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La seduta, sospesa alle 10,10, è ripresa alle 10,15.
PRESIDENTE. Passiamo all'interrogazione Gardiol n. 3-04987 (vedi l'allegato A - Interpellanze ed interrogazioni sezione 3).
Il sottosegretario per la difesa ha facoltà di rispondere.
MASSIMO OSTILLIO, Sottosegretario di Stato per la difesa. Le attuali attività tecniche espletate in diverse aree distribuite sul territorio della riserva naturale della Vauda e complessivamente denominate «Poligono esperienze armamento di Ciriè» (PEA), consistono in controlli di efficienza su artiglierie, mortai e munizionamento ed in collaudi balistici sia per la difesa, sia per conto di altri soggetti.
attuazione ad una procedura diversa da quella prevista dal comma 5, dell'articolo 5, della citata legge n. 464 - finalizzata alla predisposizione di «protocolli d'intesa» tra enti interessati - in quanto il poligono, classificato come area «permanente», non rientra nella fattispecie prevista dalla legge, la quale fa riferimento espressamente ed esclusivamente ad aree addestrative non demaniali e a poligoni semipermanenti od occasionali.
PRESIDENTE. L'onorevole Gardiol ha facoltà di replicare.
GIORGIO GARDIOL. Ringrazio il sottosegretario per le sue risposte puntuali. Rimane, comunque, inevasa la questione relativa alla bonifica degli oggetti inesplosi, che coinvolge le popolazioni del Canavese che si recano nei boschi a cercare funghi. Nella zona demaniale, circa venti anni fa vennero sistemati cartelli, tuttora presenti lungo le strade, che segnalano la presenza di oggetti inesplosi, ma non risulta che nessuno faccia nulla perché siano rimossi.
Per quanto riguarda la recinzione perimetrale dell'area del poligono, si rappresenta che la zona è già da tempo delimitata con appositi cartelli. Attualmente, la segnaletica è in fase di ripristino e i relativi lavori, che saranno conclusi in brevissimo tempo, prevedono anche la chiusura di tutte le strade di accesso alle aree addestrative.
Ne consegue che la volontaria introduzione di soggetti estranei nelle aree del poligono costituisce una violazione delle specifiche disposizioni di legge per la tutela del demanio militare.
Per quanto attiene al riferimento degli interroganti all'esistenza di coltivazioni abusive ovvero ad operazioni di disboscamento nell'area del poligono, si evidenzia che tali attività, verificatesi in passato ad opera di ignoti e puntualmente denunciate all'autorità giudiziaria, sono oggetto di adeguati controlli da parte dell'amministrazione militare.
In ordine alla gestione in regime di «couso» di alcune parti del territorio del poligono da parte di soggetti privati - che con il taglio dell'erba a loro carico contribuiscono alla prevenzione degli incendi, concorrendo anche al controllo dell'intera area - si precisa che, come per il passato, sono attualmente in corso le procedure per la concessione di nuove autorizzazioni al pascolo e al taglio dell'erba a coltivatori diretti della zona, mediante sorteggio fra gli aspiranti e previa pubblicazione dell'offerta negli albi pretori dei comuni interessati.
Per quanto attiene alla sicurezza delle aree interessate alle attività addestrative, l'amministrazione della difesa ha recentemente disposto l'esecuzione delle necessarie operazioni di bonifica a cura di un soggetto tecnico specializzato.
In merito al segnalato scarico di ghiaia nell'area del parco, desidero dire che tale attività si è resa necessaria per il ripristino di una pista realizzata negli anni ottanta ed utilizzata, da allora, per i collaudi e le prove di mezzi fuoristrada o cingolati. Di conseguenza, non trattandosi della costruzione di una nuova pista, ma della normale manutenzione ordinaria di quella preesistente, non si sono rese necessarie specifiche autorizzazioni da parte degli enti competenti della regione. L'amministrazione della difesa, infatti, è obbligata a chiedere soltanto le autorizzazioni relative a progetti di nuove infrastrutture e non quelle relative a lavori di ordinaria o straordinaria manutenzione (con ciò intendo riferirmi alla legge n. 431 del 1985 e alla legge n. 312 dello stesso anno).
Per quanto attiene alla possibilità di stipulare convenzioni in materia di tutela ambientale tra questo dicastero e l'ente di gestione dei parchi e delle riserve naturali del Canavese, si evidenzia che, nell'ambito dei contatti intercorsi con il citato ente, l'amministrazione ha già manifestato la propria ampia disponibilità in tal senso. Il dicastero della difesa, infatti, ferma restando la destinazione d'uso dell'area del poligono (area permanente) necessaria al perseguimento dei fini istituzionali, ha esercitato la facoltà di cui all'articolo 5, comma 4, della legge 28 novembre 1997, n. 464.
Allo scopo, è stata costituita, nell'ambito del comitato misto paritetico della regione Piemonte, un'apposita commissione con il compito di armonizzare le esigenze dell'ente con quelle del Ministero della difesa.
Tuttavia, tale convenzione è tuttora in corso di definizione. Si è appreso infatti che la regione Piemonte non ha ancora fornito il proprio parere di concordanza circa i contenuti dalla stessa.
Infine, per completezza di informazione dovuta agli interroganti, desidero osservare che non appare possibile dare
Mi auguro che l'onorevole Gardiol possa dichiararsi soddisfatto per tale risposta.
Relativamente alle altre questioni poste nell'interrogazione, devo rilevare che è ormai trascorso un anno dal giorno in cui presentai questa interrogazione e la situazione si è evoluta. Per quanto riguarda la pista, la manutenzione non si effettuava da anni; pertanto, il consiglio di amministrazione dell'ente parco ha lamentato che non è stata data comunicazione a nessuno dei lavori di manutenzione. Mi è stato detto che recentemente l'amministrazione militare ha informato correttamente il parco di una nuova opera di manutenzione relativa alle piste.
Mi dichiaro, pertanto, soddisfatto delle risposte, ma chiederei al Ministero di valutare meglio la questione della bonifica degli oggetti inesplosi. Se si constatasse l'assenza totale di oggetti inesplosi, si potrebbero, infatti, eliminare i cartelli e segnalare che ci si trova in una zona militare, tranquillizzando così chi va a raccogliere funghi.
Vorrei fare un'ultima osservazione relativamente ai coltivatori diretti che aspettano da sette anni il rinnovo del contratto; mi permetto di sollecitare il bando in maniera che le cose si svolgano alla luce del sole.


