![]() |
![]() |
![]() |
PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 2 , nel testo unificato della Commissione, e del complesso degli emendamenti ad esso presentati (vedi l'allegato A - A.C. 99 sezione 2).
Nessuno chiedendo di parlare, invito il relatore ad esprimere il parere della Commissione.
GIANANTONIO MAZZOCCHIN, Relatore. Indicherò gli emendamenti che la Commissione ritiene accettabili o eventualmente riformulabili, per quanto riguarda tutti gli altri, invito i presentatori a ritirarli.
PRESIDENTE. Si tratta di due emendamenti soppressivi della lettera e); quindi, diventano integrativi?
GIANANTONIO MAZZOCCHIN, Relatore. La formula è certamente discutibile, ma, per intenderci, gli emendamenti non sono più soppressivi ma vanno riformulati nel modo che ho detto.
PRESIDENTE. Pertanto, alla lettera e) vanno aggiunte le parole: «esclusivamente in relazione ai compiti di istituto».
GIANANTONIO MAZZOCCHIN, Relatore. L'emendamento Mammola 2.156 va riformulato nel modo seguente: dopo le parole «i tratti autostradali» vanno aggiunte le parole «nei punti particolarmente pericolosi».
PRESIDENTE. La prego di fornirmi il testo della riformulazione.
GIANANTONIO MAZZOCCHIN, Relatore. Il parere è favorevole sugli emendamenti Di Luca 2.164 e 2.165 modificando soltanto l'anno: «2002» invece di «2003». Il parere è altresì favorevole sugli identici emendamenti Ciapusci 2.62 e Fei 2.20 nonché sull'emendamento Fei 2.21.
pubblico-privato degli autobus-scuolabus» con le parole «a fini istituzionali degli autobus di loro proprietà».
PRESIDENTE. Il Governo?
GIORDANO ANGELINI, Sottosegretario di Stato per i trasporti e la navigazione. Il Governo concorda con il parere espresso dal relatore, tranne che su due emendamenti. Per quanto riguarda l'emendamento Moroni 2.3, il Governo è favorevole a condizione che sia eliminata la seguente frase: «I bordi delle corsie autostradali dovranno essere delimitati con barriere ininterrotte».
PRESIDENTE. Signor sottosegretario, mi scusi, ma vorrei precisarle che era stata già formulata una proposta di riformulazione.
GIORDANO ANGELINI, Sottosegretario di Stato per i trasporti e la navigazione. Sì, signor Presidente, ma vorrei proporne una più semplice: sostituire le parole «prevedere l'abrogazione del comma 13-ter del nuovo codice della strada» con le parole «prevedere l'abrogazione, al comma 13-ter, delle parole «insegne di esercizio». Ciò consentirebbe di eliminare definitivamente qualsiasi equivoco e di accogliere la preoccupazione sollevata nella proposta emendativa del gruppo della Lega nord Padania e condivisa dal Comitato dei nove.
PRESIDENTE. Onorevole relatore, concorda con le riformulazioni proposte dal rappresentante del Governo degli emendamenti Moroni 2.3 e Chincarini 2.99?
GIANANTONIO MAZZOCCHIN, Relatore. Signor Presidente, la Commissione accoglie entrambe le proposte di riformulazione.
PRESIDENTE. Onorevole relatore, la invito ad esprimere il parere della Commissione sugli emendamenti ulteriori rispetto al fascicolo n. 1, riferiti all'articolo 2.
GIANANTONIO MAZZOCCHIN, Relatore. La Commissione esprime parere favorevole
sugli emendamenti 2.200 (da votare ai sensi dell'articolo 86, comma 4-bis, del regolamento) e sugli emendamenti 2.201, 2.202, 2.203 e 2.204 della Commissione.
PRESIDENTE. Il Governo?
GIORDANO ANGELINI, Sottosegretario di Stato per i trasporti e la navigazione. Il Governo concorda con i pareri espressi dal relatore.
ALBERTO DI LUCA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. A che titolo?
ALBERTO DI LUCA. Per segnalare, signor Presidente, che il testo del nostro emendamento 2.160 stampato sul fascicolo non corrisponde a quello che avevamo presentato. In Commissione avevamo un foglio aggiuntivo, che però non vedo nel fascicolo, quindi non so se sia stato distribuito nel testo corretto.
PRESIDENTE. Sì, onorevole Di Luca, il testo del suo emendamento 2.160 è stato integrato con una correzione, pertanto la formulazione è quella a cui lei si riferisce.
ALBERTO DI LUCA. Va bene, Presidente.
PRESIDENTE. Onorevole Anghinoni, accetta l'invito del relatore a ritirare il suo emendamento 2.1?
UBER ANGHINONI. Non lo ritiro, signor Presidente, e chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
UBER ANGHINONI. Signor Presidente, sono abbastanza preoccupato per il parere negativo espresso dal relatore e dal Governo, in quanto questo emendamento tende semplicemente ad indicare principi e criteri direttivi per il provvedimento delegato. Ora, se non possiamo neanche indicare i principi in base ai quali il Governo dovrà poi legiferare, vuol dire veramente che la democrazia sta andando a farsi benedire, o meglio che si stanno consumando gli ultimi brandelli di democrazia in questo paese.
GIANANTONIO MAZZOCCHIN, Relatore. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIANANTONIO MAZZOCCHIN, Relatore. Signor Presidente, sono stato pregato, trattandosi di una competenza che può spettare solo al relatore, di presentare una proposta di articolo aggiuntivo che si limita a specificare una disposizione di una legge precedente, che altrimenti sarebbe poco chiara.
PRESIDENTE. Per capire, onorevole relatore: si tratta di un ulteriore emendamento che la Commissione presenta ora?
GIANANTONIO MAZZOCCHIN, Relatore. Sì, Presidente. Ne do lettura: «Dopo
l'articolo 2, aggiungere il seguente: Art. 2-bis -1. Al comma 2-bis del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, introdotto dall'articolo 32 della legge 7 dicembre 1999, n. 472, dopo le parole 'medici specialisti' è aggiunta la seguente 'diabetologi'».
PRESIDENTE. Avverto che il termine per la presentazione dei subemendamenti all'articolo aggiuntivo 2.01 della Commissione (vedi l'allegato A - A.C. 99 sezione 2) è fissato alle ore 18,30.
Dichiaro chiusa la votazione.
ENZO SAVARESE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ENZO SAVARESE. Vorrei precisare che intendo sottoscrivere tutti gli emendamenti presentati dalla collega Fei.
PRESIDENTE. Sta bene.
Dichiaro chiusa la votazione.
Prendo atto che i presentatori hanno ritirato gli emendamenti de Ghislanzoni Cardoli 2.55, 2.141 e 2.56 e Covre 2.67.
ROSANNA MORONI. Sì signor Presidente.
PRESIDENTE. Sta bene.
Dichiaro chiusa la votazione.
Ricordo che il termine per la presentazione di subemendamenti agli emendamenti 2.201, 2.202, 2.203 e 2.204 della Commissione scade alle ore 18. Propongo quindi di accantonarli.
ENZO SAVARESE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ENZO SAVARESE. Presidente, abbiamo appreso soltanto adesso dell'esistenza del termine delle ore 18 per la presentazione dei subemendamenti!
PRESIDENTE. Onorevole Savarese, questo termine non l'ho stabilito io adesso: è stato comunicato ai gruppi nel momento in cui la Commissione ha presentato questi emendamenti.
ENZO SAVARESE. Presidente, non voglio fare polemiche, vorrei soltanto precisare che noi abbiamo partecipato alla riunione del Comitato dei nove ma non l'abbiamo saputo. In ogni caso, quali sono gli emendamenti a cui lei si è riferito?
PRESIDENTE. Sono gli emendamenti 2.201, 2.202, 2.203 e 2.204 della Commissione.
ENZO SAVARESE. Sono dunque quelli contenuti nel fascicolo a parte che è stato distribuito?
PRESIDENTE. Sì, onorevole Savarese.
Dichiaro chiusa la votazione.
Chiedo ai presentatori se accettino la riformulazione proposta dalla Commissione per l'emendamento Mammola 2.156.
ALBERTO DI LUCA. Sì, Presidente, l'accettiamo.
PRESIDENTE. Sta bene. Passiamo ai voti.
Dichiaro chiusa la votazione.
Prendo atto che gli emendamenti Fei 2.4 e Di Luca 2.157 sono stati ritirati.
GIACOMO de GHISLANZONI CARDOLI. Sì, Presidente, insistiamo.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Dichiaro chiusa la votazione.
Chiedo ai presentatori dell'emendamento Fongaro 2.68 se accettino la riformulazione proposta dalla Commissione.
CARLO FONGARO. Presidente, sì l'accettiamo, anche se il testo del nostro emendamento è stato per così dire molto annacquato.
PRESIDENTE. Sta bene. Passiamo ai voti.
Dichiaro chiusa la votazione.
ANTONIO SAIA. Presidente, desidero segnalarle che il dispositivo elettronico della mia postazione di voto non ha funzionato.
PRESIDENTE. La Presidenza ne prende atto.
CARLO FONGARO. No, signor Presidente, e chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CARLO FONGARO. Presidente, non ho intenzione di ritirare questo emendamento perché proprio oggi ho letto che alcuni parlamentari del centrosinistra hanno presentato una proposta di legge con la quale si intende incentivare il recupero degli immobili nei centri storici dando ai comuni, di fatto, la possibilità di occupare questi immobili, di procedere nei lavori di ristrutturazione e poi di affittarli ristrutturati. L'affitto viene trattenuto dalle amministrazioni a titolo di indennizzo per i lavori eseguiti. Questo è un vero e proprio esproprio di stampo sicuramente bolscevico!
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Dichiaro chiusa la votazione.
Onorevole Ciapusci, accede all'invito a ritirare il suo emendamento 2.53? Onorevole Bosco?
ELENA CIAPUSCI. Lo ritiro, onorevole Presidente, precisando che l'onorevole Bosco non è delegato dalla sottoscritta.
PRESIDENTE. Mi scusi, è stato un mio errore.
ILARIO FLORESTA. Li ritiro, Presidente.
PRESIDENTE. Sta bene. Passiamo all'emendamento Anghinoni 2.5.
UBER ANGHINONI. Il problema della linea di mezzeria non investe tutti, ma è particolarmente sentito nelle zone colpite dalla nebbia. Probabilmente molti di voi non sanno cosa significhi guidare di notte con una nebbia fitta che impedisce di vedere a due metri di distanza. Qualcuno potrebbe obiettare che si può restare a casa, ma ciò non è sempre possibile. Le norme del codice stradale, che devono garantire la possibilità di movimento in estrema sicurezza, dovrebbero stabilire la necessità di segnare la linea di mezzeria anche in piccole strade, consentendo in situazioni climatiche difficili una guida sicura. Solo chi conosce la nebbia, può capire la necessità di tale linea perché la linea laterale, in caso di curva, si vede solo quando si è già al di là della banchina.
RINALDO BOSCO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. A che titolo?
RINALDO BOSCO. Vorrei segnalare che vi è un errore di stampa nel testo dell'emendamento là dove si legge «linea di mezzadria».
PRESIDENTE. Ne prendo atto. Passiamo ai voti.
Onorevoli colleghi, vi prego di votare ognuno per sé.
Dichiaro chiusa la votazione.
Onorevole Floresta, accede all'invito a ritirare il suo emendamento 2.25?
ILARIO FLORESTA. Lo ritiro, Presidente.
PRESIDENTE. Sta bene. Passiamo all'emendamento Fei 2.6.
ENZO SAVARESE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. A che titolo?
ENZO SAVARESE. Presidente, credo che il relatore possa accogliere l'emendamento
della collega Fei; lo invito, pertanto, a riconsiderare il parere precedentemente espresso.
GIORDANO ANGELINI, Sottosegretario di Stato per i trasporti e la navigazione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIORDANO ANGELINI, Sottosegretario di Stato per i trasporti e la navigazione. Presidente, il Governo esprime parere favorevole sull'emendamento Fei 2.6 e invita il relatore a riconsiderare il suo parere. Forse, vi è stata una svista nella concitazione del lavoro di queste ultime ore; dalle mie carte, infatti, risulta un parere favorevole su questo emendamento.
GIANANTONIO MAZZOCCHIN, Relatore. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIANANTONIO MAZZOCCHIN, Relatore. Non ho nulla in contrario ad esprimere parere favorevole sull'emendamento Fei 2.6. L'incertezza probabilmente è derivata dal fatto che non si tratta di norme particolarmente cogenti.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Dichiaro chiusa la votazione.
Prendo atto che i presentatori accettano l'invito al ritiro dell'emendamento Fontan 2.104.
RINALDO BOSCO. Signor Presidente, accetto l'invito al ritiro dell'emendamento Chincarini 2.70, di cui sono cofirmatario, e ne trasfondo il contenuto in un apposito ordine del giorno.
PRESIDENTE. Sta bene.
ELENA CIAPUSCI. Signor Presidente, insisto per la sua votazione.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Dichiaro chiusa la votazione.
Prendo atto che i presentatori accettano l'invito al ritiro degli emendamenti Covre 2.71 e Fei 2.11.
Onorevole Anghinoni, accetta l'invito al ritiro del suo emendamento 2.8?
UBER ANGHINONI. No, signor Presidente, insisto per la sua votazione.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Dichiaro chiusa la votazione.
Onorevole Ciapusci, accetta l'invito al ritiro del suo emendamento 2.58?
ELENA CIAPUSCI. No, signor Presidente, e chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ELENA CIAPUSCI. Signor Presidente, vorrei soffermarmi sulla problematica che il mio emendamento 2.58 cerca di risolvere.
PRESIDENTE. Il relatore, che si è già espresso, intende aggiungere qualcosa?
GIANANTONIO MAZZOCCHIN, Relatore. Signor Presidente, suggerirei il ritiro dell'emendamento e la trasposizione del suo contenuto in un ordine del giorno perché non possiamo prevedere un obbligo per i comuni; parliamo sempre di federalismo e di devolution e poi vogliamo prevedere obblighi per i comuni. Mi pare che un ordine del giorno sarebbe lo strumento più adatto.
PRESIDENTE. Onorevole Ciapusci?
ELENA CIAPUSCI. Signor Presidente, pur avendo già accolto, per altri emendamenti, il suggerimento del relatore di ritirarli e di trasfonderne il contenuto in ordini del giorno, ora non posso farlo, anche perché sappiamo che fine fanno gli ordini del giorno accolti dal Governo. Per tale ragione, insisto per la votazione del mio emendamento 2.58.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Dichiaro chiusa la votazione.
Onorevole Ciapusci, accetta l'invito al ritiro del suo emendamento 2.60?
ELENA CIAPUSCI. No, signor Presidente, e chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ELENA CIAPUSCI. Signor Presidente, credo sia un fatto abbastanza insolito stabilire per legge un'estensione di almeno 100 chilometri per le strade esistenti nelle isole minori. Sappiamo che in Italia le isole sono molte e credo che questo sia un favore troppo grande per essere istituzionalizzato in una legge.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Dichiaro chiusa la votazione.
Onorevole Savarese, accoglie l'invito al ritiro dell'emendamento Fei 2.13, di cui è cofirmatario?
ENZO SAVARESE. No, Presidente, insisto per la votazione.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Dichiaro chiusa la votazione.
Onorevole Chincarini, aderisce all'invito al ritiro del suo emendamento 2.106, rivoltole dal rappresentante del Governo?
UMBERTO CHINCARINI. Sì, Presidente, non insisto per la votazione.
PRESIDENTE. Sta bene, onorevole Chincarini.
ELENA CIAPUSCI. No, Presidente, insisto per la votazione.
PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Dichiaro chiusa la votazione.
Passiamo alla votazione dell'emendamento Di Luca 2.160, nella nuova formulazione.
ALBERTO DI LUCA. Questo è a nostro avviso l'emendamento chiave in tutto il nuovo codice della strada.
Noi sappiamo che oggi la stragrande maggioranza di incidenti stradali con vittime avviene principalmente all'interno delle città e secondariamente sulle strade extraurbane o statali!
STEFANO STEFANI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
STEFANO STEFANI. Desidero aggiungere la mia firma all'emendamento Di Luca 2.160.
PRESIDENTE. Sta bene.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Stajano. Ne ha facoltà.
ERNESTO STAJANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'emendamento Di Luca 2.160 costituisce certamente uno degli snodi essenziali di tutta la riforma del codice della strada non soltanto perché affronta un tema da sempre controverso, ma anche perché, come mi sforzerò di dimostrare, la risoluzione di questo problema è fortemente incidente in ordine alla possibilità di avere un'effettiva repressione delle condotte devianti, della mancata osservanza delle regole del codice della strada, con particolare riferimento all'essenziale requisito della velocità dei veicoli.
norme (Applausi del deputato Di Luca): non possiamo immaginare di garantire la sicurezza spingendo i cittadini italiani alla violazione della norma; non è questa la logica che sovrintende da sempre alla buona costruzione delle fattispecie incriminatrici, in questo caso per le sole sanzioni amministrative, che però talvolta sono addirittura più incidenti di quelle penali nella vita dei cittadini. Infatti, credo di poter affermare che oggi perdere la patente è probabilmente assai più penoso di subire ammende, o multe, come accade nella maggior parte dei casi delle nostre contravvenzioni penali.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Savarese. Ne ha facoltà.
ENZO SAVARESE. Signor Presidente, arriviamo ora, come è stato ricordato, ad uno degli argomenti più controversi nell'ambito di questa delega al Governo per la riforma del codice della strada: ricordiamo che, in questa sede, non stiamo definendo un nuovo codice della strada ma dando una delega, quindi decidendo su alcuni principi. Voglio confutare subito, allora, l'affermazione che più velocità corrisponde a più pericolo: il problema è che meno formazione, meno dotazioni di sicurezza, strade dissestate sono più pericolo!
GIOVANNI RIVERA, Sottosegretario di Stato per la difesa. Che scassone, è bellissima!
ENZO SAVARESE. È bellissima, per carità, ma, ammesso che ci riesca, non può andare ad una certa velocità sull'autostrada senza le dotazioni di sicurezza che oggi sono rese possibili dalle nuove tecnologie e sono disponibili sulle nuove vetture di alta cilindrata. Del resto, è vero che abbiamo un impegno non solo politico ma anche morale nei confronti dell'Unione europea per la riduzione del numero degli incidenti stradali, credo però che la direzione sia quella della formazione, della patente a punti, della patente per i ciclomotori di cui si parla negli articoli successivi. Credo che un'equilibrata, ragionevole distinzione, come propongono l'emendamento del collega Di Luca e, in maniera più generica, quello della collega Fei 2.17, possa permettere da una parte un giusto riequilibrio ai fini della sicurezza e, dall'altra, di non penalizzare con misure vessatorie utenti di traffico diverso. Invito pertanto tutti i colleghi a votare a favore di questo emendamento (Applausi del deputato Fei).
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Pisapia. Ne ha facoltà.
GIULIANO PISAPIA. Signor Presidente, le argomentazioni dell'onorevole Di Luca mi sembrano molto ragionevoli, anche perché tengono conto della realtà che viviamo quotidianamente sulle nostre strade e autostrade; in effetti, trattare nella stessa maniera situazioni diverse rischia di provocare danni anziché ottenere i risultati positivi che tutti auspichiamo. Dichiaro pertanto il mio voto favorevole all'emendamento Di Luca 2.160.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Giardiello. Ne ha facoltà.
MICHELE GIARDIELLO. Signor Presidente, per la verità sono sconcertato. Ha ragione l'onorevole Di Luca nel dire che questo è un emendamento chiave: infatti lo è, ma nel senso che vanifica la riforma.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Fei. Ne ha facoltà.
SANDRA FEI. Signor Presidente, parlerò sull'emendamento in discussione e, allo stesso tempo, sul mio successivo emendamento che riguarda lo stesso tema.
Ad esempio, quando si parla della pioggia e si prevede una diminuzione in termini assoluti della velocità di venti chilometri, si dimentica che, per quanto riguarda la sicurezza vera e propria, tra i cento e i centoventi chilometri qualsiasi tipo di macchina, piccola o grande che sia, ha una probabilità altissima che si verifichi l'aquaplaning o un incidente, indipendentemente dal tipo di automobile. Questo ad esempio non è stato previsto, mentre è fondamentale.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Bosco. Ne ha facoltà.
RINALDO BOSCO. Signor Presidente, chiedo di aggiungere la mia firma all'emendamento Di Luca 2.160. Nello stesso tempo voglio precisare che la sottoscrizione dell'emendamento non è un sostegno puro alla velocità, ma è frutto di un ragionamento, peraltro svolto da molti colleghi che mi hanno preceduto, sulle nuove tecnologie con cui vengono costruite le automobili. Il nostro codice della strada è vecchio perché già cinquanta anni fa imponeva il limite massimo di 50 chilometri all'ora nei centri abitati, di 70 fuori dai centri abitati e di 130 in autostrada, ma dobbiamo ammettere che negli ultimi anni vi è stata un'evoluzione tecnologica, anche se la componente umana ha il suo peso. I diversi modelli di automobile si distinguono anche in base ai sistemi antislittamento e di controllo di trazione di cui sono dotati e quindi non capisco perché ci debba essere una unificazione verso il basso, cioè verso quei modelli non evoluti dal punto di vista tecnologico. Basta fare una media fra i tipi di veicolo che circolano sulle nostre autostrade per rendersi conto che i tempi sono cambiati e che occorre adeguarsi, tanto più che anche il manto stradale è diverso rispetto al passato.
Non capisco perché poi si proponga di ridurre la velocità di ulteriori 20 chilometri all'ora in caso di maltempo. Quando tempo fa discutemmo del problema in Commissione, il sottosegretario osservò che non si poteva contare su adeguati fondi e che i limiti in vigore tenevano conto della velocità minima, che quindi non è ulteriormente riducibile, poiché si fa riferimento ad automobili non evolute dal punto di vista tecnologico. Lo ripeto, non capisco il motivo di questa ulteriore riduzione. Se si tratta di una misura tendente a ridurre gli indici di mortalità, io credo che non serva a nulla, mentre occorre un'opera di sensibilizzazione presso i giovani per far comprendere loro cosa significhi guidare un mezzo sulle strade organizzando corsi di guida sicura e non di velocità. Forse bisognerebbe cambiare i rapporti fra peso e potenza che distinguono le piccole vetture, quelle non dotate dei sistemi di sicurezza ma solo di grandi motori senza telai e freni adeguati.
MICHELE GIARDIELLO. Per alcune autostrade sono eccessivi anche i 130 chilometri orari!
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Rogna Manassero di Costigliole. Ne ha facoltà.
SERGIO ROGNA MANASSERO di COSTIGLIOLE. Quello dei limiti di velocità è l'argomento che più ha appassionato il dibattito in Commissione e vedo che qui si stia svolgendo una replica.
anche se vi sono asfalti che reagiscono in modo diverso; pertanto, è opportuno incentivare l'uso di asfalti drenanti.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Turroni. Ne ha facoltà.
Gli identici emendamenti Fei 2.2 e Bosco 2.66 vanno riformulati nel senso che alla lettera e) sono aggiunte le parole: «esclusivamente in relazione ai compiti di istituto». Con questa riformulazione il parere è favorevole.
L'emendamento Fongaro 2.68 va riformulato nel modo seguente: «ai soli fini della sicurezza e della circolazione stradale le competenze circa l'individuazione dei centri abitati, indipendentemente dal numero dei fabbricati, è attribuita, anche in deroga alla disciplina generale in materia urbanistica, ai comuni, i quali vi provvedono periodicamente in relazione alle variazioni dell'assetto urbanistico ed alle esigenze del traffico».
L'emendamento Ciapusci 2.189 va riformulato, sostituendo le parole «promiscuo
La Commissione propone di riformulare l'emendamento Di Luca 2.168 nel senso di sopprimere le parole «ed esami di guida».
La Commissione propone la riformulazione dell'emendamento Di Luca 2.169 che si leggerebbe nel seguente modo: «e nel sistema di esame a questionario prevedere una diversificazione degli argomenti di esame e correlativamente una diversa valutazione» e così via.
La Commissione esprime parere favorevole sugli emendamenti Fei 2.33 e Moroni 2.28, mentre per quanto riguarda l'emendamento Di Luca 2.171, il riferimento è al comma 1, lettera zz) e non rr). Inoltre vanno soppresse le parole da «prevedere» fino a «gare e», per cui rimarrebbero solo le parole «la conservazione di tutta la documentazione originaria».
La Commissione esprime altresì parere favorevole sull'emendamento Bosco 2.97 e relativamente all'emendamento Chincarini 2.99 si propone una nuova formulazione: «Modificare la formulazione dell'articolo 23, comma 13-ter, del nuovo codice della strada stabilendo le condizioni in base alle quali i comuni possono consentire la collocazione di insegne di esercizio nelle zone tutelate dalla vigente normativa in materia di beni artistici e storici».
Per quanto riguarda l'emendamento Chincarini 2.99, il Governo ha fatto una verifica e intende precisare che, da accertamenti fatti all'istante, risulta che il decreto legislativo n. 490 del 1999 risolverebbe il problema sollevato. Infatti, il decreto legislativo citato prevede, per i beni di interesse storico, il nulla osta della sovrintendenza e l'autorizzazione dell'ente proprietario della strada e, per i beni di interesse paesaggistico, il nulla osta della regione e l'autorizzazione dell'ente proprietario della strada.
In ogni caso, al fine di eliminare qualsiasi equivoco, mi permetto di proporre una riformulazione dell'emendamento Chincarini 2.99.
Oltre tutto, credo che l'emendamento meriti particolare attenzione, in quanto richiama la necessità di «applicare le norme ed i comportamenti di buonsenso» - quindi non vengono posti dei limiti, ma ci si limita a richiamare il buonsenso - «al fine di adeguare il riavvicinamento dell'istituzione e del cittadino, nel rispetto e nella certezza del diritto di entrambi, tanto da permettere all'istituzione il ruolo di educatrice» e non solo quello repressivo. Evidentemente, rifiutando questo principio si rifiuta il concetto che le istituzioni debbono avere un ruolo di educatrici, ma si vuole propugnare solo la conflittualità tra istituzioni e cittadini, per promuovere e giustificare l'azione repressiva delle forze dell'ordine. Evidentemente, ancora una volta, rinunciando a questo principio si vuole trasformare la repressione in una realtà di cassa, fregando - è proprio questo il termine adatto - e insultando il cittadino e riempiendo le casse dello Stato, del comune o dell'ente interessato, indipendentemente dai veri torti del cittadino.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Anghinoni 2.1, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 382
Votanti 377
Astenuti 5
Maggioranza 189
Hanno votato sì 183
Hanno votato no 194).
Prendo atto che i presentatori ritirano gli emendamenti Fontan 2.103, Chincarini 2.64, Mammola 2.155, Chincarini 2.90, Luciano Dussin 2.91, Chincarini 2.92 e Covre 2.65.
Prendo atto altresì che i presentatori accettano la riformulazione proposta dal relatore degli identici emendamenti Fei 2.2 e Bosco 2.66.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti Fei 2.2 e Bosco 2.66, nel testo riformulato, accettati dalla Commissione e dal Governo.
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 390
Votanti 389
Astenuti 1
Maggioranza 195
Hanno votato sì 384
Hanno votato no 5).
Onorevole Moroni, accetta la riformulazione del suo emendamento 2.3 proposta dal Governo?
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Moroni 2.3, nel testo riformulato, accettato dalla Commissione e dal Governo.
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 405
Votanti 401
Astenuti 4
Maggioranza 201
Hanno votato sì 400
Hanno votato no 1).
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 2.200 (da votare ai sensi dell'articolo 86, comma 4-bis del regolamento), accettato dalla Commissione e dal Governo.
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 402
Votanti 400
Astenuti 2
Maggioranza 201
Hanno votato sì 399
Hanno votato no 1).
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Mammola 2.156, nel testo riformulato, accettato dalla Commissione e dal Governo.
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 407
Votanti 406
Astenuti 1
Maggioranza 204
Hanno votato sì 406).
Chiedo ai presentatori dell'emendamento de Ghislanzoni Cardoli 2.57 se insistano per la votazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento de Ghislanzoni Cardoli 2.57, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti e votanti 421
Maggioranza 211
Hanno votato sì 211
Hanno votato no 210).
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Fongaro 2.68, nel testo riformulato, accettato dalla Commissione e dal Governo.
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 407
Votanti 406
Astenuti 1
Maggioranza 204
Hanno votato sì 402
Hanno votato no 4).
Chiedo ai presentatori dell'emendamento Fongaro 2.69 se accettino l'invito al ritiro.
Credo che in Italia nessuna forza politica abbia mai pensato di fare un'operazione del genere, in cui l'ente pubblico si sostituisce al privato, gli sottrae l'immobile per ristrutturarlo e affittarlo a chi vuole!
L'emendamento da me presentato consente alle amministrazioni comunali di autorizzare l'utilizzazione nei centri abitati dei passi carrai, ad una distanza inferiore ai dodici metri attualmente previsti da incroci e da interconnessioni stradali.
Nei centri storici, in particolar modo, se non vi è la possibilità di ricavare un garage o un posto auto, qualsiasi intervento di recupero dell'immobile è inutile in quanto non conveniente dal punto di vista commerciale.
L'unica possibilità di incentivare effettivamente il recupero degli immobili nel centro storico consiste nel realizzare posti auto o garage in occasione degli interventi di ristrutturazione.
Il vincolo attualmente vigente, che impedisce di aprire passi carrai a distanze inferiori ai 12 metri dall'interconnessione stradale, non consente - considerato che le interconnessioni stradali nei centri storici sono numerosissime -, di fatto, la realizzazione di passi carrai e di garage; di conseguenza, tale vincolo impedisce il recupero degli immobili nel centro storico. Auspico, pertanto, che si esprima voto favorevole sul mio emendamento 2.69.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Fongaro 2.69, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 416
Votanti 415
Astenuti 1
Maggioranza 208
Hanno votato sì 206
Hanno votato no 209).
Onorevole Floresta, accede all'invito a ritirare i suoi emendamenti 2.124 e 2.152?
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Anghinoni. Ne ha facoltà.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Anghinoni 2.5, non accettato dalla Commissione né dal Governo e sul quale la V Commissione (Bilancio) ha espresso parere contrario.
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 414
Votanti 411
Astenuti 3
Maggioranza 206
Hanno votato sì 193
Hanno votato no 218).
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Fei 2.6, accettato dalla Commissione e dal Governo.
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 415
Votanti 413
Astenuti 2
Maggioranza 207
Hanno votato sì 405
Hanno votato no 8).
I presentatori accettano l'invito al ritiro dell'emendamento Chincarini 2.70?
Prendo atto che i presentatori accettano l'invito al ritiro degli emendamenti Fei 2.7 e 2.9. L'emendamento 2.202 della Commissione è accantonato in attesa del decorso del termine delle ore 18 per la presentazione di eventuali subemendamenti. Prendo atto, poi, che i presentatori accettano l'invito al ritiro degli emendamenti Chincarini 2.105, Fei 2.10, Mammola 2.158 e 2.159.
Onorevole Ciapusci, accetta l'invito al ritiro del suo emendamento 2.59?
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Ciapusci 2.59, non accettato dalla Commissione né dal Governo e sul quale la V Commissione (Bilancio) ha espresso parere contrario.
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 403
Votanti 399
Astenuti 4
Maggioranza 200
Hanno votato sì 191
Hanno votato no 208).
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Anghinoni 2.8, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 409
Votanti 408
Astenuti 1
Maggioranza 205
Hanno votato sì 193
Hanno votato no 215).
Attualmente, nel codice della strada sono previste sanzioni amministrative per i veicoli abbandonati senza custodia al di fuori delle città o dei centri abitati; nella maggior parte dei casi, si tratta di veicoli trainati senza motore. Stiamo parlando di una problematica abbastanza particolare che si riferisce all'autotrasporto e, soprattutto, all'autotrasportatore che comunque, per non incorrere nella sanzione amministrativa, in mancanza di appositi parcheggi, deve entrare nel centro abitato con l'intero veicolo, anche qualora sia composto, creando difficoltà per il traffico.
Chiedo al relatore di valutare la possibilità di esprimersi a favore del mio emendamento 2.58.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Ciapusci 2.58, non accettato dalla Commissione né dal Governo e sul quale la V Commissione (Bilancio) ha espresso parere contrario.
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 417
Votanti 413
Astenuti 4
Maggioranza 207
Hanno votato sì 195
Hanno votato no 218).
Penso che il mio emendamento 2.60 dovrebbe essere valutato meglio.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Ciapusci 2.60, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 417
Votanti 289
Astenuti 128
Maggioranza 145
Hanno votato sì 79
Hanno votato no 210).
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Fei 2.13, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 408
Votanti 400
Astenuti 8
Maggioranza 201
Hanno votato sì 193
Hanno votato no 207).
Onorevole Ciapusci, accoglie l'invito al ritiro del suo emendamento 2.12?
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Ciapusci 2.12, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 416
Votanti 411
Astenuti 5
Maggioranza 206
Hanno votato sì 200
Hanno votato no 211).
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Di Luca. Ne ha facoltà.
Abbiamo un altro elemento da valutare: non è vero, come si dice, che in tutti i paesi d'Europa si circola con lo stesso limite di velocità; vi sono degli esempi dove la sinistrosità è migliore - mi riferisco alla Germania - ove i limiti di velocità sono dati esclusivamente dalla costituzione delle singole strade e quindi dalle condizioni oggettive di velocità. Non è pertanto previsto in quei casi un limite di velocità massimo assoluto, ma esistono dei limiti di velocità che vengono valutati di volta in volta dai vari enti.
Con l'emendamento 2.160 vorremmo avanzare una proposta che nasce da alcune considerazioni figlie dello sviluppo tecnologico e del progresso che vi è stato nel settore dell'automobilismo.
Noi non possiamo pensare che un'auto da città, per quanto carina e lussuosa essa sia, lanciata a 130 chilometri all'ora - quali sono gli attuali limiti - mentre piove, possa avere gli stessi spazi di frenata e gli stessi livelli di sicurezza che ha invece una berlina dotata di ABS. Taluni test, effettuati con apparecchiature scientifiche di alto livello, dimostrano che il primo tipo di automobile non si ferma se non in uno spazio superiore ai 100 metri e quasi sempre si ferma avendo fatto un testacoda. Alla stessa velocità di 130 chilometri orari e sempre sul bagnato, una berlina con ABS, con al volante un guidatore medio e non un grande pilota, si ferma invece in uno spazio di 63 metri (quindi quasi la metà)!
Da questa valutazione nasce un elemento che noi consideriamo fondamentale per tutelare la vera sicurezza nelle nostre strade e, cioè, l'opportunità di differenziare i limiti di velocità sulle nostre strade in base al tipo di autovettura. Come ho detto, riteniamo che non sia pensabile che due macchine, completamente diverse tra loro, una con l'ABS ed una no, possano aveva lo stesso limite di velocità. Ed è per questo che nel nostro emendamento introduciamo tre limiti di velocità: il primo più basso dei limiti attuali; il secondo uguale a quello attualmente in essere; un terzo più elevato per le vetture che hanno il massimo delle dotazioni di sicurezza, attive e passive, oggi possibili. Naturalmente, questa differenziazione dei limiti di velocità sulle autostrade dovrebbe essere anche applicata parimenti sulle strade extraurbane!
Con ciò voglio quindi affermare che non è vero che questo emendamento - come si è letto da qualche parte o si è sentito dire in questi giorni - preveda l'innalzamento dei limiti di velocità. Noi vorremmo che fosse prevista una forte differenziazione dei limiti di velocità, tali per cui quella piccola macchinetta di lusso da città, senza ABS, in autostrada non possa andare a più di 105 chilometri orari; mentre una berlina, dotata di ABS e airbag, nelle autostrade possa raggiungere i 160 chilometri orari.
Invito tutti i colleghi a riflettere attentamente su queste considerazioni, perché il paese che, seguendo un'altra strada, ha adottato il modello di differenziare le velocità e ha compiuto una forte azione di spinta affinché installassero su tutte le auto sistemi quali ABS e airbag, ha ottenuto una riduzione sensibile in termini di sinistrosità e soprattutto di incidenti mortali. Quindi, invito tutti i colleghi a fare un ragionamento sereno su questo emendamento. Non sto facendo un discorso politico, ma un discorso che è figlio di grandi studi effettuati in Italia e all'estero da tecnici competenti, e quindi un discorso assolutamente tecnico (Applausi dei deputati dei gruppi di Alleanza nazionale e di Forza Italia).
Le norme, per poter avere effettiva applicazione e per poter poi determinare una sanzione efficace, devono riposare sulla spontanea adesione, il più generale possibile, dei cittadini. Non è immaginabile cioè imporre dei limiti che siano effettivamente inesigibili e per giunta munirli di sanzioni gravissime come quelle che noi abbiamo previsto nel prosieguo della normazione.
Oggi la violazione del limite di 130 chilometri orari sulle autostrade, che è quello contenuto nel testo non emendato, prevede - in esito al meccanismo della patente a punti di cui dopo si parlerà, spero in termini positivi - che chi va a 160 o 170 chilometri orari sull'autostrada non solo patisce una sanzione pecuniaria elevatissima, ma perde la patente e deve sostenere nuovamente gli esami. Non siamo alla sospensione, come accade nell'attuale normativa e nell'attuale quadro sanzionatorio, ma parliamo della perdita del titolo di abilitazione alla conduzione di un veicolo. È una sanzione fortissima che deve scattare, perché è giusto che comportamenti gravi vengano puniti, soltanto per una violazione che sia effettivamente meritevole di una sanzione tanto grave.
Mi domando allora come si fa, a fronte dello spettacolo a cui assistiamo sulle nostre strade, a immaginare che possa essere effettivamente rispettato il limite di 130 chilometri orari sulle nostre autostrade e come si fa ad immaginare che per la violazione di questo limite venga inflitta una sanzione come quella che prima indicavo, e cioè l'impossibilità di guidare con una valida patente sulle nostre strade? Bisogna diversificare.
Avevo proposto di diversificare per tipologia di strutture. Avevo cioè detto che sulle autostrade con tre corsie per ogni senso di marcia fosse possibile un'elevazione del limite massimo perché non è la stessa cosa guidare su un'autostrada a due corsie sovraffollata come la Napoli-Salerno, ad esempio, e guidare invece su un'autostrada di gran lunga più avanzata dal punto di vista tecnologico, come la Roma-Napoli, che ha tre corsie, corsie d'emergenza, guard-rail della migliore qualità, con i sistemi più moderni (il cosiddetto doppio new jersey, come lo si definisce nella indicazione tecnica di buona costruzione delle strade).
Non possiamo guidare alla stessa velocità e con gli stessi limiti su un'autostrada che ha asfalti drenanti (quindi, senza il rischio dell'aquaplaning, o dello scivolamento laterale della vettura in caso di frenata) e su un'autostrada addirittura urbana, o semiurbana, come quelle che circondano le nostre città, anche se hanno un nome diverso: le tangenziali. Questa la prima distinzione necessaria ma credo si debba considerare anche - è il senso dell'emendamento Di Luca 2.160 in esame - la distinzione tra le tipologie di veicoli: guidare a 130 chilometri all'ora con una macchina munita di airbag, non solo frontali ma magari anche laterali, e di strumenti di sicurezza attiva e passiva (che riguardano, quindi, non solo il passeggero ma anche coloro che si trovano sulla strada), come l'ABS e gli altri moderni sistemi di controllo della stabilità della vettura, non è come procedere alla stessa velocità con una macchina del tutto priva di tali requisiti.
La razionalità nella costruzione dei limiti, la costruzione delle fattispecie in relazione all'effettiva diversità di qualificazione dei comportamenti sono il fondamento della spontanea osservanza delle
Su tali argomentazioni, occorre, a mio avviso, uno spirito di comprensione diverso: si può e si deve fare di più, quindi, approvando l'emendamento in esame, per dare una risposta in termini di elasticità. Non vi è maggiore ingiustizia di trattare in maniera uguale situazioni disuguali (Applausi dei deputati dei gruppi di Forza Italia e della Lega nord Padania)!
Come ricordava l'onorevole Stajano, non possiamo pensare che, con la riforma che stiamo cercando di condurre in porto, da un lato, si possa consentire all'extracomunitario che uccide un bambino di avere la patente e, dall'altro, penalizzare fortemente chi supera i limiti di velocità. Riteniamo, allora, come sosteniamo anche nell'emendamento Fei 2.17 (che viene mantenuto e sul quale la collega interverrà), che effettivamente occorra tenere conto delle differenze esistenti nella realtà. Una prima distinzione riguarda le tipologie delle strade, che sono tutte diverse: ovviamente, su un'autostrada come la Salerno-Reggio Calabria, anche se il limite è di 130 chilometri all'ora, è fisiologicamente impossibile andare a questa velocità; vi sono invece altre autostrade di tipologia diversa, per esempio la Roma-Napoli, come veniva ricordato poc'anzi, dove sono possibili velocità più alte. Altrettanto vero è che vi sono vetture attrezzate con strumenti di sicurezza, come ABS, airbag, cinture di protezione laterale, strumenti di prevenzione di danni da fuoco, che, oggi come oggi, garantiscono sicurezza.
Non possiamo mettere sullo stesso piano lo scassone, la vecchia Cinquecento, ammesso che ci riesca...
Vorrei ricordare che abbiamo fatto un lavoro che è durato quattro anni e sono state unificate oltre 40 proposte di legge con l'obiettivo di intervenire sulla sicurezza stradale. Mi permetto di ricordarvi, onorevoli colleghi, che l'anno che si è appena chiuso ha visto sulle nostre strade 9 mila morti (26 ogni giorno), 200 mila feriti, 40 mila miliardi di costi sociali; gli esperti - quelli veri - dicono che al primo posto tra le cause della mortalità sulle strade vi sono la velocità e la dotazione delle autovetture. Se è vero che non tutte le vetture sono dotate degli strumenti necessari per garantire la sicurezza (cintura, air bag, barre laterali), noi dovremmo diminuire la velocità, non aumentarla a 160 chilometri all'ora come propone Forza Italia.
Sono sconcertato anche per il cambiamento che qualcuno ha operato nelle ultime settimane. In Commissione trasporti abbiamo ragionato e discusso su questo tema e vi era un impegno prima di tutto morale che abbiamo manifestato tutti quanti. Non possiamo dire una cosa quando di fronte a noi abbiamo i familiari delle vittime delle strade e poi, il giorno dopo, dire una cosa diversa. Noi siamo fermamente contrari a questo emendamento.
Vede, Presidente, in quest'aula l'anno scorso qualcuno ha deriso l'introduzione del casco obbligatorio per chi guida la moto. Oggi quel qualcuno dovrebbe andare a vedere le cifre: con l'uso del casco si è ridotta del 70 per cento la mortalità. Avremo modo nelle prossime settimane di fare campagna elettorale su altri argomenti, ma faccio appello alla sensibilità di ogni collega affinché il messaggio che lanciamo da quest'aula ai familiari delle vittime, ai ragazzi e alle ragazze italiani, sia che il Parlamento è impegnato a ridurre questa guerra quotidiana sulle nostre strade. Per questo motivo i Democratici di sinistra-l'Ulivo voteranno fermamente contro l'emendamento Di Luca 2.160 (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo).
Ritengo che l'emendamento di Forza Italia, così come è formulato, sia più che accettabile da parte del Governo. Non sto a ripetere le ragioni che sono state sostenute da tutti i colleghi che mi hanno preceduto, ma senza dubbio vi sono riscontri tecnici e scientifici di quanto è stato affermato in quest'aula, anche dallo stesso presidente Stajano.
Si dice che la sicurezza stradale si può ottenere soltanto con la diminuzione della velocità. Io non sono convinta di questo, ma non per una questione personale. Sono un'appassionata guidatrice - ahimè, anche alle donne a volte capita - e, avendo tale passione, posso dire di aver preso anch'io qualche informazione.
Alcune cose non sono state ricordate in alcuni articoli contenuti nel provvedimento.
Se è vero che devono essere previsti limiti di velocità, vi devono essere limiti anche per quanto riguarda le nuove costruzioni e le strade moderne, perché vi sono asfalti di tipo diverso. Su tale aspetto è stato detto qualcosa, ma è anche importantissimo insegnare bene a guidare - ma su questo ci siamo soffermati molto meno - e ciò non dipende dalla capacità né dagli aggiornamenti stabiliti in questo provvedimento per accontentare le autoscuole, ma dipende soprattutto da come si prevedono i corsi per i ragazzi.
Ho due figlie che hanno appena superato gli esami per conseguire la patente e ritengo che non abbiano imparato assolutamente nulla. Grazie al cielo una aveva la patente in America e, quindi, guidava da sei anni, mentre l'altra è stata bocciata: le abbiamo fatto prendere tante lezioni per imparare sul serio, ma ciò è avvenuto non grazie agli istruttori o ai quiz a volte un po' stupidi che vengono proposti, bensì grazie alla capacità di ragionamento che si è cercato di inculcarle.
Perché non prevedere che, ad esempio, in futuro si possano fare simulazioni di situazioni di emergenza per chi deve prendere la patente? Perché sono previste solo per gli aerei e per i treni se l'indice più alto di incidenti in Italia riguarda proprio le automobili? È un'ipotesi che si sarebbe potuta prospettare in determinati termini.
Vi è poi il problema delle strade. Noi fissiamo i limiti di velocità nelle autostrade attraverso il Ministero dei lavori pubblici e tali limiti a volte, come ad esempio alle uscite autostradali di Serravalle, sono posti soltanto perché le strade sono malfatte e, per non rispondere dei danni che da ciò potrebbero derivare, si stabilisce un limite di velocità estremamente basso che non si può assolutamente rispettare; rimane, dunque, il rischio, il pericolo perché le strade sono fatte male, ma non ci si vuole assumere la responsabilità di ciò.
Avevo presentato un emendamento, che ritirerò, che voleva introdurre una responsabilità in materia di manutenzione delle nostre strade ed attribuire la competenza in materia di velocità alla polizia stradale che è davvero in grado di definire in modo neutrale questo aspetto importante della sicurezza fissando i limiti di velocità con maggiore responsabilità e garanzia per la sicurezza di tutti.
Dovremmo tener conto di come sia modificato il modo di guidare sulle nostre strade ed è demagogia quella del collega Giardiello che afferma di voler fermare la tecnologia. Allora cominciamo col dire che le case automobilistiche non devono produrre automobili che superano i 130 chilometri all'ora!
Per quanto riguarda le velocità indicate nell'emendamento, se ne potrebbero modificare alcune, nel senso che i 160 chilometri all'ora in autostrada potrebbero diventare 150, perché quella di 130 chilometri all'ora non è una velocità adeguata alle nostre autostrade.
L'ipotesi del collega Di Luca può apparire suggestiva perché propone di differenziare a seconda del tipo di automobile. Si pone un piccolo problema che il collega Di Luca non tiene in considerazione, cioè che la condizione di velocità scelta liberamente dal guidatore sulla strada (la condizione di livello di servizio A) è in pratica rarissima.
Solo in questo caso sarebbero valide le sue valutazioni. In realtà, la velocità di un'automobile nel traffico è condizionata semplicemente dal massimo smaltimento di volume di traffico e, soprattutto, dalla velocità degli altri autoveicoli: pertanto, non esiste la possibilità di sceglierla liberamente. A questo punto, è evidente che limiti di velocità differenziati complicherebbero (e non semplificherebbero) la situazione. Questo è un dato assolutamente ovvio e dal quale non possiamo prescindere.
Altrettanto difficile sarebbe il controllo della velocità: di fronte ad una vasta gamma di limiti, sarebbe estremamente complicato riuscire a stabilire quale limite dovrebbe osservare in quel momento l'autoveicolo in questione. Il problema, dunque, è assolutamente complesso.
Per quanto riguarda la necessità di rivedere la disciplina dei veicoli (compito che si vuole attribuire al Governo), tale passaggio è contenuto nel testo che è stato infine approvato dalla Commissione: si tratta di rivedere la disciplina dei veicoli per adeguarla alle caratteristiche della strada: è evidente che in molte strade cittadine, senza accessi laterali, una velocità di 50 chilometri orari è anacronistica e fissata per multare chi dovesse incappare nell'autovelox; è altrettanto evidente che è possibile arrivare a limiti differenziati; in tal senso, è molto saggia la riduzione del limite massimo di velocità in caso di pioggia. Tale misura è in vigore da molti anni in altri paesi europei ed è motivata dalla diminuzione del coefficiente di aderenza su strade bagnate,
Qual è l'elemento che dovrebbe portare a limiti di velocità differenziati? La geometria della sede stradale. Per la verità - come ha ricordato il collega Stajano - in Commissione siamo giunti anche ad ipotizzare la possibilità di un aumento del limite di velocità di 130 chilometri orari nel caso di autostrade a tre corsie, con asfalto drenante e corsia di emergenza: è l'ipotesi della miglior autostrada esistente al momento. Tale ipotesi, però, non ha riscontrato un accordo finale e, pertanto, siamo tornati all'ipotesi prevista nel testo base al punto r).
Ritengo, dunque, che non vi sia spazio in questa sede per approvare l'emendamento Di Luca 2.160.