Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 820 del 5/12/2000
Back Index Forward

Pag. 79

(Esame dell'articolo 1 - A.C. 5003)

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 1, nel testo della Commissione, e del complesso degli emendamenti ad esso presentati (vedi l'allegato A - A.C. 5003 sezione 1).
Nessuno chiedendo di parlare, invito il relatore per la maggioranza ad esprimere il parere della Commissione.

GIUSEPPINA SERVODIO, Relatore per la maggioranza. La Commissione esprime parere contrario sul testo alternativo del relatore di minoranza, onorevole Bono. Invita l'onorevole Bono a ritirare il suo emendamento 1.1 e l'onorevole Chiappori a ritirare i suoi emendamenti 1.24 e 1.25, altrimenti il parere è contrario. La Commissione esprime parere contrario sull'emendamento Bono 1.2; invita l'onorevole Bono a ritirare i suoi emendamenti 1.3, 1.4 e 1.5, altrimenti il parere è contrario, e invita l'onorevole Scaltritti a ritirare l'emendamento 1.15. Esprime parere contrario sull'emendamento Bono 1.6. Invita i presentatori a ritirare gli emendamenti Edo Rossi 1.30 e Scaltritti 1.16. Esprime parere contrario sull'emendamento Chiappori 1.26; invita l'onorevole Bono a ritirare il suo emendamento 1.7.
Esprime parere favorevole sull'emendamento Scaltritti 1.17; invita l'onorevole Scaltritti a ritirare il suo emendamento 1.18; esprime parere contrario sugli emendamenti Chiappori 1.27, Scaltritti 1.19 e sugli identici emendamenti Bono 1.8, Chiappori 1.28 e Edo Rossi 1.31; esprime parere contrario sull'emendamento Scaltritti 1.20.
Esprime parere favorevole sull'emendamento Chiappori 1.29; invita l'onorevole Scaltritti a ritirare il suo emendamento 1.21 perché è stato presentato un ordine del giorno di analogo contenuto. Invita l'onorevole Saonara a ritirare il suo emendamento 1.23 e l'onorevole Bono a ritirare i suoi emendamenti 1.9, 1.10, 1.11 e 1.12, altrimenti il parere è contrario. Esprime, infine, parere contrario sull'emendamento Bono 1.13 e sugli identici emendamenti Bono 1.14 e Scaltritti 1.22.

PRESIDENTE. Il Governo?

CARLO CARLI, Sottosegretario di Stato per i beni e le attività culturali. Il Governo concorda con il parere espresso dal relatore per la maggioranza.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione del testo alternativo dell'onorevole Bono, relatore di minoranza.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Bono. Ne ha facoltà.

NICOLA BONO, Relatore di minoranza. Signor Presidente, non mi sembra sia presente il sottosegretario Fabris, che ha seguito la vicenda in Commissione, e neppure il ministro. Questo ci crea qualche piccolo problema di comprensione.

PRESIDENTE. Cerchiamo di superarli!

NICOLA BONO, Relatore di minoranza. Lei sa come siamo aperti ed ecumenici.

PRESIDENTE. Siamo tutti molto aperti; poi c'è il Giubileo e quindi...

NICOLA BONO, Relatore di minoranza. Il testo alternativo da me presentato, in qualità di relatore di minoranza, è interamente sostitutivo dell'articolo 1. Esiste una ragione alla base della presentazione di un testo alternativo: infatti, sin dall'inizio, la posizione dei deputati del gruppo di Alleanza nazionale sulla riforma del turismo è stata fortemente critica. Tale critica è derivata dal fatto che riteniamo ci si trovi di fronte all'ennesima occasione perduta per innovare radicalmente un settore che, a parole, è strategico per l'economia, ma che nei fatti ha ricevuto dalla politica molto meno delle parole spese nel tempo. La prova di tale deficit di risposta politica è rappresentata proprio dal testo approvato dalla maggioranza della Commissione, che non contiene elementi di novità che lo possano caratterizzare come proposta di legge quadro.
Alla fine, questa sarà un'ennesima leggina che interverrà, in alcuni casi anche


Pag. 80

positivamente (quando ciò avverrà, ovviamente, vi sarà il voto favorevole dei deputati del gruppo di Alleanza nazionale), su alcune questioni, talune delle quali molto attese dagli operatori. Per favore, però, non enfatizziamo tale proposta definendola una legge quadro, perché non lo è; una legge quadro deve avere una capacità di innovazione radicale che la proposta, varata dalla Commissione a maggioranza, non presenta.
In particolare, l'articolo 1 (uno degli articoli strategici della proposta), così come sostituito dal testo alternativo del relatore di minoranza, individua alcuni aspetti che la proposta della maggioranza ha volutamente trascurato. Tra questi vi è l'esigenza di farsi carico della naturale trasversalità di un settore che non può continuare ad essere gestito come se fosse possibile inquadrarlo all'interno di un percorso di competenze che si limiti al settore stesso. La politica del turismo è naturalmente correlata ad una serie di altri settori (dai beni culturali alle politiche dei trasporti e dell'ambiente); si continua, invece, a concepire il turismo come se fosse un settore a sé.
Nell'articolo 1 noi individuiamo questo aspetto, che la maggioranza ha voluto ignorare, così come riteniamo che l'individuazione degli squilibri stagionali, che sono alla base della difficoltà del turismo di produrre effetti positivi in termini di ricaduta occupazionale, sia un altro aspetto che la maggioranza non è stata in grado, non ha voluto o non ha avuto la sensibilità di affrontare.
Uno dei punti nodali di scontro con la maggioranza - concludo, Presidente -, contenuti proprio nell'articolo 1, si riferisce al ruolo dei comuni e, in modo particolare, al ruolo di quelli «a prevalente economia turistica» che, nell'articolo 1 proposto da Alleanza nazionale, assumono la dignità di veri volani di crescita del turismo stesso. Tali comuni, invece, vengono mortificati nell'impostazione della maggioranza, che non dà alcuna dignità a tali enti.
In passato vi è stata confusione perché, quando si parlava di comuni a vocazione turistica, chiaramente ci si riferiva a soggetti istituzionali che potevano essere rappresentati da tutti gli 8.000 comuni italiani. Una nazione come l'Italia, nella quale non vi è comune che non abbia una pietra dove si sia seduto un uomo importante per la sua storia, non può non avere comuni a vocazione turistica: lo sono tutti quanti. Una cosa, però, è la vocazione - tanti sono quelli chiamati, ma pochi quelli eletti: si potrebbe dire parafrasando altri aspetti dello scibile umano - altra cosa invece sono i pochi comuni che hanno caratterizzato la propria attività economica puntando soprattutto sullo sviluppo del settore turistico. Non prendere atto di questa realtà, non voler dare dignità istituzionale e giuridica ai comuni a prevalente economia turistica è uno degli elementi che noi critichiamo fortemente, perché è uno dei punti in cui questa proposta di legge fallisce l'obiettivo che si proponeva: quello di innovare radicalmente nelle politiche di settore!
Per questi motivi, noi insistiamo perché la Camera voti a favore del testo alternativo che abbiamo presentato e che, tra l'altro, contiene gran parte degli elementi contenuti anche nel testo di legge, ampliandone la portata e rendendone ancora più significativa la ricaduta.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sul testo alternativo del relatore di minoranza, onorevole Bono, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (
Vedi votazioni).
(Presenti 384
Votanti 382
Astenuti 2
Maggioranza 192
Hanno votato
sì 175
Hanno votato
no 207).

Onorevole Bono, aderisce all'invito al ritiro del suo emendamento 1.1 rivoltole


Pag. 81

dal relatore per la maggioranza e dal rappresentante del Governo?

NICOLA BONO. No, Presidente, insisto per la sua votazione.

PRESIDENTE. Sta bene, onorevole Bono.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Bono 1.1, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (
Vedi votazioni).
Onorevole Bocchino, levi una delle due tessere!
(Presenti 386
Votanti 375
Astenuti 11
Maggioranza 188
Hanno votato
sì 174
Hanno votato
no 201).

Onorevole Chiappori, aderisce all'invito al ritiro del suo emendamento 1.24?

GIACOMO CHIAPPORI. No, Presidente, insisto per la votazione e chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

GIACOMO CHIAPPORI. Riservandoci poi di esprimere nella fase finale dell'iter del provvedimento l'opinione del nostro gruppo su questa legge quadro sul turismo, che è uno dei settori più importanti della nostra economia, ribadisco che non ritirerò il nostro emendamento che prevede di sopprimere il riferimento all'articolo 56 del decreto del Presidente della Repubblica n. 616 del 1977, dove si definisce in maniera generica il turismo.
Oltre a cercare di tracciare una linea di principi (quello che voleva fare il relatore) noi abbiamo tentato di dare anche una definizione vera di quello che è il turismo. A tal fine, abbiamo tentato di mettere assieme quello che è un testo europeo con i dati che provengono dall'ISTAT e dall'ENIT (Ente nazionale industrie turistiche): si tratta quindi di una vera e propria definizione di che cosa voglia dire turismo per come noi lo intendiamo.
Mi pare che non vi sia stata alcuna volontà di recepire questa nostra proposta e il nostro intento di dare definitivamente una vera definizione del turismo per la nostra economia, senza limitarsi soltanto ad una legge di principi.
In conclusione quindi insisto per la votazione sia del mio emendamento 1.24 che del successivo 1.25.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Chiappori 1.24, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (
Vedi votazioni).
(Presenti 374
Votanti 371
Astenuti 3
Maggioranza 186
Hanno votato
sì 165
Hanno votato
no 206).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Chiappori 1.25, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 373
Votanti 371
Astenuti 2
Maggioranza 186
Hanno votato
sì 173
Hanno votato
no 198).


Pag. 82

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Bono 1.2, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 382
Votanti 381
Astenuti 1
Maggioranza 191
Hanno votato
sì 175
Hanno votato
no 206).

Onorevole Bono, aderisce all'invito al ritiro del suo emendamento 1.3 rivoltole dal relatore per la maggioranza e dal rappresentante del Governo?

NICOLA BONO. No, Presidente.

PRESIDENTE. Sta bene, onorevole Bono.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Bono 1.3, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (
Vedi votazioni).
(Presenti 385
Votanti 383
Astenuti 2
Maggioranza 192
Hanno votato
sì 172
Hanno votato
no 211).

Onorevole Bono, aderisce all'invito al ritiro del suo emendamento 1.4 rivoltole dal relatore per la maggioranza e dal rappresentante del Governo?

NICOLA BONO. No, Presidente.

PRESIDENTE. Sta bene, onorevole Bono.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Bono 1.4, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (
Vedi votazioni).
(Presenti 386
Votanti 378
Astenuti 8
Maggioranza 190
Hanno votato
sì 174
Hanno votato
no 204).

Onorevole Bono, aderisce all'invito al ritiro del suo emendamento 1.5 rivoltole dal relatore per la maggioranza e dal rappresentante del Governo?

NICOLA BONO. No, Presidente, insisto per la votazione e chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

NICOLA BONO. Mi permetto di insistere per la votazione di questo emendamento perché esso va nella direzione della tutela delle risorse ambientali, dei beni culturali e delle tradizioni locali per una fruizione degli stessi in grado di tramandarli integri alle future generazioni. Si tratta, in qualche modo, del concetto dello sviluppo turistico sostenibile che viene realizzato attraverso un'equilibrata capacità di fruizione del nostro patrimonio ambientale, monumentale, storico, archeologico e artistico.
In una legge che fa un ampio riferimento alla possibilità di utilizzo di tutte le risorse che fanno capo al turismo, mi sembrerebbe opportuno che una definizione di questo tipo fosse configurata in questo modo.


Pag. 83

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Saonara. Ne ha facoltà.

GIOVANNI SAONARA. Signor Presidente, intervengo solo per sottolineare che il richiamo allo sviluppo turistico sostenibile si trova nella lettera successiva dell'articolo 1, comma 2, lettera c), e quindi fa parte di fatto del testo approvato dalla Commissione.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Bono 1.5, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (
Vedi votazioni).
(Presenti 380
Votanti 371
Astenuti 9
Maggioranza 186
Hanno votato
sì 173
Hanno votato
no 198).

Onorevole Scaltritti, accoglie l'invito a ritirare il suo emendamento 1.15?

GIANLUIGI SCALTRITTI. Insisto per la votazione, signor Presidente, e chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

GIANLUIGI SCALTRITTI. Operiamo una sottolineatura sul Mezzogiorno perché innanzitutto vi è un grande gap da colmare tra il nord e il sud. Un percorso che sicuramente è produttivo per lo sviluppo dell'occupazione e per lo sviluppo economico e sociale del Mezzogiorno è sicuramente il motore turistico, foriero di una nuova grande economia. Come prima sottolineava l'onorevole Bono - con riferimento agli aspetti patrimoniali - l'ambiente, il clima, la cultura, la storia e l'archeologia sono estremamente presenti nel Mezzogiorno. Quindi è bene che la questione si mantenga in evidenza.
Inoltre - se il relatore vorrà prenderlo in considerazione - invece che sostitutivo dell'ultima parte del comma, vorrei che questo emendamento diventasse aggiuntivo, perché sottolinea una priorità. Infatti, se lasciassimo solo l'espressione «aree depresse», molto probabilmente molte risorse potrebbero essere destinate ad altri luoghi d'Italia che forse hanno una priorità secondaria rispetto al Mezzogiorno. Se venisse accolta questa mia volontà di modifica, cioè quella di rendere aggiuntivo questo emendamento 1.15, noi potremmo stabilire che vogliamo sostenere prioritariamente il sud per uno sviluppo turistico, come è nella sua vocazione.

PRESIDENTE. Onorevole relatore per la maggioranza?

GIUSEPPINA SERVODIO, Relatore per la maggioranza. Vorrei dire al collega Scaltritti che nessuno di noi in Commissione ha voluto escludere il Mezzogiorno dagli obiettivi principali di questa legge. Voglio ricordargli che al punto b) dell'articolo 1 si fa proprio riferimento al riequilibrio territoriale delle aree depresse, e il Mezzogiorno fa parte delle aree depresse.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Scaltritti 1.15, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (
Vedi votazioni).
(Presenti 385
Votanti 338
Astenuti 47
Maggioranza 170
Hanno votato
sì 131
Hanno votato
no 207).


Pag. 84

Passiamo alla votazione dell'emendamento Bono 1.6.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Bono. Ne ha facoltà.

NICOLA BONO. Signor Presidente, sulla maggior parte degli emendamenti il relatore, invece di esprimere parere contrario, ha formulato un invito al ritiro, ma sostanzialmente è la stessa cosa del parere contrario. Non c'è una particolare diversità di valutazione.
Desidero esprimere il concetto che non accetterò alcun invito al ritiro, poiché è come se fossero tutti pareri contrari. Il relatore ha voluto usare un modo più gentile per esprimere un parere diverso dal nostro.
Ho difeso l'emendamento precedente, non perché non fosse contenuto nel testo della proposta di legge Saonara, ma perché secondo me era scritto meglio e più chiaramente nella nostra forma. Il mio emendamento 1.6, invece, non esiste proprio nella legge. E mi pare strano che si approvi una legge sul turismo, signor Presidente, e non si tenga conto che tra gli obiettivi fondamentali ci debba essere quello della destagionalizzazione, cioè quello di trovare delle politiche finalizzate a intervenire sull'elemento critico che viene a crearsi nel turismo italiano - normalmente nei mesi di luglio e di agosto - che assorbono quasi il 50 per cento della domanda turistica nazionale e internazionale, mentre, per esempio, Stati come la Spagna che hanno sostanzialmente un turismo abbastanza simile al nostro, in quei mesi hanno un afflusso del 29 per cento al massimo rispetto all'afflusso dell'anno.
Questo significa che abbiamo una situazione critica per due mesi all'anno, che determina insostenibilità ambientale e saturazione del nostro apparato alberghiero, mentre nel resto dell'anno abbiamo una scarsa utilizzazione dei posti letto e delle strutture turistiche. Non prevedere, come proponiamo, che si adottino «politiche per sanare gli squilibri prodotti da uno sviluppo spontaneo che determina ingorghi stagionali della domanda turistica e concentrazioni territoriali dell'offerta, in funzione di un più corretto e razionale uso del territorio, ispirandosi al principio del turismo sostenibile» (preciso che si tratta di cosa diversa dal turismo sostenibile della lettera precedente), mi sembra un errore grave. Si perde di mira, infatti, l'obiettivo che una legge sul turismo dovrebbe porsi: uno sviluppo equilibrato e la massimizzazione delle ricadute economiche delle politiche di rilancio del settore.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Bono 1.6, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (
Vedi votazioni).
(Presenti 382
Votanti 378
Astenuti 4
Maggioranza 190
Hanno votato
sì 178
Hanno votato
no 200).

Onorevole Edo Rossi, accetta l'invito del relatore a ritirare il suo emendamento 1.30?

EDO ROSSI. Signor Presidente, stiamo esaminando l'articolo 1, che rappresenta un riferimento per tutto il provvedimento, in quanto definisce i principi fondamentali e gli strumenti della politica per il turismo nel nostro paese: infatti, nell'articolo medesimo, si prevede che la Repubblica riconosce al turismo un ruolo strategico per lo sviluppo dell'occupazione, favorisce la crescita competitiva dell'offerta del sistema turistico nazionale e tutela le risorse ambientali. Francamente, allora, non riesco a comprendere le ragioni per le quali siano stati respinti altri emendamenti, ma soprattutto si chieda il ritiro del mio emendamento in esame. Esso, infatti, non è sostitutivo ma aggiuntivo rispetto alla lettera c): ritengo


Pag. 85

che aggiungere, dopo la previsione della valorizzazione delle risorse ambientali, dei beni culturali e delle tradizioni locali, anche ai fini di uno sviluppo turistico sostenibile, la precisazione «in coerenza con il principio di conservazione e tutela del patrimonio turistico, ricettivo ed ambientale esistente» sia non peggiorativo ma migliorativo del testo.
Ritengo peraltro sia noto a tutti, anche a coloro che di turismo si occupano poco, che alla nostra generazione compete una responsabilità particolarmente pesante: quella di tutelare il 70 per cento del patrimonio culturale ed artistico presente sul pianeta, che è collocato nel nostro paese. Credo che, da questo punto di vista, dovremmo compiere uno sforzo maggiore: chiedo quindi al relatore di modificare il suo parere sull'emendamento in esame in senso favorevole e soprattutto invito l'Assemblea a votare a favore dello stesso, che arricchisce e migliora il testo.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Edo Rossi 1.30, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (
Vedi votazioni).
(Presenti 383
Votanti 380
Astenuti 3
Maggioranza 191
Hanno votato
sì 186
Hanno votato
no 194).

Passiamo alla votazione dell'emendamento Scaltritti 1.16.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Scaltritti. Ne ha facoltà.

GIANLUIGI SCALTRITTI. Signor Presidente, la lettera d) riguarda sostanzialmente competenze regionali, per cui, anche a tale riguardo, abbiamo una dichiarazione di principi che invade competenze ed obiettivi delle regioni. Considerato che vi sono dichiarazioni di intenti nel senso di sostenere il ruolo della piccola e media impresa, nonché le strutture e i servizi, e dato che, in termini infrastrutturali, è fondamentale per lo sviluppo turistico italiano il miglioramento dei trasporti turistici, nei quali siamo fortemente carenti, anche per il ritardo legislativo, perché non sottolineare questo punto per dimostrare la volontà in tal senso e creare uno stimolo all'operatività regionale?

PRESIDENTE. Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Scaltritti 1.16, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (
Vedi votazioni).
(Presenti 381
Votanti 378
Astenuti 3
Maggioranza 190
Hanno votato
sì 177
Hanno votato
no 201).

Passiamo alla votazione dell'emendamento Chiappori 1.26.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Chiappori. Ne ha facoltà.

GIACOMO CHIAPPORI. Signor Presidente, abbiamo chiesto la soppressione della lettera e) perché ripete un'informazione superflua. Tutte le normative contengono la necessità di superare gli ostacoli alla fruizione dei servizi da parte di chi abbia ridotte capacità motorie. I comuni già prevedono situazioni particolari perché giovani e anziani possano usufruire dei servizi; non capisco perché sia necessario ripetere le stesse cose nel corpo di una legge-quadro. O meglio, tale ripetizione può essere opportuna talvolta e tal altra no.


Pag. 86

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Chiappori 1.26, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (
Vedi votazioni).
(Presenti 376
Votanti 368
Astenuti 8
Maggioranza 185
Hanno votato
sì 113
Hanno votato
no 255).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Bono 1.7, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 376
Votanti 373
Astenuti 3
Maggioranza 187
Hanno votato
sì 178
Hanno votato
no 195).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Scaltritti 1.17, accettato dalla Commissione e dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 378
Votanti 376
Astenuti 2
Maggioranza 189
Hanno votato
sì 361
Hanno votato
no 15).

Passiamo alla votazione dell'emendamento Scaltritti 1.18.
Onorevole Scaltritti, accoglie l'invito del relatore a ritirare il suo emendamento?

GIANLUIGI SCALTRITTI. No, Presidente e chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

GIANLUIGI SCALTRITTI. Il mio emendamento richiede l'aggiunta delle parole: «nonché le categorie speciali» e richiede una spiegazione. Il decreto-legge n. 97 del 1995, convertito nella legge n. 203 del 1995, che all'articolo 2, paragrafo i) prevede il sostegno e la promozione del turismo in favore dei soggetti con ridotte capacità motorie e sensoriali da parte del dipartimento del turismo presso la Presidenza del Consiglio dei ministri. Perseverare su questa linea significa limitare questo tipo di sostegno in quanto l'handicap può essere relativo a minorazioni fisiche diverse da quelle motorie come quelle psichiche. Non vedo perché si debba concentrare l'attenzione solo su alcuni handicap e la necessità di eliminare gli ostacoli non sia invece estesa a tutti gli handicap che colpiscono i cittadini.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Scaltritti 1.18, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (
Vedi votazioni).
(Presenti 380
Votanti 378
Astenuti 2
Maggioranza 190
Hanno votato
sì 178
Hanno votato
no 200).


Pag. 87

Passiamo alla votazione dell'emendamento Chiappori 1.27.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Chiappori. Ne ha facoltà.

GIACOMO CHIAPPORI. Signor Presidente, il mio emendamento propone l'eliminazione delle parole: «anche attraverso l'informazione e la formazione professionale degli addetti» perché tale previsione andrebbe bene se comportasse un incentivo agli operatori; purtroppo abbiamo constatato che i corsi formativi non sono altro che un buco nero dal quale vengono fuori ragazzi non preparati. Per questo chiediamo la soppressione di questo paragrafo.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Chiappori 1.27, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (
Vedi votazioni).
(Presenti 381
Votanti 379
Astenuti 2
Maggioranza 190
Hanno votato
sì 177
Hanno votato
no 202).

Passiamo alla votazione dell'emendamento Scaltritti 1.19.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Scaltritti. Ne ha facoltà.

GIANLUIGI SCALTRITTI. Con questo emendamento chiediamo la soppressione dei punti g) ed h). Condividiamo pienamente gli emendamenti da essi trattati, entrambi temi fondamentali per il turismo che non rientrano tuttavia nella competenza statale ma in quelle regionali. Esistono rapporti diretti di natura amministrativa e burocratica che interessano le regioni e settori come l'agricoltura e le associazioni pro loco. Si configura una invadenza in termini di principio ma anche un modo di legiferare accentratore, dirigista e statalista. Il proliferare di norme rende confusa una legge-quadro che dovrebbe essere semplice, lineare, di coordinamento tra le proposte regionali; dovrebbe intervenire in modo sussidiario lasciando libertà di sviluppo al turismo. Pur essendo d'accordo con i temi trattati nei punti in questione, ne chiediamo pertanto la soppressione.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Saonara. Ne ha facoltà.

GIOVANNI SAONARA. Signor Presidente, anche a nome dei gruppi della maggioranza, devo dire che si sta dimenticando il valore anche simbolico ed effettuale di queste due lettere del comma in esame, perché è la Repubblica che «valorizza il ruolo delle comunità locali, nelle loro diverse ed autonome espressioni culturali ed associative, e delle associazioni pro loco» ed è sempre la Repubblica che «sostiene l'uso strategico degli spazi rurali e delle economie marginali».
Onorevole Scaltritti, la Repubblica va da Bolzano a Lampedusa e moltissime associazioni di fatto guardano alle amministrazioni regionali, ma vogliono anche un riconoscimento pieno ed una cittadinanza piena nella Repubblica e - non dimentichiamolo - anche nell'Unione europea.
Per questo abbiamo approvato la legge generale sull'associazionismo ed ora aggiungiamo anche questo «pezzetto» di valore per quello che riguarda le pro loco e le realtà culturali ed associative del turismo. Per questo, anche in questo modo, ricordiamo iniziative importantissime già approvate o in via di approvazione proprio per l'uso strategico degli spazi rurali e delle economie marginali.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Scaltritti 1.19, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).


Pag. 88

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (
Vedi votazioni).
(Presenti 380
Votanti 348
Astenuti 32
Maggioranza 175
Hanno votato
sì 146
Hanno votato
no 202).

Passiamo alla votazione degli identici emendamenti Bono 1.8, Chiappori 1.28 ed Edo Rossi 1.31.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Edo Rossi. Ne ha facoltà.

CESARE RIZZI. Presidente, controlli le tessere di votazione.

PRESIDENTE. D'accordo, onorevole Rizzi.
Colleghi, vi ricordo che lavoreremo fino alle 19,30 (Applausi). Mai applauso fu più meritato di questo. Prego, onorevole Rossi.

EDO ROSSI. Signor Presidente, stiamo parlando ancora dell'articolo 1, quello relativo ai principi. L'onorevole Saonara ci ha detto che in questo caso viene messo in campo un valore ulteriore, cioè il fatto che la Repubblica valorizza il ruolo delle comunità locali, nelle loro diverse ed autonome espressioni culturali ed associative.
Vorrei richiamare l'attenzione dell'Assemblea sulle parole «espressioni culturali ed associative», perché con l'emendamento che ho presentato, identico a quelli presentati da altri colleghi, si chiede sostanzialmente di eliminare le parole «e delle associazioni pro loco».
La ragione per cui avanzo questa richiesta è sostanzialmente di merito. Perché le associazioni che fanno riferimento al sindacato, alle parrocchie e ai privati non sono citate e vengono comprese nelle «espressioni culturali ed associative», mentre invece le associazioni pro loco sono citate? Qual è la ragione di ciò? La pro loco è o non è un'associazione come tutte le altre? È o non è un'organizzazione che viene realizzata al fine della valorizzazione del turismo locale, così come avviene per altre associazioni?
Francamente anche in questo caso non riesco a comprendere quale sia la ragione per la quale viene fatta questa previsione. Credo che, anche per la limpidezza del testo, sarebbe opportuno che non vi fosse una citazione specifica riguardante le pro loco, perché le associazioni sono tutte inserite nella norma, comprese le pro loco, e quindi non si fa alcuna differenziazione o discriminazione nei confronti delle altre associazioni.
Pertanto, chiedo all'Assemblea un voto favorevole a questo emendamento.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Chiappori. Ne ha facoltà.

GIACOMO CHIAPPORI. Confermo quanto ha appena detto il collega Edo Rossi. Non vedo il motivo per cui si debbano specificare le associazioni pro loco; in base allo stesso principio potremmo inserire la guardia nazionale padana, le ACLI o l'ARCI. Non abbiamo fatto tutto questo e quindi riteniamo che l'indicazione delle associazioni pro loco sia superflua.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti Bono 1.8, Chiappori 1.28 e Edo Rossi 1.31, non accettati dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (
Vedi votazioni).
(Presenti 368
Votanti 367
Astenuti 1
Maggioranza 184
Hanno votato
sì 172
Hanno votato
no 195).


Pag. 89

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Scaltritti 1.20, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 363
Votanti 360
Astenuti 3
Maggioranza 181
Hanno votato
sì 162
Hanno votato
no 198).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Chiappori 1.29, accettato dalla Commissione e dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 370
Votanti 366
Astenuti 4
Maggioranza 184
Hanno votato
sì 365
Hanno votato
no 1).

I successivi emendamenti Scaltritti 1.21 e Saonara 1.23 sono preclusi.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Bono 1.9, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 361
Votanti 359
Astenuti 2
Maggioranza 180
Hanno votato
sì 165
Hanno votato
no 194).

GIANLUIGI SCALTRITTI. Signor Presidente, ha dimenticato di porre in votazione il mio emendamento 1.21.

PRESIDENTE. È precluso a seguito dell'approvazione dell'emendamento Chiappori 1.29 che sostituiva la lettera l). Pertanto il suo emendamento, che modifica la lettera l), è precluso.

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Bono 1.10, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (
Vedi votazioni).
(Presenti 362
Votanti 360
Astenuti 2
Maggioranza 181
Hanno votato
sì 163
Hanno votato
no 197).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Bono 1.11, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 367
Votanti 365
Astenuti 2
Maggioranza 183
Hanno votato
sì 162
Hanno votato
no 203).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Bono 1.12, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.


Pag. 90

Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (Vedi votazioni).
(Presenti 368
Votanti 366
Astenuti 2
Maggioranza 184
Hanno votato
sì 163
Hanno votato
no 203).

Passiamo alla votazione dell'emendamento Bono 1.13.
Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Bono. Ne ha facoltà.

NICOLA BONO. Signor Presidente, quando ho illustrato l'emendamento sostitutivo dell'articolo 1, ho auspicato che il Governo ed il relatore per la maggioranza modificassero il loro parere e i colleghi votassero in modo difforme dalle indicazioni date finora. Voglio ricordare che stiamo parlando di comuni a prevalente economia turistica, che sono cosa diversa dai comuni a vocazione turistica, che non sono riconducibili a parametri di alcun tipo. Il comune a prevalente economia turistica viene inteso come un ambito che ha bisogno di politiche turistiche unitarie e coordinate, incoraggiando la funzione sia sotto l'aspetto del potenziamento delle strutture e infrastrutture urbane sia sotto quello del miglioramento quantitativo e qualitativo delle politiche di accoglienza. Ciò significa che, quando vengono stanziati fondi a favore degli enti locali da destinare al miglioramento dell'arredo urbano o per la realizzazione di parcheggi o per la segnaletica e quant'altro, le erogazioni sono basate sul rapporto fra popolazione e risorse disponibili. I comuni ad economia turistica, invece, avrebbero bisogno di risorse finalizzate ad ottimizzare le condizioni su cui già fondano la loro vocazione economica.
Siccome il comune a prevalente economia turistica è individuabile e quantificabile, possono (e a nostro giudizio, debbono) essere definiti criteri per individuare le peculiarità e che costituiscano elemento di riferimento per articolare politiche mirate. Se all'articolo 1, tra i tanti compiti importanti che vengono attribuiti alla Repubblica, non si inserisce quello di selezionare tali comuni, individuandone la natura e stimolando un processo che vada verso l'individuazione di tali entità istituzionali peculiari, faremmo fallire l'obiettivo fondamentale del provvedimento: individuare i soggetti dello sviluppo turistico come sviluppo economico.
Non vogliamo, dunque, individuare una categoria privilegiata nell'ambito dei comuni, ma dobbiamo prendere atto che in Italia vi sono alcune centinaia di entità territoriali in cui il turismo costituisce l'elemento fondamentale della crescita economica e per le quali non si possono attuare politiche rientranti nella normalità delle erogazioni a favore degli enti locali. Per un comune a prevalente economia turistica, la politica dell'arredo urbano rappresenta una voce fondamentale del bilancio comunale e dovrebbe costituire un elemento di richiamo particolare per gli enti di livello territoriale superiore, che debbono decidere le politiche mirate. Tale discorso vale per l'arredo urbano, per i parcheggi e per qualunque elemento costitutivo della politica dell'accoglienza che, nei comuni a prevalente economia turistica, diventa elemento portante dello sviluppo e del suo mantenimento.
Ecco perché insistiamo affinché nell'ambito dell'articolo 1 vi sia l'individuazione del comune a prevalente economia turistica ed il collegamento con il successivo articolo 5, quando si prevede la definizione del percorso con cui selezionare i comuni in questione.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Alveti. Ne ha facoltà.

GIUSEPPE ALVETI. Signor Presidente, mi sembrava importante l'inserimento dei sistemi turistici locali nel provvedimento; in fondo i comuni turistici restano e possono costituire un sistema rappresentato da un solo comune. Abbiamo consultato le varie associazioni (dall'ANCI all'UPI) e le regioni; ci era sembrato che ciò rappresentasse una valenza importante


Pag. 91

e vorremmo che fosse mantenuto, in quanto non mortifica assolutamente i comuni a vocazione turistica.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Zacchera. Ne ha facoltà.

MARCO ZACCHERA. Signor Presidente, mi associo a quanto affermato dall'onorevole Bono. Vorrei sottolineare che i comuni a forte vocazione turistica hanno problematiche proprie, che debbono essere in qualche modo assolutamente identificate; in prospettiva debbono essere applicate fattispecie diverse con apposite leggi: pensate alle difficoltà e, allo stesso tempo, alle potenzialità che un qualsiasi comune può avere quando, durante la stagione turistica, ospita fino a dieci volte la popolazione residente. Si tratta di problemi e peculiarità che, a mio giudizio, in un provvedimento complessivo sul turismo italiano, debbono essere presi in considerazione. Non c'è nulla di male ad accogliere quanto richiesto nell'emendamento Bono 1.13.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Pezzoli, al quale ricordo che ha 1 minuto di tempo a disposizione. Ne ha facoltà.

MARIO PEZZOLI. Signor Presidente, riconosco alla Commissione di aver tentato di individuare, nell'ambito della riforma del turismo, un'organizzazione più ampia rispetto al comune a vocazione turistica o a prevalente economia turistica. Il problema è rappresentato dall'individuazione dei requisiti e dei parametri, come affermava l'onorevole Bono.
Sotto tale aspetto, ho presentato una proposta di legge per l'individuazione dei comuni a vocazione turistica; probabilmente quella proposta aveva dei limiti, come pure l'articolo 5 del testo in esame, che riguarda i sistemi turistici locali: vi è, infatti, la difficoltà di individuare, attraverso requisiti e parametri precisi, quali possano essere tali ambiti.
Anche chi sarà delegato ad individuare questi ambiti, infatti, si troverà nella difficoltà di visualizzare un territorio ben definito nel quale promuovere politiche di intervento di carattere finanziario e promozionale in genere. Con l'emendamento Bono 1.13 si tenta di porre rimedio a queste difficoltà, passando dalla definizione di «comuni a vocazione turistica» a quella di «comuni a prevalente economia turistica», che potrebbe essere il requisito individuato poi con l'articolo 7.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Basso. Ne ha facoltà.

MARCELLO BASSO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi inserisco nel dibattito per dire che il problema può essere risolto con un emendamento che io ho proposto in riferimento all'articolo 5, comma 5, che recita quanto segue: «Possono essere riferite ulteriori provvidenze ed agevolazioni allo sviluppo dei sistemi turistici locali con particolare riferimento a quelli di cui fanno parte i comuni a vocazione turistica internazionale caratterizzati da un afflusso di turisti stanziale tale da alterare, in un periodo dell'anno non inferiore a tre mesi, il parametro dei residenti».

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'emendamento Bono 1.13, non accettato dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (
Vedi votazioni).
(Presenti 334
Votanti 333
Astenuti 1
Maggioranza 167
Hanno votato
sì 151
Hanno votato
no 182).

Passiamo alla votazione degli identici emendamento Bono 1.14 e Scaltritti 1.22.


Pag. 92

Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Scaltritti. Ne ha facoltà.

GIANLUIGI SCALTRITTI. Signor Presidente, intervengo in modo velocissimo solo per dire che questo comma è pleonastico: come ho già accennato, è già prolissa la legislazione, per cui l'aggiunta di un simile comma creerebbe solo confusione.

PRESIDENTE. Passiamo ai voti.
Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sugli identici emendamenti Bono 1.14 e Scaltritti 1.22, non accettati dalla Commissione né dal Governo.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera respinge (
Vedi votazioni).
(Presenti 338
Votanti 337
Astenuti 1
Maggioranza 169
Hanno votato
sì 148
Hanno votato
no 189).

Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sull'articolo 1, nel testo emendato.
(Segue la votazione).

Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(Presenti 339
Votanti 336
Astenuti 3
Maggioranza 169
Hanno votato
sì 184
Hanno votato
no 152).

Il seguito del dibattito è rinviato alla seduta di domani.

Back Index Forward