioni.

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