(Sezione 3 - Stipula convenzione con l'Ente Parchi del Canavese)
C) Interrogazione:
GARDIOL, CENTO, GALLETTI, PAISSAN e PROCACCI. - Al Ministro della difesa. - Per sapere - premesso che:
la regione Piemonte, con legge regionale 7 giugno 1993, n. 23, ha istituito la riserva naturale orientata della Vauda, in provincia di Torino;
l'area protetta, ampia 2600 ettari, è compresa nel territorio di sette comuni: Front, Lombardore, Nole Canavese, Rivarossa, San Carlo Canavese, San Francesco al Campo e Vauda Canavese;
motivo principale dell'istituzione della riserva naturale è la presenza di vasti altopiani collinari in parte ricoperti da boschi ed in parte da brughiera, in cui la calluna vulgaris e la molinia arundinacea crescono associate ad altri vegetali caratteristici dei suoli poveri e molto acidi, e vere rarità botaniche, quali carex hartmanii, scutellaria minor e struthiopteris germanica;
l'ambiente naturale permette la vita ad un rilevante numero di uccelli, di cui si contano almeno 138 specie. Sulla Vauda si
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trova l'area di nidificazione più settentrionale del Gruccione; a duecento metri dai suoi confini vi è l'unica segnalazione piemontese di voltolino;
la riserva è amministrata dall'Ente di gestione parchi e riserve del Canavese, insediatosi il 30 novembre 1996. È un «Ente strumentale della regione Piemonte» e gestisce anche il Sacro Monte di Belmonte ed i Monti Pelati - Torre Cives;
completamente all'interno della riserva naturale si trova un'area del demanio del ministero della difesa denominata «Pea - Poligono esperienze armamento di Ciriè», ampia circa 1200 ettari;
le attività del Pea risultano formalmente cessate al 31 dicembre 1998;
la zona demaniale non è recintata, se non nelle dirette pertinenze delle caserme e di una piccola area dedicata a sporadiche attività tecniche; è attraversata da sei strade provinciali, alcune ad intenso traffico; circa venti anni fa vennero sistemati lungo le strade che l'attraversano dei cartelli che segnalano solamente la presenza di oggetti inesplosi che sono tuttora presenti, in pessime condizioni, solo in alcune parti lungo il perimetro; nell'area, l'Ente parchi del Canavese ha calcolato annualmente almeno 25 mila cercatori di funghi e circa 2 mila quattrocento studenti delle scuole elementari e medie in visita didattica;
gli uffici del demanio del genio della difesa dichiarano di aver concesso alcune parti del territorio in «couso» a contadini della zona, permettendo loro esclusivamente lo sfalcio delle erbe selvatiche ed il pascolo, ma tali contratti non sono stati dati in visione all'Ente parchi;
l'esistenza di una zona demaniale ha impedito la speculazione edilizia e limitato al minimo l'antropizzazione;
il decreto legislativo 28 novembre 1997, n. 464, Riforma strutturale delle forze armate, all'articolo 5 prevede che l'amministrazione della difesa fornisca, compatibilmente con le capacità tecniche del personale e dei mezzi in dotazione, il proprio contributo nei campi della pubblica utilità e della tutela ambientale su numerose attività; in particolare, il comma 4 stabilisce che «L'Amministrazione della difesa, nell'ambito delle aree in uso esclusivo delle Forze armate, può stipulare convenzioni con amministrazioni od enti, allo scopo di regolamentare attività finalizzate alla tutela ambientale, fatta salva la destinazione d'uso delle aree medesime necessarie per il perseguimento dei fini istituzionali della difesa. Allo stesso scopo promuove lo sviluppo di metodologie alternative alle attività addestrative reali quale la simulazione operativa. Le modalità applicative dell'intervento a tutela e l'individuazione dei beni da salvaguardare sono demandate alla valutazione congiunta dei soggetti stipulanti la convenzione, sulla base delle direttive emanate dal segretario generale della difesa». Inoltre, il comma 5 del medesimo articolo prevede le seguenti disposizioni: «Qualora le aree addestrative non demaniali e i poligoni semipermanenti od occasionali insistono nell'area di parchi nazionali e regionali o nelle aree sottoposte a tutela ambientale, l'utilizzazione e il mantenimento conservativo dei siti si attuano a mezzo di »protocolli d'intesa« tra l'Amministrazione della difesa, il ministero dell'ambiente, il Corpo forestale dello Stato e l'Ente gestore del parco.»;
l'Ente parchi del Canavese ha iniziato l'iter per ottenere apposita convenzione ai sensi del decreto legislativo suddetto;
gli interroganti sono a conoscenza del fatto che:
in molte parti, sull'area demaniale sono in atto coltivazioni, della cui liceità nessuno avrebbe potuto produrre un'adeguata documentazione;
l'Università degli studi di Torino, dipartimento Scienze della terra, ha informato l'Ente gestore in data 12 gennaio che era in atto lo scarico sul terreno protetto di centinaia di tonnellate di ghiaia;
da controlli effettuati, l'Ente parchi del Canavese ha appurato che lo scarico
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era stato ordinato da uffici operativi dell'esercito, allo scopo di costruire una pista per carri armati;
l'Ente parchi del Canavese ha immediatamente inviato una richiesta di sospensione al Ministro, nella quale si segnala anche la volontà di risanare il territorio, deturpato da tali lavori e la richiesta di acquisizione dell'area demaniale, o almeno del diritto di operare per la tutela naturalistica, il miglioramento della fruizione e l'intensificazione della ricerca scientifica;
il 22 gennaio agenti di vigilanza convenzionati con l'Ente parchi hanno segnalato che veniva effettuato l'esbosco di alcune aree all'interno della proprietà demaniale, e che il presidente dell'Ente ha inviato l'incartamento alla magistratura, ritenendo possano sussistere responsabilità penali nel taglio, non autorizzato dal Corpo forestale dello Stato;
la sentenza della Corte di cassazione, sezione III penale, 28 dicembre 1995, n. 12570 (udienza del 24 novembre 1995), inserisce anche le attività del ministero della difesa tra quelle che necessitano dell'autorizzazione ai sensi della legge n. 431 del 1985;
il giorno 27 gennaio 2000 è prevista una riunione del Comitato misto paritetico tra amministrazione della difesa ed Eell nella quale si dovrà definire ed approvare una convenzione con l'Ente gestore per l'utilizzo dell'area ex Pea nella riserva naturale della Vauda -:
quali siano gli intendimenti del ministero della difesa in ordine alla stipula della convenzione con l'Ente parchi e riserve del Canavese;
quali siano le iniziative messe in atto per far cessare le coltivazioni abusive nel territorio di competenza del demanio militare;
se in considerazione dell'alto valore naturalistico dell'area non intenda annullare la decisione di costruire la pista per carri armati;
quali iniziative abbia assunto per la bonifica degli oggetti inesplosi ancora presenti nell'area dell'ex poligono.(3-04987)
(26 gennaio 2000)