Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 839 del 17/1/2001
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(Esame dell'articolo 5 - A.C. 7451)

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 5 , nel testo della Commissione, e del complesso degli emendamenti ad esso presentati (vedi l'allegato A - A.C. 7451 sezione 5).
Nessuno chiedendo di parlare, invito il relatore ad esprimere il parere della Commissione.

EUGENIO DUCA, Relatore. Signor Presidente, la Commissione esprime parere contrario sugli emendamenti Chincarini 5.2 e 5.16. Ricordo che i restanti emendamenti presentati dall'onorevole Chincarini sono stati ritirati.
Per quanto riguarda l'emendamento Burlando 5.1, avevo manifestato inizialmente l'intenzione di invitare i presentatori al ritiro del loro emendamento, anche sulla base della decisione assunta dalla Commissione bilancio. Tuttavia, a seguito di un approfondimento compiuto dal Governo e, in particolare, dal Ministero delle finanze, si è verificato che questa norma interpretativa non determina aggravi di spesa o minori entrate per lo Stato. Di conseguenza, il parere della Commissione è favorevole.

PRESIDENTE. Il Governo?

MARIO OCCHIPINTI, Sottosegretario di Stato per i trasporti e la navigazione. Signor Presidente, il parere del Governo è conforme a quello della Commissione.
In particolare, con riferimento all'emendamento Burlando 5.1, il Governo, confortato dal parere espresso dal Ministero delle finanze, conferma che si tratta di una norma di natura interpretativa che non determina minori entrate.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento Chincarini 5.2, non accettato dalla Commissione né dal Governo.

MAURO GUERRA. Chiedo di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

TEODORO BUONTEMPO. Siamo in sede di votazione, Presidente!

MAURO GUERRA. Presidente, chiedo la votazione nominale elettronica (Applausi polemici dei deputati dei gruppi di Forza Italia, di Alleanza nazionale e della Lega nord Padania).

TEODORO BUONTEMPO. Vergogna!

GIACOMO BAIAMONTE. Tu eri quello che voleva portare avanti l'iter del provvedimento!

PRESIDENTE. Sta bene, onorevole Guerra. Allora possiamo prendere atto della situazione e rinviare il seguito del dibattito ad altra seduta.

TEODORO BUONTEMPO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

TEODORO BUONTEMPO. Signor Presidente, anzitutto va rilevato, affinché rimanga a verbale, che il collega Guerra dei DS ha chiesto la votazione nominale elettronica per impedire che venga approvato questo provvedimento. Comunque sia, onorevole Presidente, a mio avviso, lei era già in fase di votazione dell'emendamento e, pertanto, non doveva dare la parola se non dopo il voto. Mi dispiace, ma ancora una volta lei ha compiuto un errore.

PRESIDENTE. Onorevoli colleghi...

ELIO VITO. Dobbiamo votare, Presidente! Se mancherà il numero legale, rinvieremo il dibattito.

PRESIDENTE. Onorevole Vito, se lei vuole, possiamo anche procedere alla votazione, ma a me sembrerebbe abbastanza assurdo.


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PAOLO BECCHETTI. Anche a noi.

PRESIDENTE. Potevamo semplicemente prendere atto della situazione.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Chincarini 5.2, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

ELIO VITO. Un attimo, Presidente, dobbiamo prendere le schede.

PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la votazione. Poiché la Camera non è in numero legale per deliberare, rinvio la votazione ed il seguito del dibattito ad altra seduta, dal momento che era previsto che comunque i nostri lavori sarebbero terminati alle 21.
Volevo chiarire all'onorevole Buontempo che sono andato a rileggermi il resoconto stenografico dal quale, effettivamente, risulta che io ho detto «la Camera non è in numero legale» nel momento della contestazione. È quindi sicuro che vi è stato un mio errore nel momento in cui ho detto all'onorevole Vito di non aver pronunciato quelle parole. Tuttavia, ci tengo anche a precisare che non mi sembra affatto che la situazione sia decisiva poiché era ovvio che io avessi comunque implicitamente dichiarato la mancanza del numero legale, nel momento in cui ho chiesto ai colleghi se avevano votato tutti e nel momento in cui avevo detto ai colleghi Delbono e Maselli che la loro segnalazione non era sufficiente a «maturare» il numero legale. Quindi, è sicuro che implicitamente questo l'avevo detto. Risulta che l'ho detto anche esplicitamente, ma è anche assolutamente ovvio che, proprio nel momento in cui implicitamente ed esplicitamente io ho rilevato la mancanza del numero legale, i colleghi hanno conseguentemente fatto rilevare la loro presenza in aula, in assenza del voto.

PAOLO BECCHETTI. Presidente, lasci perdere gli avverbi!

PRESIDENTE. A questo punto, quanto affermato dall'onorevole Buontempo, secondo il quale, avendo io già dichiarato la mancanza del numero legale, non avrei potuto rivedere la situazione, non è a mio avviso giusto perché, proprio in presenza di una segnalazione di questo tipo, avevo il dovere di rivalutare la situazione.

GIULIO CONTI. Sei figlio di un Dio minore!

PRESIDENTE. In ogni caso, questo era quanto volevo specificare. Rimane il fatto che chiedo scusa per l'imprecisione dichiarata.

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