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La seduta, sospesa alle 13,50, è ripresa alle 15.
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca lo svolgimento di interrogazioni a risposta immediata concernenti argomenti di competenza del ministro della sanità, del ministro delle politiche agricole e forestali, del ministro delle finanze, del ministro della pubblica istruzione, del ministro delle comunicazioni, del ministro dell'ambiente e del ministro dei trasporti e della navigazione.
PRESIDENTE. Cominciamo dall'interrogazione Volontè n. 3-06683 (vedi l'allegato A - Interrogazioni a risposta immediata sezione 1).
LUCA VOLONTÈ. Signor ministro, la nostra interrogazione verte sul problema, ancora aperto, del «congelamento» dei crediti di imposta per importi rilevanti relativi a rimborsi IVA maturati dalle aziende, soprattutto quelle esportatrici, e dei crediti non liquidati Irpef nei confronti delle persone fisiche e Irpeg nei confronti delle società anche relativi a lontani periodi di imposta.
PRESIDENTE. Il ministro delle finanze, senatore Del Turco, ha facoltà di rispondere.
OTTAVIANO DEL TURCO, Ministro delle finanze. L'interrogazione del collega Volontè pone una domanda e avanza una richiesta implicita, se cioè vi sia una decisione del ministro delle finanze che «congeli» l'attività di ricorso dei crediti tributari. Questa è la domanda mentre la richiesta è un'altra ed è molto più importante: se il ministro delle finanze non ritenga di accelerare e smaltire tutti i rimborsi dovuti.
di tutti i rimborsi che si sono avuti quest'anno, così potrà vedere in che modo procede l'amministrazione dello Stato. Dunque, la ripartizione è a disposizione degli interroganti.
PRESIDENTE. L'onorevole Volonté ha facoltà di replicare.
LUCA VOLONTÈ. La ringrazio, signor ministro, anche se la risposta non ci soddisfa pienamente, non per partito preso, ma perché ci sembra che l'azione del Governo (che dalle sue parole si annuncia decisa) porti come minimo il ritardo dell'attuale legislatura: non è infatti la prima volta che si parla in quest'aula di tale problematica. Sono cinque anni che discutiamo della questione, anche se lei oggi rappresenta un Governo che è stato nominato un anno fa. Il ministro che l'ha preceduta è oggi ministro del tesoro e, tra l'altro, ha annunciato qualche mese fa di aver anticipato la Germania nella politica tributaria e fiscale nei confronti delle imprese e delle famiglie; invece, in queste ultime settimane, sta tentando di scopiazzare in malo modo, con il sicuro effetto di deturpare l'autentico significato della proposta della Casa delle libertà in questa materia.
GIORGIO PANATTONI. Li trova già risolti!
Considerata l'esigenza della partecipazione del ministro delle finanze ai lavori odierni del Senato relativi alla manovra economico-finanziaria, in deroga a quanto precedentemente stabilito, sarà svolta per prima l'interrogazione indirizzata al ministro delle finanze.
L'onorevole Volontè ha facoltà di illustrarla.
Ci sembra che questa azione di «congelamento» serva ad abbellire il bilancio dello Stato e non tenga conto di importanti conseguenze che i ritardi hanno nei confronti delle imprese e delle famiglie verso le quali il Governo ha ammiccato con fantomatiche 350 mila lire in busta paga. Non si tratta di questo, bensì di dare il dovuto ai corpi sociali, cioè alle famiglie e alle imprese che possono così meglio competere sui mercati internazionali.
Alla prima domanda rispondo che non c'è - lo ripeto, onorevole Volontè - non c'è, non c'è stata né ci sarà nell'arco temporale consentito dalla Costituzione, quindi entro questa legislatura, una decisione del ministro delle finanze volta a bloccare o a ritardare l'esecuzione dei rimborsi.
Però solo con i numeri si può capire quanto questa decisione sia ferma, irremovibile e praticata nei fatti: fino al 7 dicembre di quest'anno, più altri 15 giorni in cui sono consentiti ulteriori rimborsi, sono stati effettuati rimborsi per oltre 5 milioni 800 mila contribuenti per un importo globale per i dodici mesi di quest'anno che al momento è di 20.650 miliardi, che non è una cifra da buttar via.
Potrei essere più preciso sulla ripartizione dei 20.650 miliardi, perché non tutte sono partite IVA (queste ultime, infatti, ammontano a circa 9-10 mila miliardi), tuttavia, il tempo che ho a disposizione non mi consente di essere così analitico: per tale ragione le fornirò (lo farò recapitare nella sua cassetta) un esame dettagliato
Posso dirle, comunque, che lo stock si è ridotto notevolmente ed è nostra intenzione liquidarlo nel più breve tempo possibile; stiamo lavorando per tale risultato, anche se francamente mi piacerebbe che si arrivasse prima a tale traguardo, per una ragione ovvia, che può essere compresa perfettamente. Vorrei fare presente che l'articolo 75 del collegato alla legge finanziaria permetterà un'ulteriore compressione dei tempi a disposizione del Ministero; infatti, sarà possibile presso qualunque agenzia postale recuperare i crediti di imposta non superiori a 3 milioni, mentre per quelli superiori a tale cifra è possibile - se il contribuente ha denunciato le coordinate del proprio conto bancario - ricevere il rimborso presso il conto corrente oppure tramite bonifico telematico. Ciò potrà portare ad un'accelerazione dei tempi che ci consenta di considerare possibile, entro il mese di giugno, la restituzione integrale dei crediti di imposta ai contribuenti.
Signor ministro, mi sembra che la sua risposta sia importante, ma nello stesso tempo limitata dal fatto che negli ultimi cinque anni le buone intenzioni (che, diciamolo chiaramente, sono utili all'impegno che state profondendo, ma anche alla campagna elettorale) sono state purtroppo lettera morta. Probabilmente, il futuro Governo non correrà il rischio di annunciare la soluzione dei problemi...