Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 838 del 16/1/2001
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(Ristrutturazione monastero delle Clarisse a Patti - ME)

PRESIDENTE. Passiamo all'interpellanza Taradash n. 2-02557 (vedi l'allegato A - Interpellanze ed interrogazioni sezione 5).
L'onorevole Taradash ha facoltà di illustrarla.

MARCO TARADASH. Il problema che pongo è quello di un monastero di Patti, in provincia di Messina, che nel 1978 subì gravi danni a seguito di un terremoto. Dopo di allora è stata avviata una ristrutturazione che però per quindici anni ha portato esclusivamente alla demolizione delle antiche mura (era stato in precedenza un castello aragonese) e alla costruzione di una struttura di cemento armato che deturpava il paesaggio. Finalmente con la legge del 1997 per il piano di interventi giubilari sono stati stanziati 4


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miliardi 900 milioni di lire per la ristrutturazione del monastero nel quadro degli interventi per l'accoglienza e per l'alloggio a basso costo.
È successo però che il monastero sia stato trasformato in un albergo - mi dicono - lussuoso detto «Albergo della Sacra Famiglia», con annesso ristorante, con poca corrispondenza alle finalità dei pellegrini che visitano le città sugli itinerari giubilari.
Il problema che pongo è se siano state seguite le procedure previste dalla legge, se, cioè, vi sia stato uno scambio di note tra la Santa Sede e lo Stato italiano in relazione alla modifica del progetto iniziale, tanto più che nella cittadina di Patti sono state distrutte due strade medievali per la costruzione di questo albergo; se il sovrintendente dei beni culturali abbia concesso l'autorizzazione per la costruzione dell'albergo; se il finanziamento previsto per gli interventi giubilari abbia trovato corrispondenza nella ristrutturazione che ha dato una destinazione diversa al vecchio monastero. Vorrei sapere dal Governo se le procedure siano state rispettate e se effettivamente l'intervento di ristrutturazione che ha trasformato l'antico monastero, originariamente un castello aragonese, in un grande albergo sia rispondente alle leggi.

PRESIDENTE. Il sottosegretario di Stato per i lavori pubblici ha facoltà di rispondere.

ANTONIO BARGONE, Sottosegretario di Stato per i lavori pubblici. Dico subito che, per quanto risulta al Ministero, la procedura seguita ed il provvedimento di finanziamento per i lavori di completamento del complesso «Sacra Famiglia», da destinare a centro di accoglienza per i pellegrini e ricettività a basso costo incluso nel piano ex lege n. 270 del 1997, sono stati conformi agli indirizzi di attuazione finanziaria deliberati dalla commissione ed applicati alla generalità degli interventi.
L'intervento proposto dalla curia vescovile di Patti si prefiggeva le finalità di completare l'immobile di proprietà della diocesi per destinarlo a centro di accoglienza per i pellegrini diretti al santuario della Maria Santissima di Tindari e di restaurare l'annessa chiesa seicentesca, finalità del tutto conformi agli obiettivi della citata legge n. 270.
A supporto della richiesta di inserimento nel piano degli interventi di interesse nazionale relativi a percorsi giubilari e a pellegrinaggi in località al di fuori del Lazio di cui alla legge 7 agosto 1997, n. 270, è stato depositato l'accordo di programma stipulato il 14 ottobre 1997 tra il comune di Patti e la diocesi, nonché l'intesa tra la regione ecclesiastica Sicilia e la regione siciliana in data 22 luglio 1997.
L'immobile - anche con un analitico servizio fotografico - era rappresentato nello stato in cui si trovava: ovvero, già realizzato nella struttura in cemento armato (come in effetti ha appena affermato l'onorevole Taradash), ma mancante delle tamponature, degli impianti, delle finiture e degli arredi. Vorrei dunque sottolineare che in effetti la costruzione in cemento armato è già al di fuori della valutazione della commissione per il Giubileo, in quanto la richiesta che era pervenuta si riferiva al completamento di un'opera già realizzata e, dunque, già autorizzata con quelle caratteristiche.
La vicinanza a mete giubilari, la carenza di servizi di recettività e la sussistenza di diverse condizioni di priorità ai sensi del decreto ministeriale n. 470 del 1997, hanno determinato, da parte della commissione (di cui fa parte, come è noto, anche il rappresentante del Ministero per i beni culturali), l'inserimento nel piano, ove per l'intervento in questione è stato stanziato l'importo di 4 miliardi e 900 milioni di lire.
Per quanto riguarda lo scambio di note con la Santa Sede, previsto in caso di rapporti tra due Stati sovrani, va sottolineato che il complesso è di esclusiva proprietà e nella totale disponibilità della diocesi di Patti, ente ecclesiastico civilmente riconosciuto con decreto del ministro dell'interno n. 164 del 24 febbraio


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1987 ed iscritto nel registro delle persone giuridiche del tribunale di Messina il 17 novembre 1987, al n. 50, con sede a Patti, via della cattedrale n. 7. Non sussiste, pertanto, l'ipotesi di extraterritorialità.
Anche sotto il profilo dell'utilizzo postgiubilare, l'intervento era conforme alle previsioni del decreto sui criteri di selezione: infatti, il completamento del complesso ne prevedeva la destinazione a centro di accoglienza per pellegrini e a recettività a basso costo, sia in occasione del Giubileo del 2000 sia per continuare a svolgere successivamente servizi a beneficio della collettività, con l'accoglienza dei pellegrini in visita al santuario.
Va evidenziato che l'ufficio per Roma capitale e per i grandi eventi esercita poteri di vigilanza e di controllo sull'attuazione degli interventi finanziati. Per quanto attiene, invece, alle modalità di gestione, la scelta è direttamente ascrivibile al soggetto titolare, che si assume la responsabilità rispetto alle decisioni prese dalla commissione e rispetto agli obiettivi per cui il finanziamento è stato erogato.
L'intervento è stato realizzato secondo le vigenti normative (quindi, con tutte le autorizzazioni, compresa quella del sovrintendente) e il soggetto monitore ha riferito che, alla data del 21 dicembre 1999, lo stato di avanzamento era del 100 per cento; quindi, l'opera è stata ultimata entro il termine previsto dalla legge n. 270 del 1997, modificata dalla legge n. 494 del 1999.

PRESIDENTE. L'onorevole Taradash ha facoltà di replicare.

MARCO TARADASH. Signor Presidente, prendo atto della risposta. Poiché il sottosegretario ha affermato che tutte le procedure sono state effettuate secondo la legge e che l'albergo è un centro di accoglienza a basso costo, che serve esclusivamente per le attività collegate al Giubileo, ne prendo atto, ma ovviamente mi riservo di fare le verifiche e di tornare successivamente a parlare di tale questione.

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