Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 848 del 30/1/2001
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(Lettera inviata da parte di un gruppo politico ai Cobar delle Forze armate)

PRESIDENTE. Passiamo all'interrogazione Gasparri n. 3-06116 (vedi l'allegato A - Interpellanze e interrogazioni sezione 8).
Avverto che tale interrogazione è stata sottoscritta anche dall'onorevole Gramazio.
Il sottosegretario di Stato per la difesa ha facoltà di rispondere.

MASSIMO OSTILLIO, Sottosegretario di Stato per la difesa. Signor Presidente, l'onorevole Gasparri nella sua interrogazione fa una lunga premessa prima di arrivare a formulare la richiesta al Ministero della difesa. L'argomento è diventato di grande attualità rispetto alla data del 25 luglio 2000 in cui è stata depositata tale interrogazione, a seguito degli ultimi eventi che hanno interessato il rinnovo e la sottoscrizione del contratto del comparto sicurezza a cui, come è noto, non hanno partecipato gli organi di rappresentanza militare che si sono successivamente incontrati anche con parlamentari dell'opposizione.
La sentenza della Corte costituzionale n. 449 del 1999, citata dall'onorevole Gasparri, dichiarando non fondata la questione di legittimità costituzionale dell'articolo 8 della legge n. 382, in particolare per quanto riguarda il primo comma, recante norme di principio sulla disciplina militare, ha inteso comporre la dibattuta questione della libertà sindacale in seno alle Forze armate.
Con la citata pronuncia il giudice costituzionale ha riconosciuto che la citata legge n. 382 del 1987, pur negando ai militari la libertà sindacale, ha comunque conferito loro forme di salvaguardia dei diritti fondamentali di tutti i cittadini anche per la tutela di interessi collettivi. Infatti, nella sentenza si legge: «L'ordinamento deve assicurare forme di salvaguardia dei diritti fondamentali spettanti ai singoli militari quali cittadini anche per la tutela di interessi collettivi, ma non necessariamente attraverso il riconoscimento di organizzazioni sindacali».
Osservo inoltre che la legge in argomento istituisce organi elettivi di rappresentanza articolati a vari livelli ai quali sono attribuite numerose competenze di natura consultiva e promozionale nonché compiti propositivi e di tutela nelle materie che attengono al rapporto di servizio, ivi compresa la partecipazione alla concertazione interministeriale.
Ciò premesso, per quanto attiene alle questioni richiamate nell'interrogazione, desidero rappresentare che il plico del gruppo parlamentare dei Democratici di sinistra-l'Ulivo è pervenuto soltanto ad alcuni Cobar delle Forze armate; conteneva la proposta di legge presentata dal collega Ruffino ed altri concernente le norme per l'esercizio dei diritti sindacali nelle Forze armate e nei corpi di polizia e non risulta che tale iniziativa legislativa sia stata posta in discussione presso i Cobar stessi né che la proposta di legge sia stata inviata ad altri organismi di rappresentanza di base.
Pertanto, tenuto conto che tale comunicazione era costituita da un atto parlamentare di pubblico dominio, non si rileva nella vicenda alcuna violazione dei regolamenti militari; per le stesse considerazioni


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non sembra potersi ravvisare una violazione dei diritti di pari opportunità per tutti i partiti politici.
Quanto all'ipotizzato reato di istigazione ad attività illegali, si osserva, invece, come debba ritenersi pienamente legittimo un eventuale intervento del legislatore volto al riconoscimento al personale militare dei diritti sindacali. Ne consegue che diffondere e discutere una proposta di legge che persegue tale finalità non può dar luogo a censure sotto il profilo della legalità. La difesa, semmai, può da un lato ribadire quanto già evidenziato dal giudice costituzionale circa le facoltà tipiche dell'associazionismo sindacale conferite agli organi di rappresentanza militare e, dall'altro, sottolineare la chiara previsione della legge, di cui all'articolo 19 della legge n. 382 del 1978 che attribuisce a questi ultimi precise competenze quali, ad esempio, formulazioni di pareri, di proposte, di richieste, su tutte le materie che formano oggetto di norme legislative o regolamentari circa la condizione e il trattamento e la tutela di natura giuridica, economica, previdenziale, sanitaria, culturale e morale dei militari.
Da ultimo, non risulta che gli organi militari preposti al controllo abbiano segnalato il fatto o che si siano verificati episodi sintomatici di una insofferenza del personale militare, anche se esponenti di organi di rappresentanza hanno dichiarato di aspirare a svolgere un ruolo più incisivo, auspicando una riforma dell'istituto, e taluni hanno anche prospettato ipotesi di sindacalizzazione. Il Governo, da parte sua, si è dichiarato favorevole alla proposta di legge di riforma della rappresentanza militare, attualmente all'esame del Senato, osservando come essa si muova nel solco tracciato dalla Corte Costituzionale che, se approvato, consentirebbe agli organismi rappresentativi di operare in modo più efficace senza peraltro ledere i valori della disciplina e della gerarchia militare.
Infine, mi consenta l'onorevole Gasparri di sottolineare quanto egli cita nel secondo capoverso della parte motiva della sua interrogazione: «La busta, indirizzata a tutti i Cobar delle Forze armate può rappresentare una turbativa stante l'apoliticità della rappresentanza militare». Mi sembra che le ultime vicende che abbiamo potuto verificare si indirizzino verso un percorso diverso da quello che auspica l'onorevole Gasparri.

PRESIDENTE. L'onorevole Gasparri ha facoltà di rispondere.

MAURIZIO GASPARRI. Per esprimere la mia insoddisfazione comincio dall'ultima osservazione dell'onorevole Ostillio perché nella fase attuale, a mio avviso, le rappresentanze, i Cocer, non stanno assumendo una connotazione politica, non stanno firmando il contratto miserevole che il Governo propone loro. Se si tratta di considerare politico in senso negativo, partitico, questo atteggiamento, penso che il Governo dovrebbe prima di tutto individuare le cause della mancata firma del contratto di lavoro, dovuta al mancato assenso dei Cocer dell'esercito, della aeronautica, della marina, dei carabinieri e della finanza. Altri non possono rifiutarsi di firmare perché non esistono.

MASSIMO OSTILLIO, Sottosegretario di Stato per la difesa. Lo vedremo con le candidature che ci saranno alla Camera e al Senato.

MAURIZIO GASPARRI. Da qui derivano le giuste proteste degli ultimi giorni che appaiono quindi comprensibili e politiche, ovviamente senza virgolette, nel senso che cittadini i quali si vedono conculcati i loro diritti possono esprimere il proprio dissenso attraverso organi legittimi di rappresentanza, peraltro in forme consone allo stato dei militari che comporta dei limiti evidenti nello svolgimento dell'azione di rappresentanza. Non a caso la sentenza della Corte Costituzionale, che io cito, ha ribadito che con le normative vigenti non si può dar luogo ad una sindacalizzazione delle strutture militari e quindi il lavoro di rappresentanza si svolge sempre con limiti e difficoltà.


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Sono insoddisfatto della risposta perché non è stato chiarito il problema che ho posto: come mai e perché a taluni Cobar delle Forze armate (si è detto non a tutti, ma sicuramente a molti) sia pervenuta una proposta di un gruppo parlamentare dell'Ulivo (dei colleghi dei Democratici di sinistra-l'Ulivo) riguardante l'assetto degli organi di rappresentanza. Non si è chiarito chi abbia fornito (e in che modo) l'indirizzario dei Cobar: se volessi inviare una mia proposta di legge ai Cobar, non saprei a chi indirizzarla, in quanto non dispongo di una pianta organica e non so quanti siano né in quali caserme siano collocati. A questo punto, mi farò promotore (attraverso la risposta in questione) della richiesta al sottosegretario di Stato alla difesa di avere l'indirizzario dei Cobar per far pervenire loro le proposte di legge presentate dal sottoscritto e dall'onorevole Ascierto. Chiedo, dunque, che vi sia una par condicio tra i gruppi parlamentari nell'ambito dell'attività informativa. Non potendo scrivere a tutte le caserme d'Italia in maniera generica, chiedo la collaborazione del Governo e resto in fiduciosa attesa. Formulerò, in ogni caso, tale richiesta anche in maniera formale ed ufficiale.
Peraltro, signor sottosegretario, è singolare il fatto che il Governo abbia risposto che tutto è normale e che il gruppo parlamentare dei Democratici di sinistra-l'Ulivo può inviare ai Cobar le proprie proposte di legge, mentre vi è un parlamentare della Repubblica che è al centro di un procedimento penale militare perché durante la campagna elettorale avrebbe scritto a singoli militari, rappresentando loro proposte e quant'altro. Tra l'altro, essendo egli un militare, può certamente conoscere i suoi colleghi e scrivere loro una lettera: visto che, la campagna elettorale non si può fare in televisione e che, se taluno fa affiggere i propri cartelloni di propaganda, dà fastidio, a questo punto non si sa più come fare; se qualcuno ricorda a memoria i nomi dei propri colleghi e scrive loro una lettera, scopriamo che neanche questa attività artigianale è consentita o, meglio, se lo fa un parlamentare della destra (mi riferisco al caso del collega, onorevole Ascierto), si fa luogo addirittura ad un procedimento di ordine penale; se, invece, un gruppo parlamentare di Governo - che dispone di colleghi di partito come sottosegretari al Ministero della difesa - invia le proprie proposte di legge a tutti i Cobar, caserma per caserma, veniamo a sapere che può farlo. Non riesco a capire quale sia la differenza.
Si potrà dire che il Governo non c'entra con il procedimento avviato contro l'onorevole Ascierto. Certamente, tale modo di procedere non è stato assunto dal Governo, tuttavia, sembra singolare che, se un parlamentare di destra si rivolge a singoli cittadini per portare a loro conoscenza programmi e istanze politiche, non può farlo; invece, un partito di Governo, che dispone di propri elementi nel Ministero della difesa, può inviare le proposte di legge di sua iniziativa a tutti i Cobar. Sottopongo questo fatto alla riflessione del Governo, per denunciare una impari condizione propagandistica, fermo restando che, per far conoscere le proposte di legge, esistono mille modi di divulgazione: manifestazioni ed iniziative politiche che tutti i partiti legittimamente assumono, invitando anche, quando lo ritengono, esponenti dei Cocer e degli altri organi di rappresentanza.
In conclusione, sono assolutamente insoddisfatto perché resta il sospetto che taluni partiti si siano avvalsi della presenza di propri esponenti nel Governo per diffondere, nell'ambito delle strutture dello Stato (in questo caso strutture militari), la propria propaganda; tuttavia, visto che la cosa è possibile, chiederò al Governo un elenco o una mailing list (ovvero, una lista degli indirizzi) dei Cobar ai quali inviare le proposte di legge di iniziativa del sottoscritto e dell'onorevole Ascierto e, eventualmente, anche quelle del sottosegretario Ostillio, qualora esistano e siano interessanti; in tal modo, nel confronto democratico e paritario, essi potranno decidere chi è che propone le iniziative più interessanti.

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