Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 848 del 30/1/2001
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(Esame dell'articolo 2 - A.C. 99)

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 2 , nel testo unificato della Commissione, e del complesso degli emendamenti ad esso presentati (vedi l'allegato A - A.C. 99 sezione 2).
Nessuno chiedendo di parlare, invito il relatore ad esprimere il parere della Commissione.

GIANANTONIO MAZZOCCHIN, Relatore. Indicherò gli emendamenti che la Commissione ritiene accettabili o eventualmente riformulabili, per quanto riguarda tutti gli altri, invito i presentatori a ritirarli.
Gli identici emendamenti Fei 2.2 e Bosco 2.66 vanno riformulati nel senso che alla lettera e) sono aggiunte le parole: «esclusivamente in relazione ai compiti di istituto». Con questa riformulazione il parere è favorevole.

PRESIDENTE. Si tratta di due emendamenti soppressivi della lettera e); quindi, diventano integrativi?

GIANANTONIO MAZZOCCHIN, Relatore. La formula è certamente discutibile, ma, per intenderci, gli emendamenti non sono più soppressivi ma vanno riformulati nel modo che ho detto.

PRESIDENTE. Pertanto, alla lettera e) vanno aggiunte le parole: «esclusivamente in relazione ai compiti di istituto».

GIANANTONIO MAZZOCCHIN, Relatore. L'emendamento Mammola 2.156 va riformulato nel modo seguente: dopo le parole «i tratti autostradali» vanno aggiunte le parole «nei punti particolarmente pericolosi».
L'emendamento Fongaro 2.68 va riformulato nel modo seguente: «ai soli fini della sicurezza e della circolazione stradale le competenze circa l'individuazione dei centri abitati, indipendentemente dal numero dei fabbricati, è attribuita, anche in deroga alla disciplina generale in materia urbanistica, ai comuni, i quali vi provvedono periodicamente in relazione alle variazioni dell'assetto urbanistico ed alle esigenze del traffico».

PRESIDENTE. La prego di fornirmi il testo della riformulazione.

GIANANTONIO MAZZOCCHIN, Relatore. Il parere è favorevole sugli emendamenti Di Luca 2.164 e 2.165 modificando soltanto l'anno: «2002» invece di «2003». Il parere è altresì favorevole sugli identici emendamenti Ciapusci 2.62 e Fei 2.20 nonché sull'emendamento Fei 2.21.
L'emendamento Ciapusci 2.189 va riformulato, sostituendo le parole «promiscuo


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pubblico-privato degli autobus-scuolabus» con le parole «a fini istituzionali degli autobus di loro proprietà».
La Commissione propone di riformulare l'emendamento Di Luca 2.168 nel senso di sopprimere le parole «ed esami di guida».
La Commissione propone la riformulazione dell'emendamento Di Luca 2.169 che si leggerebbe nel seguente modo: «e nel sistema di esame a questionario prevedere una diversificazione degli argomenti di esame e correlativamente una diversa valutazione» e così via.
La Commissione esprime parere favorevole sugli emendamenti Fei 2.33 e Moroni 2.28, mentre per quanto riguarda l'emendamento Di Luca 2.171, il riferimento è al comma 1, lettera zz) e non rr). Inoltre vanno soppresse le parole da «prevedere» fino a «gare e», per cui rimarrebbero solo le parole «la conservazione di tutta la documentazione originaria».
La Commissione esprime altresì parere favorevole sull'emendamento Bosco 2.97 e relativamente all'emendamento Chincarini 2.99 si propone una nuova formulazione: «Modificare la formulazione dell'articolo 23, comma 13-ter, del nuovo codice della strada stabilendo le condizioni in base alle quali i comuni possono consentire la collocazione di insegne di esercizio nelle zone tutelate dalla vigente normativa in materia di beni artistici e storici».

PRESIDENTE. Il Governo?

GIORDANO ANGELINI, Sottosegretario di Stato per i trasporti e la navigazione. Il Governo concorda con il parere espresso dal relatore, tranne che su due emendamenti. Per quanto riguarda l'emendamento Moroni 2.3, il Governo è favorevole a condizione che sia eliminata la seguente frase: «I bordi delle corsie autostradali dovranno essere delimitati con barriere ininterrotte».
Per quanto riguarda l'emendamento Chincarini 2.99, il Governo ha fatto una verifica e intende precisare che, da accertamenti fatti all'istante, risulta che il decreto legislativo n. 490 del 1999 risolverebbe il problema sollevato. Infatti, il decreto legislativo citato prevede, per i beni di interesse storico, il nulla osta della sovrintendenza e l'autorizzazione dell'ente proprietario della strada e, per i beni di interesse paesaggistico, il nulla osta della regione e l'autorizzazione dell'ente proprietario della strada.
In ogni caso, al fine di eliminare qualsiasi equivoco, mi permetto di proporre una riformulazione dell'emendamento Chincarini 2.99.

PRESIDENTE. Signor sottosegretario, mi scusi, ma vorrei precisarle che era stata già formulata una proposta di riformulazione.

GIORDANO ANGELINI, Sottosegretario di Stato per i trasporti e la navigazione. Sì, signor Presidente, ma vorrei proporne una più semplice: sostituire le parole «prevedere l'abrogazione del comma 13-ter del nuovo codice della strada» con le parole «prevedere l'abrogazione, al comma 13-ter, delle parole «insegne di esercizio». Ciò consentirebbe di eliminare definitivamente qualsiasi equivoco e di accogliere la preoccupazione sollevata nella proposta emendativa del gruppo della Lega nord Padania e condivisa dal Comitato dei nove.

PRESIDENTE. Onorevole relatore, concorda con le riformulazioni proposte dal rappresentante del Governo degli emendamenti Moroni 2.3 e Chincarini 2.99?

GIANANTONIO MAZZOCCHIN, Relatore. Signor Presidente, la Commissione accoglie entrambe le proposte di riformulazione.

PRESIDENTE. Onorevole relatore, la invito ad esprimere il parere della Commissione sugli emendamenti ulteriori rispetto al fascicolo n. 1, riferiti all'articolo 2.

GIANANTONIO MAZZOCCHIN, Relatore. La Commissione esprime parere favorevole


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sugli emendamenti 2.200 (da votare ai sensi dell'articolo 86, comma 4-bis, del regolamento) e sugli emendamenti 2.201, 2.202, 2.203 e 2.204 della Commissione.

PRESIDENTE. Il Governo?

GIORDANO ANGELINI, Sottosegretario di Stato per i trasporti e la navigazione. Il Governo concorda con i pareri espressi dal relatore.

ALBERTO DI LUCA. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. A che titolo?

ALBERTO DI LUCA. Per segnalare, signor Presidente, che il testo del nostro emendamento 2.160 stampato sul fascicolo non corrisponde a quello che avevamo presentato. In Commissione avevamo un foglio aggiuntivo, che però non vedo nel fascicolo, quindi non so se sia stato distribuito nel testo corretto.

PRESIDENTE. Sì, onorevole Di Luca, il testo del suo emendamento 2.160 è stato integrato con una correzione, pertanto la formulazione è quella a cui lei si riferisce.

ALBERTO DI LUCA. Va bene, Presidente.

PRESIDENTE. Onorevole Anghinoni, accetta l'invito del relatore a ritirare il suo emendamento 2.1?

UBER ANGHINONI. Non lo ritiro, signor Presidente, e chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

UBER ANGHINONI. Signor Presidente, sono abbastanza preoccupato per il parere negativo espresso dal relatore e dal Governo, in quanto questo emendamento tende semplicemente ad indicare principi e criteri direttivi per il provvedimento delegato. Ora, se non possiamo neanche indicare i principi in base ai quali il Governo dovrà poi legiferare, vuol dire veramente che la democrazia sta andando a farsi benedire, o meglio che si stanno consumando gli ultimi brandelli di democrazia in questo paese.
Oltre tutto, credo che l'emendamento meriti particolare attenzione, in quanto richiama la necessità di «applicare le norme ed i comportamenti di buonsenso» - quindi non vengono posti dei limiti, ma ci si limita a richiamare il buonsenso - «al fine di adeguare il riavvicinamento dell'istituzione e del cittadino, nel rispetto e nella certezza del diritto di entrambi, tanto da permettere all'istituzione il ruolo di educatrice» e non solo quello repressivo. Evidentemente, rifiutando questo principio si rifiuta il concetto che le istituzioni debbono avere un ruolo di educatrici, ma si vuole propugnare solo la conflittualità tra istituzioni e cittadini, per promuovere e giustificare l'azione repressiva delle forze dell'ordine. Evidentemente, ancora una volta, rinunciando a questo principio si vuole trasformare la repressione in una realtà di cassa, fregando - è proprio questo il termine adatto - e insultando il cittadino e riempiendo le casse dello Stato, del comune o dell'ente interessato, indipendentemente dai veri torti del cittadino.

GIANANTONIO MAZZOCCHIN, Relatore. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

GIANANTONIO MAZZOCCHIN, Relatore. Signor Presidente, sono stato pregato, trattandosi di una competenza che può spettare solo al relatore, di presentare una proposta di articolo aggiuntivo che si limita a specificare una disposizione di una legge precedente, che altrimenti sarebbe poco chiara.

PRESIDENTE. Per capire, onorevole relatore: si tratta di un ulteriore emendamento che la Commissione presenta ora?

GIANANTONIO MAZZOCCHIN, Relatore. Sì, Presidente. Ne do lettura: «Dopo


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l'articolo 2, aggiungere il seguente: Art. 2-bis -1. Al comma 2-bis del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, introdotto dall'articolo 32 della legge 7 dicembre 1999, n. 472, dopo le parole 'medici specialisti' è aggiunta la seguente 'diabetologi'».

PRESIDENTE. Avverto che il termine per la presentazione dei subemendamenti all'articolo aggiuntivo 2.01 della Commissione (vedi l'allegato A - A.C. 99 sezione 2) è fissato alle ore 18,30.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Anghinoni 2.1, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (
Vedi votazioni).
(Presenti 382
Votanti 377
Astenuti 5
Maggioranza 189
Hanno votato
183
Hanno votato
no 194).

ENZO SAVARESE. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ENZO SAVARESE. Vorrei precisare che intendo sottoscrivere tutti gli emendamenti presentati dalla collega Fei.

PRESIDENTE. Sta bene.
Prendo atto che i presentatori ritirano gli emendamenti Fontan 2.103, Chincarini 2.64, Mammola 2.155, Chincarini 2.90, Luciano Dussin 2.91, Chincarini 2.92 e Covre 2.65.
Prendo atto altresì che i presentatori accettano la riformulazione proposta dal relatore degli identici emendamenti Fei 2.2 e Bosco 2.66.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti Fei 2.2 e Bosco 2.66, nel testo riformulato, accettati dalla Commissione e dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (
Vedi votazioni).
(Presenti 390
Votanti 389
Astenuti 1
Maggioranza 195
Hanno votato
384
Hanno votato
no 5).

Prendo atto che i presentatori hanno ritirato gli emendamenti de Ghislanzoni Cardoli 2.55, 2.141 e 2.56 e Covre 2.67.
Onorevole Moroni, accetta la riformulazione del suo emendamento 2.3 proposta dal Governo?

ROSANNA MORONI. Sì signor Presidente.

PRESIDENTE. Sta bene.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Moroni 2.3, nel testo riformulato, accettato dalla Commissione e dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (
Vedi votazioni).
(Presenti 405
Votanti 401
Astenuti 4
Maggioranza 201
Hanno votato
400
Hanno votato
no 1).

Ricordo che il termine per la presentazione di subemendamenti agli emendamenti 2.201, 2.202, 2.203 e 2.204 della Commissione scade alle ore 18. Propongo quindi di accantonarli.


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ENZO SAVARESE. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ENZO SAVARESE. Presidente, abbiamo appreso soltanto adesso dell'esistenza del termine delle ore 18 per la presentazione dei subemendamenti!

PRESIDENTE. Onorevole Savarese, questo termine non l'ho stabilito io adesso: è stato comunicato ai gruppi nel momento in cui la Commissione ha presentato questi emendamenti.

ENZO SAVARESE. Presidente, non voglio fare polemiche, vorrei soltanto precisare che noi abbiamo partecipato alla riunione del Comitato dei nove ma non l'abbiamo saputo. In ogni caso, quali sono gli emendamenti a cui lei si è riferito?

PRESIDENTE. Sono gli emendamenti 2.201, 2.202, 2.203 e 2.204 della Commissione.

ENZO SAVARESE. Sono dunque quelli contenuti nel fascicolo a parte che è stato distribuito?

PRESIDENTE. Sì, onorevole Savarese.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 2.200 (da votare ai sensi dell'articolo 86, comma 4-bis del regolamento), accettato dalla Commissione e dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (
Vedi votazioni).
(Presenti 402
Votanti 400
Astenuti 2
Maggioranza 201
Hanno votato
399
Hanno votato
no 1).

Chiedo ai presentatori se accettino la riformulazione proposta dalla Commissione per l'emendamento Mammola 2.156.

ALBERTO DI LUCA. Sì, Presidente, l'accettiamo.

PRESIDENTE. Sta bene. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Mammola 2.156, nel testo riformulato, accettato dalla Commissione e dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (
Vedi votazioni).
(Presenti 407
Votanti 406
Astenuti 1
Maggioranza 204
Hanno votato
406).

Prendo atto che gli emendamenti Fei 2.4 e Di Luca 2.157 sono stati ritirati.
Chiedo ai presentatori dell'emendamento de Ghislanzoni Cardoli 2.57 se insistano per la votazione.

GIACOMO de GHISLANZONI CARDOLI. Sì, Presidente, insistiamo.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento de Ghislanzoni Cardoli 2.57, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (
Vedi votazioni).
(Presenti e votanti 421
Maggioranza 211
Hanno votato
211
Hanno votato
no 210).


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Chiedo ai presentatori dell'emendamento Fongaro 2.68 se accettino la riformulazione proposta dalla Commissione.

CARLO FONGARO. Presidente, sì l'accettiamo, anche se il testo del nostro emendamento è stato per così dire molto annacquato.

PRESIDENTE. Sta bene. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Fongaro 2.68, nel testo riformulato, accettato dalla Commissione e dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (
Vedi votazioni).
(Presenti 407
Votanti 406
Astenuti 1
Maggioranza 204
Hanno votato
402
Hanno votato
no 4).

ANTONIO SAIA. Presidente, desidero segnalarle che il dispositivo elettronico della mia postazione di voto non ha funzionato.

PRESIDENTE. La Presidenza ne prende atto.
Chiedo ai presentatori dell'emendamento Fongaro 2.69 se accettino l'invito al ritiro.

CARLO FONGARO. No, signor Presidente, e chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

CARLO FONGARO. Presidente, non ho intenzione di ritirare questo emendamento perché proprio oggi ho letto che alcuni parlamentari del centrosinistra hanno presentato una proposta di legge con la quale si intende incentivare il recupero degli immobili nei centri storici dando ai comuni, di fatto, la possibilità di occupare questi immobili, di procedere nei lavori di ristrutturazione e poi di affittarli ristrutturati. L'affitto viene trattenuto dalle amministrazioni a titolo di indennizzo per i lavori eseguiti. Questo è un vero e proprio esproprio di stampo sicuramente bolscevico!
Credo che in Italia nessuna forza politica abbia mai pensato di fare un'operazione del genere, in cui l'ente pubblico si sostituisce al privato, gli sottrae l'immobile per ristrutturarlo e affittarlo a chi vuole!
L'emendamento da me presentato consente alle amministrazioni comunali di autorizzare l'utilizzazione nei centri abitati dei passi carrai, ad una distanza inferiore ai dodici metri attualmente previsti da incroci e da interconnessioni stradali.
Nei centri storici, in particolar modo, se non vi è la possibilità di ricavare un garage o un posto auto, qualsiasi intervento di recupero dell'immobile è inutile in quanto non conveniente dal punto di vista commerciale.
L'unica possibilità di incentivare effettivamente il recupero degli immobili nel centro storico consiste nel realizzare posti auto o garage in occasione degli interventi di ristrutturazione.
Il vincolo attualmente vigente, che impedisce di aprire passi carrai a distanze inferiori ai 12 metri dall'interconnessione stradale, non consente - considerato che le interconnessioni stradali nei centri storici sono numerosissime -, di fatto, la realizzazione di passi carrai e di garage; di conseguenza, tale vincolo impedisce il recupero degli immobili nel centro storico. Auspico, pertanto, che si esprima voto favorevole sul mio emendamento 2.69.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Fongaro 2.69, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).


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Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (
Vedi votazioni).
(Presenti 416
Votanti 415
Astenuti 1
Maggioranza 208
Hanno votato
206
Hanno votato
no 209).

Onorevole Ciapusci, accede all'invito a ritirare il suo emendamento 2.53? Onorevole Bosco?

ELENA CIAPUSCI. Lo ritiro, onorevole Presidente, precisando che l'onorevole Bosco non è delegato dalla sottoscritta.

PRESIDENTE. Mi scusi, è stato un mio errore.
Onorevole Floresta, accede all'invito a ritirare i suoi emendamenti 2.124 e 2.152?

ILARIO FLORESTA. Li ritiro, Presidente.

PRESIDENTE. Sta bene. Passiamo all'emendamento Anghinoni 2.5.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Anghinoni. Ne ha facoltà.

UBER ANGHINONI. Il problema della linea di mezzeria non investe tutti, ma è particolarmente sentito nelle zone colpite dalla nebbia. Probabilmente molti di voi non sanno cosa significhi guidare di notte con una nebbia fitta che impedisce di vedere a due metri di distanza. Qualcuno potrebbe obiettare che si può restare a casa, ma ciò non è sempre possibile. Le norme del codice stradale, che devono garantire la possibilità di movimento in estrema sicurezza, dovrebbero stabilire la necessità di segnare la linea di mezzeria anche in piccole strade, consentendo in situazioni climatiche difficili una guida sicura. Solo chi conosce la nebbia, può capire la necessità di tale linea perché la linea laterale, in caso di curva, si vede solo quando si è già al di là della banchina.

RINALDO BOSCO. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. A che titolo?

RINALDO BOSCO. Vorrei segnalare che vi è un errore di stampa nel testo dell'emendamento là dove si legge «linea di mezzadria».

PRESIDENTE. Ne prendo atto. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Anghinoni 2.5, non accettato dalla Commissione né dal Governo e sul quale la V Commissione (Bilancio) ha espresso parere contrario.
(Segue la votazione).

Onorevoli colleghi, vi prego di votare ognuno per sé.

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (
Vedi votazioni).
(Presenti 414
Votanti 411
Astenuti 3
Maggioranza 206
Hanno votato
193
Hanno votato
no 218).

Onorevole Floresta, accede all'invito a ritirare il suo emendamento 2.25?

ILARIO FLORESTA. Lo ritiro, Presidente.

PRESIDENTE. Sta bene. Passiamo all'emendamento Fei 2.6.

ENZO SAVARESE. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. A che titolo?

ENZO SAVARESE. Presidente, credo che il relatore possa accogliere l'emendamento


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della collega Fei; lo invito, pertanto, a riconsiderare il parere precedentemente espresso.

GIORDANO ANGELINI, Sottosegretario di Stato per i trasporti e la navigazione. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

GIORDANO ANGELINI, Sottosegretario di Stato per i trasporti e la navigazione. Presidente, il Governo esprime parere favorevole sull'emendamento Fei 2.6 e invita il relatore a riconsiderare il suo parere. Forse, vi è stata una svista nella concitazione del lavoro di queste ultime ore; dalle mie carte, infatti, risulta un parere favorevole su questo emendamento.

GIANANTONIO MAZZOCCHIN, Relatore. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

GIANANTONIO MAZZOCCHIN, Relatore. Non ho nulla in contrario ad esprimere parere favorevole sull'emendamento Fei 2.6. L'incertezza probabilmente è derivata dal fatto che non si tratta di norme particolarmente cogenti.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Fei 2.6, accettato dalla Commissione e dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (
Vedi votazioni).
(Presenti 415
Votanti 413
Astenuti 2
Maggioranza 207
Hanno votato
405
Hanno votato
no 8).

Prendo atto che i presentatori accettano l'invito al ritiro dell'emendamento Fontan 2.104.
I presentatori accettano l'invito al ritiro dell'emendamento Chincarini 2.70?

RINALDO BOSCO. Signor Presidente, accetto l'invito al ritiro dell'emendamento Chincarini 2.70, di cui sono cofirmatario, e ne trasfondo il contenuto in un apposito ordine del giorno.

PRESIDENTE. Sta bene.
Prendo atto che i presentatori accettano l'invito al ritiro degli emendamenti Fei 2.7 e 2.9. L'emendamento 2.202 della Commissione è accantonato in attesa del decorso del termine delle ore 18 per la presentazione di eventuali subemendamenti. Prendo atto, poi, che i presentatori accettano l'invito al ritiro degli emendamenti Chincarini 2.105, Fei 2.10, Mammola 2.158 e 2.159.
Onorevole Ciapusci, accetta l'invito al ritiro del suo emendamento 2.59?

ELENA CIAPUSCI. Signor Presidente, insisto per la sua votazione.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Ciapusci 2.59, non accettato dalla Commissione né dal Governo e sul quale la V Commissione (Bilancio) ha espresso parere contrario.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (
Vedi votazioni).
(Presenti 403
Votanti 399
Astenuti 4
Maggioranza 200
Hanno votato
191
Hanno votato
no 208).

Prendo atto che i presentatori accettano l'invito al ritiro degli emendamenti Covre 2.71 e Fei 2.11.


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Onorevole Anghinoni, accetta l'invito al ritiro del suo emendamento 2.8?

UBER ANGHINONI. No, signor Presidente, insisto per la sua votazione.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Anghinoni 2.8, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (
Vedi votazioni).
(Presenti 409
Votanti 408
Astenuti 1
Maggioranza 205
Hanno votato
193
Hanno votato
no 215).

Onorevole Ciapusci, accetta l'invito al ritiro del suo emendamento 2.58?

ELENA CIAPUSCI. No, signor Presidente, e chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ELENA CIAPUSCI. Signor Presidente, vorrei soffermarmi sulla problematica che il mio emendamento 2.58 cerca di risolvere.
Attualmente, nel codice della strada sono previste sanzioni amministrative per i veicoli abbandonati senza custodia al di fuori delle città o dei centri abitati; nella maggior parte dei casi, si tratta di veicoli trainati senza motore. Stiamo parlando di una problematica abbastanza particolare che si riferisce all'autotrasporto e, soprattutto, all'autotrasportatore che comunque, per non incorrere nella sanzione amministrativa, in mancanza di appositi parcheggi, deve entrare nel centro abitato con l'intero veicolo, anche qualora sia composto, creando difficoltà per il traffico.
Chiedo al relatore di valutare la possibilità di esprimersi a favore del mio emendamento 2.58.

PRESIDENTE. Il relatore, che si è già espresso, intende aggiungere qualcosa?

GIANANTONIO MAZZOCCHIN, Relatore. Signor Presidente, suggerirei il ritiro dell'emendamento e la trasposizione del suo contenuto in un ordine del giorno perché non possiamo prevedere un obbligo per i comuni; parliamo sempre di federalismo e di devolution e poi vogliamo prevedere obblighi per i comuni. Mi pare che un ordine del giorno sarebbe lo strumento più adatto.

PRESIDENTE. Onorevole Ciapusci?

ELENA CIAPUSCI. Signor Presidente, pur avendo già accolto, per altri emendamenti, il suggerimento del relatore di ritirarli e di trasfonderne il contenuto in ordini del giorno, ora non posso farlo, anche perché sappiamo che fine fanno gli ordini del giorno accolti dal Governo. Per tale ragione, insisto per la votazione del mio emendamento 2.58.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Ciapusci 2.58, non accettato dalla Commissione né dal Governo e sul quale la V Commissione (Bilancio) ha espresso parere contrario.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (
Vedi votazioni).
(Presenti 417
Votanti 413
Astenuti 4
Maggioranza 207
Hanno votato
195
Hanno votato
no 218).

Onorevole Ciapusci, accetta l'invito al ritiro del suo emendamento 2.60?


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ELENA CIAPUSCI. No, signor Presidente, e chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ELENA CIAPUSCI. Signor Presidente, credo sia un fatto abbastanza insolito stabilire per legge un'estensione di almeno 100 chilometri per le strade esistenti nelle isole minori. Sappiamo che in Italia le isole sono molte e credo che questo sia un favore troppo grande per essere istituzionalizzato in una legge.
Penso che il mio emendamento 2.60 dovrebbe essere valutato meglio.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Ciapusci 2.60, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (
Vedi votazioni).
(Presenti 417
Votanti 289
Astenuti 128
Maggioranza 145
Hanno votato
79
Hanno votato
no 210).

Onorevole Savarese, accoglie l'invito al ritiro dell'emendamento Fei 2.13, di cui è cofirmatario?

ENZO SAVARESE. No, Presidente, insisto per la votazione.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Fei 2.13, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (
Vedi votazioni).
(Presenti 408
Votanti 400
Astenuti 8
Maggioranza 201
Hanno votato
193
Hanno votato
no 207).

Onorevole Chincarini, aderisce all'invito al ritiro del suo emendamento 2.106, rivoltole dal rappresentante del Governo?

UMBERTO CHINCARINI. Sì, Presidente, non insisto per la votazione.

PRESIDENTE. Sta bene, onorevole Chincarini.
Onorevole Ciapusci, accoglie l'invito al ritiro del suo emendamento 2.12?

ELENA CIAPUSCI. No, Presidente, insisto per la votazione.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Ciapusci 2.12, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (
Vedi votazioni).
(Presenti 416
Votanti 411
Astenuti 5
Maggioranza 206
Hanno votato
200
Hanno votato
no 211).

Passiamo alla votazione dell'emendamento Di Luca 2.160, nella nuova formulazione.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Di Luca. Ne ha facoltà.

ALBERTO DI LUCA. Questo è a nostro avviso l'emendamento chiave in tutto il nuovo codice della strada.


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Noi sappiamo che oggi la stragrande maggioranza di incidenti stradali con vittime avviene principalmente all'interno delle città e secondariamente sulle strade extraurbane o statali!
Abbiamo un altro elemento da valutare: non è vero, come si dice, che in tutti i paesi d'Europa si circola con lo stesso limite di velocità; vi sono degli esempi dove la sinistrosità è migliore - mi riferisco alla Germania - ove i limiti di velocità sono dati esclusivamente dalla costituzione delle singole strade e quindi dalle condizioni oggettive di velocità. Non è pertanto previsto in quei casi un limite di velocità massimo assoluto, ma esistono dei limiti di velocità che vengono valutati di volta in volta dai vari enti.
Con l'emendamento 2.160 vorremmo avanzare una proposta che nasce da alcune considerazioni figlie dello sviluppo tecnologico e del progresso che vi è stato nel settore dell'automobilismo.
Noi non possiamo pensare che un'auto da città, per quanto carina e lussuosa essa sia, lanciata a 130 chilometri all'ora - quali sono gli attuali limiti - mentre piove, possa avere gli stessi spazi di frenata e gli stessi livelli di sicurezza che ha invece una berlina dotata di ABS. Taluni test, effettuati con apparecchiature scientifiche di alto livello, dimostrano che il primo tipo di automobile non si ferma se non in uno spazio superiore ai 100 metri e quasi sempre si ferma avendo fatto un testacoda. Alla stessa velocità di 130 chilometri orari e sempre sul bagnato, una berlina con ABS, con al volante un guidatore medio e non un grande pilota, si ferma invece in uno spazio di 63 metri (quindi quasi la metà)!
Da questa valutazione nasce un elemento che noi consideriamo fondamentale per tutelare la vera sicurezza nelle nostre strade e, cioè, l'opportunità di differenziare i limiti di velocità sulle nostre strade in base al tipo di autovettura. Come ho detto, riteniamo che non sia pensabile che due macchine, completamente diverse tra loro, una con l'ABS ed una no, possano aveva lo stesso limite di velocità. Ed è per questo che nel nostro emendamento introduciamo tre limiti di velocità: il primo più basso dei limiti attuali; il secondo uguale a quello attualmente in essere; un terzo più elevato per le vetture che hanno il massimo delle dotazioni di sicurezza, attive e passive, oggi possibili. Naturalmente, questa differenziazione dei limiti di velocità sulle autostrade dovrebbe essere anche applicata parimenti sulle strade extraurbane!
Con ciò voglio quindi affermare che non è vero che questo emendamento - come si è letto da qualche parte o si è sentito dire in questi giorni - preveda l'innalzamento dei limiti di velocità. Noi vorremmo che fosse prevista una forte differenziazione dei limiti di velocità, tali per cui quella piccola macchinetta di lusso da città, senza ABS, in autostrada non possa andare a più di 105 chilometri orari; mentre una berlina, dotata di ABS e airbag, nelle autostrade possa raggiungere i 160 chilometri orari.
Invito tutti i colleghi a riflettere attentamente su queste considerazioni, perché il paese che, seguendo un'altra strada, ha adottato il modello di differenziare le velocità e ha compiuto una forte azione di spinta affinché installassero su tutte le auto sistemi quali ABS e airbag, ha ottenuto una riduzione sensibile in termini di sinistrosità e soprattutto di incidenti mortali. Quindi, invito tutti i colleghi a fare un ragionamento sereno su questo emendamento. Non sto facendo un discorso politico, ma un discorso che è figlio di grandi studi effettuati in Italia e all'estero da tecnici competenti, e quindi un discorso assolutamente tecnico (Applausi dei deputati dei gruppi di Alleanza nazionale e di Forza Italia).

STEFANO STEFANI. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

STEFANO STEFANI. Desidero aggiungere la mia firma all'emendamento Di Luca 2.160.

PRESIDENTE. Sta bene.


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Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Stajano. Ne ha facoltà.

ERNESTO STAJANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'emendamento Di Luca 2.160 costituisce certamente uno degli snodi essenziali di tutta la riforma del codice della strada non soltanto perché affronta un tema da sempre controverso, ma anche perché, come mi sforzerò di dimostrare, la risoluzione di questo problema è fortemente incidente in ordine alla possibilità di avere un'effettiva repressione delle condotte devianti, della mancata osservanza delle regole del codice della strada, con particolare riferimento all'essenziale requisito della velocità dei veicoli.
Le norme, per poter avere effettiva applicazione e per poter poi determinare una sanzione efficace, devono riposare sulla spontanea adesione, il più generale possibile, dei cittadini. Non è immaginabile cioè imporre dei limiti che siano effettivamente inesigibili e per giunta munirli di sanzioni gravissime come quelle che noi abbiamo previsto nel prosieguo della normazione.
Oggi la violazione del limite di 130 chilometri orari sulle autostrade, che è quello contenuto nel testo non emendato, prevede - in esito al meccanismo della patente a punti di cui dopo si parlerà, spero in termini positivi - che chi va a 160 o 170 chilometri orari sull'autostrada non solo patisce una sanzione pecuniaria elevatissima, ma perde la patente e deve sostenere nuovamente gli esami. Non siamo alla sospensione, come accade nell'attuale normativa e nell'attuale quadro sanzionatorio, ma parliamo della perdita del titolo di abilitazione alla conduzione di un veicolo. È una sanzione fortissima che deve scattare, perché è giusto che comportamenti gravi vengano puniti, soltanto per una violazione che sia effettivamente meritevole di una sanzione tanto grave.
Mi domando allora come si fa, a fronte dello spettacolo a cui assistiamo sulle nostre strade, a immaginare che possa essere effettivamente rispettato il limite di 130 chilometri orari sulle nostre autostrade e come si fa ad immaginare che per la violazione di questo limite venga inflitta una sanzione come quella che prima indicavo, e cioè l'impossibilità di guidare con una valida patente sulle nostre strade? Bisogna diversificare.
Avevo proposto di diversificare per tipologia di strutture. Avevo cioè detto che sulle autostrade con tre corsie per ogni senso di marcia fosse possibile un'elevazione del limite massimo perché non è la stessa cosa guidare su un'autostrada a due corsie sovraffollata come la Napoli-Salerno, ad esempio, e guidare invece su un'autostrada di gran lunga più avanzata dal punto di vista tecnologico, come la Roma-Napoli, che ha tre corsie, corsie d'emergenza, guard-rail della migliore qualità, con i sistemi più moderni (il cosiddetto doppio new jersey, come lo si definisce nella indicazione tecnica di buona costruzione delle strade).
Non possiamo guidare alla stessa velocità e con gli stessi limiti su un'autostrada che ha asfalti drenanti (quindi, senza il rischio dell'aquaplaning, o dello scivolamento laterale della vettura in caso di frenata) e su un'autostrada addirittura urbana, o semiurbana, come quelle che circondano le nostre città, anche se hanno un nome diverso: le tangenziali. Questa la prima distinzione necessaria ma credo si debba considerare anche - è il senso dell'emendamento Di Luca 2.160 in esame - la distinzione tra le tipologie di veicoli: guidare a 130 chilometri all'ora con una macchina munita di airbag, non solo frontali ma magari anche laterali, e di strumenti di sicurezza attiva e passiva (che riguardano, quindi, non solo il passeggero ma anche coloro che si trovano sulla strada), come l'ABS e gli altri moderni sistemi di controllo della stabilità della vettura, non è come procedere alla stessa velocità con una macchina del tutto priva di tali requisiti.
La razionalità nella costruzione dei limiti, la costruzione delle fattispecie in relazione all'effettiva diversità di qualificazione dei comportamenti sono il fondamento della spontanea osservanza delle


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norme (Applausi del deputato Di Luca): non possiamo immaginare di garantire la sicurezza spingendo i cittadini italiani alla violazione della norma; non è questa la logica che sovrintende da sempre alla buona costruzione delle fattispecie incriminatrici, in questo caso per le sole sanzioni amministrative, che però talvolta sono addirittura più incidenti di quelle penali nella vita dei cittadini. Infatti, credo di poter affermare che oggi perdere la patente è probabilmente assai più penoso di subire ammende, o multe, come accade nella maggior parte dei casi delle nostre contravvenzioni penali.
Su tali argomentazioni, occorre, a mio avviso, uno spirito di comprensione diverso: si può e si deve fare di più, quindi, approvando l'emendamento in esame, per dare una risposta in termini di elasticità. Non vi è maggiore ingiustizia di trattare in maniera uguale situazioni disuguali (Applausi dei deputati dei gruppi di Forza Italia e della Lega nord Padania)!

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Savarese. Ne ha facoltà.

ENZO SAVARESE. Signor Presidente, arriviamo ora, come è stato ricordato, ad uno degli argomenti più controversi nell'ambito di questa delega al Governo per la riforma del codice della strada: ricordiamo che, in questa sede, non stiamo definendo un nuovo codice della strada ma dando una delega, quindi decidendo su alcuni principi. Voglio confutare subito, allora, l'affermazione che più velocità corrisponde a più pericolo: il problema è che meno formazione, meno dotazioni di sicurezza, strade dissestate sono più pericolo!
Come ricordava l'onorevole Stajano, non possiamo pensare che, con la riforma che stiamo cercando di condurre in porto, da un lato, si possa consentire all'extracomunitario che uccide un bambino di avere la patente e, dall'altro, penalizzare fortemente chi supera i limiti di velocità. Riteniamo, allora, come sosteniamo anche nell'emendamento Fei 2.17 (che viene mantenuto e sul quale la collega interverrà), che effettivamente occorra tenere conto delle differenze esistenti nella realtà. Una prima distinzione riguarda le tipologie delle strade, che sono tutte diverse: ovviamente, su un'autostrada come la Salerno-Reggio Calabria, anche se il limite è di 130 chilometri all'ora, è fisiologicamente impossibile andare a questa velocità; vi sono invece altre autostrade di tipologia diversa, per esempio la Roma-Napoli, come veniva ricordato poc'anzi, dove sono possibili velocità più alte. Altrettanto vero è che vi sono vetture attrezzate con strumenti di sicurezza, come ABS, airbag, cinture di protezione laterale, strumenti di prevenzione di danni da fuoco, che, oggi come oggi, garantiscono sicurezza.
Non possiamo mettere sullo stesso piano lo scassone, la vecchia Cinquecento, ammesso che ci riesca...

GIOVANNI RIVERA, Sottosegretario di Stato per la difesa. Che scassone, è bellissima!

ENZO SAVARESE. È bellissima, per carità, ma, ammesso che ci riesca, non può andare ad una certa velocità sull'autostrada senza le dotazioni di sicurezza che oggi sono rese possibili dalle nuove tecnologie e sono disponibili sulle nuove vetture di alta cilindrata. Del resto, è vero che abbiamo un impegno non solo politico ma anche morale nei confronti dell'Unione europea per la riduzione del numero degli incidenti stradali, credo però che la direzione sia quella della formazione, della patente a punti, della patente per i ciclomotori di cui si parla negli articoli successivi. Credo che un'equilibrata, ragionevole distinzione, come propongono l'emendamento del collega Di Luca e, in maniera più generica, quello della collega Fei 2.17, possa permettere da una parte un giusto riequilibrio ai fini della sicurezza e, dall'altra, di non penalizzare con misure vessatorie utenti di traffico diverso. Invito pertanto tutti i colleghi a votare a favore di questo emendamento (Applausi del deputato Fei).


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PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Pisapia. Ne ha facoltà.

GIULIANO PISAPIA. Signor Presidente, le argomentazioni dell'onorevole Di Luca mi sembrano molto ragionevoli, anche perché tengono conto della realtà che viviamo quotidianamente sulle nostre strade e autostrade; in effetti, trattare nella stessa maniera situazioni diverse rischia di provocare danni anziché ottenere i risultati positivi che tutti auspichiamo. Dichiaro pertanto il mio voto favorevole all'emendamento Di Luca 2.160.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Giardiello. Ne ha facoltà.

MICHELE GIARDIELLO. Signor Presidente, per la verità sono sconcertato. Ha ragione l'onorevole Di Luca nel dire che questo è un emendamento chiave: infatti lo è, ma nel senso che vanifica la riforma.
Vorrei ricordare che abbiamo fatto un lavoro che è durato quattro anni e sono state unificate oltre 40 proposte di legge con l'obiettivo di intervenire sulla sicurezza stradale. Mi permetto di ricordarvi, onorevoli colleghi, che l'anno che si è appena chiuso ha visto sulle nostre strade 9 mila morti (26 ogni giorno), 200 mila feriti, 40 mila miliardi di costi sociali; gli esperti - quelli veri - dicono che al primo posto tra le cause della mortalità sulle strade vi sono la velocità e la dotazione delle autovetture. Se è vero che non tutte le vetture sono dotate degli strumenti necessari per garantire la sicurezza (cintura, air bag, barre laterali), noi dovremmo diminuire la velocità, non aumentarla a 160 chilometri all'ora come propone Forza Italia.
Sono sconcertato anche per il cambiamento che qualcuno ha operato nelle ultime settimane. In Commissione trasporti abbiamo ragionato e discusso su questo tema e vi era un impegno prima di tutto morale che abbiamo manifestato tutti quanti. Non possiamo dire una cosa quando di fronte a noi abbiamo i familiari delle vittime delle strade e poi, il giorno dopo, dire una cosa diversa. Noi siamo fermamente contrari a questo emendamento.
Vede, Presidente, in quest'aula l'anno scorso qualcuno ha deriso l'introduzione del casco obbligatorio per chi guida la moto. Oggi quel qualcuno dovrebbe andare a vedere le cifre: con l'uso del casco si è ridotta del 70 per cento la mortalità. Avremo modo nelle prossime settimane di fare campagna elettorale su altri argomenti, ma faccio appello alla sensibilità di ogni collega affinché il messaggio che lanciamo da quest'aula ai familiari delle vittime, ai ragazzi e alle ragazze italiani, sia che il Parlamento è impegnato a ridurre questa guerra quotidiana sulle nostre strade. Per questo motivo i Democratici di sinistra-l'Ulivo voteranno fermamente contro l'emendamento Di Luca 2.160 (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-l'Ulivo).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Fei. Ne ha facoltà.

SANDRA FEI. Signor Presidente, parlerò sull'emendamento in discussione e, allo stesso tempo, sul mio successivo emendamento che riguarda lo stesso tema.
Ritengo che l'emendamento di Forza Italia, così come è formulato, sia più che accettabile da parte del Governo. Non sto a ripetere le ragioni che sono state sostenute da tutti i colleghi che mi hanno preceduto, ma senza dubbio vi sono riscontri tecnici e scientifici di quanto è stato affermato in quest'aula, anche dallo stesso presidente Stajano.
Si dice che la sicurezza stradale si può ottenere soltanto con la diminuzione della velocità. Io non sono convinta di questo, ma non per una questione personale. Sono un'appassionata guidatrice - ahimè, anche alle donne a volte capita - e, avendo tale passione, posso dire di aver preso anch'io qualche informazione.
Alcune cose non sono state ricordate in alcuni articoli contenuti nel provvedimento.


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Ad esempio, quando si parla della pioggia e si prevede una diminuzione in termini assoluti della velocità di venti chilometri, si dimentica che, per quanto riguarda la sicurezza vera e propria, tra i cento e i centoventi chilometri qualsiasi tipo di macchina, piccola o grande che sia, ha una probabilità altissima che si verifichi l'aquaplaning o un incidente, indipendentemente dal tipo di automobile. Questo ad esempio non è stato previsto, mentre è fondamentale.
Se è vero che devono essere previsti limiti di velocità, vi devono essere limiti anche per quanto riguarda le nuove costruzioni e le strade moderne, perché vi sono asfalti di tipo diverso. Su tale aspetto è stato detto qualcosa, ma è anche importantissimo insegnare bene a guidare - ma su questo ci siamo soffermati molto meno - e ciò non dipende dalla capacità né dagli aggiornamenti stabiliti in questo provvedimento per accontentare le autoscuole, ma dipende soprattutto da come si prevedono i corsi per i ragazzi.
Ho due figlie che hanno appena superato gli esami per conseguire la patente e ritengo che non abbiano imparato assolutamente nulla. Grazie al cielo una aveva la patente in America e, quindi, guidava da sei anni, mentre l'altra è stata bocciata: le abbiamo fatto prendere tante lezioni per imparare sul serio, ma ciò è avvenuto non grazie agli istruttori o ai quiz a volte un po' stupidi che vengono proposti, bensì grazie alla capacità di ragionamento che si è cercato di inculcarle.
Perché non prevedere che, ad esempio, in futuro si possano fare simulazioni di situazioni di emergenza per chi deve prendere la patente? Perché sono previste solo per gli aerei e per i treni se l'indice più alto di incidenti in Italia riguarda proprio le automobili? È un'ipotesi che si sarebbe potuta prospettare in determinati termini.
Vi è poi il problema delle strade. Noi fissiamo i limiti di velocità nelle autostrade attraverso il Ministero dei lavori pubblici e tali limiti a volte, come ad esempio alle uscite autostradali di Serravalle, sono posti soltanto perché le strade sono malfatte e, per non rispondere dei danni che da ciò potrebbero derivare, si stabilisce un limite di velocità estremamente basso che non si può assolutamente rispettare; rimane, dunque, il rischio, il pericolo perché le strade sono fatte male, ma non ci si vuole assumere la responsabilità di ciò.
Avevo presentato un emendamento, che ritirerò, che voleva introdurre una responsabilità in materia di manutenzione delle nostre strade ed attribuire la competenza in materia di velocità alla polizia stradale che è davvero in grado di definire in modo neutrale questo aspetto importante della sicurezza fissando i limiti di velocità con maggiore responsabilità e garanzia per la sicurezza di tutti.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Bosco. Ne ha facoltà.

RINALDO BOSCO. Signor Presidente, chiedo di aggiungere la mia firma all'emendamento Di Luca 2.160. Nello stesso tempo voglio precisare che la sottoscrizione dell'emendamento non è un sostegno puro alla velocità, ma è frutto di un ragionamento, peraltro svolto da molti colleghi che mi hanno preceduto, sulle nuove tecnologie con cui vengono costruite le automobili. Il nostro codice della strada è vecchio perché già cinquanta anni fa imponeva il limite massimo di 50 chilometri all'ora nei centri abitati, di 70 fuori dai centri abitati e di 130 in autostrada, ma dobbiamo ammettere che negli ultimi anni vi è stata un'evoluzione tecnologica, anche se la componente umana ha il suo peso. I diversi modelli di automobile si distinguono anche in base ai sistemi antislittamento e di controllo di trazione di cui sono dotati e quindi non capisco perché ci debba essere una unificazione verso il basso, cioè verso quei modelli non evoluti dal punto di vista tecnologico. Basta fare una media fra i tipi di veicolo che circolano sulle nostre autostrade per rendersi conto che i tempi sono cambiati e che occorre adeguarsi, tanto più che anche il manto stradale è diverso rispetto al passato.


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Non capisco perché poi si proponga di ridurre la velocità di ulteriori 20 chilometri all'ora in caso di maltempo. Quando tempo fa discutemmo del problema in Commissione, il sottosegretario osservò che non si poteva contare su adeguati fondi e che i limiti in vigore tenevano conto della velocità minima, che quindi non è ulteriormente riducibile, poiché si fa riferimento ad automobili non evolute dal punto di vista tecnologico. Lo ripeto, non capisco il motivo di questa ulteriore riduzione. Se si tratta di una misura tendente a ridurre gli indici di mortalità, io credo che non serva a nulla, mentre occorre un'opera di sensibilizzazione presso i giovani per far comprendere loro cosa significhi guidare un mezzo sulle strade organizzando corsi di guida sicura e non di velocità. Forse bisognerebbe cambiare i rapporti fra peso e potenza che distinguono le piccole vetture, quelle non dotate dei sistemi di sicurezza ma solo di grandi motori senza telai e freni adeguati.
Dovremmo tener conto di come sia modificato il modo di guidare sulle nostre strade ed è demagogia quella del collega Giardiello che afferma di voler fermare la tecnologia. Allora cominciamo col dire che le case automobilistiche non devono produrre automobili che superano i 130 chilometri all'ora!
Per quanto riguarda le velocità indicate nell'emendamento, se ne potrebbero modificare alcune, nel senso che i 160 chilometri all'ora in autostrada potrebbero diventare 150, perché quella di 130 chilometri all'ora non è una velocità adeguata alle nostre autostrade.

MICHELE GIARDIELLO. Per alcune autostrade sono eccessivi anche i 130 chilometri orari!

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Rogna Manassero di Costigliole. Ne ha facoltà.

SERGIO ROGNA MANASSERO di COSTIGLIOLE. Quello dei limiti di velocità è l'argomento che più ha appassionato il dibattito in Commissione e vedo che qui si stia svolgendo una replica.
L'ipotesi del collega Di Luca può apparire suggestiva perché propone di differenziare a seconda del tipo di automobile. Si pone un piccolo problema che il collega Di Luca non tiene in considerazione, cioè che la condizione di velocità scelta liberamente dal guidatore sulla strada (la condizione di livello di servizio A) è in pratica rarissima.
Solo in questo caso sarebbero valide le sue valutazioni. In realtà, la velocità di un'automobile nel traffico è condizionata semplicemente dal massimo smaltimento di volume di traffico e, soprattutto, dalla velocità degli altri autoveicoli: pertanto, non esiste la possibilità di sceglierla liberamente. A questo punto, è evidente che limiti di velocità differenziati complicherebbero (e non semplificherebbero) la situazione. Questo è un dato assolutamente ovvio e dal quale non possiamo prescindere.
Altrettanto difficile sarebbe il controllo della velocità: di fronte ad una vasta gamma di limiti, sarebbe estremamente complicato riuscire a stabilire quale limite dovrebbe osservare in quel momento l'autoveicolo in questione. Il problema, dunque, è assolutamente complesso.
Per quanto riguarda la necessità di rivedere la disciplina dei veicoli (compito che si vuole attribuire al Governo), tale passaggio è contenuto nel testo che è stato infine approvato dalla Commissione: si tratta di rivedere la disciplina dei veicoli per adeguarla alle caratteristiche della strada: è evidente che in molte strade cittadine, senza accessi laterali, una velocità di 50 chilometri orari è anacronistica e fissata per multare chi dovesse incappare nell'autovelox; è altrettanto evidente che è possibile arrivare a limiti differenziati; in tal senso, è molto saggia la riduzione del limite massimo di velocità in caso di pioggia. Tale misura è in vigore da molti anni in altri paesi europei ed è motivata dalla diminuzione del coefficiente di aderenza su strade bagnate,


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anche se vi sono asfalti che reagiscono in modo diverso; pertanto, è opportuno incentivare l'uso di asfalti drenanti.
Qual è l'elemento che dovrebbe portare a limiti di velocità differenziati? La geometria della sede stradale. Per la verità - come ha ricordato il collega Stajano - in Commissione siamo giunti anche ad ipotizzare la possibilità di un aumento del limite di velocità di 130 chilometri orari nel caso di autostrade a tre corsie, con asfalto drenante e corsia di emergenza: è l'ipotesi della miglior autostrada esistente al momento. Tale ipotesi, però, non ha riscontrato un accordo finale e, pertanto, siamo tornati all'ipotesi prevista nel testo base al punto r).
Ritengo, dunque, che non vi sia spazio in questa sede per approvare l'emendamento Di Luca 2.160.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Turroni. Ne ha facoltà.

SAURO TURRONI. Signor Presidente, ho ascoltato gli interventi dei colleghi ed in particolare di un collega che credo sia intervenuto a nome dell'intera maggioranza (mi riferisco al collega Giardiello), il quale ha spiegato con chiarezza le ragioni per le quali siamo contrari all'emendamento in esame.
Il collega Giardiello ha ricordato l'obbligo per il nostro paese - come per altri paesi europei - fissato per ridurre gli incidenti e il numero delle migliaia di morti e delle centinaia di migliaia di feriti che tutti gli anni danno il senso di una vera e propria guerra combattuta sulle nostre strade. Il collega Giardiello ha ricordato che la principale causa di tale strage è proprio la velocità.
Se vogliamo fare la nostra parte con un minimo senso di responsabilità, per ridurre il numero dei morti e degli incidenti, dobbiamo contrastare la tendenza ad aumentare la velocità e pensare che solo la sua riduzione può utilmente contribuire a correggere quel grave fenomeno.
Pochi giorni fa siamo rimasti tutti sconvolti dall'incidente occorso a quel bambino, che è stato travolto e schiacciato contro una recinzione da un'automobile guidata da una persona inesperta ad altissima velocità. Ebbene, quale corrispondenza esiste tra il modo in cui siamo rimasti sconvolti e la proposta di aumentare la velocità, come se fossimo ancora influenzati da quel mito che ha attraversato la nostra cultura nel periodo tra le due guerre? Allora si affermava che «la magnificenza del mondo si è arricchita di una bellezza nuova: la bellezza della velocità. Un'automobile da corsa col suo cofano adorno di grossi tubi simili a serpenti dall'alito esplosivo... un'automobile ruggente, che sembra correre sulla mitraglia, è più bella della Vittoria di Samotracia». Noi dobbiamo cambiare anche i nostri miti, i nostri punti di riferimento, dobbiamo saper dare un'indicazione ai nostri giovani, dobbiamo saper dire che solamente attraverso la cancellazione di un mito così sbagliato, quello della velocità, si può contribuire a salvare le loro vite.
Ritengo che ci sia qualcosa, al di là di questa cultura sbagliata, che sta al fondo dell'emendamento e che esso pretenda o cerchi di evitare il ritiro della patente. L'associazione sostenitori ed amici della polizia stradale afferma che i limiti che sono stati stabiliti farebbero dell'Italia l'unico paese d'Europa ad avere una velocità consentita così elevata.

ANNA MARIA BIRICOTTI. A parte la Germania!

ALBERTO DI LUCA. A parte la Germania!

SAURO TURRONI. Forse i proponenti non hanno considerato che, calcolando la franchigia di 40 chilometri in eccesso rispetto al limite imposto e la tolleranza del 5 per cento accordata dal codice della strada, si potrebbe giungere ad un limite massimo di oltre 200 chilometri orari. È questo, forse, il vero obiettivo?
Io credo che dobbiamo cancellare, ripeto, il mito della velocità, per consentire che nelle nostre strade si viaggi tranquillamente.


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Non possiamo pensare di riferire soltanto alle caratteristiche della vettura il meccanismo che regola questa benedetta velocità, come se non contassero i riflessi del guidatore, la sua attenzione, le sue condizioni fisiche, la sua esperienza; come se non contassero - l'ha detto benissimo poco fa il collega - le caratteristiche della strada, la sua sezione, la sua geometria, le sue condizioni.
È evidente che si tratta di un punto di vista sbagliato che va combattuto, soprattutto perché in tutti i paesi avanzati questo mito della velocità, questo tentativo di andare sempre più forte, non preoccupandosi gran che della vita degli altri, è costantemente contrastato con misure rigorose e significative. Allora è inutile strumentalizzare gli incidenti, è inutile fare appello a misure rigorose, magari quando la macchina è guidata da un extracomunitario. Non possiamo pensare di prevedere l'impunità per qualcuno, introducendo norme che consentono una maggiore velocità, apprestandoci invece a colpire con fermezza e ad invocare misure rigorose quando è qualcun altro a guidare.
Respingiamo, allora, questo emendamento: credo che in tal modo faremo qualcosa di positivo nel tentativo di ridurre gli incidenti ed aumentare la sicurezza, problema che riguarda davvero tutti noi, ma principalmente i nostri giovani, che sono le maggiori vittime della velocità (Applausi dei deputati del gruppo misto-Verdi-l'Ulivo - Congratulazioni).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Giovanardi. Ne ha facoltà.

CARLO GIOVANARDI. Signor Presidente, vorrei tentare, se fosse possibile, di raggiungere un compromesso tra i ragionamenti che sono stati svolti. Vedete, io voglio essere realista, come ciascuno di voi lo è quando viaggia in autostrada in Italia. Purtroppo, oggi in Italia chi va a 130 chilometri all'ora deve stare nella corsia centrale, perché la velocità, non dico media, ma comunque ampiamente tollerata sulle autostrade è ben superiore ai 130 chilometri orari. Sto parlando di macchine di tutti i tipi: automobili moderne, con i sistemi di frenata all'avanguardia, con l'airbag, ma anche macchine che, quando ti sorpassano, non capisci come possano andare a quella velocità, ben superiore ai 130. Questa è la fotografia della situazione, per cui confermare quel limite di velocità vuol dire mantenere una norma che, come tutti sappiamo, non viene rispettata.
Allora, decidere di abbassare il limite a 105 chilometri orari per tutte quelle macchine che non possono andare più veloci e contemporaneamente aumentare - anche se non fino a 160 chilometri orari, che anche a me sembra eccessivo - di 15 o 20 chilometri orari il limite massimo per le auto più moderne, corrisponde a fotografare la realtà. Bisogna infatti prendere atto che attualmente ci sono macchine con cilindrate e prestazioni tali che in autostrada violano sempre la legge, perché vanno sempre oltre il limite dei 130 chilometri orari, e macchine che non hanno le medesime caratteristiche e che quindi non possono assolutamente arrivare al limite dei 130 chilometri orari, perché sarebbero rischiose sia per chi le guida sia per gli altri.
Chiedo quindi all'onorevole Di Luca di modificare il suo emendamento 2.160 in tal senso: pur mantenendo il limite dei 130 chilometri orari, quale limite di base, si fissa un limite maggiore per le macchine che hanno sistemi di sicurezza particolari, mentre si consente di andare ad una velocità non superiore a 105 chilometri orari alle macchine che non hanno questi sistemi di sicurezza e con una cilindrata minore.
È ovvio che poi debba essere trattata anche la questione del controllo, della repressione delle violazioni e del ritiro della patente. Tuttavia, la mia proposta servirebbe ad evitare gride manzoniane, perché ritengo ipocrita continuare a mantenere il limite dei 130 chilometri orari quando sappiamo tutti che non viene rispettato e che i controlli sono insufficienti. Approviamo una norma che si


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adegui a situazioni diverse e rendiamo i controlli più rigorosi, anche con la previsione del ritiro della patente per chi non rispetta i limiti di velocità. Non credo che nell'era dell'elettronica sia difficile rilevare la velocità a seconda del tipo di macchina.
Invito pertanto l'onorevole Di Luca a modificare il suo emendamento nel senso da me proposto, nella consapevolezza che in questo modo si diminuisce il limite massimo di velocità per la maggior parte delle vetture, mentre per quelle che hanno determinate caratteristiche si obbligano i guidatori all'uso della cintura di sicurezza, pur consentendo loro una velocità di 140 chilometri orari, in quanto ritenute meno pericolose di altri tipi di autovetture. Se l'onorevole Di Luca accetta questa mia proposta, annuncio che voterò a favore del suo emendamento 2.160.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Luciano Dussin, al quale ricordo che ha due minuti a disposizione. Ne ha facoltà.

LUCIANO DUSSIN. Signor Presidente, intendo sostenere l'emendamento Di Luca 2.160. Non concordo con quanto affermato dall'onorevole Giardiello e dall'onorevole Turroni, in quanto ritengo che nella proposta dell'onorevole Di Luca vi sia buonsenso, cosa che non si può dire della normativa vigente. Probabilmente nessuno sa, infatti, che un motocarro Ape, prodotto dalla Piaggio, può viaggiare a 130 chilometri orari in autostrada come un Ferrari testa rossa; nessuno sa che il quadriciclo - vale a dire un motocarro Ape che invece di avere tre ruote ne ha quattro per ragioni di maggior sicurezza - deve rispettare il limite di 80 chilometri orari in autostrada. Attualmente, quindi, non vi è buonsenso per quanto riguarda i limiti di velocità.
Se qualcuno cerca di tenere in considerazione le esigenze degli automobilisti italiani, chiedendo che una Panda 30 del 1983 viaggi a qualche decina di chilometri orari in meno di una Berlina equipaggiata con i migliori sistemi di sicurezza, non sta dicendo cose che non stanno né in cielo né in terra.
Vorrei ricordare all'onorevole Turroni che, pur avendo abbassato i limiti di velocità, il nostro paese ha gli stessi indici di mortalità che ci sono sulle strade del Portogallo e della Grecia, che però non sono adeguate. Lo invito quindi a contribuire al prolungamento delle autostrade in Friuli ed in Veneto e della famosa A28 che i Verdi stanno bloccando, nonostante i sindaci e i presidenti di provincia siano d'accordo (Applausi dei deputati del gruppo della Lega nord Padania), perché i morti sulla coscienza li ha chi non consente le opere stradali e non chi abbassa o aumenta i limiti di pochi chilometri orari (Applausi dei deputati del gruppo della Lega nord Padania).

PIER PAOLO CENTO. Ma che dici!

MARIO PEZZOLI. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MARIO PEZZOLI. Presidente, le chiedo semplicemente di poter aggiungere la mia firma all'emendamento Di Luca 2.160.

PRESIDENTE. Sta bene, onorevole Pezzoli.

ELENA CIAPUSCI. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ELENA CIAPUSCI. Presidente, convinta da quanto ha detto poc'anzi l'onorevole Turroni, anch'io le chiedo di poter aggiungere la mia firma all'emendamento Di Luca 2.160.

PRESIDENTE. Sta bene, onorevole Ciapusci.

GIORDANO ANGELINI, Sottosegretario di Stato per i trasporti e la navigazione. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.


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GIORDANO ANGELINI, Sottosegretario di Stato per i trasporti e la navigazione. Presidente, mi consenta di ricordare all'Assemblea, a proposito di una questione che da anni è al centro del dibattito parlamentare, che a partire dal 2002 tutte le autovetture circolanti dovranno essere dotate del sistema ABS e dell'airbag. Qualora si accettasse il percorso disegnato dall'emendamento in esame si avrebbe, per tutto il parco circolante, un progressivo ritocco dei limiti di velocità a meno che non si accettasse una differenziazione soltanto sulla base della potenza degli autoveicoli.
Vi è poi un'altra riflessione che vorrei fare. È indubbio che vi sono alcune diversità da tener presente nell'affrontare i problemi relativi alla sicurezza. Si deve infatti tener conto delle diverse caratteristiche delle strade, degli autoveicoli ed anche di una diversa condizione delle persone che guidano. L'onorevole Di Luca, che ha un passato da sportivo, sa benissimo la differenza dei riflessi e dei tempi di reazione che ci può essere tra una persona ed un'altra. Potrei rivolgermi anche all'onorevole Rogna Manassero di Costigliole per sapere quanto questo incida sulla mobilità e sui tempi di reazione.
Io sono tra coloro che ritengono che la velocità non sia né di destra né di sinistra e credo che in certe condizioni a tantissime persone sia venuto il bisogno o l'aspirazione di andare più forte. Il problema è vedere se la velocità possa conciliarsi oggi, nel nostro paese, con i due obiettivi centrali che abbiamo posto nel codice della strada, cioè quello della sicurezza, della tutela dell'ambiente e quello della diminuzione dei consumi energetici.
Se è vero che dobbiamo ritornare in asse con l'Europa perché l'Italia, per quanto riguarda la sicurezza sulle strade ha una tendenza diversa rispetto all'Europa, come hanno ricordato altri colleghi e in particolare l'onorevole Giardiello, mi chiedo, se si approvasse l'emendamento Di Luca 2.160, quale messaggio si darebbe al nostro paese. È questa la domanda a cui dobbiamo rispondere!
Confesso che mi sarei trovato in difficoltà se l'onorevole Di Luca, che ha affrontato con intelligenza questo tema, avesse proposto di rivedere la disciplina della velocità degli autoveicoli prevedendola in diminuzione, tenuto conto che il nostro obiettivo è di far diminuire il numero degli incidenti mortali.
Cosa significa prevedere una velocità di 160 chilometri orari in autostrada, di 130 chilometri orari nelle strade extraurbane e di 110 chilometri orari nelle strade extraurbane secondarie? È chiaro che la conseguenza di ciò sarebbe quella di una tendenza a modificare il parco automobilistico aumentando la potenza dei veicoli per poter raggiungere la velocità massima consentita. Ed è chiaro che ciò si tradurrebbe in un aumento dei consumi mentre noi dobbiamo tendere ad una loro diminuzione. Del resto credo che per il futuro non avremo veicoli sempre più potenti ma veicoli medi con consumi sempre minori.
Quali sarebbero le conseguenze in un paese che ha questo problema di sicurezza qualora lo scontro, ad esempio, avvenga tra un veicolo di grandi dimensioni che viaggia a 160 chilometri orari ed un veicolo piccolo (ad esempio una seicento)?
Quale sarebbe il significato in termini di impatto?
Consentitemi di ricordare le difficoltà che potremmo avere anche relativamente alle forme di controllo dei veicoli con cilindrate diverse. Dopo un dibattito molto acceso sull'utilizzo delle nuove tecnologie e il rifiuto di affrontare il problema che si è verificato nei mesi scorsi, mi sento di poter dire che ogni paese deve affrontare i problemi che ritiene di poter risolvere in un determinato momento. In Europa la tendenza non è quella di aumentare la velocità e attualmente dobbiamo porre la nostra attenzione ad aumentare la sicurezza e a diminuire il numero delle vittime. È questo il messaggio che deve giungere dal Parlamento nell'approvazione della delega al Governo per la revisione del nuovo codice della strada.

ALBERTO DI LUCA. Chiedo di parlare.


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PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ALBERTO DI LUCA. Presidente, colgo l'invito del Governo alla sicurezza e noi di Forza Italia ne siamo talmente convinti che in successivi emendamenti chiederemo l'obbligatorietà dell'installazione sulle nuove autovetture di airbag e ABS a partire dal 1o gennaio 2002. Tuttavia, proprio perché poniamo molta attenzione al problema della sicurezza, devo smentire qualche collega che precedentemente ha affermato che la velocità tout court è la principale causa degli incidenti e dei decessi che sono, invece, causati dal non utilizzo delle cinture, dal mancato rispetto delle distanze di sicurezza e - aspetto assolutamente rilevante - dal fatto che in Italia ci troviamo ad avere un parco auto sempre più vetusto e privo di ciò che la moderna tecnologia oggi ci offre. Senza ripetere le parole che ho già detto, vorrei accogliere la proposta dell'onorevole Giovanardi, sottolineando che noi non parliamo di aumentare, ma di differenziare i limiti di velocità; i tre limiti - lo ripeto - sono di 105, 130 e 160 chilometri orari, a seconda delle tipologie di autovetture e delle attrezzature di sicurezza installate. Dichiaro perciò la mia assoluta disponibilità ad accogliere la proposta dell'onorevole Giovanardi di ridurre il limite di 160 a 150 chilometri orari e aggiungo che, se questo fosse veramente l'unico ostacolo, potremmo anche ipotizzare che, partendo dall'attuale limite di 130 chilometri orari, per la categoria più lenta si stabilisca il limite di 115 e per la categoria più veloce il limite di 145.
In sostanza, siamo disponibili a valutare ogni soluzione, ma invitiamo caldamente i colleghi a riflettere sul fatto che non si può consentire a due autovetture completamente diverse di viaggiare alla stessa velocità perché le condizioni di sicurezza sono assolutamente differenti. Sono disponibile, quindi, a rivedere i limiti di velocità, ma invito tutti a riflettere attentamente sulla loro diversificazione.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Rizzi. Ne ha facoltà.

CESARE RIZZI. Presidente, chiedo di aggiungere la mia firma all'emendamento Di Luca 2.160.
Vorrei far notare che certamente il Parlamento è tenuto a legiferare, ma che si dovrebbe tenere conto delle esigenze del popolo, considerato che il 90 per cento delle autovetture circolanti sull'autostrada superano i 130 chilometri orari, viaggiando spesso oltre i 200. Ritengo che il limite di 160 chilometri orari sia giusto. Pertanto, signor Presidente, considerato che il popolo, fino a prova contraria, è sovrano ed esige, vuole che un limite di velocità esista ma sia un po' più alto dell'attuale, voterò a favore dell'emendamento Di Luca 2.160 (Applausi dei deputati del gruppo della Lega nord Padania).

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Colleghi, vi prego di prendere posto. Prego anche ciascuno di voi di votare per se stesso.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Di Luca 2.160, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (
Vedi votazioni).
(Presenti 416
Votanti 409
Astenuti 7
Maggioranza 205
Hanno votato
195
Hanno votato
no 214).

MICHELE GIARDIELLO. Chiedo di parlare per una precisazione.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MICHELE GIARDIELLO. Signor Presidente, il mio dispositivo di voto non ha funzionato.


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PRESIDENTE. Ne prendo atto.
I presentatori accettano l'invito al ritiro dell'emendamento Mammola 2.161?

ALBERTO DI LUCA. Sì, signor Presidente.

PRESIDENTE. L'emendamento Mammola 2.161 s'intende pertanto ritirato.
I presentatori accettano l'invito al ritiro dell'emendamento Fei 2.17?

ENZO SAVARESE. No, signor Presidente, e chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ENZO SAVARESE. Signor Presidente, in questo emendamento è contenuto lo stesso principio or ora respinto, che però non viene determinato. Sottosegretario Angelini, lei ha affermato che non avrebbe avuto nulla in contrario al principio della differenziazione: in questo emendamento si parla di differenziazione e non vengono stabiliti limiti, dal momento che si tratta di una delega al Governo. Se è vero ciò che il sottosegretario ha dichiarato in precedenza, credo che l'emendamento Fei 2.17 debba essere approvato.

GIORDANO ANGELINI, Sottosegretario di Stato per i trasporti e la navigazione. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

GIORDANO ANGELINI, Sottosegretario di Stato per i trasporti e la navigazione. Signor Presidente, non ho difficoltà ad affermare che, come ho detto in precedenza, sarei in imbarazzo ad esprimere parere contrario se l'onorevole Savarese, cofirmatario dell'emendamento Fei 2.17, prevedesse una differenziazione al ribasso, ossia mantenendo inalterati i limiti massimi. Onorevole Savarese, la prego di provvedere, dopodiché il parere del Governo sarà favorevole.

PRESIDENTE. Onorevole Savarese, accetta la riformulazione suggerita dal Governo?

ENZO SAVARESE. No, signor Presidente, ed insisto per la votazione.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Fei 2.17, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (
Vedi votazioni).
(Presenti 404
Votanti 396
Astenuti 8
Maggioranza 199
Hanno votato
187
Hanno votato
no 209).

Onorevole Terzi, accetta l'invito al ritiro del suo emendamento 2.87?

SILVESTRO TERZI. Signor Presidente, ritiro il mio emendamento 2.87 e mi riservo di intervenire sui miei successivi emendamenti, che si riferiscono specificatamente alla sicurezza della strada e ai portatori di handicap.

PRESIDENTE. Sta bene.
Prendo atto che i presentatori accettano l'invito al ritiro degli emendamenti Fei 2.18, Chincarini 2.89 e 2.88.
Avverto che l'emendamento Anghinoni 2.14 va collocato dopo gli identici emendamenti Mammola 2.63 e Fei 2.19.
I presentatori accettano l'invito al ritiro dell'emendamento Luciano Dussin 2.118?

LUCIANO DUSSIN. No, signor Presidente, e chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.


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LUCIANO DUSSIN. Signor Presidente, inviterei il Governo ed il relatore a rivedere i propri pareri perché la nostra proposta contiene qualcosa di pratico. In buona sostanza, chiediamo di prevedere che sulle strade urbane la velocità massima possa essere fissata in 70 chilometri orari dall'amministrazione locale, qualora la stessa ritenga che il limite di 50 chilometri orari non sia confacente alle esigenze degli automobilisti.
Tutti sappiamo che il codice della strada vigente prevede i limiti di 30 chilometri orari per le strade di quartiere, di 50 chilometri orari per le strade urbane e di 70 chilometri orari in città, ma solo per le strade a scorrimento veloce.
Visto che le strade urbane a scorrimento sono rarissime, perché si prevede che abbiano due corsie per senso di marcia ed uno spartitraffico in mezzo, praticamente questo limite di velocità non viene mai applicato. In molti centri abitati, allora, noi troviamo delle circonvallazioni interne che non sono considerate strade a scorrimento perché non hanno la divisione in due carreggiate, ma è comunque previsto il limite di velocità dei 50 chilometri orari. Questo comporta che il sindaco si trovi in difficoltà ad ordinare alla polizia municipale di andare con i rilevatori di velocità a controllare se quel limite di velocità nel centro abitato, ma su strade ad ampia carreggiata, sia rispettato o meno.
La proposta che avanziamo nella sostanza è la seguente: si lascia la previsione dei 70 chilometri orari nelle strade a scorrimento del centro abitato, ma si dà la possibilità all'amministrazione locale di prevedere un aumento del limite fino a 70 chilometri orari nel centro abitato per le strade ad ampia carreggiata, anche se non divise in due carreggiate, per poter effettuare anche quei controlli di velocità che ora come ora non sono praticabili perché, se un vigile si mette in una circonvallazione interna in città con l'autovelox puntato a 50 chilometri all'ora, deve multare il mille per mille dei cittadini che transitano con la propria automobile.
Questa previsione, quindi, ha anche il significato di facilitare i controlli perché tende a soddisfare le esigenze di chi in quelle strade transita a velocità che non possono essere contenute nei 50 chilometri orari.
Ribadisco quindi che resta in vigore il limite dei 70 chilometri orari sulle strade a scorrimento, ma con la possibilità per il sindaco di arrivare per le altre strade ad un limite di 70 chilometri orari (Applausi dei deputati del gruppo della Lega nord Padania).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Savarese. Ne ha facoltà.

ENZO SAVARESE. Presidente, credo che l'emendamento dei colleghi della Lega debba essere approvato, quindi Alleanza nazionale lo sosterrà, perché rappresenta l'applicazione concreta del principio di sussidiarietà e di federalismo possibile.
È evidente che i sindaci, le autorità locali, sono i soggetti maggiormente a conoscenza delle realtà territoriali.
Sottosegretario Angelini, relatore Mazzocchin, mi rifiuto di pensare che un sindaco, per il gusto della velocità, possa decidere di aumentare i limiti nelle strade urbane prescindendo dalle esigenze di sicurezza dei cittadini! Esso rappresenta però l'autorità più vicina alle istanze locali ed è pertanto in grado di comprendere la sensibilità esistente e quindi di decidere al meglio.
Mi pare che l'emendamento del collega Luciano Dussin vada proprio in questa direzione.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Giardiello. Ne ha facoltà.

MICHELE GIARDIELLO. Presidente, io non so se i colleghi abbiano letto bene quanto è previsto in questo emendamento del collega Luciano Dussin al quale devo dire che, essendo stato respinto il precedente, non esistono più le strade a scorrimento veloce!


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L'onorevole Luciano Dussin propone che un sindaco possa aumentare il limite di velocità nel proprio comune, qualora ritenga che il limite dei 50 chilometri orari non sia confacente alle esigenze degli automobilisti. Se il sindaco di una città ha come concittadini tutte persone che vanno di fretta, li manda tutti quanti a correre...
Francamente, mi pare assurdo (Applausi dei deputati del gruppo misto-Verdi-l'Ulivo - Commenti dei deputati del gruppo della Lega nord Padania)!

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Luciano Dussin 2.118, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (
Vedi votazioni).
(Presenti 409
Votanti 403
Astenuti 6
Maggioranza 202
Hanno votato
193
Hanno votato
no 210).

VASCO GIANNOTTI. Chiedo di parlare per una precisazione.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

VASCO GIANNOTTI. Signor Presidente, volevo segnalarle il mancato funzionamento del mio dispositivo di voto.

PRESIDENTE. Ne prendo atto, onorevole Giannotti.
Prendo atto che il presentatore dell'emendamento Floresta 2.151 lo ritira.
Passiamo all'emendamento Di Luca 2.162.

ALBERTO DI LUCA. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ALBERTO DI LUCA. Sarò costretto a ritirare questo emendamento perché esso era legato al mio emendamento 2.160, con il quale prevedevamo tre limiti di velocità differenti, che è stato respinto. Vorrei dire a votazione avvenuta che mi dispiace molto che non solo sia stato bocciato quell'emendamento, ma anche che quella proposta - nata un po' tra tutti i banchi parlamentari e principalmente dal Presidente Giovanardi - non solo non abbia ricevuto una risposta da parte del Governo; addirittura, mentre io la presentavo, il rappresentante del Governo era impegnato a parlare con altre persone e quindi non ha avuto neanche il modo di capire che noi eravamo pronti ad una mediazione o ad un ragionamento sulle velocità, ma senza toccare lo spirito e la ratio di una proposta che avrebbe sicuramente risolto molti problemi legati agli incidenti sulle nostre strade.
In ogni caso, ritiro l'emendamento 2.162.

PRESIDENTE. Sta bene.

DOMENICO BENEDETTI VALENTINI. Chiedo di parlare per un chiarimento.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

DOMENICO BENEDETTI VALENTINI. Signor Presidente, desidero segnalarle che mi ero prenotato prima per intervenire sull'emendamento Di Luca 2.162.

PRESIDENTE. È stato ritirato.

DOMENICO BENEDETTI VALENTINI. Colgo l'occasione per sottoporre ai colleghi della Commissione e al relatore un intervento relativo all'articolo 2 punto s) del testo base al nostro esame. Poiché non vi sono emendamenti che riguardino la lettera s), ho chiesto di intervenire in questo momento e quindi la ringrazio per avermi dato la parola.
Al punto s), come voi vedete, si prevede nella delega il «contemplare uno specifico reato per chiunque partecipa, promuove o organizza corse in gara, o comunque


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competizioni in velocità sulle strade pubbliche» e «in assenza di apposita autorizzazione, prevedendo la sanzione, per la violazione di tale norma, dell'arresto da uno a otto mesi e dell'ammenda da 1 a 10 milioni di lire e la sanzione accessoria della confisca del mezzo condotto oltre al ritiro della patente di guida».
Avevo presentato una mirata proposta di legge (poi rientrata nell'alveo di questo argomento più vasto), volta a prevenire, reprimere e sanzionare il comportamento di coloro che ingaggiano su strada pubblica o aperta al pubblico gare in velocità con le proprie moto o con i propri autoveicoli. A seguito di queste gare (che anche estemporaneamente e occasionalmente vengono ingaggiate da due o più conducenti di veicoli) si sono verificati incidenti che hanno provocato e provocano quotidianamente morti e vittime assolutamente innocenti. I parenti delle vittime di tali accadimenti gravissimi (costituiti in innumerevoli comitati in tutta Italia) - che hanno contattato ciascuno di noi e soprattutto ciascuno di voi - non si rassegnano alla perdita di vite care, soprattutto perché queste vite vengono falciate da coloro che ignobilmente e irresponsabilmente ingaggiano gare di velocità lungo le nostre strade.
Dalla Commissione presieduta dall'onorevole Stajano ho ottenuto il risultato solo in parte, nel senso che si è previsto nel punto s) la previsione di uno specifico reato per chi partecipa, promuove o organizza corse in gara, senza apposita autorizzazione.
Vorrei sapere, in sede di interpretazione autentica, anche perché gli atti parlamentari restino a documentare la nostra volontà di legislatori, se noi in questo importante passaggio contempliamo anche il comportamento di coloro che, estemporaneamente e senza particolari organizzazioni preventive che necessitino di autorizzazioni amministrative, come qui è detto, ingaggino queste competizioni in velocità sulla sede stradale. Mi si dice di sì, con cenni del capo estremamente significativi, ma io vorrei sapere espressamente se questa fattispecie che ho enunciato sia contemplata nel punto s), perché altrimenti dovrei pregare il relatore di esplicitare (proponendo all'Assemblea di votare su questo punto) che vi è inclusa la condotta a cui ho fatto riferimento senza bisogno ovviamente di autorizzazioni. Infatti, l'espressione «in assenza di apposita autorizzazione» cosa significa? È evidente che nessuno potrebbe autorizzare due o tre automobilisti incoscienti ad ingaggiare estemporaneamente gare di sorpasso, magari per emulazione o bullismo stradale. È ovvio che non vi può essere autorizzazione. Chi potrebbe mai autorizzare un comportamento irresponsabile del genere?
Dunque, a meno che non mi segnaliate che vi è qualche altra norma che sanziona esplicitamente questa condotta - che configura evidentemente un reato di pericolo, come diremmo noi giuristi (non tanto di effetto, di risultato o di danno, ma di mero pericolo), per il sol fatto di ingaggiare pericolosissime e irresponsabili gare stradali -, devo dedurre che scatta la sanzione e anche la sanzione accessoria della confisca del mezzo e del ritiro della patente. È così?
Gradirei che esplicitassimo nel testo e negli atti parlamentari che è così, in quanto, mi consentirete, la formulazione non è chiarissima. Ho voluto porre il problema perché altrimenti tutti coloro che attendono una risposta a tale proposito rimarrebbero gravemente delusi, dopo aver atteso per tanto tempo il momento della revisione del codice della strada.

GIANANTONIO MAZZOCCHIN, Relatore. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

GIANANTONIO MAZZOCCHIN, Relatore. Signor Presidente, in questo momento non sono possibili modifiche del testo, però posso garantire al collega Benedetti Valentini che si intende inclusa, alla lettera s), anche l'ipotesi di gare estemporanee senza autorizzazione.


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PRESIDENTE. Nel testo vi è l'espressione «o comunque competizioni in velocità».

ERNESTO STAJANO. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ERNESTO STAJANO. Signor Presidente, a prescindere dalle garanzie fornite dal presidente Mazzocchin, che per la verità non risolverebbero il problema, perché stiamo scrivendo una legge e non ricevendo affidavit, ciò che ci garantisce in ordine all'interpretazione è una lettura inequivoca del testo che ho redatto (rivendico il merito, o naturalmente il demerito, di avere promosso questa stesura). Infatti, nel testo, non solo si prevede «promuove o organizza corse in gara», ma anche «o comunque competizioni in velocità»: quindi, una qualsiasi iniziativa riconducibile anche a soli due soggetti che su una pubblica via, senza autorizzazione, intraprendano fra loro, senza che ciò richieda alcuna organizzazione, una forma di competizione in velocità rientra nella fattispecie incriminatrice ed è suscettibile della sanzione edittale. Mi pare che, sulla base della ricostruzione testuale, sia chiarissimo che tutte le possibili fattispecie sono ricomprese all'interno del disposto normativo.

PRESIDENTE. Onorevole Ciapusci, accetta l'invito al ritiro del suo emendamento 2.61?

ELENA CIAPUSCI. No, signor Presidente e chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ELENA CIAPUSCI. Signor Presidente, con il comma 1, lettera t), si prevedono sostanziali modifiche all'interno delle autovetture: dato che diverse autovetture non hanno neanche la possibilità a livello meccanico dell'inserimento di alcuni accorgimenti che il nuovo codice della strada prevede, il mio emendamento invita a valutare la possibilità che tali dispositivi vengano installati solo sui mezzi di nuova immatricolazione. È un discorso analogo a quello posto con l'emendamento del gruppo di Forza Italia che prevedeva una data per l'introduzione di questi dispositivi...

MICHELE GIARDIELLO. È previsto dal successivo emendamento!

ELENA CIAPUSCI. Richiamo comunque l'attenzione dell'Assemblea sulla possibilità di valutare tale esigenza, perché o rottamiamo i mezzi attualmente in circolazione oppure vi sono serie difficoltà per l'inserimento a livello meccanico sugli autoveicoli di vecchia immatricolazione dei nuovi dispositivi di sicurezza, come l'airbag ed altri.

GIANANTONIO MAZZOCCHIN, Relatore. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

GIANANTONIO MAZZOCCHIN, Relatore. Signor Presidente, mi permetto di suggerire all'onorevole Ciapusci di prendere in considerazione il successivo emendamento Di Luca 2.164, che fa ugualmente riferimento al comma 1, lettera t), primo periodo e prevede il termine del 2002.

PRESIDENTE. Onorevole Ciapusci, sul successivo emendamento Di Luca 2.164, nel testo riformulato, vi è il parere favorevole della Commissione e del Governo: accetta dunque di ritirare il suo emendamento 2.61?

ELENA CIAPUSCI. Sì, signor Presidente, ritiro il mio emendamento 2.61.

PRESIDENTE. Sta bene.
Passiamo alla votazione dell'emendamento Di Luca 2.164.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Di Luca. Ne ha facoltà.


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ALBERTO DI LUCA. Signor Presidente, sulla sicurezza può molto più un emendamento che tante parole e questo credo sia uno di quelli. Inizialmente avevamo proposto che l'obbligatorietà dell'ABS - perché di questo si tratta - decorresse dal 1o gennaio 2003, poi in Commissione c'è stato un dibattito e si è cercato di mediare tra la volontà di avere una data certa, che realisticamente sarebbe il 2003, e quella di indicare una data che rappresenti un forte indirizzo per i costruttori: si è scelto il 1o gennaio 2002 ed invitiamo tutti a votare a favore di questo emendamento.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Stajano. Ne ha facoltà.

ERNESTO STAJANO. Signor Presidente, vorrei rivolgere una domanda al Governo. Dopo l'esame nel Comitato dei nove ho riletto i termini per l'esecuzione della delega, che sono di nove mesi, ed ho riletto anche la norma che prevede che questi dispositivi possano essere adottati dopo l'approvazione del regolamento di esecuzione del codice e dopo l'emanazione di specifici decreti che ne stabiliscono le caratteristiche tecniche. Non ci siamo con i tempi, onorevole Angelini: se, come immagino, il codice verrà approvato entro il mese di febbraio, se introduciamo il termine del 1o gennaio 2002 corriamo il rischio di non avere il tempo di perfezionare la norma. Pertanto, per dare tempo ai ministri che verranno e non mettere in difficoltà la nuova amministrazione, qualunque essa sia, ritengo più utile indicare il termine del 1o luglio 2002 in modo da consentire che si completi l'iter formativo delle disposizioni di cui parliamo.

GIORDANO ANGELINI, Sottosegretario di Stato per i trasporti e la navigazione. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

GIORDANO ANGELINI, Sottosegretario di Stato per i trasporti e la navigazione. Signor Presidente, naturalmente, se l'Assemblea approverà rapidamente - come mi auguro - il provvedimento, mentre proseguirà l'iter in Senato gli uffici lavoreranno per stendere il testo del nuovo codice, perché questo è il loro compito. C'è un termine massimo, ma niente vieta che venga ridotto. D'altra parte, dato che questo è subordinato all'emanazione dei decreti ed alla normativa tecnica, non accade niente. Il Governo non ha obiezioni a prevedere sei mesi in più o in meno, non ho quindi difficoltà ad accogliere la richiesta di fissare il termine al 1o luglio 2002 per avere un termine credibile; pregherei di non dividerci su questo, pertanto chiedo a tutti di concordare su questo termine perché mi pare che lo spirito che anima tutti sia quello di introdurre il prima possibile queste nuove disposizioni. Questo vale anche per l'emendamento Di Luca 2.165.

PRESIDENTE. Onorevole Di Luca, accoglie la riformulazione proposta dal Governo di fissare il termine al 1o luglio 2002?

ALBERTO DI LUCA. Sì, signor Presidente.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Di Luca 2.164, nel testo riformulato, accettato dalla Commissione e dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (
Vedi votazioni).
(Presenti 398
Votanti 397
Astenuti 1
Maggioranza 199
Hanno votato
395
Hanno votato
no 2).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento


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Di Luca 2.165, nel testo riformulato, accettato dalla Commissione e dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 405
Votanti 404
Astenuti 1
Maggioranza 203
Hanno votato
401
Hanno votato
no 3).

SEBASTIANO NERI. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

SEBASTIANO NERI. Signor Presidente, stiamo cercando disperatamente di ottenere un volume degli altoparlanti dell'aula un po' più rispettoso dei limiti stabiliti per l'inquinamento acustico, ma non riusciamo ad ottenerlo.
La prego di dare disposizioni in proposito, perché mi rendo conto che magari i colleghi che si trovano al centro dell'emiciclo sono distanti e sentono le voci un po' più affievolite, ma noi che ci troviamo da questa parte a volte ci troviamo in condizioni insostenibili, perché il tono della voce di alcuni colleghi a volte supera di gran lunga il limite di tolleranza in decibel che invece abbiamo imposto a tutti i comuni cittadini.

PRESIDENTE. Onorevole Neri, è un problema reale, ma ciò dipende anche dal fatto che molto spesso c'è un rumore di fondo che impone un volume alto. Se tutti stessimo più zitti e fossimo più rispettosi dei colleghi che stanno parlando, sarebbe possibile abbassare il volume e capirci perfettamente. Comunque, terrò presente la sua segnalazione.
Passiamo alla votazione degli identici emendamenti Mammola 2.163 e Fei 2.19.

SANDRA FEI. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

SANDRA FEI. Signor Presidente, ritiro il mio emendamento 2.19, ma vorrei attirare l'attenzione del Governo sulla previsione di un dispositivo che avvisi del superamento della velocità massima. Non so se si immagini praticamente la situazione: vi sono persone che non riescono a prendere l'accendisigari della macchina; in questo caso, ogni volta che cambia il cartello con l'indicazione della velocità, dovrebbero regolare il sistema in modo che li avvisi del superamento del limite. La cosa diventa quasi comica.
Non so se si riuscirà a trovare un altro sistema, ma secondo me quello che viene indicato non è opportuno, perché risulta comico e forse pericoloso. In ogni caso, ritiro il mio emendamento.

PRESIDENTE. Sta bene. Chiedo ai presentatori dell'emendamento Mammola 2.163 se accettino l'invito al ritiro formulato dal relatore.

ALBERTO DI LUCA. Signor Presidente, non ritiriamo l'emendamento e chiediamo, quindi, che venga votato.

PRESIDENTE. Sta bene. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Mammola 2.163, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (
Vedi votazioni).
(Presenti 389
Votanti 388
Astenuti 1
Maggioranza 195
Hanno votato
183
Hanno votato
no 205).


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Onorevole Anghinoni, accetta l'invito al ritiro del suo emendamento 2.14?

UBER ANGHINONI. Insisto per la votazione e chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

UBER ANGHINONI. Signor Presidente, vorrei esprimere l'importanza di questo emendamento rappresentando una situazione che purtroppo è normale: si viaggia in automobile ad alta velocità, si viene coinvolti in un tamponamento, l'autovettura di fronte o magari l'autovettura stessa di cui si è alla guida prende fuoco e l'autista, se può, abbandona il veicolo cercando di mettere in salvo la propria vita.
Certamente l'ultimo pensiero che ha è quello di prendere un giubbetto o, in alternativa, una bandoliera e di indossarli prima di scendere dall'autovettura, considerato che questa attrezzature solitamente si trovano nel bagagliaio. Se scendo velocemente dall'automobile, commetto un reato perché non ho rispettato tutte le norme e, se disgraziatamente mi succede qualcosa, l'assicurazione non ne risponde perché non ho rispettato tutte le norme. Ma il mio obiettivo principale e il mio dovere è quello di mettermi subito in salvo o di stare lì a pensare a tutte le norme e ai cavilli che mi obbligano a mettere a repentaglio la mia vita?

PRESIDENTE. Onorevole Anghinoni, l'emendamento posto in votazione è il 2.14, che sullo stampato era erroneamente a pagina 14 e che è stato più correttamente posizionato a questo punto. Esso stabilisce che le autovetture di nuova costruzione dovranno essere immesse sul mercato in condizioni di impossibilità a superare i limiti di velocità. Insiste per la votazione di questo emendamento?

UBER ANGHINONI. Sì, signor Presidente. Se mi permette, concludo la mia dichiarazione di voto sull'emendamento 2.16, che così ho anticipato, e le chiedo di parlare per dichiarazione di voto sul mio emendamento 2.14.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

UBER ANGHINONI. Per quanto riguarda il mio emendamento 2.16, si tratta di un intervento di buon senso che pure chiedo venga votato.
Passando all'emendamento 2.14, non si può non osservare che il testo contiene numerose contraddizioni: da una parte, sono stati spesi fiumi di parole in nome della sicurezza e, dall'altra, non si adottano le misure corrispondenti. Per esempio, gli emendamenti presentati alla lettera bbb) non sono stati accettati dal Governo e non se ne comprende il motivo.
In una parte del provvedimento si prevede che i motori dei veicoli a due e a tre ruote vengano prodotti inserendo blocchi che impediscano il superamento della velocità consentita. Non si vede perché lo stesso non debba valere per le automobili. Se qualcuno vuole spiegarmelo, sono qui per ascoltare.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Savarese. Ne ha facoltà.

ENZO SAVARESE. Sono assolutamente contrario all'emendamento dell'onorevole Anghinoni per l'evidente impraticabilità della proposta. Qui non si tratta di porre o no limiti, si tratta semplicemente di permettere alle industrie automobilistiche di tutto il mondo di continuare la propria produzione. Peraltro dubito che una norma del genere sia compatibile con la nostra appartenenza all'Unione europea. Pertanto il gruppo di Alleanza nazionale voterà contro.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Paissan. Ne ha facoltà.

MAURO PAISSAN. Annuncio il voto favorevole dei deputati Verdi a questo emendamento del collega Anghinoni che


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chiede per le autovetture ciò che già avviene per i motocicli, non consentire, cioè, che l'automezzo possa superare i limiti massimi di velocità consentita. Una volta tanto un convinto voto a favore ad un emendamento di un esponente della Lega.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Di Luca. Ne ha facoltà.

ALBERTO DI LUCA. I deputati di Forza Italia voteranno convintamente contro perché ci chiediamo cosa possa fare l'automobilista italiano, a bordo di un'auto concepita nel modo descritto dal collega, il giorno che dovesse trovarsi a guidare in Germania dove non ci sono limiti di velocità.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Bosco. Ne ha facoltà.

RINALDO BOSCO. Preciso che l'emendamento 2.14 è frutto di una posizione personale dell'onorevole Anghinoni e che la Lega voterà contro.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Anghinoni 2.14, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (
Vedi votazioni).
(Presenti 378
Votanti 355
Astenuti 23
Maggioranza 178
Hanno votato
31
Hanno votato
no 324).

Onorevole Ciapusci, accetta l'invito al ritiro del suo emendamento 2.138?

ELENA CIAPUSCI. Sì, signor Presidente.

PRESIDENTE. Sta bene.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Anghinoni 2.16, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (
Vedi votazioni).
(Presenti 376
Votanti 374
Astenuti 2
Maggioranza 188
Hanno votato
47
Hanno votato
no 327).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti Ciapusci 2.62 e Fei 2.20, accettati dalla Commissione e dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 371
Votanti 367
Astenuti 4
Maggioranza 184
Hanno votato
360
Hanno votato
no 7).

Onorevole Anghinoni, accetta l'invito al ritiro del suo emendamento 2.15.

UBER ANGHINONI. Insisto per la votazione, signor Presidente.

PRESIDENTE. Sta bene.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Anghinoni 2.15, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).


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Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (
Vedi votazioni).
(Presenti 376
Votanti 373
Astenuti 3
Maggioranza 187
Hanno votato
16
Hanno votato
no 357).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Fei 2.21, accettato dalla Commissione e dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 381
Votanti 379
Astenuti 2
Maggioranza 190
Hanno votato
366
Hanno votato
no 13).

Passiamo alla votazione dell'emendamento Bosco 2.73.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Bosco. Ne ha facoltà.

RINALDO BOSCO. Signor Presidente, mi sembra che per il mio emendamento 2.73 vi fosse una proposta di riformulazione da parte del Governo. Se non sbaglio, si trattava di introdurre il riferimento ai limiti prescritti dall'Unione europea.

PRESIDENTE. Il Governo?

GIORDANO ANGELINI, Sottosegretario di Stato per i trasporti e la navigazione. Signor Presidente, il Governo esprime parere favorevole a condizione che siano aggiunte, dopo le parole «consentendo la circolazione di veicoli isolati» eccetera, le parole «in armonia con le normative comunitarie»; in tal modo, vi sarebbe coerenza tra le norme vigenti nel nostro paese e quelle introdotte dall'Unione europea.

PRESIDENTE. Qual è il parere della Commissione?

GIANANTONIO MAZZOCCHIN, Relatore. Signor Presidente, vi era l'intesa di ritirare l'emendamento Bosco 2.73 e di approvare l'emendamento Bosco 2.72; peraltro, si tratta di emendamenti sostanzialmente identici. Pertanto, il parere della Commissione è conforme a quello espresso dal rappresentante del Governo.

RINALDO BOSCO. Signor Presidente, ritiro il mio emendamento 2.73.

PRESIDENTE. Sta bene.
Passiamo alla votazione dell'emendamento Bosco 2.72.

GIORDANO ANGELINI, Sottosegretario di Stato per i trasporti e la navigazione. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

GIORDANO ANGELINI, Sottosegretario di Stato per i trasporti e la navigazione. Signor Presidente, per l'emendamento Bosco 2.72, si propone una riformulazione negli stessi termini proposti per il precedente emendamento Bosco 2.73.

PRESIDENTE. Qual è il parere della Commissione?

GIANANTONIO MAZZOCCHIN, Relatore. La Commissione concorda con la proposta del rappresentante del Governo: come ho detto si tratta di emendamenti sostanzialmente identici.

PRESIDENTE. Prendo atto che l'onorevole Bosco accetta la riformulazione proposta dal rappresentante del Governo del suo emendamento 2.72.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento


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Bosco 2.72, nel testo riformulato, accettato dalla Commissione e dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (
Vedi votazioni).

(Presenti e Votanti 385
Maggioranza 193
Hanno votato
382
Hanno votato
no 3).

Passiamo alla votazione dell'emendamento Fontan 2.117.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Fontan. Ne ha facoltà.

ROLANDO FONTAN. Signor Presidente, chiedo alla maggioranza e al relatore di rivedere il parere sul mio emendamento, con il quale si chiede di sopprimere la lettera aa) del comma 1, che regolamenta la materia delle motoslitte e prevede, addirittura, l'obbligo della targa identificativa, la tassa di possesso e l'assicurazione obbligatoria per la responsabilità civile verso terzi e impone di sostenere costi burocratici, nonché enormi oneri per le attività che fanno leva sull'uso delle motoslitte. Ritengo, altresì, inopportuno l'obbligo del possesso della patente di guida di categoria B e quello di individuare i tracciati sui quali consentire il transito alle motoslitte. Quel che mi sembra ovvio è proprio che le motoslitte non debbano seguire alcun tracciato! Non so chi abbia formalmente redatto il comma cui ci riferiamo, ma non c'è dubbio che si tratti di una persona che comprende poco le necessità della montagna e delle attività ad essa collegate.
Inoltre, se si vuol regolamentare in tal modo l'uso delle motoslitte, come verrà regolamentato l'uso dei «gatti delle nevi»? Un domani - come mi suggerisce il collega Bosco - come sarà regolamentato l'uso delle moto d'acqua? Saranno assimilate alle motoslitte? Anche per andare sull'acqua si dovrà prima pagare la tassa di possesso e chiedere la direzione in cui andare?
Signor Presidente, non sono un uomo di mare, ma mi intendo un po' di montagna. Pertanto, per le motivazioni esposte, vorrei fare una proposta di assoluto buonsenso: so che in Commissione si è discusso molto e mi sembra che il Governo non sia del tutto contrario a rivedere la sua posizione sulla mia proposta di sopprimere la lettera aa) del comma 1. Ciò per sostenere gli interessi della montagna e, in prospettiva, anche quelli del mare.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Savarese. Ne ha facoltà.

ENZO SAVARESE. Signor Presidente, vorrei far rilevare che l'emendamento Fontan 2.117 assorbe, in un certo senso, altre proposte emendative; pertanto, preannuncio il ritiro degli emendamenti Fei 2.24, 2.22, 2.23 e 2.25 (sebbene riguardi altra questione). La collega Fei, infatti, aveva voluto attirare l'attenzione su un problema particolarmente importante, ossia quello dell'utilizzo delle motoslitte nelle località montane. A questo punto, è chiaro che se l'Assemblea dovesse accogliere le argomentazioni del collega Fontan, come mi auguro, il problema sarebbe risolto.

GIORDANO ANGELINI, Sottosegretario di Stato per i trasporti e la navigazione. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

GIORDANO ANGELINI, Sottosegretario di Stato per i trasporti e la navigazione. Onorevole Fontan, io sono un uomo d'acqua, non di neve, né di montagna. Ho seguito con attenzione il dibattito che si è svolto in Commissione e che è nato dalle sollecitazioni che la Commissione ha ricevuto, ed ho ascoltato ovviamente anche le sue argomentazioni. Mi parrebbe, allora, che per muoverci con saggezza potremmo


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riformulare l'emendamento. Se le motoslitte si muovono all'interno dei centri abitati, è naturale che sia necessaria una regolamentazione, ma probabilmente si può riflettere sull'opportunità di spingere tale regolamentazione fino al punto previsto nel testo della proposta di legge. Credo, allora, che saggezza consiglierebbe di limitare la lettera aa) a questa semplice formulazione: «delega il Governo a regolamentare l'uso delle motoslitte». Il Governo lavorerà e si confronterà con i comuni delle zone montane e proporrà poi alle Camere, che avranno a disposizione una doppia lettura, un testo che mi auguro corrisponderà alle aspettative formulate.

PRESIDENTE. Qual è il parere della Commissione su tale proposta di riformulazione?

GIANANTONIO MAZZOCCHIN, Relatore. Sono d'accordo, Presidente.

PRESIDENTE. Onorevole Fontan, accoglie la riformulazione del suo emendamento proposta dal Governo?

ROLANDO FONTAN. Mi sembra il male minore, quindi accetto la riformulazione proposta dal Governo.

PRESIDENTE. Quindi, l'emendamento, Fontan 2.117, anziché sopprimere l'intera lettera aa), ne sopprime le parole da «prevedendo» fino alla fine del periodo. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Fei. Ne ha facoltà.

SANDRA FEI. Signor Presidente, intervengo per ringraziare il collega Savarese per quanto ha detto a proposito dei miei emendamenti, poi ritirati, nonché per dichiarare che concordo con la riformulazione proposta dal Governo. Desidero però fare una precisazione: il Governo, se e quando deciderà di attuare questa delega, oltre a sentire i comuni, che certamente daranno un contributo importante, dovrà tenere presente la realtà delle cose. La motoslitta serve a chi ha una casa in montagna in un punto in cui le strade non arrivano oppure a chi ha un ristorante sulle piste. Sono tutte situazioni molto semplici e molto banali. In Austria e in Svizzera, dove le motoslitte sono permesse, non è però consentito il loro transito nei paesi: si arriva, cioè, con l'automobile fino al limite dell'abitato. Sono inoltre previste regolamentazioni diverse per le motoslitte ad uso commerciale e per quelle ad uso privato. Credo, quindi, che anziché complicare le cose prevedendo la patente e così via, si possa prevedere una disciplina semplice che chiarisca anche che i tracciati dipendono dalle piste, quindi non possono essere indicati con precisione.

PRESIDENTE. Colleghi, avendo il collega Fontan accolto la riformulazione proposta dal Governo, cambia l'ordine di votazione degli emendamenti, per cui dobbiamo prima esaminare l'emendamento Di Luca 166, interamente sostitutivo, a meno che i presentatori non accolgano l'invito al ritiro.

ALBERTO DI LUCA. Lo ritiro, Presidente.

PRESIDENTE. Sta bene.
Torniamo quindi all'emendamento Fontan 2.117, nel testo riformulato.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Di Luca. Ne ha facoltà.

ALBERTO DI LUCA. Signor Presidente, solo due parole per dire al Governo che condividiamo la sua riformulazione, ma vorremmo attirare l'attenzione su un punto: l'obbligatorietà dell'assicurazione per la responsabilità civile.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Stefani. Ne ha facoltà.

STEFANO STEFANI. Signor Presidente, vorrei ricordare al Governo e al relatore che le motoslitte vengono utilizzate per soccorrere gli sciatori in montagna e che sarebbe quindi difficile predisporne


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i percorsi. Inoltre, le forze dell'ordine, specialmente nel sud Tirolo e nel Trentino, sono dotate di motoslitte: queste ultime quindi non dovrebbero essere obbligate a seguire percorsi stabiliti. Spero che questi due elementi vengano tenuti presenti dal Governo.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Caparini, al quale ricordo che ha due minuti a disposizione. Ne ha facoltà.

DAVIDE CAPARINI. Signor Presidente, sono commosso, perché sono venti minuti che ho chiesto di intervenire. Apprezzo che il Governo abbia accolto, seppur riformulato, l'emendamento dell'onorevole Fontan, ma lo esorto a tenere presente la peculiarità della montagna e che le motoslitte e tutti i mezzi di trasporto simili sono strumenti di lavoro indispensabili per la gente che vive in montagna. Invito quindi il Governo a consultare chi, nelle opportune sedi, rappresenta coloro i quali vivono in montagna.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Gardiol. Ne ha facoltà.

GIORGIO GARDIOL. Signor Presidente, sono personalmente contrario all'emendamento Fontan 2.117, nel testo riformulato su proposta del Governo. Ritengo infatti che sulla questione che riguarda le motoslitte occorre fare molta chiarezza.
Le motoslitte rappresentano uno strumento di lavoro sia per i cittadini sia per gli appartenenti al Corpo forestale e alle forze dell'ordine, ma sono anche un oggetto di svago a volte pericoloso: mi riferisco alle corse illecite di motoslitte che si svolgono in montagna. Serve quindi una regolamentazione precisa, come prevista nel testo del provvedimento. Le motoslitte devono essere targate e i conducenti devono essere autorizzati alla loro guida; esse devono essere inoltre assicurate e deve essere vietato un uso diverso da quello al quale sono state abilitate.
Del resto, anche gli agricoltori hanno trattori che utilizzano sia sulle strade sia nei campi, con una patente ed un'assicurazione: non capisco per quale motivo si debba, nel caso delle motoslitte, essere sudditi di un'industria che vuole assolutamente vendere un certo tipo di motori senza che vengano dettate regole per l'utilizzo delle motoslitte sul territorio. Annuncio quindi che voterò contro l'emendamento Fontan 2.117, nel testo riformulato (Applausi dei deputati del gruppo misto-Verdi-l'Ulivo).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Ciapusci. Ne ha facoltà.

ELENA CIAPUSCI. Signor Presidente, intendo ritirare il mio emendamento 2.63, volto a sopprimere la norma che obbliga al pagamento della tassa di possesso sulla motoslitta. Ricordo che, in relazione a questo provvedimento e a quello concernente gli infortuni sugli sci, in Commissione ho fortemente sostenuto la regolamentazione dell'uso delle motoslitte.
Vorrei ricordare quanto detto dall'onorevole Gardiol in relazione al fatto che la motoslitta rappresenta uno strumento di lavoro: anche lo sport per qualcuno è lavoro. Non sto parlando degli sportivi o delle competizioni sportive ma di interi settori che vivono con lo sport e con il turismo invernale.
La motoslitta è uno strumento essenziale, gli enti locali hanno comunque fortemente richiesto una regolamentazione del suo uso.
La motoslitta è veicolo come un altro e per essa si può fare lo stesso discorso che si faceva per lo sci prima che questo diventasse uno sport; è un veicolo che serve per muoversi e sono quindi d'accordo che il suo uso debba essere regolamentato anche se non credo che si possa penalizzare un'attività esclusivamente perché ci si fa paladini di un ambiente che, se tenuto bene, può essere per così dire vissuto in modo dignitoso in una


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misura maggiore di quanto lo sarebbe prevedendo obblighi e divieti.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Calzavara, al quale ricordo che ha a disposizione due minuti. Ne ha facoltà.

FABIO CALZAVARA. Credo che la questione delle motoslitte debba essere valutata con attenzione perché da tempo sono diventate uno strumento indispensabile per il lavoro di quei pochi operatori che con la loro presenza difendono lo stesso ambiente. Soltanto con la motoslitta, inoltre, è possibile svolgere certi lavori lungo pendii, vallate e altri luoghi difficilmente accessibili e con esse è possibile salvare anche delle vite umane.
Forse nell'utilizzarle sono stati compiuti degli abusi ma ritengo che la disposizione normativa proposta dal Governo costituisca una sufficiente garanzia al riguardo. Naturalmente occorre continuare a fare buon uso di questo strumento.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Acquarone. Ne ha facoltà.

LORENZO ACQUARONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, è sempre spiacevole fare la parte del grillo parlante, soprattutto a quest'ora, ma vorrei richiamare l'attenzione dei colleghi sul fatto che la riformulazione così come proposta è facilmente censurabile sotto il profilo della conformità alla Costituzione. L'articolo 76, infatti, subordina le leggi di delega al fatto che esse contengano materia definita (e in questo caso c'è), tempi certi (e in questo caso ci sono), criteri direttivi, che in questo caso mancano del tutto.
Delegare al Governo la regolamentazione di questa materia senza porre alcun principio, rappresenta un caso tipico di delega in bianco e proprio per questo incostituzionale.
La Corte costituzionale ha detto che il principio direttivo può anche essere non molto specifico. Non conosco questa materia; anche se ho visto le motoslitte che ritengo utili per il lavoro e la sicurezza. Ritengo che se si potesse prevedere una delega al Governo per la disciplina di questa materia, in cui sia previsto il rispetto e l'osservanza di principi di salvaguardia della vita umana, di tutela del lavoro e dell'ambiente (anche in modo generico), avremmo allora dei criteri direttivi tali da non rendere una norma come questa certamente incostituzionale.
Chiedo scusa ai colleghi, alcuni dei quali probabilmente mi diranno in maniera cortese che tra alcuni mesi potrò tornare a fare a tempo pieno il mestiere di professore del diritto. Mi rincresce doverlo fare in quest'aula, ma non posso dimenticare che ho insegnato per tanti anni diritto costituzionale per poter incorrere, da legislatore, in un errore così macroscopico.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Stajano. Ne ha facoltà.

ERNESTO STAJANO. Onorevoli colleghi, le osservazioni del Vicepresidente Acquarone colgono nel segno e non a caso avevamo formulato la norma indicando criteri più specifici. Peraltro, vorrei tentare una mediazione tra le opposte esigenze e proporrei questa formulazione: «regolamentare l'uso delle motoslitte, prevedendo l'obbligo dell'assicurazione obbligatoria per la responsabilità civile verso terzi, nonché del possesso della patente di guida di categoria B per il conducente». È evidente che il possesso della patente è requisito essenziale, tenuto conto che molto spesso questi mezzi sono adibiti al trasporto di terzi. L'assicurazione obbligatoria e la possibilità di trasportare passeggeri obbligano al possesso del requisito della maggiore età e di un titolo di idoneità per la conduzione del mezzo. Prevediamo questi requisiti anche per la conduzione dei ciclomotori; a maggior ragione, devono essere richiesti per la conduzione di un mezzo che deve essere considerato - ma stabilirà il Governo cosa


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fare con accortezza e prudenza - un vero e proprio veicolo.

GIORDANO ANGELINI, Sottosegretario di Stato per i trasporti e la navigazione. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

GIORDANO ANGELINI, Sottosegretario di Stato per i trasporti e la navigazione. Concordo con l'ulteriore proposta dell'onorevole Stajano e pregherei i colleghi del Comitato dei nove di accoglierla.

PRESIDENTE. Onorevole Fontan, accoglie l'ulteriore riformulazione del suo emendamento 2.117?

ROLANDO FONTAN. Accetto la riformulazione fino alle parole «responsabilità civile verso terzi» perché non sempre le motoslitte vengono utilizzate dai maggiorenni; c'è, infatti, chi utilizza motoslitte anche a 16 o 17 anni.

PRESIDENTE. Non si possono riscrivere gli emendamenti in aula!
Onorevole Fontan, mi deve dire se accetta la riformulazione del Governo o meno.

MARCO BOATO. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Onorevole Boato, devo prima ascoltare la risposta dell'onorevole Fontan.

ROLANDO FONTAN. Faccio una controproposta, suggerendo di scrivere dopo le parole «responsabilità civile verso terzi»: «nonché normative idonee alla sicurezza».

PRESIDENTE. Onorevole Fontan, non possiamo procedere in questo modo!

ROLANDO FONTAN. Mi sembra che Acquarone sia d'accordo!

PRESIDENTE. C'è una proposta del Governo e lei mi deve dire se accetta o meno questa riformulazione. Onorevole Fontan, lei non può fare riformulazioni perché è compito del relatore.

GIORGIO MALENTACCHI. Chiedo di parlare. Presidente, chiedo di parlare!

PRESIDENTE. Un attimo, onorevole Malentacchi, diamine!

GIORDANO ANGELINI, Sottosegretario di Stato per i trasporti e la navigazione. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

GIORDANO ANGELINI, Sottosegretario di Stato per i trasporti e la navigazione. Chiedo scusa e sono dispiaciuto, ma se queste osservazioni fossero sorte durante il lungo esame del provvedimento, il Governo le avrebbe ascoltate e avrebbe proposto all'Assemblea una formulazione diversa. Mi sento di accogliere la proposta dell'onorevole Stajano, tenuto conto delle osservazioni svolte precedentemente, per la ragione molto semplice che chiediamo il patentino per i ciclomotori; come possiamo non chiederlo per le motoslitte? Se abbiamo bisogno di un principio, altra cosa è discutere della tassa di possesso, dei percorsi e delle questioni sollevate dall'onorevole Fei, che ho ascoltato con molta attenzione. Tuttavia, mi sembra saggio prevedere una norma di cautela per la sicurezza di tutti. Pregherei, pertanto, l'onorevole Fontan di accettare la riformulazione del suo emendamento 2.117.

PRESIDENTE. Onorevole Fontan, accetta la riformulazione del suo emendamento? La avverto che, se non l'accetta, metterò ai voti il testo originario del suo emendamento.

ROLANDO FONTAN. Ma, per esempio, per avere la patente ci vuole la targa e, quindi, siamo daccapo!


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PRESIDENTE. Onorevole Fontan, mi deve dire se accetta o meno la riformulazione!

ROLANDO FONTAN. No.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Malentacchi. Ne ha facoltà.

GIORGIO MALENTACCHI. Presidente, mi scusi per quanto è successo poc'anzi, ma non ritengo che non si possa procedere con continue riformulazioni. Credo che la logica voglia che ci si debba esprimere sugli emendamenti presentati.
Per quanto ci riguarda, Rifondazione comunista voterà contro l'emendamento Fontan 2.117, nel testo riformulato, perché ritiene che la lettera aa) sia sufficiente relativamente ai criteri stabiliti e che rappresenti, quindi, l'unica soluzione, anche alla luce della conformità alla Costituzione, che mi pare sia stata affermata anche dai giuristi. Le condizioni originarie contenute nella lettera aa) sono quelle nelle quali i deputati del gruppo misto-Rifondazione comunista-progressisti si riconoscono e, pertanto, voteremo contro l'emendamento Fontan 2.117 (Applausi dei deputati del gruppo misto-Rifondazione comunista-progressisti).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Boato. Ne ha facoltà.

MARCO BOATO. Signor Presidente, da un certo punto di vista è apprezzabile lo sforzo del rappresentante del Governo di venire incontro all'onorevole Fontan, ma le obiezioni di quest'ultimo non sono fondate. La formulazione proposta, come ha spiegato giustamente l'onorevole Acquarone, sarebbe stata totalmente estranea alle previsioni dell'articolo 76 della Costituzione e pertanto a me pare - su questo punto sono d'accordo con l'ultimo intervento - sia più opportuno votare l'emendamento Fontan 2.117 nel testo originario, puramente soppressivo; noi voteremo contro la soppressione e, quindi, in favore del mantenimento della lettera aa) come prevista nel testo della Commissione. Ovviamente, in sede di esercizio della delega, il Governo deciderà come meglio modulare i contenuti normativi e concreti della lettera indicata, che contiene soltanto principi e criteri direttivi per l'esercizio della delega.
Per tali ragioni, lo ripeto, noi voteremo contro l'emendamento Fontan 2.117 e siamo favorevoli al mantenimento del testo della Commissione.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Neri. Ne ha facoltà.

SEBASTIANO NERI. Signor Presidente, credo che forse vi sia un'ipotesi che può risolvere il problema. Poiché il requisito della patente B viene richiesto per fini di sicurezza, sui quali si sono soffermati gli altri colleghi, e poiché l'esigenza, peraltro sottolineata in maniera chiarissima, del collega Fontan è garantire che tali mezzi siano usati da soggetti in età non tale da consentire il conseguimento della patente B, il requisito del possesso di tale patente potrebbe essere integrato da quello del possesso di altra idonea abilitazione, prevedendosi un'abilitazione specifica per la guida delle motoslitte, considerata anche la particolarità del mezzo. Forse tale riformulazione potrebbe essere accettata da tutti e risolvere il problema.

PRESIDENTE. Onorevole Neri, la ringrazio per la sua gentile collaborazione ma vorrei chiarire che vi è anche una questione di dignità procedurale. Il Governo ha espresso un parere favorevole condizionato ad una riformulazione, che è stata ribadita ad abundantiam. Se la riformulazione proposta non viene accettata, rimane l'emendamento soppressivo con il parere contrario.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Bosco. Ne ha facoltà.

RINALDO BOSCO. Signor Presidente, vorrei riprendere l'emendamento così come lo aveva formulato il Governo,


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perché se andiamo avanti ancora un po' si parlerà di prevedere l'uso del casco anche per le moto d'acqua. Quanto affermato dal sottosegretario Angelini va bene e, trattandosi di una legge delega, propongo di fermarci alla previsione di «regolamentare l'uso delle motoslitte», poi ci penserà il Governo nella prossima legislatura.

PRESIDENTE. Questa riformulazione non è stata accolta dal Governo a seguito delle osservazioni svolte dall'onorevole Acquarone. La riformulazione proposta dal Governo è l'altra.

ENZO SAVARESE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Onorevole Savarese, spero che su questo punto ormai vi sia chiarezza.

ENZO SAVARESE. Signor Presidente, tutto sommato mi sembra che vi sia concordia ma che non si riesca a trovare la formulazione giusta. Propongo l'accantonamento dell'emendamento Fontan 2.17, tanto non credo che stasera riusciremo a concludere l'esame del provvedimento; penso che il Comitato dei nove riuscirà a predisporre un testo adatto in breve tempo. Capisco l'esigenza della patente; stiamo varando la patente per i ciclomotori; esiste la patente A; capisco le ragioni dell'onorevole Fontan, che sostiene che il requisito della patente B è eccessivo; stiamo parlando di una tipologia di mezzi diversa. Penso che il Comitato dei nove, insieme con il Governo, sarà in grado di predisporre un testo capace di ottenere il consenso della maggior parte dell'Assemblea. Chiedo pertanto, lo ripeto, l'accantonamento di questo emendamento.

PRESIDENTE. Onorevole relatore, è lei che deve chiedere l'accantonamento.

GIANANTONIO MAZZOCCHIN, Relatore. Signor Presidente, condivido la richiesta di accantonamento formulata dall'onorevole Savarese.

PRESIDENTE. Sta bene. L'emendamento Fontan 2.117 s'intende pertanto accantonato, assieme ai successivi emendamenti riferiti alla lettera aa).
Onorevole Savarese, accoglie l'invito al ritiro dell'emendamento Fei 2.25, di cui è cofirmatario?

ENZO SAVARESE. Sì, Presidente, lo ritiro.

PRESIDENTE. Onorevole Manzione, accoglie l'invito al ritiro del suo emendamento 2.190, rivoltole dal relatore e dal rappresentante del Governo?

ROBERTO MANZIONE. No, Presidente, lo mantengo e chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

ROBERTO MANZIONE. Signor Presidente, non solo non accetto l'invito al ritiro del mio emendamento, ma vorrei a mia volta invitare il rappresentante del Governo ed i membri del Comitato dei nove a riflettere insieme a me su di esso.
Voglio chiarire subito che nella prima bozza - quella non corretta - del provvedimento, che in maniera tardiva è stata messa a disposizione di tutti coloro i quali avrebbero voluto contribuire a modificarla attraverso la presentazione di emendamenti, erroneamente conteneva dopo la lettera gg), la lettera bb), che ha indotto - nella predisposizione dell'emendamento - a ritenere che si modificasse la lettera cc). Ho fatto tale precisazione per dire che la collocazione dell'emendamento sembrerebbe essere fuori posto, ma la Commissione potrà poi tranquillamente provvedere a modificarlo. Dico «sembrerebbe essere fuori posto» perché, a mio avviso, doveva essere inserito successivamente e, cioè, proprio dopo la lettera bb).

PRESIDENTE. Ha parlato della lettera dd)?

ROBERTO MANZIONE. No, originariamente era la lettera bb), mentre invece andrebbe inserito dopo la lettera hh) (Commenti).


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Presidente, dopo tutte quelle questioni sulle motoslitte, probabilmente per coloro i quali provengono da ambienti marini come me, che sono rimasti un attimo interdetti, è giusto immaginare un momento diverso!
Abbiamo detto che, discutendo sul merito del provvedimento, tra le altre questioni ci siamo soffermati sull'aumento della sicurezza e sulla riduzione del numero delle vittime. Ne abbiamo parlato tanto; sono dei canoni ai quali lo stesso rappresentante del Governo si è attenuto più volte nell'espressione del parere (ad esempio, quando abbiamo parlato dei limiti e della rimodulazione della velocità). In questo caso, mi permetto di ricordare al relatore ed al rappresentante del Governo che, con la revisione del codice della strada del 1993, la vecchia dizione «requisiti psicofisici» veniva modificata in «requisiti fisici e psichici», distinguendo così inequivocabilmente tra la competenza professionale del medico per l'accertamento dei requisiti fisici e quella dello psicologo, per l'accertamento dei requisiti psichici. Stiamo parlando ovviamente delle ipotesi delle visite preliminari per le patenti o per quelle successive per le revisioni.
Questo distinguo che abbiamo introdotto come legislatori nel 1993 è però rimasto di fatto inapplicato, al punto tale che, per esempio, lo stesso ministro Veronesi ritiene che sia necessario intervenire sul punto per adeguare la nostra normativa a quella degli altri paesi. Mi pare che, tra i principi di delega, in un'altra parte sia prevista proprio la necessità di adeguare il codice della strada per renderlo compatibile con le normative comunitarie.
Detto questo, noi sappiamo che nel regolamento del nuovo codice della strada è prevista l'effettuazione di test psicoattitudinali che ancora oggi vengono eseguiti, per quanto riguarda l'Italia, da personale non psicologo; mentre, invece, la normativa aveva sostituito l'espressione «psicoattitudinali» con quella di «psichici e fisici» proprio per introdurre questo distinguo. D'altra parte, questo distinguo esiste già in altre nazioni, come la Repubblica tedesca e quella austriaca, dove invece questo tipo di accertamenti viene effettuato da personale qualificato e, cioè, per quanto riguarda il requisito psichico, dagli psicologi!
Che cosa prevede il mio emendamento 2.190? Prevede che, tra i criteri della delega, vi sia anche quello di definire «per l'accertamento dei requisiti fisici e psichici di idoneità alla guida, le rispettive competenze tecnico-scientifiche e professionali dei medici e degli psicologi (...)». È come se si dicesse: dobbiamo definire il campo specifico di intervento di categorie professionali completamente diverse e che hanno una competenza completamente diversa, che sono state espressamente previste nella modifica che abbiamo introdotto nel 1993. Si tratta, tutto sommato, di essere consequenziali rispetto ad una modifica che teneva conto di un percorso comune agli altri paesi europei e che poi, come al solito, è stata disattesa!
In questa logica interviene l'emendamento che ho presentato, rispetto al quale chiedo al Presidente, al relatore ed al rappresentante del Governo di operare una rivisitazione critica non solo nei confronti del proponente.

PRESIDENTE. Non esercito critiche.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Manzione 2.190, non accettato dalla Commissione né dal Governo e sul quale la V Commissione (Bilancio) ha espresso parere contrario.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (
Vedi votazioni).
(Presenti 323
Votanti 312
Astenuti 11
Maggioranza 157
Hanno votato
110
Hanno votato
no 202).


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DOMENICO IZZO. Chiedo di parlare per una precisazione.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

DOMENICO IZZO. Signor Presidente, vorrei segnalare che il dispositivo di voto della mia postazione non ha funzionato.

PRESIDENTE. Ne prendo atto.

BENITO PAOLONE. Chiedo di parlare per una precisazione.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

BENITO PAOLONE. Signor Presidente, vorrei segnalare che il dispositivo di voto della mia postazione non ha funzionato.

PRESIDENTE. Ne prendo atto.

NUCCIO CARRARA. Chiedo di parlare per una precisazione.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

NUCCIO CARRARA. Signor Presidente, vorrei segnalare che il dispositivo di voto della mia postazione non ha funzionato.

PRESIDENTE. Ne prendo atto.
Poiché i nostri lavori termineranno alle ore 20, ritengo opportuno passare alla votazione di quegli emendamenti della Commissione che erano stati accantonati per consentire il decorso del termine per la presentazione dei subemendamenti, e poi sospendere i nostri lavori per continuarli domani. Gli emendamenti in questione sono il 2.202, 2.203 e 2.204 della Commissione, mentre l'emendamento 2.201 della Commissione è formale e quindi se ne terrà conto nel coordinamento del testo.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento 2.202 della Commissione, accettato dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (
Vedi votazioni).
(Presenti 320
Votanti 318
Astenuti 2
Maggioranza 160
Hanno votato
318).

Questo era l'ultimo emendamento da votare poiché gli altri emendamenti delle Commissioni sono collocati in un punto successivo.
Prendo atto che i colleghi non intendono andare avanti.

GIANANTONIO MAZZOCCHIN, Relatore. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

GIANANTONIO MAZZOCCHIN, Relatore. Per dar modo alla Commissione di trovare l'accordo sulle motoslitte, chiedo che l'Assemblea, se possibile, riprenda alle 9,30, per avere un quarto d'ora di tempo.

PRESIDENTE. Poiché l'inizio della seduta è previsto per le ore 9, se avete bisogno di un quarto d'ora dovete incontrarvi alle 8,45. La ringrazio.
Il seguito del dibattito è rinviato alla seduta di domani.

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